Ogni giorno

2018, Drammatico

Ogni giorno: se l’amore viaggia da un corpo all’altro

Tratto dal romanzo di David Levithan, il film di Michael Sucsy utilizza uno spunto surreale, l'esistenza di uno spirito che ogni mattina si ritrova in un corpo diverso, per raccontare l'essenza più pura del sentimento amoroso, ma il risultato è un teen drama zuccheroso e superficiale.

Ogni giorno: Angourie Rice e Sean Jones in una scena del film

"Would you stay if she promised you heaven?", cantava Stevie Nicks nel 1975 in uno dei cavalli di battaglia dei Fleetwood Mac, Rhiannon. Rhiannon, il cui nome era ripreso da quello di una divinità dell'antica mitologia gallese, era l'affascinante donna al centro della canzone, la donna il cui amore potrebbe rappresentare la "promessa del paradiso": la promessa a cui sceglie di credere anche lo spirito vagabondo identificato semplicemente come A.

A, come scopriamo ben presto durante la visione di Ogni giorno, è infatti un'entità condannata, fin dalla propria nascita, a transitare da un corpo all'altro, come una sorta di temporaneo 'parassita' costretto a vivere ciascuna giornata secondo una prospettiva differente. E Rhiannon, nel libro di David Levithan alla base del film diretto da Michael Sucsy, è il nome della ragazza di cui A si innamora pressoché a prima vista, e alla quale deciderà di svelare il proprio segreto.

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Ricomincio da capo

Ogni giorno: Justice Smith in una scena del film

Il rituale quotidiano di A viene mostrato già all'inizio di Ogni giorno, quando l'adolescente Justin (Justice Smith) si sveglia nel suo letto, osserva con curiosità le proprie mani, programma sul cellulare un timer per le undici della sera stessa e quindi, con aria attenta e prudente, si prepara a vivere la propria giornata: una giornata 'particolare', in cui Justin si sforza di farsi notare il meno possibile. Ma i piani del ragazzo vengono rovesciati alla prima comparsa della sua fidanzata, Rhiannon (la sedicenne australiana Angourie Rice, interprete di The Nice Guys e de L'inganno di Sofia Coppola). Abituata all'atteggiamento freddo ed egoista di Justin, Rhiannon resta piacevolmente sorpresa nello scoprire all'improvviso una persona affettuosa e sensibile, assieme alla quale trascorrerà una giornata da incorniciare; ciò che non immagina, in effetti, è che la persona che ha reso indimenticabile la giornata non è il 'vero' Justin, ma il misterioso A.

Ogni giorno: Angourie Rice e Debby Ryan in una scena del film

È il paradosso fantastico alla radice della trama del romanzo e della pellicola, e la cui valenza tematica appare palese fin dal principio: l'idea dell'amore come la forma suprema di "affinità elettiva". Un sentimento in grado, secondo il film, di travalicare del tutto l'elemento dell'apparenza fisica per risolversi in un connubio di anime: due anime che si cercano ogni giorno, a dispetto del fatto che una delle due debba operare dall'interno del corpo di un altro essere umano. Sucsy e il suo sceneggiatore, Jesse Andrews, fanno leva quasi esclusivamente sugli aspetti (melo)drammatici del soggetto e adoperano dinamiche da tipico teen drama (si parla di ambiente scolastico, di liti e gelosie, di depressione adolescenziale e di tendenze suicide), evitando qualunque spunto umoristico in favore di un romanticismo che però si fa via via più melenso e scontato.

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Una fiaba sentimentale che non spicca il volo

Ogni giorno: Angourie Rice e Jacob Batalon in una scena del film

Ogni giorno, ovviamente, è un prodotto che ha ben chiaro il proprio pubblico di riferimento, e che rinuncia pertanto a qualunque ambizione artistica degna di nota nel tentativo di rivolgersi a quello specifico pubblico, benché con scarsi risultati (negli Stati Uniti il film è stato smontato dopo solo un mese di programmazione, con appena sei milioni di dollari). Le scelte di casting, nonostante i limiti della scrittura dei personaggi, risultano globalmente adeguate: Angourie Rice, ma soprattutto un paio dei suoi comprimari, Owen Teague (il Patrick di It) nella parte dell'introverso e sensibile Alexander e il diciassettenne Lucas Jade Zumann (magnifico protagonista de Le donne della mia vita) in quella del vivace Nathan, che si scatena con Rhiannon in un ballo sulle note di This Is the Day dei The The.

Ogni giorno: Angourie Rice e Lucas Jade Zumann in una scena del film

Purtroppo, però, il problema insormontabile del film di Sucsy rimane la superficialità di una costruzione narrativa sfilacciata, in cui le forzature abbondano, in particolare verso il finale, mentre la sceneggiatura affastella percorsi potenziali ma che rimangono appena accennati: basti considerare la palese inutilità, ai fini del racconto complessivo, dell'intera dimensione familiare di Rhiannon, con Maria Bello quanto mai sprecata nei panni di sua madre Lindsey. Mentre la riflessione sulla natura dell'amore e del desiderio, in teoria il cuore pulsante dell'intera storia, non riesce mai ad elevarsi al di sopra del sentimentalismo più blando e rassicurante.

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Stefano Lo Verme
Redattore
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Cinecittà World
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