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Presentato nella sezione conclusiva dell'ultimo festival di Venezia, 21 Grammi - Il peso dell'anima è la seconda opera dell'ottimo e promettente Alejandro González Iñárritu, già autore dell'eccellente Amores Perros.
Molte le speranze, che speriamo non siano deluse, con la maggior parte dei titoli che, come sempre, giunge da oltreoceano; ma anche il vecchio continente e l'Italia presentano pellicole degne di entrare nella nostra personale lista dei film da vedere.
Il 7 gennaio 2004 al cinema Embassy a Roma, l'ultimo samurai Tom Cruise arriva a bordo di una mercedes nera e si dedica totalmente ai suoi fans.
Il mare e l'aria, le emozioni forti, sono le protagoniste di questo lungometraggio che induce lo spettatore a non schierarsi dalla parte del buono o del cattivo...
La pellicola ci regala i suoi momenti migliori quando fa a meno della solita retorica hollywoodiana e ci introduce ai valori millenari dei samurai.
Nonostante tutti gli sforzi questo trasferimento sul grande schermo del bellissimo affresco politico, religioso, ambientale creato da Frank Herbert nel suo bellissimo romanzo Dune, non ha avuto un esito felice, anche se colpisce per la sua barocca grandiosità.
Uscito nel 1999, questo titolo porta la firma di uno fra i cineasti più importanti nel genere horror: Brian Yuzna.
Dopo tre gialli di impostazione tradizionale e una commedia satirica, Argento dirige il film che più rappresenta il suo modo di fare cinema: un thriller ben orchestrato e delirante che ha conquistato generazioni di spettatori.
Qual è il segreto del magnetismo della musica dei Goblin prestata alle sequenze argentiane? Lo abbiamo chiesto a Claudio Simonetti, che allora faceva parte del gruppo...
A Kubrick le minuzie interpretative non interessavano, perché, come tutti i grandi pensatori, sapeva che la saggezza è nel dubbio, non nella soluzione.
Von Trier si mostra apertamente per quello che è, perverso, un po' sadico, intelligente, molto ironico, pronto a prendersi terribilmente sul serio ma al contempo a ridere sotto i baffi di sé, delle sue idee e di quanto queste vengano interpretate seriamente dagli altri.
Il terzo capitolo di Spy Kids si inchina agli effetti in 3D, dimenticandosi di essere anche un film.
Dovendo adattare per il grande schermo il celebre fumetto, Bava adotta un'estetica debitrice alla pop-art e alle avanguardie artistiche del periodo, dirigendo uno dei suoi film più personali e visivamente accattivanti.
Che fine ha fatto il vero Dario Argento è la prima domanda che angoscerà lo spettatore al termine della visione de Il Cartiaio, dov'è il suo marchio, dov'è la sua classe e la sua abilità
Edward D. Wood Jr. è vittima di un grosso malinteso. Definirlo regista è sbagliato, nonostante abbia diretto film contro i quali le recite parrocchiali potrebbero concorrere e stravincere.
Come ormai da tradizione, anche quest'anno è inevitabile l'appuntamento con le risate a buon mercato offerte dal duo Boldi-De Sica.
Sinbad si inserisce nella recente tendenza dell'animazione occidentale di superare i limiti imposti dal suo target tradizionale: i bambini.
Sofia Coppola sceglie di non (s)cadere nello scontato, facendo sì che l'amore fra i suoi personaggi non si consumi nella maniera più ovvia, tenendoli invece continuamente sospesi sul filo del "se". Ecco finalmente una confutazione del mito del "carpe diem".
Un commovente viaggio all'interno di coscienze derubate, alla ricerca dei veri sentimenti.
Piccolo gioiello di animazione della Dreamworks, Shrek è un'irriverente favola post-moderna che vive sul sottile equilibrio della parodia dell'universo favolistico, senza però infrangerne gli archetipi sotanziali.
Se si riesce ad andare al di là del pregiudizio dell'equazione cartoni animati = infanzia, grazie alle nuove tecnologie ci si può gustare una serie di produzioni che non hanno nulla da invidiare al cinema degli 'adulti'.
In the cut, ultima opera della regista culto di Lezioni di piano, è un film personale, femminile e estremamente sensuale. La Campion ci accompagna per mano in un mondo nuovo, aprendoci le porte sull'esistenza di una donna algida e appassionata allo stesso tempo.
La Pixar vince la guerra delle formiche nei confronti della DreamWorks, con un film intelligente che riesce a divertire gli spettatori di tutte le età.
Il nuovo film interpretato da Jackie Chan sembra purtroppo confermare la fase discendente della sua carriera: si divertirà probabilmente solo chi non conosce i trascorsi migliori dell'attore.
Il regista Robert Benton confeziona un drammone sull'America perbenista ed ipocrita servendosi di un cast stellare, ma non del tutto splendente.
Giunto al suo quinto film, Vincenzo Salemme, eccellente attore teatrale, inventatosi regista, prosegue per la sua strada con un prodotto medio, poco esaltante, ma godibile e divertente se non si eccede in aspettative
Mona Lisa Smile non è propriamente un film brutto, piuttosto è anonimo, noioso ed eccessivamente convenzionale. Una pellicola priva di sbavature, ma anche priva di qualsiasi sussulto.
Secondo capitolo della saga di Woody e Buzz, i giocattoli preferiti di Andy. Questo Toy Story 2 conferma l'eccezionalità dei film targati dalla Pixar, fatti per essere apprezzati dai più piccoli, ma anche dai più grandi, grazie a numerose citazioni cinematografiche e ad un'ottima caratterizzazione dei personaggi.
Looney Tunes è perfetto per i bambini, che si divertiranno e rimarranno avvinti delle peripezie dei personaggio, ma è ancora più godibile per gli adulti, che si divertiranno a cogliervi riferimenti, citazioni e parodie.
Appena saliti a bordo di Master & Commander, si capisce subito che questo vascello cinematografico salperà portandoci al largo, attraverso gli spazi più lontani e dimenticati dell'oceano dell'immaginario cinematografico.
Arcand riprende i temi del suo Il declino dell´impero americano, riuscendo nella difficile impresa di far sorridere e riflettere allo stesso tempo.
Non possiamo che rimanere stupiti pensando che si tratta dell'opera prima di questo gruppo di creativi destinato alla celebrità; eppure tutto si svolge e scorre in modo ottimo, fluido, con una continuità di storia, sceneggiatura, ambientazione colorata e allegra come non si era mai vista in un cartone animato.
Charles Norstadt è un ragazzino con un'infanzia a dir poco travagliata alle spalle ed una madre il cui passatempo preferito sembra essere quello di cambiare mariti su mariti. Ma la vita di Charles prenderà una piega decisamente diversa quando incontrerà un tale Justin Mc Leod...
Ennesimo film horror giovanile, con una debole sceneggiatura e poche idee innovative.
Quel che è ammirevole è sostanzialmente il fatto che l'abusato motivo dell'anima gemella non venga riproposto in maniera offensiva nei confronti dello spettatore...
E' lo scrittore più saccheggiato dall'industria cinematografica americana: le sue storie hanno turbato le notti di estrosi sceneggiatori ed avidi produttori.
Aliens-Scontro finale è il riuscitissimo seguito (per molti addirittura superiore al primo capitolo) di quel capolavoro horror che è Alien di Ridley Scott. Questo perchè il regista e sceneggiatore James Cameron non si è limitato a moltiplicare il mostro xenomorfo, ma è riuscito a tratteggiare con sensibilità tutta nuova il personaggio di Ellen Ripley.
Da regista misogino ad alfiere del nuovo girl power, l'evoluzione tutta al femminile del cinema di Quentin Tarantino.
L'idea che sorge con la visione del doppio DVD con la versione estesa di Le due torri è che sia questo il film che Peter Jackson aveva originariamente concepito...
La regista ritrae una famiglia di donne, costrette a cavarsela da sole, che hanno sempre mantenuto la loro dignità e soprattutto la loro forza e voglia di vivere, in tutte le situazioni.
Noi sembra provenire da un altro mondo, catapulato in una realtà altrettanto irreale come può essere un villaggio della costa islandese, dove d'inverno a parte il mare gelato e la neve, non c'è altro.
In mezzo ai tanti colossi d'animazione d'oltreoceano, spunta in questo Natale una proposta in salsa napoletana, dal sapore casereccio e tutta giocata sulla tradizione popolare.
La virtuosa figlia d'arte torna alla regia con una commedia spassosa, ma velata di malinconia, sull'alchimia di un incontro improbabile ed inaspettato.
Shinya Tsukamoto affronta con questo film, vincitore del premio "Controcorrente" al festival di Venezia del 2002, il tema dell'erotismo estremo, trattandolo dal suo personalissimo punto di vista.
Dopo capisaldi del genere come Toy Story e Monsters & co., stavolta ci viene raccontata l'avventura parallela di due pesci pagliaccio, Marlin e Nemo, padre e figlio. Un'altra pietra miliare dell'animazione moderna.
Se quello che vi aspettate da un film di azione sono due ore di sano divertimento e ritmo sfrenato, forse allora S.W.A.T. non fa al caso vostro, visti gli innumerevoli luoghi comuni che lo contraddistinguono.
Un doloroso viaggio nella Sicilia del '48, fra pezzi di storia non raccontata e frammenti di eroi dimenticati da tutti...
Nispel è riuscito, adeguando il tutto ai nostri giorni, a catturare e ricreare almeno in parte quello spirito del film di Hooper che regalava al tutto quell'aspetto insano, malato, decadente, organicamente in dissoluzione che tanto era importante e caratteristico.
Dal corrosivo Training Day, il regista Antoine Fuqua compie una doppia piroetta e si proietta in un altro pianeta, quello del filone eroico-militare.
In un piccolo villaggio curdo del Caucaso, si consumano le vicende quotidiane degli abitanti, obbligati ad una vita di stenti, in un paese flagellato dalla miseria e dalla repressione.