Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Vivace e divertente, 'La gang del bosco' non è solo una frammentaria sequenza di situazioni comiche, ma ha anche una struttura narrativa solida, seppur semplice, che lo rende un ottimo prodotto d'intrattenimento.
Il film scorre veloce e piacevole su due binari, quello degli adulti e quello dei ragazzi; due mondi che, pur presi dai loro problemi, guardano uno verso l'altro, con nostalgia e ammirazione.
Peccato che la bravura della Rappoport non basti fare eccellere anche la pellicola, che naufraga proprio in quello che dovrebbe essere il suo punto di forza: l'atmosfera e la struttura narrativa da thriller.
A Scanner Darkly ripropone il lavoro di Philip K. Dick in maniera più che fedele, ancorandosi ad esso senza cercare di suggerire qualcosa di più.
Vite perse, ritrovate e rimesse in gioco per raccontare che la vita è un fiume in piena che travolge e stravolge chi tenta di opporvisi.
Nonostante la lodevole cura con cui tratteggia i suoi personaggi, Le voyage en Arménie annega, sin dal principio, in un didascalismo piuttosto marcato, al limite della pedagogia antropoligicamente corretta.
Il grande regista cinese torna a raccontare con passione e tensione l'attualità del suo paese, servendosi di un toccante rapporto tra padre e figlio
La levità con la quale la narrazione scorre fluida accosta lo spettatore a problematiche dolorose, attraverso le esperienze di un gruppo di bambini dei quali, dopo poche sequenze, dimentichiamo la condizione.
La scrittura di Angelini è matura e riesce con efficacia a descrivere quello che si cela nelle fredde prigioni dell'odio e della solitudine.
Un susseguirsi di trovate comiche irresistibili fanno facilmente dimenticare i pur tanti difetti della struttura filmica.
Denso di tutti i suoi dogmi, dalla metropoli che schiaccia l'uomo, alla morte come inscindibile elemento di vita, il nuovo film di Tsukamoto approccia la realtà passando per l'onirico, in una singolare miscellanea di psicanalisi e memorie d'infanzia.
Linklater trascina lo spettatore nella sua corrente di immagini ricchissime di idee e dettagli, ma allo stesso tempo sempre funzionali al racconto e, in un certo senso, fuse con esso
'Grido' non è solo l'auto-biopic surreale di Pippo Delbono. E' qualcosa di più: sono appassionate dichiarazioni d'amore in forma di cinema.
Molti dei pregi di questo ottimo film risiedono nel soggetto originale di Infernal Affairs, ma le novità introdotte in fase di sceneggiatura, le ottime interpretazioni e il tocco personale del regista rendono l'operazione comunque decisamente riuscita.
Mira Nair torna a parlare dell'India, torna a invitarci a visitare la sua casa e la sua anima, torna a raccontarci quel profondo senso della famiglia che aveva caratterizzato il delizioso Monsoon Wedding del 2001.
Anche tralasciando le evidenti somiglianze con tanti altri film, non si può che definire questo primo film di animazione digitale prodotto dalla Sony Pictures un passo indietro rispetto ai risultati dei colleghi più blasonati.
Il difetto più evidente di 'Uno su due' è la mancanza di coraggio in fase di sceneggiatura, la scelta di restare in superficie, evitando di affondare i colpi.
Il film di Erdem riesce ad essere delicato anche quando racconta episodi brutali, sa farsi perdonare le poche cadute di stile, la ricerca puntuale dell'inquadratura ad effetto e l'eccessiva lunghezza.
N (Io e Napoleone) riesce ad avere due anime, quella di un interessante quadro storico e quella di una riuscita commedia, ma rimane troppo in superficie per poter essere considerato un film di spessore.
Giardini in autunno, film autoriale dall'umorismo mordace e grottesco, ci propone una riflessione sul reale valore del'avere e dell'esercitare il potere
Accanto allo sguardo su queste Little Italy americane (che si apprestano però ad essere fagocitate da Chinatown) Gagliardi inserisce, con rispettoso umorismo, il tema della labilità del successo.
Non basta lo sguardo anticonvenzionale di Shainberg a fare di Fur quello che avrebbe voluto essere, ovvero fastidioso e indimenticabile come i freak di Diane Arbus.
'Monster House' è un buon film per ragazzi, frutto dell'ottima miscela di ingredienti amalgamata da Gil Kenan ed adatto a tutta la famiglia nonostante qualche sequenza un po' più cupa.
Girato con un linguaggio veloce, Born Into Brothels non è un documentario che mira ad analizzare un fenomeno sociale, ma un tentativo di documentazione di uno sforzo pratico e immediato per aiutare il prossimo con i mezzi a disposizione di ognuno.
Per Woody Allen un passo indietro rispetto a Match Point. Scoop è un film che non si accende mai e scorre via senza mai essere sgradevole o particolarmente noioso, senza enfasi o ammiccamenti, ma anche senza sussulti.
Il lirismo delle immagini della Mehta non distoglie dalla tragedia di una situazione vergognosa che ha più colpe.
'A est di Bucarest' si propone come una delle commedie più originali ed intelligenti viste negli ultimi anni e ci ricorda che certe volte la verità non è che una questione di punti di vista.
Una commedia divertente e brillante che, come altri prodotti cinematografici simili Made in Usa, parte con l'acceleratore inserito - ritmo incalzante e battute a fulmicotone - per poi seguire un andamento molto più convenzionale.
Principesse/prostitute, in un film che affronta, senza andare troppo per il sottile, i legami sociali e affettivi di un mondo borderline.
Ispirato all'omonimo romanzo di William Wharton, Birdy non può essere considerato un film sul Vietnam, quanto piuttosto una grande storia di amicizia.
Un tema principale tra i più belli ascoltati negli ultimi anni e la solita abilità compositiva di James Newton Howard fanno della colonna sonora di Lady in the water una delle migliori del 2006.
Kevin Smith non ha volto il suo sguardo solo al presente o al futuro, ma ha fatto tesoro del passato. Perché il tempo passa, ma il passato non lo si può cancellare.
Una commedia divertente nella prima parte, che finisce col rivelarsi nella seconda un aggiornamento molto poco riuscito di La vita è meravigliosa di Frank Capra.
Shyamalan abbandona parzialmente i suoi "finali a sorpresa" e incanala la solita indagine sulle paure umane in una dimensione fiabesca e prettamente fantasy.
Il sogno e la realtà s'inseguono fino a confondersi in percorsi meta-onirici. Ecco la firma del regista che gira in pochi mesi una pellicola pienamente surrealista in cui i personaggi si interfacciano senza un apparente nesso logico né una continuità d'evento.
Snakes on a Plane è un perfetto prodotto da cassetta che farà la gioia dei nostalgici del drive-in.
Baciami piccina è un film che viaggia sui binari rassicuranti di stereotipi all'italiana, mostrando il fianco a incongruenze e imprecisioni. Ci offre però un finale dolente e necessario
Non è originalità che dobbiamo attenderci da 'Ant Bully', ma non possiamo negare l'appeal che il film può avere nei confronti del pubblico più giovane.
La storia, il film, il cuore sono tutti in un unico incredibile personaggio, Jean-Baptiste Grenouille, e nel suo errare nel mondo sconosciuto ed in conoscibile se non attraverso gli odori.
Sviluppi fin troppo prevedibili che la sceneggiatura dell'esordiente Gatins intreccia didascalicamente, e che solo la recitazione sofferta e partecipe della Fanning riesce a rendere più digeribili.
Un film che è insieme realista e metaforico, rassicurante e fastidioso, ricco di un'ambizione che, pur imperfetta, è rara da trovare oggi nel cinema italiano.
Una (falsa) commedia, che cela un robusto realismo dietro a una regia semplicistica e un impianto patinato tipicamente hollywoodiano.
Il cinema di Martinelli è un cinema di voli intellettuali strombazzati ai quattro venti e di pratiche basse sul campo: si respira una brutta aria di dilettantismo, specie sotto il profilo della post-produzione.
L'esperienza accumulata da Kenneth Branagh nei suoi precedenti lavori si pone qui al servizio dello straordinario capolavoro di Mozart trasformando un'opera fitta di simbologie massoniche e complesse allegorie in un entusiasmante affresco antimilitarista.
Il 'Grande freddo' declinato all'austriaca ondeggia tra la nostalgia e lo psicologismo, senza commovere né appassionare.
Han e Shen si muovono nella nebbia come fantasmi che esplorano un universo sconosciuto, ma è solo l'acqua della diga che ha cancellato le cose note lasciando un paesaggio solitario e desolato da riscoprire con uno sguardo nuovo.
Nel bene e nel male Aronofsky conferma la sua immagine di regista coraggioso, visionario e controcorrente, capace di passare da momenti di sublime bellezza a soluzioni di desolante banalità.
Ambientato in una zona della costa di Tokyo ormai abbandonata, in cui i resti del passato sono ancora visibili malgrado il loro progressivo scomparire dietro una fagocitante modernità, Retribution trova proprio in questa scenografia l'epicentro dei propri significati.
Emanuele Crialese torna al cinema con un alito caldo di purezza assoluta, un'opera sospesa di "transizione", di contatti, di sensazioni vergini.
Aiutato dai suoi protagonisti, ma un po' meno dalla sua sceneggiatura, Laurence Malkin gestisce con sicurezza la parte meno dinamica del film, ambientata in un unico ambiente con soli quattro personaggi, mantenendo un discreto livello di tensione.