211 – Rapina in corso: Nicolas Cage in uno dei più brutti action visti al cinema di recente

Risulta davvero difficile trovare un motivo di interesse nel film del quarantaquattrenne York Alec Shackleton, che sorprende soprattutto per la scarsa qualità della realizzazione tecnica e delle interpretazioni, degna di un tv movie di livello scadente prodotto con budget prossimo allo zero.

211 - Rapina in corso: Nicolas Cage in una scena del film
211 - Rapina in corso: Nicolas Cage in una scena del film

Fin dalle primissime inquadrature, in cui sui titoli di testa si passa con dissolvenze di scarso gusto estetico dallo schermo di un computer che ci mostra rapide transazioni di denaro ai due personaggi che le stanno effettuando, si ha subito la sensazione di trovarsi di fronte a un film di un livello insolitamente basso per essere un action statunitense approdato nelle sale italiane. La conferma definitiva arriva qualche istante più tardi con la mediocre scena d'azione successiva, dove assistiamo alla carneficina compiuta da quattro mercenari traditi alla ricerca dei soldi che gli erano stati promessi.

Sono passati solo cinque minuti ma le speranze che il film migliori con il passare del tempo grazie all'inevitabile entrata in scena del protagonista Nicolas Cage sono già ridotte al lumicino. E infatti purtroppo, tra situazioni scontate e dialoghi banali (in diverse occasioni si giunge al ridicolo involontario), interpretazioni sopra le righe e sequenze action mal girate, 211 - Rapina in corso è destinato a trascinarsi con grande fatica e in maniera molto lenta - nonostante la breve durata di un'ora e venti - verso un epilogo posticcio e melenso.

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Nicolas Cage contro i rapinatori cattivi

211 - Rapina in corso: Dwayne Cameron e Nicolas Cage in una scena del film
211 - Rapina in corso: Dwayne Cameron e Nicolas Cage in una scena del film

La narrazione del film si apre in Afghanistan, dove un profittatore di guerra specializzato nell'ottenere ricchi appalti per le ricostruzioni viene ucciso insieme alla complice da quattro mercenari cui deve un milione di dollari. Poco prima di morire, l'uomo confessa di aver appena trasferito una cifra di poco superiore a quell'importo in una banca di Chesterford, nel Massachusetts. I quattro assassini privi di scrupoli si dirigono così negli Stati Uniti con l'obiettivo di rapinare la banca e appropriarsi dei soldi che gli spettano. Qui, però, dovranno loro malgrado vedersela con Mike Chandler (Nicolas Cage), rispettato poliziotto in procinto di andare in pensione che ha da pochi mesi perso la moglie e vive un rapporto difficile con la figlia Lisa (Sophie Skelton), in dolce attesa e sposata con il partner Steve McAvoy (Dwayne Cameron).

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Un film d'azione scadente

211 - Rapina in corso: Mark Basnight in una scena del film
211 - Rapina in corso: Mark Basnight in una scena del film

Vagamente ispirato alla sparatoria losangelina di North Hollywood del 1997, uno degli scontri a fuoco più violenti della storia americana nel contesto di una rapina in banca, il film diretto da York Alec Shackleton e scritto a quattro mani dallo stesso regista con John Rebus, come già accennavamo in precedenza, è un film stracolmo di difetti che sorprende in primis per la scarsa qualità della realizzazione tecnica (regia, fotografia, montaggio) e delle interpretazioni (dai protagonisti ai comprimari, fino ad arrivare persino alle comparse), degna di un tv movie di livello scadente prodotto con budget prossimo allo zero. Risulta davvero difficile menzionare un pregio di 211 - Rapina in corso e, in un contesto del genere, appare superfluo soffermarsi sulla totale mancanza di approfondimento psicologico dei personaggi o sull'assenza di qualsiasi elemento di originalità. I problemi, infatti, son ben altri e assai più gravi.

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La battuta di Nicolas Cage che chiude il film "Ehi Kenny, dov'è quel telefono con cui giochi sempre? Voglio fare qualche foto", seguita da una improvvisa e francamente inguardabile dissolvenza in nero sui titoli di coda, rappresenta uno degli epiloghi più sciatti visti di recente sul grande schermo. Istintivamente ci verrebbe da scrivere vedere per credere, ma in realtà non vi consigliamo in alcun modo di andare al cinema a guardare 211 - Rapina in corso.

Movieplayer.it

1.5/5