Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Dal corrosivo Training Day, il regista Antoine Fuqua compie una doppia piroetta e si proietta in un altro pianeta, quello del filone eroico-militare.
In un piccolo villaggio curdo del Caucaso, si consumano le vicende quotidiane degli abitanti, obbligati ad una vita di stenti, in un paese flagellato dalla miseria e dalla repressione.
Woody Allen si confronta con se stesso e con la sua vita privata raccontando, con una critica ironica ma molto efficace, il mondo cinico della produzione cinematografica hollywoodiana.
Dopo Jalla!Jalla! Josef Fares riporta alla commedia i suoi squinternati protagonisti, trasformandoli in poliziotti di provincia con il mito dei cops americani, e la paura di perdere il posto.
Scritto a quattro mani con la giovane Nikki Reed, Thirteen racconta il lato oscuro di quella che negli USA è chiamata la girl culture.
Tra omaggi a Sergio Leone e alla tradizione del grande western americano, Robert Rodriguez porta per la terza volta sullo schermo il mito del nostalgico e imbattibile cantante pistolero.
Il maestro si è fermato ed ha realizzato un film in cui gli elementi non rivelati sono sempre presenti, avvicinandosì tuttavia ad una realtà più personale e più intima.
Un actioner che stupisce per la spettacolarità delle sequenze d'azione e un po' meno per la trama abbastanza risaputa. Cast femminile degno di nota, belle canzoni e buona regia del veterano Corey Yuen. Ma non è "puro" cinema di Hong Kong...
Sottovalutato dalla critica e dal pubblico,Intrigo Internazionale è un giocattolo perfetto a partire dalla sceneggiatura, che riesce nelle sfaccettature a fare sorridere, divertire, emozionare e pensare.
Una strana coppia davvero quella composta da Jean Reno e da Gerard Depardieu, in un film simpatico e divertente ma nulla più, basato interamente sul personaggio di Depardieu e su qualche spassosa gag.
Il cupido del cinema britannico, Richard Curtis, s'inventa regista per questa commedia natalizia dal cast stellare.
Takeshi Kitano ci regala un altro film dal grande impatto visivo ed emotivo, un film da vedere e da gustare con gli occhi, con le orecchie e - fortunatamente - con il cervello
Scott dirige il film horror perfetto, realizzando allo stesso tempo un metro di paragone per i film successivi e rinnovando la visione dello spazio. In una parola: capolavoro.
Una produzione senza senso, Eddie Murphy dà il peggio di sè. Evitatelo.
Le divorce è un film che non coinvolge e non commuove, non regala empatia né ci spinge a riflettere sulla difficoltà di armonizzare le differenze culturali.
Lars Von Trier è un autore a cui piace giocare con le emozioni degli spettatori e, capitolo dopo capitolo, trova sempre un modo più originale per eseguire la stessa operazione.
Lei: all'apparenza una cinica donna in carriera dei nostri giorni, in realtà una donna dal cuore spezzato. Lui: un affascinante rampollo di una famiglia aristocratica di fine '800, perfetto gentleman d'altri tempi...Sarà amore?
Film appartenente alla new-wave horror nipponica, questo "Ju-on" risente molto dell'influenza del produttore esecutivo Kiyoshi Kurosawa, ma si rivela comunque un horror ben costruito, affascinante e, soprattutto, genuinamente terrificante.
A Ceccherini non piacciono gli americani ma dedica loro un film ammettendo anche che correrebbe ad Hollywood anche solo per una particina di 30 secondi, o dichiarando che avrebbe sempre voluto fare il contadino perché lui in fondo è così, un pò terra terra come il protagonista.
All'insegna della noia, questo film del regista che ha creato un genere, ma che sembra abbia ormai poco da dire...
Una ragazza cerca se stessa su un'isola del Mediterraneo dopo avere perso le tracce del fidanzato. Sesso, luce e buio.
Swimming Pool scorre sul filo dell'ambiguità, senza mai definire nettamente la situazione, lasciando allo spettatore-voyeur la facoltà di giudicare ciò che vede, il riflesso di quello che avviene intorno alla piscina.
Tornando a casa è un piccolo film, e tutto sommato interessante, che mostra la vita massacrante ed ingrata di quattro uomini induriti dalla solitudine e dalla fatica.
Lo diciamo subito, per non essere fraintesi. Matrix Revolutions conferma appieno tutto quello che il secondo film della serie aveva anticipato: nulla di buono.
Un thriller poliziesco-militare onesto fino all'epilogo, quando un numero eccessivo di colpi di scena tolgono credibilità all'intera vicenda.
Siamo lontani - ormai irreparabilmente lontani - dalle atmosfere roventi dei primi due film della saga, due capolavori che sono rimasti a fornire un passato illustre ad un feticcio horror quale è ormai il nostro alieno.
L'ennesima follia dall'Oriente. La maledizione delle spirali coinvolgerà tutto e tutti...
Nessuna sorpresa, ma emozioni genuine e ben orchestrate dalla regia elegante di Gary Ross grazie alle interpretazioni degli attori, tutti bravissimi.
Il Ritorno è un viaggio simbolico, atemporale (potrebbe essere ambientato in qualsiasi periodo storico) nella coscienza, nella condizione umana.
Scola torna con il suo nuovo "Gente di Roma", in un collage di frammenti di vita, a svelare la città eterna e i suoi abitanti nuovi e vecchi, per un atto d'amore nei confronti della nostra capitale, del cinema e della vita stessa.
Anche Olmi, insieme a Tarantino, affronta il doppio riferimento all'oriente e alla vendetta. Ma il risultato è quanto di più distante possa esserci dal regista americano. Olmi infatti realizza un'opera di grande bellezza visiva, e lascia il messaggio alle immagini più che alle parole.
Ispirato da Thomas De Quincey, Argento costruisce una fiaba dark, evanescente e surreale, ma allo stesso tempo spaventosa e claustrofobica.
Un ritratto molto semplice ma struggente allo stesso tempo, per i sentimenti veri e genuini che la macchina da presa del regista è riuscita a catturare, per dimostrare come ancora esistano negozi con una storia e una vita alle spalle.
Dopo My Name is Tanino, il regista livornese Paolo Virzì decide di raccontare ancora una volta attaverso gli occhi di un outsider una città, per poterne cogliere gli aspetti più vistosi, i paradossi e le incongruenze.
Dalle rive del Niger a quelle del Mississipi, le voci che hanno rivoluzionato la storia della musica.
Ancorati al passato in un mondo che cambia, i protagonisti di "Goodbye, Lenin!" vivono la confusione propria di chi assiste al finire di un'epoca e affronta un mondo che stenta a riconoscere.
Seconda prova cinematografica per Lara Croft dopo un esordio tutt'altro che positivo. Sarà bastato il cambio alla regia per risollevare le sorti dell'eroina sul grande schermo?
Il regista cerca di mostrarci un incontro magico tra personaggi chiusi nelle loro tradizioni arcaiche e primitive delle montagne e la costa, il mare, così ben fotografato nel film.
Un film che ha segnato in profondità il cinema degli anni '90, contaminando i generi, ridefinendo l'estetica della violenza e abbattendo qualsiasi distinzione tra cinema "d'autore" e "di genere".
La trama è semplice, quasi essenziale, ma Tarantino riesce a capovolgere qualsiasi aspettativa del pubblico grazie a una regia assolutamente innovativa.
La quotidianità è la sovrana assoluta del film, la vera trovata geniale del regista, quella che riesce magistralmente ad innalzare la pellicola sul palmo della credibilità.
Vera e propria rivelazione del cinema europeo d'inizio secolo XXI°, Il favoloso mondo di Amelie è la perfetta rappresentazione di quello che il cinema del vecchio continente dovrebbe, per ragioni storiche e culturali, essere.
La regia di Scorsese ha la stessa tragica compostezza della storia e della prosa di Edith Wharton, ed è tra le più equilibrate ed allo stesso tempo sbalorditive prove del regista italo-americano.
Un film che segna un primo passo verso un cinema meno narcisistico, più concreto, ma che comunque non rinuncia a quelle caratteristiche autoriali che Quentin Tarantino aveva già espresso nelle precedenti opere.
Dopo sei anni di silenzio, il regista più innovativo ed influente degli anni Novanta, Quentin Tarantino, torna sul grande schermo con un film da lui scritto e diretto.
I geniali fratelli Coen si dedicano quest'anno a quella che si potrebbe definire la "divorce comedy", riscrivendo e reinterpretando come al loro solito un genere tipico del cinema americano contemporaneo.
Un'operazione interessante e ricca di spunti comici, che però non non sembra materiale sufficiente a sostenere un intero film, e che peraltro non aggiunge nulla a ciò che già sappiamo sulle manie ossessive del regista-attore.
Non ci sono parole. Riunite tutte le brutture cinematografiche immaginabili. Mescolatele con cura. Ma non servitele.
Da un lato realizzazione del sogno proibito di milioni di fan dell'horror di tutto il mondo, dall'altra abilissima operazione di marketing, Freddy vs Jason è il film che mette l'uno al fianco dell'altro ??" l'uno contro l'altro ??" due delle più grandi icone del cinema horror contemporaneo.
Alessandro Piva, finora rappresentante del cinema indipendente low budget, si confronta con una commedia apparentemente "all'italiana".