Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Interpretato dalla giovane star di Tredici, Dylan Minnette, il nuovo film targato Netflix è un thriller psicologico che prova a costruire un progressivo senso di tensione, ma che purtroppo non mantiene le promesse della prima parte e inciampa in un finale deludente e privo di coerenza.
Dopo l'esordio nel 2013 con La battaglia di Solferino, la regista francese Justine Triet torna in sala e sceglie il registro più leggero della comicità sofisticata. Protagonista una brillante Virginie Efira.
La leggenda del Bigfoot torna al cinema nel film d'animazione distribuito da Koch Media: una vivace e divertente avventura per tutta la famiglia.
Ligabue torna a dirigere un film di emozioni ambientato in una cittadina emiliana, e il tono didascalico che a volte si può insinuare viene stemperato dall'ottimismo che il regista riesce a trasmettere grazie a un amore per la vita sincero e contagioso.
Tra memoria storica e identità individuale, il film di Greenberg racconta una vicenda ispirata a fatti realmente accaduti nel '45, costruisce lentamente la tensione, e offre una soluzione soddisfacente oltre che una performance preziosa da parte di Ori Pfeffer.
Arriva dallo scorso Giffoni una piccola uscita che racconta, con sottile e delicato approccio al fantasy, la storia di discriminazione di una bambina solitaria con una deformazione alle orecchie che la fa apparire come un elfo.
A sessantacinque anni, l'attore irlandese si conferma star inossidabile del genere action nel film di Jaume Collet-Serra: un thriller ambientato quasi interamente a bordo di un treno, dotato di un discreto spunto di partenza ma privo della finezza e dell'intelligenza necessarie a renderlo un prodotto davvero interessante.
Scrupoloso nel sondare l'uomo dietro l'artista, il biopic di Luca Facchini è un appassionato ritratto che scompone in più parti la complessa figura del grande cantautore genovese. Grazie ad un Luca Marinelli ispirato e mai ingabbiato nell'imitazione, la produzione Rai ci fa entrare nell'animo tormentato di un uomo in eterno conflitto. Al cinema solo il 23 e il 24 gennaio. Su Rai 1 il 13 e il 14 febbraio.
Il premio Oscar Michael Caine è la voce narrante di My Generation, documentario che racconta gli splendidi colori, musiche, abiti ed entusiasmo della Londra degli anni '60, centro di una rivoluzione che ha cambiato per sempre il costume e la cultura pop. In sala dal 22 al 29 gennaio.
Torna il popolare mostro giapponese, per la trentaduesima volta ma al suo debutto totalmente animato, in un film potente e spaventoso.
Feroce ed essenziale, il film di Mouly Surya si scaglia contro gli orrori del patriarcato e della condizione della donna nell'Indonesia rurale. Splendida la protagonista Marsha Timothy, e da applausi il commento musicale che sposa atmosfere morriconiane con la tradizione indonesiana.
Questo nuovo adattamento del memoriale pubblicato quarantacinque anni fa da Joseph Joffo è stato affidata a Christian Duguay, è destinato alle famiglie, ed è un'elegia della resilienza dei legami familiari che, nella sua semplicità un po' ingenua, riesce a essere toccante soprattutto grazie alle performance dei sue giovani protagonisti.
Dopo il divorzio da Checco Zalone il regista di Quo Vado! torna in sala con un film che lo allontana, e di molto, dal cinismo spietato che aveva caratterizzato i suoi titoli precedenti. Debutto al cinema per Fabio Rovazzi, che prende il posto del comico pugliese.
Nonostante il buon potenziale del soggetto di partenza, il quarto capitolo della saga di Insidious cade ben presto sotto i colpi della ripetitività e della mancanza di idee visive e narrative degne di nota.
Il giovane Leonardo Da Vinci grazie al film di Sergio Manfio, Leo Da Vinci - Missione Monna Lisa, si trasforma in un eroe moderno perfetto per incantare le nuovissime generazioni.
Nel suo ultimo film l'autore romano torna a confrontarsi con il suo repertorio più classico. Ad affiancarlo Ilenia Pastorelli nei panni di una ciancicante coatta di periferia che lo metterà all'angolo e gli salverà la vita.
L'edizione in alta definizione sfornata da Twentieth Century Fox sbalordisce per qualità visiva, potenza dell'audio (soprattutto quello in originale) e per la ricchezza dei contenuti speciali.
L'edizione Universal in HD dello scatenato film di Edgar Wright, oltre a un buon video e a un audio formidabile, presenta un pacchetto di contenuti speciali come da tempo non se ne vedevano: commenti audio, retroscena, approfondimenti, storyboard e tanto altro ancora.
La regista Ildiko Enyedi gestisce con sicurezza lo sviluppo narrativo del racconto e dimostra che, se si possiedono intelligenza e creatività, esistono modi originali per parlare d'amore come se fosse la prima volta. Orso d'oro al Festival di Berlino 2017.
Armando Iannucci torna al cinema con l'adattamento di una graphic novel francese sul vuoto di potere creatosi in Unione Sovietica dopo la morte di Stalin. In concorso al 35mo Torino Film Festival e in sala dal 4 gennaio.
Gabriele Salvatores torna in sala con il sequel del primo capitolo della saga sul ragazzo triestino con il potere di rendersi invisibile. Un secondo capitolo più dark e più improntato all'action, ma meno autoriale e originale del precedente.
In uno dei film più controversi dell'anno, il veterano Ridley Scott mette in scena la cronaca del rapimento, nell'Italia del 1973, del nipote sedicenne di Jean Paul Getty, l'uomo più ricco del pianeta: la recensione del crime drama interpretato da Michelle Williams, Mark Wahlberg e Christopher Plummer.
La genesi dei personaggi di Winnie the Pooh e Christopher Robin, protagonisti di una popolarissima serie di racconti per l'infanzia, è rievocata nel film diretto da Simon Curtis e interpretato da Domhnall Gleeson, Margot Robbie e Kelly Macdoland: un'opera con diversi spunti d'interesse, ma che fatica a sfruttarli a dovere.
Torna il cult di una generazione cambiando le carte in tavola, modernizzandosi e gettando le basi per dar vita a un nuovo popolare franchise.
Dopo il "rodaggio" di Mamma o papà, si ricostituisce il sodalizio tra Riccardo Milani, Paola Cortellesi e Antonio Albanese con risultati decisamente migliori: Come un gatto in tangenziale è una commedia divertente e tenera che non rinuncia a invitare alla riflessione sulle differenze e il dialogo.
Il nuovo film della Pixar è un viaggio colorato e struggente attraverso le nostre radici più profonde, indispensabili per capire chi siamo davvero e inseguire i nostri sogni. Dal 28 dicembre al cinema.
Anche l'edizione homevideo in alta definizione a due dischi merita la statuetta, come il capolavoro di Christopher Nolan: la qualità audio-video è a dir poco strabiliante, mentre le quasi due ore di extra sono imperdibili per capire l'incredibile lavorazione del film.
Il nuovo film di Ferzan Ozpetek conduce Giovanna Mezzogiorno in una Napoli esoterica, assolata e abbacinante; peccato che la scenaggiatura non stia al passo né con la bellezza della città né con la competenza tecnica e lo sguardo ispirato del regista.
Al film di David Ayer con protagonista Will Smith va dato atto di riuscire a mostrarci un mondo nuovo ed affascinante, con una sua mitologia ben specifica ed alcune dinamiche interrazziali potenzialmente interessanti. Peccato però che non sfrutti fino in fondo questi elementi più riusciti, ma preferisca concentrarsi sulle dinamiche da "strana coppia" già viste e riviste in ogni salsa.
Riviviamo la storia natalizia per antonomasia con un film che racconta come Dickens ha scritto il suo popolare Canto di Natale.
L'autore di Noi siamo infinito porta sul grande schermo il romanzo per ragazzi di R.J. Palacio, la storia di un bambino nato con una deformazione al viso e del suo primo contatto con il mondo della scuola: un altro racconto di formazione di grande forza emotiva, interpretato da Jacob Tremblay e Julia Roberts.
La bravissima Agnès Jaoui si cala nel ruolo di Aurore, una madre di famiglia single alle prese con la menopausa e con altri piccoli, grandi cambiamenti della propria vita, in 50 primavere, commedia scritta e diretta da Blandine Lenoir. Un film nel complesso piacevole, ma con più di un difetto.
Con un messaggio positivo ed una ricca dose di emozione, il toro gentile di Carlos Saldanha è uno dei film di questo Natale.
Se le coreografie sono "larger than life", i costumi dai colori sgargianti e le canzoni particolarmente orecchiabili e riuscite, il problema del film dell'esordiente australiano Michael Gracey risiede nella sceneggiatura: tutta la storia di P. T. Barnum, la sua lotta per farsi accettare dalla società e il suo rapporto con la famiglia, sia reale che d'adozione, è un'accozzaglia di luoghi comuni e già visto.
Il terzo capitolo della saga di Gru è arrivato in homevideo con cinque edizioni targate Universal. Abbiamo analizzato il reparto tecnico del blu-ray, con video e audio stellari, e passato ai raggi X tutti gli extra.
Il catalogo di Netflix si arricchisce di un nuovo documentario, firmato Errol Morris, che indaga la misteriosa morte di Frank Olson alternando un approccio più classico a suggestive ricostruzioni di finzione.
Come ogni anno torna l'appuntamento con la commedia natalizia: stessa identica formula per la regia di Neri Parenti e l'interpretazione di Massimo Boldi, questa volta nei panni di un pessimo chef. Un baccanale di luoghi comuni, peti e battute di cattivo gusto.
Non sarà più, forse, il grande regista di una volta e i suoi film non saranno più i capolavori di un tempo, ma il cinema di Woody Allen continua a raccontare una sua personalissima visione della vita che non può lasciare indifferenti.
I Tucci tornano in sala e alla ricchezza per un nuovo capitolo della commedia di Brizzi che permetterà loro di sperimentare un altro aspetto della ricchezza: il potere.
Paolo Ruffini firma la regia di un film-omaggio dedicato alla storia lunga trentacinque anni dei cinepanettoni. In sala dal 14 dicembre grazie alla Filmauro.
Se tutti si aspettavano una copia quasi pedissequa del capolavoro L'impero colpisce ancora, va dato atto a Johnson di aver più volte imboccato quella strada solo per poi allontanarsene improvvisamente in modo inaspettato e sorprendente. Gli ultimi Jedi infatti è Star Wars nella sua essenza ma è, per molti aspetti, anche molto lontano da quello che abbiamo conosciuto in questi decenni.
Arriva in sala Due sotto il burqa, film della regista iraniana Sou Abadi, che realizza la sua versione di A qualcuno piace caldo di Billy Wilder: uno scambio di persona crea il giusto campo da gioco per ridere del fondamentalismo religioso.
L'opera prima dei giovani registi canadesi è un salto dritto nelle atmosfere dei film di genere anni '70 e '80, che tra rimandi e buone intenzioni, finisce per cadere purtroppo sotto i colpi dell'eccesso e della grande ambizione.
La terza regia di Alessandro Gassmann è un chiaro omaggio a papà Vittorio che delude e non convince nonostante la presenza del grande Gigi Proietti. In sala dal 6 dicembre.
Arriva in sala l'horror di Roberto D'Antona che ci immerge negli incubi del suo protagonista Ethan.
Il lungometraggio con protagonisti i simpatici personaggi della Hasbro si rivolge prevalentemente a chi segue da tempo lo show televisivo e agli spettatori più giovani, regalando dei buoni numeri musicali e tanta azione.
Il sequel natalizio della commedia "politicamente scorretta" di Jon Lucas e Scott Moore con protagoniste Mila Kunis, Kristen Bell e Kathryn Hahn alle prese con le loro madri. In sala dal 6 dicembre grazie a Leone Film Group & Eagle Pictures.
Abbiamo analizzato l'edizione in alta definizione a due dischi del discusso film tratto dalla saga dello scrittore del Maine. Oltre a video e audio di altissimo livello, abbiamo scoperto che se il film ha tradito, per i più, lo spirito dei romanzi, nei contenuti speciali King è ben presente.
Presentato nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival 2017, il documentario di Davide Ferrario ripercorre un secolo italiano fatto di guerre, attentati e sconfitte. Eventi storici che hanno forgiato un carattere nazionale votato alla resilienza.
Quali che siano i dubbi sulla lettura politica fornita da Joe Wright, la performance di Gary Oldman è talmente maestosa da avere la meglio su tutto il resto, perfino sullo scetticismo.