Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Tornando a casa è un piccolo film, e tutto sommato interessante, che mostra la vita massacrante ed ingrata di quattro uomini induriti dalla solitudine e dalla fatica.
Lo diciamo subito, per non essere fraintesi. Matrix Revolutions conferma appieno tutto quello che il secondo film della serie aveva anticipato: nulla di buono.
Un thriller poliziesco-militare onesto fino all'epilogo, quando un numero eccessivo di colpi di scena tolgono credibilità all'intera vicenda.
Poche ore prima dell'uscita italiana nelle sale del suo film, il discusso vincitore del Leone d'Oro all'ultimo Festival di Venezia ha incontrato la stampa ed ha parlato di sé e del film delle numerose polemiche che questo ha suscitato qui in Italia, in Russia ed oltreoceano.
Siamo lontani - ormai irreparabilmente lontani - dalle atmosfere roventi dei primi due film della saga, due capolavori che sono rimasti a fornire un passato illustre ad un feticcio horror quale è ormai il nostro alieno.
L'ennesima follia dall'Oriente. La maledizione delle spirali coinvolgerà tutto e tutti...
Nessuna sorpresa, ma emozioni genuine e ben orchestrate dalla regia elegante di Gary Ross grazie alle interpretazioni degli attori, tutti bravissimi.
Scola torna con il suo nuovo "Gente di Roma", in un collage di frammenti di vita, a svelare la città eterna e i suoi abitanti nuovi e vecchi, per un atto d'amore nei confronti della nostra capitale, del cinema e della vita stessa.
Il Ritorno è un viaggio simbolico, atemporale (potrebbe essere ambientato in qualsiasi periodo storico) nella coscienza, nella condizione umana.
Anche Olmi, insieme a Tarantino, affronta il doppio riferimento all'oriente e alla vendetta. Ma il risultato è quanto di più distante possa esserci dal regista americano. Olmi infatti realizza un'opera di grande bellezza visiva, e lascia il messaggio alle immagini più che alle parole.
Ispirato da Thomas De Quincey, Argento costruisce una fiaba dark, evanescente e surreale, ma allo stesso tempo spaventosa e claustrofobica.
Un ritratto molto semplice ma struggente allo stesso tempo, per i sentimenti veri e genuini che la macchina da presa del regista è riuscita a catturare, per dimostrare come ancora esistano negozi con una storia e una vita alle spalle.
Dopo My Name is Tanino, il regista livornese Paolo Virzì decide di raccontare ancora una volta attaverso gli occhi di un outsider una città, per poterne cogliere gli aspetti più vistosi, i paradossi e le incongruenze.
Dalle rive del Niger a quelle del Mississipi, le voci che hanno rivoluzionato la storia della musica.
Ancorati al passato in un mondo che cambia, i protagonisti di "Goodbye, Lenin!" vivono la confusione propria di chi assiste al finire di un'epoca e affronta un mondo che stenta a riconoscere.
Seconda prova cinematografica per Lara Croft dopo un esordio tutt'altro che positivo. Sarà bastato il cambio alla regia per risollevare le sorti dell'eroina sul grande schermo?
L'uomo che ha cambiato il cinema degli anni '90 con Pulp Fiction è un autore in senso pieno, che per dare il meglio di se stesso deve avere in mano il controllo totale di ogni dettaglio del film.
Un festival alla sua prima edizione, forse ancora piccolo ma giovane, frizzante, coraggioso e già importantissimo per la sua scelta di campo.
Il regista cerca di mostrarci un incontro magico tra personaggi chiusi nelle loro tradizioni arcaiche e primitive delle montagne e la costa, il mare, così ben fotografato nel film.
Un film che ha segnato in profondità il cinema degli anni '90, contaminando i generi, ridefinendo l'estetica della violenza e abbattendo qualsiasi distinzione tra cinema "d'autore" e "di genere".
La trama è semplice, quasi essenziale, ma Tarantino riesce a capovolgere qualsiasi aspettativa del pubblico grazie a una regia assolutamente innovativa.
La quotidianità è la sovrana assoluta del film, la vera trovata geniale del regista, quella che riesce magistralmente ad innalzare la pellicola sul palmo della credibilità.
Vera e propria rivelazione del cinema europeo d'inizio secolo XXI°, Il favoloso mondo di Amelie è la perfetta rappresentazione di quello che il cinema del vecchio continente dovrebbe, per ragioni storiche e culturali, essere.
La regia di Scorsese ha la stessa tragica compostezza della storia e della prosa di Edith Wharton, ed è tra le più equilibrate ed allo stesso tempo sbalorditive prove del regista italo-americano.
Un film che segna un primo passo verso un cinema meno narcisistico, più concreto, ma che comunque non rinuncia a quelle caratteristiche autoriali che Quentin Tarantino aveva già espresso nelle precedenti opere.
Dopo sei anni di silenzio, il regista più innovativo ed influente degli anni Novanta, Quentin Tarantino, torna sul grande schermo con un film da lui scritto e diretto.
Everything that has a beginning has an end... La rivoluzione sta arrivando.
I geniali fratelli Coen si dedicano quest'anno a quella che si potrebbe definire la "divorce comedy", riscrivendo e reinterpretando come al loro solito un genere tipico del cinema americano contemporaneo.
Un'operazione interessante e ricca di spunti comici, che però non non sembra materiale sufficiente a sostenere un intero film, e che peraltro non aggiunge nulla a ciò che già sappiamo sulle manie ossessive del regista-attore.
Non ci sono parole. Riunite tutte le brutture cinematografiche immaginabili. Mescolatele con cura. Ma non servitele.
Da un lato realizzazione del sogno proibito di milioni di fan dell'horror di tutto il mondo, dall'altra abilissima operazione di marketing, Freddy vs Jason è il film che mette l'uno al fianco dell'altro ??" l'uno contro l'altro ??" due delle più grandi icone del cinema horror contemporaneo.
Alessandro Piva, finora rappresentante del cinema indipendente low budget, si confronta con una commedia apparentemente "all'italiana".
Sarebbe ingiusto e riduttivo ridurre The Dreamers ad un compendio di tematiche bertolucciane. Ci troviamo infatti di fronte ad un film che le comprende e le supera: una storia di struggente bellezza e ricca di riferimenti storici, politici e cinematografici.
Troppe aspettative riposte in un film che è poco più di una bella idea e che finisce per essere un convenzionale e prevedibile action-movie tutto frenesia ed esplosioni, che alla lunga annoia e in qualche caso irrita.
Veronica Guerin è un atto di rispetto e di memoria di Joel Schumacher nei confronti della giornalista irlandese uccisa per aver combattuto contro i commercianti di droga nel suo paese.
Il Mestro incontra la stampa per la presentazione del discusso lavoro; con lui lo sceneggiatore - nonché autore del romanzo da cui il film è tratto - e due dei giovani interpreti.
Intimista, leggero, lineare, semplice, a tratti anche divertente ma che non perde mai di vista la sua vena spirituale grazie all'alone di mistero che avvolge gli strani ed imprevedibili personaggi.
E' la storia di un esattore imbranatissimo, Ning, interpretato dallo scomparso Leslie Cheung che gira per villaggi senza riuscire a farsi pagare le tasse. Ben presto verrà coinvolto in qualcosa che mai avrebbe immaginato.
Si è conclusa il 27 settembre la Ventesima edizione di Europacinema, festival di cinema europeo creato da Felice Laudadio con la collaborazione di Federico Fellini.
Pellicola forte e coraggiosa, Elephant di Gus Van Sant, premiata un po' a sorpresa con la palma d'oro al 56° Festival di Cannes. Un film che di certo non lascia indifferenti.
Da un'idea nata sul set di Pulp Fiction, Tarantino realizza il suo film più complesso, dalla lavorazione travagliata e più volte messa in discussione.
La giovanissima regista iraniana Samirah Makhmalbaf si ispira ad una nota poesia di Garcia Lorca per intraprendere un viaggio nella Kabul di oggi, distrutta e martoriata dopo i bombardamenti americani.
Vicky è una ragazza tra due uomini, l'uno l'opposto dell'altro: riuscirà a liberarsi dalle ossessioni affettive che la tormentano?
Raccontare la trama di Appuntamento a Belleville è un'operazione che non gli rende giustizia: il film ha un andamento ai limiti dell'onirico, e la maggior parte del suo potere di suggestione è dato dall'incredibile, geniale stile visivo del film.
Peter Jackson ha sempre dichiarato di non considerare la Extended Edition di La compagnia dell'anello una Director's Cut; questo perché la versione proiettata nei cinema rappresenta altrettanto bene quello che lui aveva in mente di trasmettere con il primo film della sua trilogia tolkieniana.
Se la prima parte del film è decisamente riuscita ed efficace, il controllo e l'equilibrio del tutto si perde quando la storia si sposta in avanti, ai giorni nostri.
Un'opera prima sorprendente, non scevra da difetti ma con il raro pregio di saper scuotere lo spettatore. Un film vero, audace, diretto da un regista promettente; speriamo non si perda.
Una divertente e malinconica commedia tratta da un celebre fatto di cronaca, scritta fin troppo per avere successo e diretta dal regista di "L'erba di Grace".
Tuffo nel vuoto e atterraggio doloroso per questa opera di Emanuela Piovano. Purtroppo il film risulta noioso e troppo pieno di errori per appassionare il pubblico.
Senza sbavature, ma senza neanche particolari sussulti, il nuovo gradevole film di Ridley Scott, che dall'alto della sua enorme professionalità, si confronta anche con la commedia.