Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Le inquadrature sono strette quando si parla dell'esistenza piatta dell'individuo, e si allargano sul mondo esterno, a dimostrare l'invisibilità di un dolore nell'immensità del mondo.
Con l'uscita nelle sale giapponesi di "Ringu" di Hideo Nakata l'horror orientale si rinnovava profondamente: un nuovo movimento stava nascendo nella terra del Sol Levante, un movimento che sarebbe andato a influenzare le industrie dell'orrore di oriente e occidente.
Il neoregista Peter Howitt sfrutta un piccolo inconveniente ordinario per costruire una doppia storia il cui fulcro è rappresentato dalla grazia della sua protagonista, Gwyneth Paltrow
Il film diverte già dai primissimi minuti, mettendo in scena subito questa strana coppia che, fin dalla grottesca sequenza del tentativo di suicidio di Louis, si trova coinvolta in una sequela di situazioni irresistibilmente burlesche e perfino fantozziane.
Il dispiegarsi dell'intreccio, come il chiarimento di alcuni snodi narrativi, conferma ancora una volta come le versioni americane prediligano modulare le frequenze narrative piuttosto che le trovate stilistiche in questo genere di remake.
Allen parla della vita, della sua imprevedibilità e dei meccanismi morali e sociali che la determinano e la condizionano; è questa, da sempre, la materia privilegiata del suo narrare. Ciò che manca al suo nuovo film è però la verve...
A Roma per presentare il suo nuovo lavoro, il regista newyorkese racconta ai giornalisti la sua visione del cinema e della vita.
'Christmas in love' viene presentato alla stampa romana: tante promesse suggellate da una sfida intrigante...
Il film ha la stessa patina cool del predecessore ma non la medesima compattezza, e cerca l'effetto comico con minore misura e discrezione, incorporando vere e proprie parentesi slapstick.
Il regista Siddiq Barmak ritrae la spietata condizione di repressione e violenza vissuta dalle donne nell'Afghanistan dominato dai Talebani.
Un film che farà la gioia di quelle ragazzine che sognano il principe azzurro bello e coraggioso, ma che nell'attesa si accontentano del tizio brutto fuori e bello dentro.
Il regista newyorkese, in conferenza stampa, ha soddisfatto le curiosità dei cronisti sul nuovo musical basato sulla pièce di Andrew Lloyd Webber.
Tra le gag più esilaranti, quelle frutto dello scontrarsi continuo dei tre caratteri diversi, l'esasperazione della macchietta già collaudata nei precedenti film funziona.
Il trio di comici, giunto al quinto film, per queste feste presenta 'Tu la conosci Claudia?'.
Abbracciando il punto di vista di Tony D'Amato che, pur schiacciato fra tensioni e pressioni di ogni tipo, tiene alti valori come integrità e onore, Stone firma l'ennesima opera dura e pura, ben girata e sostenuta da ottime interpretazioni, che corre però il rischio di riproporre cliché scontati sulle dinamiche umane e professionali del football, mancando di cogliere la complessità della realtà.
In una cittadina qualunque e sempre uguale a se stessa, Brad Anderson "trova" il nastro magnetico con la decima seduta di Mary Hobbes. E il testimone passa dal Gordon di Session 9 all'insonne Trevor Reznik.
I due divi e il produttore, ospiti "personali" del Campidoglio, hanno raccontato alla stampa l'esperienza gioiosa delle riprese di Ocean's Twelve.
E' possibile tradurre efficacemente il materiale tipico della commedia musicale bollywoodiana in un musical all'americana? Gurinder Chadha, a due anni da Sognando Beckham, attinge a piene mani dal suo grande amore, il cinema di Bombay per l'appunto, portando in porto un'operazione per niente banale.
La regista promossa da Almodovar si è concessa ai cronisti nella conferenza stampa organizzata per presentare il suo ultimo film.
Un sussurro, un lavoro in sospensione che stanca nell'immediato, ma si rivela a lungo termine ingravidando la mente dello spettatore di riflessioni più o meno consistenti.
Dimentichiamo le solite scene strappalacrime e i classici equivoci da commedia romantica, perchè i quattro protagonisti di Closer formano un circolo di sgradevolezze e falsità come raramente ci era capitato di veder ritratto su schermo.
In bilico tra commedia e film d'azione, il plot disperso in mille rami che ben presto si rivelano rivoli secchi, con dozzine di personaggi secondari grossolanamente caratterizzati, The Resurrection è un film visionario confuso e confusionario.
Ci sono i nomi nel soundtrack, ci sono anche belle canzoni, manca l'omogeneità e spesso la musica risulta non ben collegata alle immagini del film, come se fosse lei la vera protagonista.
Shrek, Fiona e Ciuchino tornano nelle sale a tre anni di distanza dal loro folgorante debutto in società, con tutto il cast confermato ed arricchito da nuovi, straordinari personaggi.
Nulla è nuovo o inventato ma il cocktail di avventura e mistery intrattiene e a affascina, grazie anche al ritmo sostenuto e ai continui colpi di scena.
L'amore, la solitudine, l'identità e la libertà sono i temi portanti di un film retto su un equlibrio magico e poetico dove niente è scontato o prevedibile e dove il tocco dolce ed artistico di Kin Ki-Duk raggiunge spesso vette di rara bellezza.
Pur calcando eccessivamente la mano su dialoghi e situazioni estreme, che rischiano di sfiorare in più riprese la retorica, il film pone sul tavolo questioni di urgenza umana e politica, contrapponendosi in maniera radicale e violenta ??" alla maniera di Stone ??" ai classici di guerra hollywoodiani.
Un quartetto d'eccezione presenta a Roma il film già campione d'incassi in patria.
A Roma per presentare il suo ultimo lavoro, il maestro francese si racconta come i protagonisti di Confidenze troppo intime.
White Chicks intrattiene in maniera efficace per tutta la sua durata senza annoiare mai lo spettatore, ma, allo stesso tempo, ci invita a riflettere ancora una volta sul fatto che le apparenze ingannano.
Tre versioni dell'erotismo, tre modi diversi di definirlo e di rappresentarlo. Tutto nella stessa scatola.
Un film riuscito a metà, che risulta piacevole soprattutto quando assume i toni della commedia e nei momenti di comicità lieve sapientemente disseminati per tutta la sua durata allo scopo di evitare lo spettro della noia.
Ben lontano dal rimanere intrappolato dalla semplice morale, ormai trita e ritrita, dell'importanza della fantasia e dell'immaginazione nella vita di ognuno di noi, è l'intero itinere filmico a convincere in modo assoluto.
E' visivamente accattivante e ricco di inventiva, quest'esordio di Flavio Moretti nel lungometraggio: purtroppo, però, il film manca di una vera sceneggiatura e soffre della presenza di attori poco convincenti e fuori parte.
Forse uno sguardo un po' più cinico e meno compiaciuto nei confronti di chi gestisce il sottobosco pornografico non avrebbe guastato, ma l'importante è che Greenfieldsia stato in grado di mettere in scena personaggi che, grazie ad un certo realismo, riescono a fare affezionare gli spettatori.
Nell'ambito della rassegna "Asiatica Film Mediale", svoltasi dal 20 al 28 novembre a Roma, abbiamo incontrato il regista Kiyoshi Kurosawa, tra i più importanti autori della cosiddetta new-wave giapponese, che a Roma ha presentato il suo ultimo film "Doppelganger".
In occasione della visita al set da parte della stampa, parte del cast ha partecipato ad un'intensa conferenza stampa, carica di confessioni inaspettate e silenzi strategici.
Un film che non funziona, nonostante le lodevoli intenzioni di girare un teso thriller psicologico centrato sull'illusorietà dell'apparenza anche più radicata e sulle sfaccettature più variegate dell'esistenza.
E' difficile racchiudere in una definizione precisa "Doppelganger", nuovo lavoro di Kiyoshi Kurosawa, film che potrebbe aprire al regista le porte di un riconoscimento più ampio portandolo finalmente fuori dal suo status di autore di culto.
La fantascienza italiana nasce e muore qui. Perché gli alieni, ad un certo punto, si accontenteranno di planare sul pianeta Terra invece che in un altrove sconosciuto. Un altrove sconosciuto che Mario Bava ha sempre raccontato magnificamente nel corso della sua avventura cinematografica.
Una strega torna dal passato per vendicarsi. Un regista italiano di buone speranze giunge, finalmente, al suo esordio cinematografico, con un classico che fa gettare la maschera al cinema italiano d'epoca.
Un assassino o forse due. Sei donne o forse più. E tanti manichini che dimorano in un luogo in cui la violenza e la miseria umana sono al massimo grado. Mario Bava decreta così l'inizio del giallo all'italiana.
È nato un genere cinematografico a sé stante: il thriller alla Ashley Judd. Ma se in precedenza si era comportata degnamente, il suo lavoro su 'La tela dell'assassino' non le fa onore.
L'affascinate attore, ormai romano d'adozione, ha parlato in conferenza del suo nuovo film e del cinema indipendente in generale.
Shyamalan avanza nella sua esplorazione dell'anima senza mai abbandonare i meccanismi consolidati della suspence, meccanismi di cui è maestro, che gli assicurano successo e presa emotiva sul pubblico e che lo legano indissolubilmente al grande cinema di genere.
"Autore" hongkonghese per eccellenza, apprezzato maggiormente all'estero che non in patria, Wong Kar-Wai è un cineasta che ha fatto dell'ossessione per l'amore e per la memoria la sua cifra stilistica fondamentale, pur nei diversi generi affrontati.
Puglielli, alla sua opera seconda, dopo avere cercato di affrontare la filosofia teoretica e la metafisica, senza troppa convinzione, si insinua in un genere che in parte gli risulta congeniale.
Nel giro di ventiquattro ore, le storie di queste anime sole e inquiete si sfiorano e si intrecciano. Per tutti ci sarà l'occasione di donare e ricevere amore, di dare una svolta alla propria esistenza; per alcuni sarà vero miracolo, per altri un'occasione per ritrovare la speranza.
Fresco vincitore del premio per la miglior regia all'ultimo festival di Cannes, Tony Gatlif presenta a Roma il suo film più appassionato, Exils, il viaggio di due figli dell'esilio alla riscoperta delle proprie radici.
Exils è un film fisico, profuma di sudore, indaga ogni centimetro di pelle e sottolinea con gioia la sensualità della carne, ma è anche un film spirituale, conduce per mano oltre la superficie delle cose, in un luogo invisibile dove tutti dovremo far tappa prima o poi per diventare veramente padroni di noi stessi.