Il Diavolo Veste Prada 2 è un film del 2026 diretto da David Frankel con Meryl Streep e Anne Hathaway. Uscita al cinema: 29 Aprile 2026. Durata: 111 min. Distribuito in Italia da Walt Disney Studios Motion Pictures Italia. Paese di produzione: USA.
La storia riprende diciannove anni dopo gli eventi del primo capitolo: Miranda Priestly detiene ancora la direzione di Runway, ma la sua leadership è minacciata dal declino dell'editoria cartacea nell'era digitale. La rivista affronta un crollo dei ricavi pubblicitari e una perdita di rilevanza rispetto ai nuovi media, spingendo il gruppo editoriale Elias-Clark a valutare tagli drastici. Per salvare la testata dal fallimento finanziario, Miranda deve ottenere un investimento massiccio che solo un grande gruppo del lusso può garantire.
L'operazione finanziaria vede come protagonista Emily Charlton, l'ex assistente di Miranda, divenuta nel tempo una donna d'affari di successo e dirigente di alto livello in un fondo d'investimento globale. Emily detiene il potere decisionale sul futuro di Runway e di Miranda stessa, invertendo i ruoli che avevano in passato: adesso è Emily a decidere con un "questo è tutto" il destino di Miranda. Tra le due donne si inserisce Andy Sachs, ora giornalista indipendente e influente, che viene coinvolta come intermediaria per facilitare le trattative ed evitare il collasso della rivista. Andy osserva come l'incredibile carisma e gravitas di Miranda continuino a influenzare le traiettorie professionali di chiunque le orbiti intorno, nonostante i cambiamenti del mercato.
La vicenda si sposta a Milano, dove i nuovi assistenti di Runway gestiti da Nigel, tra cui la determinata Simone Ashley e il competitivo Caleb Hearon, preparano una sfilata decisiva presso l'Accademia di Brera. Il racconto arriva anche il Lago di Como, dove Andy e Miranda si confrontano sui compromessi necessari per sopravvivere in un settore dominato dagli algoritmi. Il film analizza la tensione tra l'eccellenza tradizionale e la velocità del consumo digitale, culminando in una scelta strategica che ridefinisce l'eredità professionale di tutte le protagoniste.
Diretto da David Frankel, che ritorna alla regia dopo il primo capitolo del 2006, Il Diavolo veste Prada 2 non è un semplice sequel nostalgico, ma un'esplorazione del declino dell'editoria cartacea e del potere delle riviste patinate di fronte all'ascesa del digitale e dei social media. La necessità narrativa è nata infatti dall'osservazione del collasso dell'editoria tradizionale e lo stesso regista ha sottolineato come il 2006 fosse l'apice delle riviste cartacee, mentre oggi Miranda Priestly si trova a gestire un impero "analogico" in un mondo dominato da algoritmi e social media. Sulla sfida della modernità, il regista Frankel ha detto: "Il cuore pulsante di questo sequel è la domanda: 'Cosa accade quando l'eccellenza diventa un ostacolo al profitto immediato?'. Il film è un’ode alla bellezza che resiste, nonostante Miranda faccia di tutto per renderla spietata".
La sceneggiatrice Aline Brosh McKenna ha lavorato per bilanciare il tono satirico dell'originale con una riflessione più amara sulla maturità. Se il primo film riguardava l'ascesa di Andy, questo si focalizza sulla sopravvivenza di un'icona che si rifiuta di diventare obsoleta. "Tutti volevano sapere se Andy e Miranda si fossero mancate - ha detto la sceneggiatrice - la verità è che persone così non si mancano, si studiano. Ho scritto i dialoghi pensando a un duello dove le armi sono il silenzio e la competenza".
Il film segna la storica reunion del nucleo originale, a partire ovviamente da Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly, che in questo capitolo è in una fase di vulnerabilità professionale mai vista prima e affronta la sfida più grande, quella di mantenere la rilevanza di Runway in un mercato che sembra averla superata. Sul suo personaggio, Meryl Streep ha detto: "Non volevo che Miranda sembrasse una reliquia, ma nemmeno qualcuno che ha ceduto ai tempi. In questo film, la sua sfida non è più intimidire una stagista, ma affrontare il fatto che il mondo che ha costruito con tanta ferocia sta diventando un ecosistema che non riconosce più".
Ma torna anche Anne Hathaway che interpreta Andy Sachs con una nuova consapevolezza e un ruolo professionale evoluto: Andy non è più la ragazza ingenua, ha un potere proprio, creando un nuovo tipo di tensione con Miranda, basata sul rispetto reciproco ma anche su visioni divergenti del futuro. Così Anne Hathaway sul suo personaggio: "Andy torna in questo mondo non perché ne abbia bisogno, ma perché ha capito che il linguaggio di Miranda, per quanto brutale, è l’unico che parla ancora di eccellenza in un mare di mediocrità digitale. Il loro rapporto si è trasformato in una sorta di partita a scacchi tra pari".
Ritornano anche Emily Blunt nel ruolo di Emily Charlton, ora inserita in un contesto di alta dirigenza, e Stanley Tucci (Nigel) che resta il custode dell'anima estetica di Miranda e la colonna portante della sua strategia. Il cast si espande poi con le presenze di Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Caleb Hearon, Helen J. Shen e Lucy Liu, solo per citare alcune delle nuove entrate.
Quanto alla colonna Sonora, Theodore Shapiro torna alle musiche, mentre il brano originale Runway è interpretato da Lady Gaga feat. Doechii. Proprio il coinvolgimento di Lady Gaga con il brano Runway sottolinea la volontà di mantenere il film come un punto di riferimento per la cultura pop contemporanea, unendo moda, musica e cinema d'autore.
Le riprese si sono svolte tra New York e l'Italia. La sfilata di Runway è stata girata all'interno dell'Accademia di Brera a Milano, scelta dettata dalla necessità di privacy per il cast e per proteggere un importante cameo segreto. La passerella è stata costruita in soli cinque giorni da una troupe locale specializzata in vere sfilate della Fashion Week milanese. Per una sequenza chiave, l'interno del Museo del Cenacolo Vinciano è stato interamente ricostruito in un teatro di posa. Questo perché l'illuminazione cinematografica avrebbe rischiato di danneggiare l'affresco originale di Leonardo. Il team di scenografi italiani ha realizzato una copia in scala 3/4 di incredibile precisione. Inoltre è stata utilizzata Villa Balbiano sul Lago di Como per rappresentare la lussuosa dimora di Benji Barnes, e altre location milanesi sono state Villa Arconati, Palazzo Clerici, Galleria Vittorio Emanuele II e il cortile di Santa Maria delle Grazie.
I costumi sono stati curati da Molly Rogers, già nota per il suo lavoro in Sex and the City e And Just Like That. La costumista ha raccolto l'eredità di Patricia Field ridefinendo lo stile di Runway vent'anni dopo l'originale. Il look del film mescola pezzi d'archivio storici con l'avanguardia contemporanea. Grazie al prestigio e all'impatto culturale del franchise, diverse case di moda che solitamente non prestano i propri pezzi d'archivio per produzioni cinematografiche hanno eccezionalmente aperto le loro collezioni alla produzione. Tecnicamente, la sequenza della sfilata all'Accademia di Brera è stata l'operazione più complessa. Una curiosità tecnica: la scrivania originale di Miranda Priestly del 2006 è stata recuperata da un magazzino della Fox e riutilizzata per il sequel. L'estetica del film è stata supportata da partner tecnici come Dyson per l'hair styling.
Il massiccio tour promozionale ha toccato Città del Messico, Tokyo, Seul e Shanghai. La premiere mondiale si è svolta il 20 aprile 2026 al Lincoln Center di New York, trasmessa in diretta streaming su Disney+. Il 24 aprile 2026, Milano ha ospitato l'anteprima in quattro cinema. In contemporanea, Rinascente Piazza Duomo è stata trasformata nel quartier generale del film: il piano -1 è diventato un hub esperienziale che riproduce la redazione di Runway, con l'ufficio di Miranda e il leggendario "closet".
Meryl Streep, Anne Hathaway, Stanley Tucci, Emily Blunt: fino a nemmeno due anni fa non avevamo molte speranze di rivederli insieme nella redazione di Runway e invece, per la gioia nostra e di molti altri fan, è successo con Il diavolo veste Prada 2. Miranda …
Attualmente Il Diavolo Veste Prada 2 ha ricevuto la seguente accoglienza dal pubblico:
Il Diavolo Veste Prada 2 è stato accolto dalla critica nel seguente modo: su Metacritic ha invece ottenuto un voto di 61 su 100 mentre su Imdb il pubblico lo ha votato con 7.0 su 10
I 40 milioni raccolti in patria non trovano conferma sui mercati internazionali per il film tratto dal popolare videogame, mentre il sequel de Il diavolo veste Prada incrementa ancora i suoi incassi.
Gli incassi da capogiro del secondo capitolo (oltre 250 milioni di dollari) hanno già convinto il regista a rimangiarsi i vecchi "mai più". Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt potrebbero tornare per un terzo capitolo, magari attingendo ai nuovi libri di Lauren Weisberger.
Accompagnati dalle parole del regista, ecco qualche considerazione sul sequel campione d'incassi che oltre a divertire sa muovere un'importante critica sociale con i toni della commedia.
L'attrice premio Oscar avrebbe ottenuto una cifra considerevole per interpretare nuovamente Miranda Priestly, assicurandosi che anche le sue colleghe ricevessero lo stesso trattamento.
L'interprete di Miranda Priestly ha condiviso la sua opinione sul modo in cui si ha la tendenza a raccontare le storie sul grande schermo.