La fine

2018, Thriller

La fine: viaggio verso l’apocalisse

La nostra recensione del film Netflix La fine (How it Ends), disponibile nel catalogo del servizio streaming dal 13 luglio.

La fine: una foto di scena

Come molti utenti avranno potuto constatare, Netflix, negli ultimi tempi, ha incrementato di molto il numero di film tra gli original del suo catalogo. L'elevato numero di produzioni e distribuzioni non si è rivelato, però, sempre sintomo di qualità e, dopo aver rilasciato poche perle come Mudbound, ha puntato sulla quantità dando la luce ad un copioso esercito di film adrenalinici e visivamente interessanti che, però, non convincono del tutto nel plot, dividendo spesso la critica come è stato per il blockbuster Bright, con The Cloverfield Paradox o The Open House. È così anche per questo La fine che vanta comunque nomi quali Theo James (uno dei protagonisti nella saga di Divergent) e Forest Whitaker (di recente visto in Rogue One: A Star Wars Story e Black Panther). Lo script, ad opera di Brooks McLaren, ha visto la luce nel 2011 e dopo un periodo di stallo di ben quattro anni è giunto nelle mani del regista David M. Rosenthal nel 2015 e finalmente in quelle di Netflix per la distribuzione globale nel 2017.

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La trama di La fine (titolo originale How It Ends) si presenta fin da subito molto chiara e semplice: dopo una pessima serata segnata da accese discussioni a casa dei genitori della sua fidanzata Sam a Chicago, Will si sveglia nella sua stanza d'albergo pronto a prendere il prossimo volo per Seattle sollevato di poter tornare a casa e raggiungere la sua bella in dolce attesa, ma qualcosa di strano inizia ad accadere: comunicazioni interrotte e voli cancellati in tutto il paese causano l'allarme generale costringendo lui e il padre dell'amata ad intraprendere un pericoloso viaggio attraverso l'America e l'apocalisse.

La fine: una suggestiva immagine del film

Puoi sfuggire all'apocalisse ma non ai cliché

La fine: Theo James in un'immagine del film

La fine è un film che cerca di districarsi tra le varie sfumature dell'action senza, però, imboccare una strada precisa. Parte come road movie per poi trasformarsi in un survival ed infine in un disaster movie in piena regola, assimilando solamente le caratteristiche principali e superficiali di ciascuna tipologia, senza nessun particolare guizzo creativo, offrendo una trama che rimane sempre lineare, prevedibile ed a tratti eccessiva e stucchevole. Man mano che i personaggi agiscono ci aspetteremmo un crescendo di emozioni e invece il livello di tensione rimane stabile, non aumenta, anzi, troppo spesso diminuisce, fino ad arrivare al punto di mettere lo spettatore nella condizione di non riuscire più ad empatizzare con i protagonisti, che risultando estremamente abbozzati e stereotipati, rimanendo semplici pedine in un gioco a percorso lineare.

La fine: Forest Whitaker in una foto di scena

A risentire maggiormente di tutto ciò è il personaggio del bravissimo Forest Whitaker, padre severo e intransigente ma dal cuore tenero, un ex marine che "si è fatto da solo" e che non accetta le facili scorciatoie che ricercano i giovani d'oggi. Un peccato che durante lo svolgimento dell'azione perda via via di spessore acquisendo un'innaturale sdolcinatezza che farà venire di sicuro la carie a molti e si addice poco a come ci è stato presentato. Anche gli altri personaggi non subiscono un trattamento migliore, rimanendo piuttosto superficiali e incoerenti. Insomma una fiera dei cliché in salsa apocalittica che intrattiene ma coinvolge poco.

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L'occhio vuole la sua parte

La fine: un'immagine del film

Elemento di pregio sono le immagini tipicamente evocative di un cataclisma in corso: tempeste elettriche, piogge torrenziali seguite da clima torrido**, nubi tossiche e aurore boreali sono state rese estremamente bene. La CGI non risulta artificiosa e si fonde perfettamente con il paesaggio regalando scorci suggestivi a supporto della debole trama. L'apocalisse, o presunta tale, che si scatena negli Stati Uniti è il vero e proprio pilastro che regge la narrazione influenzando efficacemente le azioni e le scelte morali dei protagonisti, abili nell'adeguarsi con estrema e innaturale facilità alle avversità e al clima di terrore e violenza che si instaurerà nel paese. Ovviamente non viene data la benché minima spiegazione di ciò che accade, le orride meraviglie del clima estremo rimangono episodiche, spettacolari intermezzi che sorreggono senza avere mai il ruolo che, forse, meriterebbero.

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La storia fila liscia tra drammi e scene d'azione degne di un film anni '90 fino a giungere all'inevitabile finale, o forse no? Ovviamente non faremo spoiler lasciando a voi il piacere di giungere alla fine del viaggio insieme ai protagonisti ma, ai titoli di coda una domanda ce la poniamo: non sarebbe stato meglio aggiungere al titolo originale un bel punto interrogativo?

La fine: viaggio verso l’apocalisse
Erika Sciamanna
Redattore
2.5 2.5
Cinecittà World
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