Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Presentato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2017, arriva nelle sale il nuovo film firmato dal regista de La classe, Laurent Cantet: un altro dramma incentrato sul rapporto fra allievi e insegnante, con un workshop di scrittura creativa che farà emergere pregiudizi e tensioni latenti.
Alessio Boni è un uomo che affronta le conseguenze di una tragedia familiare in questo piccolo film d'atmosfera, che rievoca i nostri classici anni '70 e il fascino sempiterno della ghost story.
Presentato con successo alla 68a edizione del Festival di Berlino nella sezione Panorama, La terra dell'abbastanza è una delle opere prime italiane più interessanti degli ultimi anni e rivela la presenza di due nuovi giovani autori di valore nel panorama cinematografico nazionale: Fabio e Damiano D'Innocenzo.
Il film di Stivaletti può essere interessante per chi, nel film di Garrone, avrebbe voluto vedere la violenza, e non l'ha trovata. Rabbia furiosa è un film imperfetto, ingenuo, con molti limiti, ma anche onesto: la cifra di Stivaletti è questa, ed è giusto che la metta in scena.
L'opera prima di Claudio Cicconetti, che parla in primis di dipendenza sessuale e a latere delle dipendenze tutte che guariscono grazie all'amore, vorrebbe essere sia divertente che profonda, e fallisce egregiamente in entrambi gli obiettivi.
L'attesissimo secondo capitolo di Jurassic World può contare su un discreto numero di scene ben dirette e ricche di tensione ed è molto più thriller rispetto ai film del passato. Ma a venire meno è proprio "il fattore wow", quel senso di meraviglia su cui Spielberg aveva costruito il successo del primo film.
Koch Media ha appena sfornato un fantastico mediabook sul cult di Brian De Palma tratto dal celebre romanzo di Stephen King: tre dischi, buona qualità tecnica, un libretto e ben 4 ore di extra.
Per celebrare degnamente l'anniversario del ventennale dello storico film di Steven Spielberg, ecco l'uscita nel nuovo formato 4K Ultra HD con un'edizione a tre dischi, capace di dare ulteriore spessore visivo a un'opera indimenticabile.
La serie creata da Mitchell Hurwitz e prodotta da Ron Howard torna su Netflix con un nuovo ciclo di episodi più vicino ai fasti della messa in onda originale su Fox, dopo la controversa resurrezione del 2013.
Scisso tra utopia e disincanto, il nuovo film di Dan Gilroy è un ritratto scrupoloso di un uomo di legge alle prese con il fascino del proibito. Un'opera seconda con molto potenziale sprecato, salvata dalla prova magistrale di un intenso Denzel Washington.
L'esordio alla regia di Renzo Carbonera traghetta lo spettatore in una piccola comunità montana. Ne nasce una storia ispirata a quella vera del coro Polifonico di Ruda.
L'arte della fuga è la storia di una famiglia dove ognuno è in bilico tra andare e rimanere, tra cambiare o restare fermi. Un film intrigante e un po' irrisolto, dove brilla una grande Agnés Jaoui.
Per il seguito di The Strangers, ottimo successo al botteghino nel 2008, il regista Johannes Roberts e gli sceneggiatori puntano su una maggiore dose di azione e violenza ma non sono in grado né di appassionare né di spaventare.
Il regista di Tre all'improvviso e showrunner di Everwood, Arrow e Supergirl, con la complicità degli autori di This Is Us, confeziona una teen comedy fresca, sentita e ricca di accattivanti e contemporanei elementi pop. Un film un po' patinato che si guarda bene dal correre dei rischi, ma che sta dando il suo contributo a "normalizzare" sul grande schermo quello che è già normale nelle nostre vite: l'amore è amore.
Il terzo e ultimo capitolo della trilogia hot tratta dai romanzi di E.L. James, è uscito in homevideo con un blu-ray che, oltre a un ottimo reparto audio-video e a un'ora di extra, contiene una versione estesa con 5 minuti in più di quella cinematografica.
Abbiamo giocato al nuovo progetto videoludico di David Cage e della sua software house Quantic Dream, Detroit: Become Human. Da un punto di vista visivo ed artistico è un vero spettacolo, sia in termini di realizzazione grafica che come design, con un impressionante il lavoro sui personaggi grazie ad animazioni ed espressioni facciali senza precedenti.
Il regista Ernesto Daranas firma una bizzarra fiaba moderna sull'amicizia fra un accademico cubano e un cosmonauta russo, abbandonato nello spazio in conseguenza del crollo dell'Unione Sovietica: la nostra recensione di Sergio & Sergei, un film sospeso fra umorismo, malinconia e note surreali.
Il pluripremiato debutto del regista e sceneggiatore Francis Lee, ambientato nelle solitarie campagne dello Yorkshire, è un racconto in cui una passione omoerotica funge da veicolo per una difficile educazione sentimentale: la nostra recensione del bellissimo God's Own Country - La terra di Dio.
Al suo esordio con un lungometraggio, Léonor Serraille firma una sceneggiatura brillante e dirige una magnifica Lætitia Dosch per raccontare le difficoltà e i trionfi di una giovane donna che naviga un mondo a cui non vuole conformarsi.
Quello di Simone Spada è uno dei più bei film sul cinema, o meglio, sul suo senso profondo, che abbiamo visto negli ultimi anni. Non un'operazione seriosa e intellettuale, ma una commedia. Molto diversa da quelle che siamo abituati a vedere, fatte un po' con lo stampino, quotidianamente sui nostri schermi.
Il 23 maggio uno speciale del National Geographic, in onda anche su Fox Sports, ricostruisce la storia del più grande giocatore di tutti i tempi.
Su Netflix approda Cargo, horror australiano di Yolanda Ramke e Ben Howling basato sul loro omonimo cortometraggio, con un intenso Martin Freeman nel ruolo di un padre di famiglia impegnato in una disperata lotta contro il tempo: un esperimento non del tutto convincente, ma con diversi motivi d'interesse.
Oltre a un buon video, sia nel blu-ray che nel 4K, e a un ottimo audio, il bel film di Martin McDonagh esce con due extra imperdibili: i segreti dell'incredibile piano sequenza del film e il corto Six Shooter premio Oscar 2006
Uno dei peggiori film di Cannes 2018, che aspira a Argento e De Palma, ma finisce per essere un pasticcio di genere con derive trash.
Al terzo film, presentato in concorso a Cannes, Alice Rohrwacher compie una maturazione sorprendente, raccontando la parabola di Lazzaro, ragazzo di cui tutti si approfittano scambiando la sua gentilezza disarmante per stupidità, rinunciando in questo modo a bellezza e umanità. Dal 31 maggio nelle sale italiane.
Semplice, lineare, delicato, il film di Ryusuke Hamaguchi intrattiene ma si rivela fin troppo leggero per colpire nel contesto del concorso di Cannes, dove è stato presentato.
Bizzarro, pazzo ma non perfettamente equilibrato, il film di Ali Abbasi osa e spazia tra i generi senza dar punti di riferimento allo spettatore.
L'attrice Maria Laura Moraci è la regista e la sceneggiatrice dell'opera in ricordo di Niccolò Ciatti.
The Wild Pear Tree affronta il tema del confronto generazionale e della difficoltà da parte dei giovani turchi di oggi di relazionarsi con un paese che sta cambiando solo in parte, fin troppo legato alle tradizioni e al passato. Ma il film di Nuri Bilge Ceylan è anche e soprattutto la storia di un padre e di un figlio che si cercano e si amano, spesso da lontano.
Nonostante le incongruenze del plot, le sequenze slegate e le occasioni mancate di questo progetto trentennale colpito da molteplici traversie, The Man Who Killed Don Quixote è un'opera autoriale in grado di regalarci momenti di cinema purissimo e visionario che sono una vera gioia per gli occhi.
Uno humor black, caustico e nichilista pervade la pellicola, soprattutto nelle sequenze più divertenti e politically uncorrect.
Il cinema di Lee Chang-dong è costantemente sospeso tra poesia e cinema (apparentemente) di genere, e questo Burning ne è forse l'esempio più splendente ma anche il più arduo.
Cafarnao, la recensione: c'è chi ne esalterà la realizzazione e la recitazione naturalissima, c'è chi invece si dirà scandalizzato dal modo furbo e ricattatorio con cui la regista manipola i suoi spettatori con immagini che non possono lasciare indifferenti; noi facciamo parte della prima categoria.
Kevin Macdonald racconta la rapida ascesa al successo di Whitney Houston ed i problemi che ne hanno causato il declino e poi la morte in un documentario ben costruito ed intenso.
La sceneggiatrice di Pitch Perfect esordisce dietro la macchina da presa con una commedia piena di ormoni, cuore e cervello, e un grande trio comico adulto dominato da John Cena. Produce Seth Rogen.
Il nuovo film del regista giapponese, in anteprima mondiale a Cannes 2018, è un'opera adorabile, poetica e delicata che com guizzi di fantasia racconta il complesso rapporto tra fratello e sorella.
La scelta di Garrone di depurare la vendetta di Marcello dei tratti di raccapricciante ferocia che caratterizzano il fatto di cronaca restituisce purezza e potenza al racconto.
Il regista di Blancanieves torna sui grandi schermi con una commedia grottesca ed esilarante sull'amore coniugale. In sala dal 17 maggio distribuito da Movies Inspired.
L'opera prima di Emmanuel Gillibert, né naïve né politicamente scorretta, è solo molto banale e pesca tutti i luoghi comuni su scapoli incalliti e mamme single, riproponendoli senza alcun approfondimento né alcun'idea brillante che facciano distinguere questo film da migliaia di altri.
L'atteso film di Ramin Bahrani con Michael B. Jordan e Michael Shannon nei ruoli principali, remake del film di François Truffaut del 1966, è una grande delusione: tutta la pellicola si riduce ad un banalissimo sci-fi movie con elementi action e due protagonisti tanto affascinanti quanto sprecati.
Il regista esploratore ci porta nelle profondità del continente blu per ammirarne la magnificenza e ricordarci quanto sia importante salvaguardarlo, per la nostra e le generazioni future. In sala dal 17 maggio grazie a M2 Pictures.
Il regista giapponese torna alle atmosfere di lavori come Father and Son, di cui riprende in qualche modo anche i temi, raccontando i legami tra i membri di una famiglia sui generis.
Se Solo: A Star Wars Story verrà accolto con meno clamore, non sarà soltanto a causa di un calo "fisiologico" dell'interesse nei confronti della saga rispetto al "Risveglio della Forza". Alden Ehrenreich funziona bene nei panni del protagonista, ma le falle di questo film così travagliato sono altrove.
Un film che brilla per eleganza ed equilibrio, un'opera matura che rappresenta una felice summa della poetica di Spike Lee sposando felicemente forma e contenuto e stemperando la vis polemica nell'ironia.
Seppur colpito in ciò che più gli sta a cuore, Jafar Panahi continua a nutrire un profondo amore per l'Iran e lo dimostra nel tono bonario che accompagna le critiche.
Una storia drammatica, vera e attuale, che mette al centro figure femminili forti ma fallisce nel raccontarne le vicende con la dovuta sensibilità affidandosi a retorica ed eccessi di messa in scena.
Il bel film di Joe Wright che ha conquistato due Oscar per miglior attore e miglior trucco è arrivato in homevideo con un video fantastico che valorizza l'eccezionale make up del protagonista. Buono l'audio, solo sufficienti i contenuti speciali.
La casa di Jack, la recensione: Lars Von Trier torna a Cannes con un film che ha sconvolto gli spettatori della prima per la sua violenza e insistenza nel descrivere omicidi e torture.
La storia di Lara, una ragazzina transgender che sogna di diventare ballerina, è semplice nelle sue premesse ma terribilmente efficace nella sua realizzazione. La bravura del regista Lukas Dhont è soprattutto nel riuscire a rendere al meglio il senso di urgenza e disperazione della protagonista, interpretata ottimamente da Victor Polster.
Torna l'antieroe Marvel con un sequel in linea con quanto visto di buono nel primo film, a dispetto di un paio di forzature in più che non rovinano l'effetto complessivo.