Sposami, stupido!

2017, Commedia

Sposami, stupido!: tra cliché e qualunquismo arriva nelle sale la nuova commedia di Tarek Boudali

A qualche mese da Alibi.com il neo cineasta Tarek Boudali torna nei cinema in veste di regista e co-protagonista, affiancato dalla sua spalla Philippe Lacheau, della romcom in salsa bromance Sposami, stupido!.

Immigrazione e matrimoni tra persone dello stesso sesso sono le due attualissime tematiche prese in prestito dalla nuova fatica di Tarek Boudali, attore-regista francese che a una manciata di mesi dall'uscita nelle sale di Alibi.com torna nei cinema italiani in veste di cineasta (per la prima volta) e co-protagonista della commedia bromance Sposami, stupido!, affiancato dal suo immancabile compagno di set Philippe Lacheau.

Sposami, stupido!: Philippe Lacheau e Charlotte Gabris in una scena del film

Boudali nel film interpreta Yassine, un ragazzo marocchino che studia architettura a Parigi ma che non riesce a svegliarsi proprio la mattina del suo ultimo esame, decisivo non solo per la sua carriera universitaria ma anche per il suo permesso di soggiorno. Disperato Yassine trova la risoluzione a tutti i suoi problemi, o almeno di quelli che potrebbero portarlo lontano dalla sua amata Francia, nel suo migliore amico Fred (Lacheau) che diventerà ben presto suo marito.

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Sposami, stupido!: Philippe Lacheau e Tarek Boudali in un momento del film

Parola d'ordine: cliché

Sposami, stupido!: Philippe Lacheau e Tarek Boudali in un'immagine del film

Nonostante le tematiche toccate nella nuova commedia di Tarek Boudali siano estremamente attuali e, se gestite in maniera più profonda, avrebbero potuto veicolare ottime morali, il cineasta decide ancora una volta di rimanere in superficie puntando tutto sulla sempre facile (e vincente) ironia dei luoghi comuni.
Nel film di Boudali, infatti, la caratterizzazione dei (presunti) omosessuali Yassine e Fred vive volutamente di cliché e stereotipi anni '90 da tempo superati e un trattamento non dissimile e altrettanto superficiale è riservato anche alla famiglia marocchina del protagonista descritta con eccessivo folclore ma comunque funzionale al mood parodistico e politicamente scorretto un un lungometraggio che si prefigge, riuscendoci, di rispondere a più livelli all'annosa domanda: è meglio essere o apparire?

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Una romcom in salsa bromance

Sposami, stupido!: Tarek Boudali in una scena del film

Nonostante i limiti narrativi, evidenti soprattutto per quanto riguarda il frettoloso finale, Sposami, stupido! è comunque forte di protagonisti (auto)ironici il cui affiatamento sulla scena è palpabile, soprattutto in alcuni sketch dove i tempi comici impeccabili salvano l'eccesso di leggerezza che caratterizza questa irriverente romcom in salsa bromance.
Sposami, stupido! è fondamentalmente un lungometraggio che non si prende e non va preso sul serio ma che gioca con i suoi personaggi e con i temi che tratta in maniera sorniona e intelligente facendo passare, tra un sorriso e l'altro, che tra l'essere e l'apparire quello che conta è sdrammatizzare.

Sposami, stupido!: tra cliché e qualunquismo...
Sandra Martone
Redattore
3.0 3.0
Cinecittà World
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