Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Sarebbe ingiusto e riduttivo ridurre The Dreamers ad un compendio di tematiche bertolucciane. Ci troviamo infatti di fronte ad un film che le comprende e le supera: una storia di struggente bellezza e ricca di riferimenti storici, politici e cinematografici.
Troppe aspettative riposte in un film che è poco più di una bella idea e che finisce per essere un convenzionale e prevedibile action-movie tutto frenesia ed esplosioni, che alla lunga annoia e in qualche caso irrita.
Veronica Guerin è un atto di rispetto e di memoria di Joel Schumacher nei confronti della giornalista irlandese uccisa per aver combattuto contro i commercianti di droga nel suo paese.
Intimista, leggero, lineare, semplice, a tratti anche divertente ma che non perde mai di vista la sua vena spirituale grazie all'alone di mistero che avvolge gli strani ed imprevedibili personaggi.
E' la storia di un esattore imbranatissimo, Ning, interpretato dallo scomparso Leslie Cheung che gira per villaggi senza riuscire a farsi pagare le tasse. Ben presto verrà coinvolto in qualcosa che mai avrebbe immaginato.
Pellicola forte e coraggiosa, Elephant di Gus Van Sant, premiata un po' a sorpresa con la palma d'oro al 56° Festival di Cannes. Un film che di certo non lascia indifferenti.
La giovanissima regista iraniana Samirah Makhmalbaf si ispira ad una nota poesia di Garcia Lorca per intraprendere un viaggio nella Kabul di oggi, distrutta e martoriata dopo i bombardamenti americani.
Vicky è una ragazza tra due uomini, l'uno l'opposto dell'altro: riuscirà a liberarsi dalle ossessioni affettive che la tormentano?
Raccontare la trama di Appuntamento a Belleville è un'operazione che non gli rende giustizia: il film ha un andamento ai limiti dell'onirico, e la maggior parte del suo potere di suggestione è dato dall'incredibile, geniale stile visivo del film.
Se la prima parte del film è decisamente riuscita ed efficace, il controllo e l'equilibrio del tutto si perde quando la storia si sposta in avanti, ai giorni nostri.
Un'opera prima sorprendente, non scevra da difetti ma con il raro pregio di saper scuotere lo spettatore. Un film vero, audace, diretto da un regista promettente; speriamo non si perda.
Una divertente e malinconica commedia tratta da un celebre fatto di cronaca, scritta fin troppo per avere successo e diretta dal regista di "L'erba di Grace".
Tuffo nel vuoto e atterraggio doloroso per questa opera di Emanuela Piovano. Purtroppo il film risulta noioso e troppo pieno di errori per appassionare il pubblico.
Senza sbavature, ma senza neanche particolari sussulti, il nuovo gradevole film di Ridley Scott, che dall'alto della sua enorme professionalità, si confronta anche con la commedia.
Appena insignito del Leone d'oro alla carriera, l'intenso Omar Sharif ritorna sugli schermi con un semplice e poetico film, giocato sulla solitudine di un uomo ed un bambino.
Uno dei film "maledetti", ma che nasconde molto di più, dietro al buon numero di violenze che mostra...
Sei siparietti sul controllato erotismo di protesta...
Stephen Frears, dopo la parentesi americana, torna nella sua Inghilterra per raccontarci di quei soggetti che non vediamo mai ma che rendono la nostra vita più comoda. E lo fa invischiando queste persone invisibili, gli immigrati, in un plot giallo intelligente e anomalo.
Jonathan Mostow alle prese con l'ingrato compito di rimanere fedele allo spirito dei primi due episodi, senza per questo tirarne fuori una mera copia.
Commedia ambientata nell'Italia fascista, questo secondo film di Barbara Barni racconta il clima dell'epoca e le sue ripercussioni sul cinema, facendo un'originale ipotesi sulla nascita di un genere che avrebbe segnato il dopoguerra: il neorealismo.
Una giovane donna reduce da un divorzio, e la sua bambina si trasferiscono in un nuovo appartamento all'interno di uno squallido palazzo di periferia. E' un palazzo inquietante, e quando dell'acqua comincia a scendere dal soffito...
Un viaggio malato all'interno di una vicenda così ordinaria e "finta" da apparire terrificante.
Possibile che un film sui raccapriccianti crimini commessi dalla dittatura argentina tra il 1976 e il 1983 venga accolto da fischi e risate?
Il regista salentino, al suo terzo film, approda alla 60ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia con il suo "Miracolo", film che fino ad ora ha raccolto i pareri più contrastanti sia della critica che del pubblico.
Non è senza dubbi che ci si avvicina a un film come Confidence, noir interpretato da nomi noti, potenzialmente appartenente alla categoria di film si trascina, purtroppo, sulla strada del già visto e dell'ordinario.
Nella Palermo degli anni '50 i fratelli La Marca con l'aiuto di un cardinale cinefilo e di dubbia morale e con i prestiti dello strano direttore di una banca, mettono su una sgangherata casa di produzione cinematografica, la "Trinacria Film"...
Un capolavoro del cinema moderno, un'opera ai confini della cinematografia...
Buongiorno,notte non è l'ennesima ricostruzione alternativa del caso Moro, ma lo spunto per il regista Marco Bellocchio di prendere coraggiosamente una posizione netta nei confronti del terrorismo e di qualsiasi estremismo in genere.
L'inedita ricostruzione della strage di Portella della ginestra, quello che non abbiamo mai saputo.
Un film che pur non mostrando eccessivi spargimenti di sangue e senza ricorrere a effetti particolari, è capace di rimanere impresso nella memoria per lungo tempo.
Steven Soderbergh firma la sua opera migliore con questo grande film corale sulla lotta alla droga, vincitore di 4 premi Oscar.
Passioni estreme, scontri col mondo degli adulti, fretta di fare nuove esperienze e incomunicabilità tra genitori e figli, creano un mix esplosivo per un film che colpisce e stupisce.
Pirati e navi fantasma, isole caraibiche e dobloni d'oro... Film d'avventura? Commedia? Parco a tema? Cosa è realmente il nuovo film del regista di The Ring?
L'ennesimo horror che non ha nulla di inquietante. State attenti se bussa alla vostra porta un uomo tutto sanguinante, potrebbe annoiarvi a morte!
Cinque storie per sette donne che fanno i conti con la vita, con l'amore, e con se stesse.
Ang Lee, regista di classe, alle prese con un soggetto più commerciale riesce ad imporre un proprio stile personale, ma non trova il giusto equilibrio.
Il primo film di Peter Jackson è quanto di più lontano da Il signore degli anelli, imponente trilogia che l'ha fatto conoscere in tutto il mondo. Jackson debutta infatti con uno splatter casalingo, assolutamente artigianale e divertentissimo.
Da un soggetto non privo di fascino, il regista Robert Harmon trae un horror superficiale e deludente, che soffre soprattutto di una sceneggiatura inconsistente e di una regia piatta e anonima.
Le molte anime di una stessa persona, i suoi molteplici volti, quale è la verità che si nasconde dietro il bel visino di Miranda?
Epopea di una famiglia fra il 1966 e i giorni nostri, La meglio gioventù non ha certamente niente da spartire con le fiction che imperversano sul piccolo schermo. Nato infatti come prodotto per la televisione, quest'opera si presenta con il respiro del grande cinema.
Le difficoltà di una ragazza americana a inserirsi negli ambienti aristocratici inglesi...
"L'ultimo bacio", ovvero "come ritrarre l'Italia e gli italiani, volgendo lo sguardo oltre l'oceano, ed avere un successo clamoroso".
Non avendo nulla della poesia e dell'eleganza de La tigre e il dragone, Il monaco risulta una sorta di Charlie's Angels meno ricco di trovate divertenti e con un cast non sempre all'altezza.
La storia dell'intreccio di tante storie e delle vite dei personaggi che si sfiorano appena, e poi proseguono...
Sembrava un normale addio al celibato, ma qualcosa andò storto...
Un seguito con poca originalità ed eccessi di paranoia per il più grande serial killer della storia: la Morte.
Ennesimo horror estivo dato in pasto agli spettatori italiani nell'attesa delle più blasonate uscite di settembre: il film riesce a colpire comunque per la sua più totale inconsistenza.
Da molti definito un esplicito omaggio ai discussi Eraserhead di Dadid Lynch e Videodrome di David Cronenberg, è la rappresentazione di un voluto estremismo stilistico e contenutistico che trova il suo sfogo nelle trovate dell'eccentrico (ma geniale) Shinja Tsukamoto.
La celebrazione dell'amicizia, la dolcezza del ricordo, l´inestricabile valore consolatorio da dare a una bevuta intrisa di pacata e cosciente rassegnazione, il tutto shakerato con una vena di amara eppure ironica malinconia.
Si ripete anche qui lo stesso tormentone religioso a sfondo satanico-esoterico legato al rapporto padre-figlio che sembra essere il vero cavallo di battaglia del produttore Julio Fernandez.