The Last of Us: Part 2, anteprima del videogioco per Ps4

Videogiochi e cinema, quando le due arti si fondono in un'unica opera: all'E3 di Los Angeles Naughty Dog ha mostrato un nuovo video del suo progetto.

Sono passati diversi anni dal lancio del primo The Last of Us, arrivato quasi a chiusura della generazione precedente. Il titolo di Naughty Dog fu importante per più di un motivo, primo fra tutti la capacità di far fare al medium videoludico un passo in avanti dal punto di vista del rapporto tra giocabilità e narrazione. Un legame destinato a cementarsi ulteriormente anche nel secondo episodio, come evidenziato dal nuovo trailer di gameplay presentato pochi giorni fa dal team californiano alla fiera di videogiochi per console e computer organizzata annualmente dall'Entertainment Software Association. Un video duro, violento, che sembra confermare quel cambio di rotta nella trama già intravisto nel primo teaser del 2016 con protagonista Ellie, con rabbia e vendetta a fare da sfondo alle vicende dei protagonisti al posto dell'amore e della speranza trattati nel primo The Last of Us.

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Il trailer

Il filmato dell'E3 di Los Angeles mostra finalmente in azione The Last of Us: Part II, con scene in movimento che "raccontano" più di quanto possa sembrare di primo acchito. Eccezionale dal punto di vista tecnico, con una direzione della fotografia che dimostra ancora una volta le capacità cinematografiche di Naughty Dog, il video inizia con una musica allegra e le scene di una festa. Gente di ogni età che si diverte, balla e ride. Tranne una, in piedi appoggiata a un tavolo mentre sorseggia una bevanda. È una ragazza carina dallo sguardo un po' malinconico, ma nonostante qualche anno in più non si fa fatica a riconoscere in lei il viso di Ellie. La vediamo accanto a un amico di origine asiatica scrutare un po' infastidita una coppia che danza al centro della sala. A un certo punto, la donna del duo si stacca dal partner, le si avvicina e la invita a ballare: in quel momento, attraverso una regia che indugia sapientemente sull'alchimia di gesti e sguardi complici, prima ancora delle parole si capisce che tra di loro c'è un rapporto, che quella ragazza è la compagna di Ellie e che forse quest'ultima osservava la scena di prima con un pizzico di gelosia.

The Last of Us: Part II

L'amore è un sentimento che per fortuna esula dagli eventi e da ogni "limite", che non fa distinguo di sessi: nasce, si sviluppa e pervade il cuore e l'anima delle persone, anche in un mondo morente. Ed è così che le labbra delle due si avvicinano, sempre di più fino a sfociare in un tenero bacio. Un gesto romantico, naturale, che come un lampo illumina per una frazione di secondo lo schermo. Ma che dura lo spazio di un'inquadratura: Naughty Dog fa muovere la telecamera attorno alla coppia e la scena cambia. Tutto diventa scuro, come in una favole nera, di quelle dove non c'è mai un lieto fine, ma solo morte e dolore. Ellie adesso è sola, non abbraccia più la sua amata, ma un uomo a cui conficca con sadica violenza più volte il coltello in gola. In giochi come The Last of Us 2 concetti come "bene" e "male" sono piuttosto astratti, e giocando si finisce spesso per chiedersi qual è la sottile linea rossa che separa il giusto dallo stolto, quando un'azione smette di essere corretta per diventare sbagliata. E non riesce quasi mai a stabilirlo in maniera definitiva: se in altri titoli si uccide per divertimento o per ottenere un punteggio, qui è una scelta funzionale e cruda, ma quasi sempre giustificata dagli eventi. Un atto dovuto, necessario.

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Braccata!

The Last of Us: Part II

Si entra così nel vivo dell'azione, dove Naughty Dog conferma la propria eccellenza nell'applicare uno strato narrativo all'interazione tipica di un videogioco, coinvolgendo il giocatore anche quando semplicemente si muove tra le ambientazioni. Tra i cumuli di macerie e la fitta vegetazione che ha preso possesso di quella che una volta era la dimora di milioni di esseri umani, Ellie cerca di evitare i compagni dell'uomo che ha ammazzato poco prima, strisciando sotto le auto o arrampicandosi sui muri per raggiungere posizioni di vantaggio. Della ragazzina indifesa del primo capitolo non sembra esserci più traccia, inghiottita dalla rabbia e dal dolore: al suo posto adesso c'è una donna forte e risoluta, decisa a eliminare i suoi nemici. Uomini e donne ben equipaggiati e crudeli, che comunicano tra loro e si coordinano a voce o per mezzo di segnali acustici, forti di una nuova intelligenza artificiale che gli sviluppatori hanno definito più "umana" e dunque capace di donare ai personaggi routine comportamentali più logiche e naturali.

The Last of Us: Part II

Ad un certo punto la situazione precipita, e con essa ogni speranza di evitare lo scontro: Ellie viene scoperta da due ostili e ricomincia a danzare, ma questa volta nel ballo della morte. L'azione è brutale, come le sequenze successive dove la ragazza viene prima colpita di striscio, poi evita un secondo colpo grazie a un altro elemento nuovo del gameplay, la schivata, e contrattacca. Taglia la gola a una donna a cui strappa di mano un grosso martello, infine con lo stesso colpisce a più riprese il secondo aggressore, fino a tramortirlo e conficcandogli l'oggetto nel cranio. Tutto avviene rapidamente e con una fluidità di gioco davvero impressionante. Ferita, braccata, Ellie sembra un cucciolo smarrito, quasi indifeso mentre geme dal dolore dopo aver trovato rifugio in ciò che resta di un negozio. Nascosta dietro al bancone, tra cumuli di spazzatura, plastica, vestiti intrisi di umidità e di chissà quali altre sostanze, ascolta i passi dei suoi inseguitori che scivolano fra gli scaffali di ferro, arrugginiti come tutte le componenti metalliche dell'edificio.

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Furia cieca

The Last of Us: Part II

Ma improvvisamente tutta la rabbia che ha dentro esplode in una furia omicida che le restituisce le forze perdute: istinto di sopravvivenza o magari il desiderio di vendetta, di una rivincita da consumare contro coloro che forse l'hanno privata di quanto di più caro aveva al mondo, la speranza di un futuro migliore, dell'amore? In un turbinio di grida e sangue elimina uno dopo l'altro i suoi cacciatori, per poi sferrare il colpo di grazia al più forte del gruppo, in ginocchio davanti a lei, sconfitto e inerme. Due colpi netti, decisi di machete, fino a mozzargli la testa. Una violenza feroce, mostrata senza filtri da Naughty Dog. Perché quello è il "nuovo mondo", quello che l'umanità ha "saputo" costruirsi con l'egoismo e l'odio. Un mondo dove le teorie darwiniane sulla selezione naturale hanno trovato casa, dove il più forte sopravvive al più debole, in cui la moralità, la legge e la civiltà hanno lasciato il posto ai più brutali istinti primordiali dell'essere umano.

The Last of Us: Part II

Dove non c'è spazio per l'empatia. Almeno non quando devi lottare per evitare di essere sopraffatto. Poi tutto cambia nuovamente, la musica riparte, torna la luce, ci sono di nuovo la festa, gli amici e l'amore. È il passato che vive nel ricordo, o è questo il presente? Non lo sappiamo, perché Naughty Dog ci lascia così, sfumando la scena sul sorriso in primo piano di Ellie, e con qualche grosso punto interrogativo sui nuovi personaggi e su Joel, che forse viene citato all'inizio del trailer, quando il ragazzo vicino alla protagonista le dice "il tuo vecchio oggi mi ha fatto impazzire". Ma anche con la soddisfazione di aver visto comunque qualcosa di una potenza visiva devastante, frutto di una regia cinematografica, di una scrittura efficace e di un lavoro tecnologico che forse con quest'opera ha raggiunto l'apice su PlayStation 4.

Articolo a cura di Massimo Reina

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