Star Wars: The Mandalorian and Grogu è un film del 2026 diretto da Jon Favreau con Pedro Pascal e Sigourney Weaver. Uscita al cinema: 20 Maggio 2026. Durata: 132 min. Distribuito in Italia da Walt Disney Studios Motion Pictures Italia. Paese di produzione: USA.
Il film segue le avventure di Din Djarin, il Mandaloriano che è stato introdotto nell'universo di Guerre Stellari dalla serie omonima, e del piccolo Grogu. Dopo aver ufficializzato il loro legame come padre e figlio adottivo su Nevarro, che fa di Grogu l'apprendista ufficiale di Din, i due intraprendono una nuova missione per conto della Nuova Repubblica.
Su incarico di Carson Teva, Din e Grogu daranno la caccia ai resti dell'Impero che continua a essere una minaccia per la galassia. La storia si dipana attraverso territori inesplorati, dove i due dovranno affrontare una minaccia imperiale che vuole destabilizzare la fragile pace raggiunta da poco. Mentre cercano di portare a termine la missione, Din deve anche far fronte al suo nuovo ruolo di mentore; nel frattempo i poteri di Grogu continuano a crescere sempre di più.
Diretto da Jon Favreau, che l’ha anche scritto con Dave Filoni e Noah Kloor, Star Wars: The Mandalorian and Grogu rappresenta il ritorno di Star Wars sul grande schermo dopo una pausa iniziata nel 2019. Originariamente concepito come quarta stagione della serie Disney+, il progetto è stato trasformato in lungometraggio per volontà di Jon Favreau e Kathleen Kennedy. Il passaggio al formato cinematografico è stato vissuto dal regista come "una nuova sfida" che ha permesso di reinquadrare l'approccio narrativo, liberandosi dai limiti strutturali della televisione. Lo sceneggiatore Dave Filoni ha descritto il film come il culmine di quanto seminato nelle serie animate e live-action, definendo la storia "perfettamente adatta al grande schermo". Il film non è solo un seguito, ma il culmine di un percorso di restaurazione dell'immaginario di Star Wars.
Il film si colloca cronologicamente dopo la caduta dell'Impero, con la Nuova Repubblica che fatica a mantenere l'ordine. L'Impero è caduto, ma non è sparito. Siamo nell'era dei resti dell'Impero, guidati da signori della guerra che controllano settori isolati della galassia. La Nuova Repubblica è un governo fragile, idealista ma burocraticamente lento. Fatica a proteggere i sistemi lontani dal Nucleo, lasciando spazio a pirati e fazioni estremiste imperiali. Questo "vuoto" è lo spazio d'azione in cui Din Djarin si muove come araldo di un ordine che ancora non c'è. Così il regista Jon Favreau sul film: "Ho amato raccontare storie nel ricco mondo creato da George Lucas, ma la prospettiva di portare il Mandaloriano e il suo apprendista Grogu sul grande schermo è estremamente entusiasmante. Abbiamo visto questo passaggio come una sfida per elevare ogni singolo aspetto tecnico, dalla scala delle battaglie alla profondità dei dettagli".
Din Djarin è passato dall'essere un mercenario fedele a un credo radicale a diventare il proprietario (sebbene riluttante) della Darksaber e, infine, un corsaro ufficiale per la Nuova Repubblica. Ora non fugge più, ma agisce per "ripulire" la galassia. Grogu ha rinunciato all'addestramento Jedi con Luke Skywalker per restare con la sua famiglia (i Mandaloriani). Il film lo vede ormai nel ruolo di Apprendista Mandaloriano, unendo la sensibilità alla Forza con l'addestramento bellico.
Durante il CinemaCon 2026, Favreau ha paragonato il film a una "nuova scatola di colori", evidenziando come la scala della produzione sia stata elevata con battaglie campali e varietà ambientali per giustificare l'esperienza in sala e l'uso del formato IMAX. C’è anche un ritorno massiccio agli effetti pratici che aggiungono un realismo che il digitale da solo non può replicare. Questi elementi "materici" sono i colori fondamentali con cui la Lucasfilm vuole dipingere questo nuovo capitolo, cercando di ritrovare lo spirito artigianale della trilogia originale ma con la potenza dei mezzi moderni.
La tecnologia StageCraft, conosciuta comunemente come "The Volume", è l'innovazione che ha rivoluzionato il modo di girare la saga di Star Wars a partire dalla prima stagione della serie TV The Mandalorian: in pratica bisogna immaginare un set cinematografico circondato non dai teli verdi del green screen, ma da un immenso cilindro di schermi LED ad altissima risoluzione (pareti e soffitto). Su questi schermi vengono proiettati fondali digitali fotorealistici creati con il motore grafico stesso usato per i videogiochi. Se la scena è ambientata su Tatooine, gli attori vedono il deserto intorno a loro, non il vuoto verde. Gli schermi LED illuminano gli attori e le loro armature metalliche con i colori reali dell'ambiente. Se sul fondale c'è un tramonto rosso, i riflessi sull'elmo del Mandaloriano saranno rossi in modo naturale, eliminando ore di lavoro in post-produzione. Quando la cinepresa si muove, il fondale sugli schermi si sposta in prospettiva perfetta (parallasse), dando l'illusione di una profondità infinita.
Ma visto che questa tecnologia ha comunque dei limiti (spazio fisico circoscritto e profondità di campo artificiale), la produzione ha deciso di evolvere la tecnica mescolandola con l'approccio classico spingendo verso set reali e miniature fisiche. Per questo Jon Favreau ha collaborato con leggende degli effetti speciali come Phil Tippett (stop-motion) e John Knoll (Industrial Light & Magic) per garantire un'estetica sporca e realistica. Grogu è quasi interamente un pupazzo animatronico creato dai Legacy Effects. Sebbene esista una versione in CGI per le scene di azione estremamente dinamica, Favreau e Filoni preferiscono usare il pupazzo fisico ogni volta che è possibile perché la sua presenza sul set cambia completamente la recitazione degli attori, creando una connessione emotiva reale.
Il cast mescola conferme storiche e ingressi di altissimo profilo: Pedro Pascal torna nel ruolo del Mandaloriano Din Djarin, il cui rapporto con Grogu si evolve da protettore a insegnante. Sul suo personaggio, Pascal ha detto: "Tornare nel casco di Din per il cinema è stato speciale. Il rapporto con Grogu si evolve: non è più solo protezione, è insegnamento. Ora Din sta preparando il bambino per il futuro della galassia".
Entra nel franchise Sigourney Weaver nei panni del Colonello Ward, un ruolo chiave perché rappresenta la parte della Repubblica che comprende la necessità di collaborare con figure "esterne" come i Mandaloriani. L’inserimento nel cast dell’attrice veterana di set con creature fantastiche (da Alien ad Avatar), rappresenta uno dei colpi produttivi più significativi per la Lucasfilm: Favreau ha rivelato di aver scritto scene apposta per lei dopo aver visto la sua immediata connessione emotiva con l'animatronic di Grogu sul set. Sigourney Weaver così ha commentato il suo ruolo: "Il Colonnello Ward è un personaggio complesso, una donna che deve bilanciare la fredda burocrazia della Nuova Repubblica con la necessità morale di fare la cosa giusta. Lavorare in questo 'Universo Usato' è stata una boccata d'aria fresca, un ritorno al cinema artigianale che amo". Sull’attrice, il regista Favreau ha detto: "Vedere un'icona della fantascienza come Sigourney interagire con Grogu è stato uno di quei momenti in cui capisci che il film ha trovato la sua anima. Non potevo non espandere il suo ruolo per catturare quella scintilla".
Confermata come cameo d’eccezione la presenza di Martin Scorsese come voce del "fry cook" Ardenniano Hugo, mentre torna Zeb Orrelios, interpretato da Steve Blum, il personaggio amato dai fan di Rebels, consolidando l'unione tra le varie ere della saga.
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