Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Margarethe Von Trotta si ispira alla vicenda storica realmente accaduta nella Germania nazista che vide migliaia di donne ariane sostare giorno e notte davanti al palazzo in Rosenstrasse dove erano imprigionati i mariti ebrei, in attesa di essere deportati nei campi di sterminio.
Un altro "cult-movie" da aggiungere alla collezione di Mr. Scott: chapeau!
I magnifici anni Sessanta ripiombano fra noi, ed è la seconda volta nell'arco di poco tempo che gli studios americani si lasciano prendere da operazioni nostalgiche.
Il film non lascia di certo una traccia indelebile, ed è un peccato, perché alcuni temi forse avrebbero meritato maggior approfondimento.
Il film di Greenaway è un collage di immagini dissolte l'una dentro l'altra, scontornate, sovrapposte, replicate. Cornici, scritte e numeri sono personaggi effettivi all'interno di un meccanismo la cui rigorosa simmetria ne è il principio.
Rob Reiner, dopo il delizioso Harry ti presento Sally, ritorna alla commedia romantica. Peccato che i risultati non siano all'altezza dell'illustre predecessore.
Una pellicola dal respiro così ampio, dalla grandiosità tanto amplificata da rendere per noi una vera e propria sfida l'affondargli dentro con la lama della critica.
Mai dal regista del patinatissimo Notting Hill ci si sarebbe aspettati un film come The mother, che più che rifarsi al cinema hollywoodiano sembra ispirarsi ai registi inglesi d'impegno, Mike Leigh in testa.
Non si deve pensare all'opera di Cameron come una fredda ricostruzione di un famoso incidente né limitarsi a definirla un disaster movie di pregevole fattura: ci troviamo davanti ad un film fatto soprattutto di reale e convincente umanità.
Stephen Gaghan debutta dietro la macchina da presa con un thriller dai risvolti psicologici, piuttosto banale nelle sue linee guida, recitato discretamente e diretto in maniera un po' patinata ma dignitosa.
Presentato nella sezione conclusiva dell'ultimo festival di Venezia, 21 Grammi - Il peso dell'anima è la seconda opera dell'ottimo e promettente Alejandro González Iñárritu, già autore dell'eccellente Amores Perros.
Il mare e l'aria, le emozioni forti, sono le protagoniste di questo lungometraggio che induce lo spettatore a non schierarsi dalla parte del buono o del cattivo...
La pellicola ci regala i suoi momenti migliori quando fa a meno della solita retorica hollywoodiana e ci introduce ai valori millenari dei samurai.
Nonostante tutti gli sforzi questo trasferimento sul grande schermo del bellissimo affresco politico, religioso, ambientale creato da Frank Herbert nel suo bellissimo romanzo Dune, non ha avuto un esito felice, anche se colpisce per la sua barocca grandiosità.
Uscito nel 1999, questo titolo porta la firma di uno fra i cineasti più importanti nel genere horror: Brian Yuzna.
Dopo tre gialli di impostazione tradizionale e una commedia satirica, Argento dirige il film che più rappresenta il suo modo di fare cinema: un thriller ben orchestrato e delirante che ha conquistato generazioni di spettatori.
A Kubrick le minuzie interpretative non interessavano, perché, come tutti i grandi pensatori, sapeva che la saggezza è nel dubbio, non nella soluzione.
Von Trier si mostra apertamente per quello che è, perverso, un po' sadico, intelligente, molto ironico, pronto a prendersi terribilmente sul serio ma al contempo a ridere sotto i baffi di sé, delle sue idee e di quanto queste vengano interpretate seriamente dagli altri.
Il terzo capitolo di Spy Kids si inchina agli effetti in 3D, dimenticandosi di essere anche un film.
Dovendo adattare per il grande schermo il celebre fumetto, Bava adotta un'estetica debitrice alla pop-art e alle avanguardie artistiche del periodo, dirigendo uno dei suoi film più personali e visivamente accattivanti.
Che fine ha fatto il vero Dario Argento è la prima domanda che angoscerà lo spettatore al termine della visione de Il Cartiaio, dov'è il suo marchio, dov'è la sua classe e la sua abilità
Come ormai da tradizione, anche quest'anno è inevitabile l'appuntamento con le risate a buon mercato offerte dal duo Boldi-De Sica.
Sinbad si inserisce nella recente tendenza dell'animazione occidentale di superare i limiti imposti dal suo target tradizionale: i bambini.
Sofia Coppola sceglie di non (s)cadere nello scontato, facendo sì che l'amore fra i suoi personaggi non si consumi nella maniera più ovvia, tenendoli invece continuamente sospesi sul filo del "se". Ecco finalmente una confutazione del mito del "carpe diem".
Un commovente viaggio all'interno di coscienze derubate, alla ricerca dei veri sentimenti.
Piccolo gioiello di animazione della Dreamworks, Shrek è un'irriverente favola post-moderna che vive sul sottile equilibrio della parodia dell'universo favolistico, senza però infrangerne gli archetipi sotanziali.
In the cut, ultima opera della regista culto di Lezioni di piano, è un film personale, femminile e estremamente sensuale. La Campion ci accompagna per mano in un mondo nuovo, aprendoci le porte sull'esistenza di una donna algida e appassionata allo stesso tempo.
La Pixar vince la guerra delle formiche nei confronti della DreamWorks, con un film intelligente che riesce a divertire gli spettatori di tutte le età.
Il nuovo film interpretato da Jackie Chan sembra purtroppo confermare la fase discendente della sua carriera: si divertirà probabilmente solo chi non conosce i trascorsi migliori dell'attore.
Il regista Robert Benton confeziona un drammone sull'America perbenista ed ipocrita servendosi di un cast stellare, ma non del tutto splendente.
Giunto al suo quinto film, Vincenzo Salemme, eccellente attore teatrale, inventatosi regista, prosegue per la sua strada con un prodotto medio, poco esaltante, ma godibile e divertente se non si eccede in aspettative
Mona Lisa Smile non è propriamente un film brutto, piuttosto è anonimo, noioso ed eccessivamente convenzionale. Una pellicola priva di sbavature, ma anche priva di qualsiasi sussulto.
Secondo capitolo della saga di Woody e Buzz, i giocattoli preferiti di Andy. Questo Toy Story 2 conferma l'eccezionalità dei film targati dalla Pixar, fatti per essere apprezzati dai più piccoli, ma anche dai più grandi, grazie a numerose citazioni cinematografiche e ad un'ottima caratterizzazione dei personaggi.
Looney Tunes è perfetto per i bambini, che si divertiranno e rimarranno avvinti delle peripezie dei personaggio, ma è ancora più godibile per gli adulti, che si divertiranno a cogliervi riferimenti, citazioni e parodie.
Appena saliti a bordo di Master & Commander, si capisce subito che questo vascello cinematografico salperà portandoci al largo, attraverso gli spazi più lontani e dimenticati dell'oceano dell'immaginario cinematografico.
Arcand riprende i temi del suo Il declino dell´impero americano, riuscendo nella difficile impresa di far sorridere e riflettere allo stesso tempo.
Non possiamo che rimanere stupiti pensando che si tratta dell'opera prima di questo gruppo di creativi destinato alla celebrità; eppure tutto si svolge e scorre in modo ottimo, fluido, con una continuità di storia, sceneggiatura, ambientazione colorata e allegra come non si era mai vista in un cartone animato.
Charles Norstadt è un ragazzino con un'infanzia a dir poco travagliata alle spalle ed una madre il cui passatempo preferito sembra essere quello di cambiare mariti su mariti. Ma la vita di Charles prenderà una piega decisamente diversa quando incontrerà un tale Justin Mc Leod...
Ennesimo film horror giovanile, con una debole sceneggiatura e poche idee innovative.
Quel che è ammirevole è sostanzialmente il fatto che l'abusato motivo dell'anima gemella non venga riproposto in maniera offensiva nei confronti dello spettatore...
Aliens-Scontro finale è il riuscitissimo seguito (per molti addirittura superiore al primo capitolo) di quel capolavoro horror che è Alien di Ridley Scott. Questo perchè il regista e sceneggiatore James Cameron non si è limitato a moltiplicare il mostro xenomorfo, ma è riuscito a tratteggiare con sensibilità tutta nuova il personaggio di Ellen Ripley.
La regista ritrae una famiglia di donne, costrette a cavarsela da sole, che hanno sempre mantenuto la loro dignità e soprattutto la loro forza e voglia di vivere, in tutte le situazioni.
Noi sembra provenire da un altro mondo, catapulato in una realtà altrettanto irreale come può essere un villaggio della costa islandese, dove d'inverno a parte il mare gelato e la neve, non c'è altro.
In mezzo ai tanti colossi d'animazione d'oltreoceano, spunta in questo Natale una proposta in salsa napoletana, dal sapore casereccio e tutta giocata sulla tradizione popolare.
La virtuosa figlia d'arte torna alla regia con una commedia spassosa, ma velata di malinconia, sull'alchimia di un incontro improbabile ed inaspettato.
Shinya Tsukamoto affronta con questo film, vincitore del premio "Controcorrente" al festival di Venezia del 2002, il tema dell'erotismo estremo, trattandolo dal suo personalissimo punto di vista.
Dopo capisaldi del genere come Toy Story e Monsters & co., stavolta ci viene raccontata l'avventura parallela di due pesci pagliaccio, Marlin e Nemo, padre e figlio. Un'altra pietra miliare dell'animazione moderna.
Se quello che vi aspettate da un film di azione sono due ore di sano divertimento e ritmo sfrenato, forse allora S.W.A.T. non fa al caso vostro, visti gli innumerevoli luoghi comuni che lo contraddistinguono.
Un doloroso viaggio nella Sicilia del '48, fra pezzi di storia non raccontata e frammenti di eroi dimenticati da tutti...
Nispel è riuscito, adeguando il tutto ai nostri giorni, a catturare e ricreare almeno in parte quello spirito del film di Hooper che regalava al tutto quell'aspetto insano, malato, decadente, organicamente in dissoluzione che tanto era importante e caratteristico.