Recensioni Film

Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.

  • Recensione Last Days (2005)

    Recensione Last Days (2005)

    Se l'idea di sottrarre qualsiasi elemento di spettacolarizzazione allo stereotipo del rocker disagiato e maledetto sulla carta poteva rivelarsi vincente, nella sostanza ci troviamo di fronte ad un film che cade nella stereotipizzazione opposta e che non si capisce mai dove voglia andare a parare.

  • Recensione La notte dei morti viventi (1968)

    Recensione La notte dei morti viventi (1968)

    Uno dei film più allegorici sull'America ai tempi della guerra vietnamita. Il capostipite di una saga destinata a riscuotere un successo planetario a livello cinematografico e a consacrare Romero nell'Olimpo dei maestri del brivido.

  • Recensione Zombi (1978)

    Recensione Zombi (1978)

    La più violenta e sanguinaria opera di George Romero a metà strada tra l'analisi critica e spietata della società dei consumi e la condanna feroce e secca della policy americana.

  • Recensione The Final Cut (2004)

    Recensione The Final Cut (2004)

    Robin Williams ancora una volta nei panni problematici del personaggio ombroso al limite della psicopatia in questa pellicola appartenente a pieno titolo alla fantascienza "seria", quella che da sempre riflette sulle grandi questioni dell'esistenza.

  • Recensione Il tesoro della Sierra Madre (1948)

    Recensione Il tesoro della Sierra Madre (1948)

    Il percorso umano, quasi dantesco, di tre avventurieri cercatori d'oro e, per questo, costretti a lottare, omericamente, con le avversità della natura, con la spietatezza dei banditi e con loro stessi.

  • Recensione Team America (2004)

    Recensione Team America (2004)

    Un film che non risparmia niente e nessuno, che non fa prigionieri, distruttivo al limite del nichilismo. E (per e nonostante questo) un film divertentissimo.

  • Recensione I colori dell'anima - Modigliani (2004)

    Recensione I colori dell'anima - Modigliani (2004)

    La totale mancanza di profondità è il difetto più grande di un film che è il trionfo di sempreverdi cliché.

  • Recensione Quando sei nato non puoi più nasconderti (2005)

    Recensione Quando sei nato non puoi più nasconderti (2005)

    Cinema fatto di sguardi, di dilatazione dell'unità di tempo e di momenti di forte intensità emotiva, alimentato da un'esigenza realistico-sociale un po' ostentata e tipicamente italiana, il film conferma pregi e difetti della produzione del regista.

  • Recensione Station Agent (2003)

    Recensione Station Agent (2003)

    McCarthy, attore al suo esordio dietro la macchina da presa, realizza un film di disarmante semplicità nella sua forma ma di non indifferente complessità riguardo i contenuti che veicola.

  • Recensione Luci nella notte (2004)

    Recensione Luci nella notte (2004)

    I tempi lunghi, la musica scarna, i fiumi di birra e alcool, strutturano un film sincopato, con un climax ascendente di tensione che segue le regole chabroliane.

  • Recensione Hypnos (2004)

    Recensione Hypnos (2004)

    Il regista David Carreras si inserisce con questo "Hypnos" nel solco della nuova, fortunata stagione del thriller/horror spagnolo: il risultato, purtroppo, è la riproposizione di quelli che già sono diventati cliché, unita a uno script debole e a una regia scolastica e senza personalità.

  • Recensione Miss Fbi: Infiltrata Speciale (2005)

    Recensione Miss Fbi: Infiltrata Speciale (2005)

    A visione terminata, resta da chiedersi che senso avesse produrre questo seguito, interrogarsi inutilmente sul perchè si continuino a produrre opere di così basso livello e tale piattezza.

  • Recensione Dietro l'angolo (2004)

    Recensione Dietro l'angolo (2004)

    Non è tanto l'alternanza, a volte poco bilanciata, di elementi drammatici ed ironici a dare un senso di incompiutezza al lavoro, ma le diverse cadute di stile e l'insicurezza nel mettere in scena alcune situazioni che avrebbe richiesto una mano più ferma ed esperta.

  • Recensione Non aver paura (2005)

    Recensione Non aver paura (2005)

    Oscillando tra il dramma familiare e il giallo psicologico, il film non riesce a trovare una propria identità e finisce col risultare una parodia del cinema thriller di quarta serie.

  • Recensione Tartarughe sul dorso (2005)

    Recensione Tartarughe sul dorso (2005)

    Le speranze del cinema italiano passano per il talento di un nome nuovo, Stefano Pasetto, che, dopo una serie di corti e documentari, debutta al lungometraggio con questo Tartarughe sul dorso, opera prima di rara bellezza.

  • Recensione Stage Beauty (2004)

    Recensione Stage Beauty (2004)

    Stage Beauty offre anche alcuni spunti di riflessione interessanti sulla recitazione, sulla sua connaturata artificiosità, sulla natura illusoria e profondamente codificata della verità scenica, sul lavoro dell'attore sul suo corpo come strumento di una tecnica.

  • Recensione Old Boy (2003)

    Recensione Old Boy (2003)

    Film complesso, ambiguo ed avvincente, Old Boy rientra in quell'esiguo numero di pellicole moderne che lasciano decisamente il segno, fornendo l'ennesima conferma del talento del quarantunenne regista coreano.

  • Recensione Nessun messaggio in segreteria (2005)

    Recensione Nessun messaggio in segreteria (2005)

    Il film, un'opera leggera e spensierata, non è certo per chi cerca opere pregne di significato, ma è comunque divertente da vedere, perché utilizza al meglio i clichè della commedia romantica senza però tralasciare momenti di originalità.

  • Recensione Legend (1985)

    Recensione Legend (1985)

    Opera godibile per gli appassionati del genere, Legend appare in realtà la meno riuscita tra le pellicole dirette da Ridley Scott.

  • Recensione Thelma & Louise (1991)

    Recensione Thelma & Louise (1991)

    Quella che precede il celebre finale è una storia decisamente piacevole, narrata con buon ritmo anche se senza troppa sostanza.

  • Recensione Le crociate (2005)

    Recensione Le crociate (2005)

    Non mancano le caratteristiche necessarie per realizzare un filmone epico al passo con i tempi, ma la sceneggiatura debole e interpretazioni poco convincenti ne fanno uno spettacolo poco entusiasmante e spesso noioso.

  • Recensione Black Rain - Pioggia sporca (1989)

    Recensione Black Rain - Pioggia sporca (1989)

    Il risultato più interessante di quest'operazione è un'Osaka ritratta come una metropoli labirintica, esotica e misteriosa, sospesa tra il buio inquietante di vicoli e parcheggi coperti e le stordenti luminescenze al neon che la accendono.

  • Recensione Peacock (2004)

    Recensione Peacock (2004)

    Ottimo esordio alla regia per Gu Changwei, in passato apprezzato direttore della fotografia, con una pellicola elegante e intensa.

  • Recensione Someone special (2004)

    Recensione Someone special (2004)

    Autentica sorpresa della selezione del Far East 2005, Someone Special è una commedia romantica coreana assolutamente deliziosa con una regia equilibrata e coinvolgente, una sceneggiatura decisamente riuscita e dei momenti di autentico divertimento alternati a parentesi di intensa riflessione.

  • Recensione Kamikaze Girls (2004)

    Recensione Kamikaze Girls (2004)

    Un curioso e riuscito esempio di cinema "borderline" giapponese, che unisce alla saturazione visiva una sceneggiatura che affronta con intelligenza alcuni temi chiave della società nipponica contemporanea.

  • Recensione Tropical malady (2004)

    Recensione Tropical malady (2004)

    Il film ha indubbiamentre una sua densità contenutistica, nonché un certo fascino visivo ipnotico. Allo stesso tempo, però, soffre di una sorta di profondità che si intuisce ma non si coglie, generando una sensazione di scoramento ineluttabile

  • Recensione The Wedding Date - L'amore ha il suo prezzo (2005)

    Recensione The Wedding Date - L'amore ha il suo prezzo (2005)

    Niente di nuovo e interessante se non quella vena romantica che, rilassati sul divano con qualche genere di conforto, ci risulta inoffensivamente gradevole.

  • Recensione Saimir (2004)

    Recensione Saimir (2004)

    Pur avendo il pregio di non crogiolarsi nella retorica il film di Munzi si sofferma solo sulla superficie del fenomeno dell'immigrazione nel nostro paese, senza approfondire le tematiche trattate.

  • Recensione Gioco di donna (2004)

    Recensione Gioco di donna (2004)

    Gilda è una figura totalizzante, ribelle, sexy, sfuggente, volitiva, al tempo stesso nobile e meschina. Tutto intorno a lei può risplendere della sua luce, tutto può esserne oscurato. L'onesta regia di John Duigan attinge a piene mani al talento e al carisma della sua diva, spendendo tutto ciò che di lei c'è da spendere.

  • Recensione Cellular (2004)

    Recensione Cellular (2004)

    'Cellular' è il solito, ingenuo e rassicurante intrattenimento americano. La cosa più sovversiva e kitch del film è la sequenza dei titoli di coda in cui i credits compaiono sui cellulari usati dai protagonisti come se fossero sms.

  • Recensione L'uomo perfetto (2005)

    Recensione L'uomo perfetto (2005)

    Una commedia divertente, in particolare nella prima parte, dove il ritmo è più elevato e si assiste più piacevolmente allo sviluppo della trama, incentrata suun intreccio amoroso tra i quattro protagonisti.

  • Recensione Vieni via con me (2005)

    Recensione Vieni via con me (2005)

    Uno splendido esempio di sceneggiatura sbagliata: i personaggi sono inconsistenti, lo sviluppo degli eventi è così insulso da far rabbrividire, così come ridicola è la risoluzione dei conflitti.

  • Recensione Yesterday Once More (2004)

    Recensione Yesterday Once More (2004)

    Non convince questa nuova commedia di To, lavoro "alimentare" girato contemporaneamente ai più personali "Breaking News" e "Throw Down": nonostante la simpatia di Andy Lau e Sammi Cheng, lo script risulta debole e la regia stanca e poco incisiva.

  • Recensione Il volo della fenice (2004)

    Recensione Il volo della fenice (2004)

    Le sequenze aeree iniziali del C-119 in volo sopra il deserto sono di una bellezza da levare il fiato, ma non ripagano da sole del prezzo del biglietto.

  • Recensione The Coast Guard (2002)

    Recensione The Coast Guard (2002)

    Per la prima volta Kim Ki-duk sceglie esplicitamente di indicare la frattura interna al proprio paese come causa principale del malessere che consuma i suoi personaggi e della conseguente brutalità che da esso ha origine.

  • Recensione Wild Animals (1997)

    Recensione Wild Animals (1997)

    Opera seconda di Kim Ki-duk, fonde motivi autobiografici - l'amore per la pittura e l'arte in primis - e stile istintivo.

  • Recensione Bad Guy (2001)

    Recensione Bad Guy (2001)

    La pellicola più complessa e più crudele di Kim, per alcuni la migliore prima del poetico Ferro 3: Bad Guy mescola realtà e sogno, passato e presente, odio e amore, scatenando nell'animo dello spettatore una miriade di quesiti che per lo più resteranno irrisolti.

  • Recensione Letter from an Unknown Woman (2004)

    Recensione Letter from an Unknown Woman (2004)

    Riadattando una novella di Stefan Zweig già portata sullo schermo da Max Ophuls, la regista Xu Jinglei firma un film personale e sentito, che fa dell'ossessione dell'amore e della diversa percezione di esso da parte di chi lo vive il suo motivo principale.

  • Recensione Beyond our Ken (2004)

    Recensione Beyond our Ken (2004)

    Una commedia nera atipica, narrata quasi come un thriller, che esplora temi con l'ossessione dell'amore e la crudeltà come ideale prosecuzione della passione da un punto di vista insolito e originale.

  • Recensione Born to Fight (2004)

    Recensione Born to Fight (2004)

    Mantenendo immutato lo stile giocoso e frizzante del suo precedente titolo, Ritthikrai firma quindi un film di azione vorticoso pieno di superstar locali (su tutti il divo del cinema d'arti marziali Dan Choopong) e campioni dello sport dal bugdet record di 1.250.000 dollari americani; in realtà una cifra decisamente bassa in confronto a quello che vedrete sullo schermo sotto il profilo della spettacolarità.

  • Recensione One Nite in Mongkok (2004)

    Recensione One Nite in Mongkok (2004)

    E' un noir cupo, violento e pessimista, questo di Derek Yee: sullo sfondo del quartiere più popoloso di Hong Kong si consuma un dramma in cui ogni accenno di speranza è bandito, e in cui è la violenza urbana più brutale a dettare legge.

  • Recensione A World Without Thieves (2004)

    Recensione A World Without Thieves (2004)

    Un film pensato per il grande pubblico, interpretato da tre star e diretto dal re del botteghino cinese: nonostante l'impeccabile confezione, il film lascia l'amaro in bocca in quanto non "osa" abbastanza dal lato della sperimentazione, pur nell'interessante miscela di generi che propone.

  • Recensione I giochi dei grandi (2004)

    Recensione I giochi dei grandi (2004)

    Modificando continuamente il punto di vista, Larry Gross firma una sceneggiatura che consente al pubblico di identificarsi con ogni personaggio, amplificando le complesse correnti emozionali e i rapporti conflittuali.

  • Recensione Comandante (2003)

    Recensione Comandante (2003)

    Fidel Castro, da uomo di grande esperienza ed astuzia qual è, si dimostra un ottimo primo attore, riuscendo a catturare l'attenzione degli spettatori non soltanto grazie a discorsi di indubbio interesse, ma anche grazie ad una gestualità e ad una presenza scenica degna del più consumato interprete.

  • Recensione L'uomo invisibile (1933)

    Recensione L'uomo invisibile (1933)

    Il sogno di poter diventare invisibili è un po' il sogno di tutti. Nel capolavoro di James Whale si trasforma in un vero e proprio incubo. Ad occhi ben spalancati.

  • Recensione Missione Tata (2005)

    Recensione Missione Tata (2005)

    Essendo un film per famiglie, un paio d'ore divertenti per i bambini sono garantite. Coloro che già conoscono Vin Diesel, però, si annoieranno a morte perché il film non concede alcuna strizzatina d'occhio al pubblico adulto.

  • Recensione La stella di Laura (2004)

    Recensione La stella di Laura (2004)

    Una favola dei nostri giorni con una morale senza tempo, narrata semplicemente per farsi amare dai piccoli, ma ben cadenzata e sufficientemente sintetica per non annoiare i grandi.

  • Recensione Sahara (2005)

    Recensione Sahara (2005)

    Nel tentativo di tenere contemporaneamente più di una direzione, il film finisce col perdere la bussola e gli innumerevoli spunti si mescolano senza criterio.

  • Recensione Quello che cerchi (2001)

    Recensione Quello che cerchi (2001)

    Il film rappresenta una corsa alla ricerca della propria identità; è infatti questa la meta che i protagonisti della pellicola inseguono affannosamente: identità sessuale ed identità di ruolo all'interno dei legami familiari.

  • Recensione La radio (2003)

    Recensione La radio (2003)

    Questo film, torbido come il vecchio vino conservato in cantina, spigoloso e fastidioso come un sassolino nella scarpa ma anche sensuale come una bianca sciarpa di seta, è una pellicola sorprendente.