C'è un modo incredibile, quasi magico, con cui i grandi autori sentono il tempo in cui vivono: sembrerebbe caso, a volte, ma non è quasi mai così, è avere le antenne puntate sul presente, percepire vibrazioni, sentimenti, ansie e sogni. Non è quindi un caso che Disclosure Day esca ora, mentre il Pentagono desecreta primi blocchi di documenti sulle UAP (quelle che fino a qualche anno fa avremmo chiamato UFO).
Non è un caso, ma non è nemmeno soltanto questo il cuore del nuovo film di Steven Spielberg, perché il regista di E.T. e Incontri ravvicinati, due film che attingevano alla separazione dal padre e il divorzio dei genitori, usa ancora una volta gli alieni per parlare di altro, come il grande cinema di genere sa fare così bene. Per farlo il regista si affida a un gran cast, da Emily Blunt a Josh O'Connor, passando per Colin Firth, Colman Domingo, Eve Hewson, alla musica di John Williams e la fotografia di Janusz Kaminski, per confezionare quello che a oggi è il miglior film del 2026.
Una corsa per la verità nell'intreccio di Disclosure Day
Citiamo con disinvoltura il tema perché è ormai noto che Disclosure Day parli di alieni, ma non accenneremo a nient'altro che non sia già stato reso noto da trailer e altro materiale promozionale. Quello che possiamo dire è che al centro della storia troviamo Daniel Kellner, un informatore governativo che si ritrova improvvisamente nel mirino delle autorità dopo aver scoperto una massiccia cospirazione legata alla presenza extraterrestre sulla Terra. In una corsa contro il tempo per salvare la propria vita e svelare la verità, il protagonista cerca di innescare il cosiddetto giorno della rivelazione, ma fino a che punto il governo è disposto a spingersi per proteggere i propri segreti?
Emily Blunt e Josh O'Connor, i prescelti di Steven Spielberg
Steven Spielberg ha scelto Josh O'Connor per incarnare Daniel, quello che rappresenta una metà del cuore narrativo e tematico della storia e l'attore ha risposto con una prova in grado di muovere l'intreccio, fungendo da vero motore dell'azione e della rivelazione promessa sin dal titolo. Hacker di professione, con una predisposizione per la matematica e un senso della giustizia, il suo Daniel è metà della coppia attorno a cui il regista di E.T. ha costruito il suo nuovo film, perché è ugualmente importante e preponderante la Margareth Fairchild di una straordinaria Emily Blunt.
Chi bazzica i social avrà visto il contenuto che sta girando su come l'attrice abbia riprodotto in prima persona, senza il supporto di intelligenza artificiale, il linguaggio alieno con cui si esprime in una determinata scena, ma sarebbe riduttivo limitare solo a quello la grandezza della sua performance, tra cambi repentini di emozioni e sensazioni, fragilità e sicurezze, emotività e determinazione. Un lavoro sul cast completato da personaggi di contorno magnifici, dalla ambiguità di Colin Firth alla confusione della Jane di Eve Hewson con cui è facile entrare in sintonia, da un magnetico Colman Domingo a Wyatt Russell.
Tra cospirazione e fantascienza: La summa dell'opera di Spielberg
C'è, in Disclosure Day, tutto il meglio a cui Steven Spielberg ci ha abituati in oltre quarant'anni di carriera e il suo ritorno al tema degli alieni è come la chiusura di un cerchio che saprebbe tanto di addio se non avesse già accennato a un western come possibile prossimo lavoro. Se con Incontri ravvicinati, però, sognava un contatto, il nuovo lavoro va oltre immaginando di spostare quella consapevolezza dal piano privato dei protagonisti a quello pubblico, rendendo quell'incontro come punto di partenza per riflettere su di noi, sull'umano, sull'importanza di una comunicazione che fin troppo spesso viene a mancare.
Un messaggio a cui Spielberg dimostra di tenere, raccogliendo attorno a sé i suoi collaboratori consolidati, a cominciare da David Koepp che ha trasformato il soggetto e trattamento del regista in uno script compiuto che sta attento ai personaggi; a Janusz Kaminski che collaborando con Spielberg ha già ottenuto sei nomination all'Oscar per la fotografia e conferma la sua capacità di tradurre in immagini la visione dell'autore; al solito, impagabile e inimitabile John Williams, che ha composto uno score dalla consueta potenza in cui emergono echi delle loro collaborazioni passate, cominciando da E.T.
Disclosure Day è tra i migliori film di Spielberg?
C'è tanta umanità in Disclosure Day, così come tanti interrogativi sull'importanza della verità e la nostra capacità di accettarla, accoglierla, assimilarla. È un film ricco e stratificato, in cui non manca una certa dose di azione e thrilling, che non rinuncia alla capacità di intrattenente che fa parte del DNA del regista, ma ci sono anche tanti spunti sul mondo che ci circonda. Per questo viene da pensare a una summa, a una sorta di testamento del regista, alla prova di un autore che intende mettere un punto finale a un discorso iniziato presto e sviluppato con tappe importanti in tutto l'arco di una carriera.
Nei giorni delle proiezioni riservate nel mondo, le prime reaction condividevano il nostro entusiasmo e parlavano del "miglior film di Spielberg degli ultimi 20 anni". Non sappiamo se sia effettivamente così e ce lo dirà il tempo, perché il livello è talmente elevato da far fatico a fare, a caldo, paragoni di questo tipo. Quel che ci sentiamo di ribadire con sicurezza è che a oggi, 9 giugno, è il meglio che abbiamo visto nel corso dell'anno.
Conclusioni
Disclosure Day non è semplicemente il miglior film visto finora in questo 2026, ma è l'opera di cui avevamo bisogno nell'era della disconnessione sociale. Steven Spielberg non ha firmato un pigro amarcord per i nostalgici di E.T. o Incontri ravvicinati, ma ha chiuso un cerchio ideale durato quarant'anni, regalandoci un thriller fantascientifico che usa l'elemento alieno come uno specchio deformante per analizzare il nostro disperato bisogno di comunicare. Supportato da un cast in stato di grazia, con la straordinaria performance di Emily Blunt che brilla di luce propria, e dalle monumentali firme di Kaminski e Williams, il regista ci ricorda perché amiamo il grande cinema.
Perché ci piace
- La regia magistrale di Steven Spielberg che unisce la tensione del thriller politico all'urgenza emotiva della fantascienza umanista.
- Josh O’Connor è un motore d'azione perfetto, ma è Emily Blunt a dominare la scena con una performance viscerale e memorabile.
- La fotografia di Janusz Kaminski e la colonna sonora di John Williams creano un'atmosfera nostalgica e potente, un vero regalo per i cinefili.
- Non è solo un film sugli alieni, ma una profonda riflessione sulla verità, sulla comunicazione e sulla società contemporanea.
Cosa non va
- Nella parte centrale, lo script di David Koepp è così ricco di sotto-trame e spunti di riflessione da rischiare un leggero sovraccarico informativo per lo spettatore distratto.