Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Nudità, maternità, politica. Svariati gli argomenti toccati dalla Bellucci alla presentazione del suo nuovo provocante film. Ed è, come al solito, un evento
Quasi impeccabile dal punto di vista strutturale e formale quindi, Munich dimostra però tutta la sua importanza nell'analisi dei temi che tratta.
In occasione del restauro de L'armata Brancaleone, parlano in conferenza stampa Monicelli e il team coinvolto nel lavoro.
Un interessantissima guida al cinema dei mostri giganti, dal Mondo perduto a King Kong, nell'ultimo dossier di Nocturno Cinema.
Gli Stone sono la classica famiglia da commedia americana di costume: buoni senza essere degli angeli, comici senza paura del ridicolo, imperfetti ma fondamentalmente sicuri di sé come famiglia, ritrovati nella loro tipica casa dal décor tradizionalmente pacchiano raccolgono le fila del discorso e, annualmente, fanno il punto della situazione.
Banale la messa in scena, insopportabile il solito "montaggio paura", inascoltabile la traccia sonora, assolutamente ridicola la sceneggiatura che annaspa paurosamente prima di una conclusione dalla pretestuosità quasi inammissibile.
Nell'affrontare l'attentato terroristico del 72 a Monaco, Spielberg ha seguito il suo personale approccio emotivo alla vicenda, concentrando la sua attenzione sull'effetto che quella tragedia ha prodotto sugli uomini che l'hanno portata a compimento.
L'adattamento di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen ad opera del regista Joe Wright, ancora poco conosciuto agli amanti del grande schermo, che costituisce la seconda trasposizione cinematografica del romanzo (il primo film risale al 1940, ad opera del regista Robert Z. Leonard), preceduta anche da diverse serie televisive.
Ang Lee, con la rappresentazione dell'esplosione di un sentimento amoroso tanto inatteso quanto intenso, scardina la visione romantica del Far West e smonta definitivamente la mitologia del cowboy.
La premiata ditta fratelli Vanzina, ci riprova ancora. Dopo gli sbiaditi ritorni dei vari Mandrake e Monnezza, rispolvera per l'occasione anche l'Abatantuono originale per Eccezzziunale... veramente - Capitolo secondo... me.
La sessantatreesima premiazione dei Golden Globe assegnati dall'HFPA lancia definitivamente I segreti di Brokeback Mountain come candidato ultra-favorito per gli Oscar.
La rivisitazione del mito della bella e la bestia vive in King Kong tra momenti terrificanti, geniali intuizioni tecniche e un senso di magnificazione dell'avventura. Elementi questi che fanno del film un momento indimenticabile nella storia del cinema.
Autore di soli quattro (splendidi) film in oltre trent'anni, Malick ci propone nel suo ultimo lavoro fortissimi elementi di continuità con la sua opera precedente, così come stilemi e riflessioni che, in parte, se ne discostano
Sotto l'egida di un estasiato Quentin Tarantino, il giovane Eli Roth ha presentato alla stampa americana il suo Hostel: ultraviolenta pellicola gore prossimamente in arrivo anche sui nostri schermi.
Inizia un nuovo anno di cinema ed ecco il consueto appuntamento con quello che vedremo nel 2006, riproponendo la solita suddivisione tra cinema americano, italiano e resto del mondo.
Il sesso è da sempre una delle fissazioni di Woody Allen, così come la psicanalisi, il jazz, l'ebraismo e New York.
Se i limiti cinematografici del film sono tanti, segnanti ma forse perdonabili, sono quelli etico-morali ad affossare definitivamente questa pellicola più che trascurabile.
Se il personaggio di Malick, come il suo film, è circondato da mistero, ciò che è invece chiaro e manifesto all'occhio interessato è il potere evocativo del suo cinema.
Raramente nell'ultimo decennio le opere di Woody Allen sono state così "cinematografiche" o hanno potuto godere di una direzione degli attori così attenta o di una struttura narrativa così bilanciata.
40 anni vergine è più di quel che sembra: il sesso è visto con una naturalezza e una tenerezza che sono anni luce dalla malizia e dalla volgarità maschilista che troppo spesso caratterizza questo genere.
Moretti è alla costante ricerca della ricomposizione del processo artistico-produttivo cinematografico: egli è attore, regista, produttore, esercente, organizzatore di festival in cui si premiano attori e film.
La filosofia, l'estetica e il cinema. Tre elementi differenti, tre aspetti di una sola mente, tre anime di un solo uomo. Park Chan-wook.
Perseguendo le unità aristoteliche di luogo e di tempo, Settembre rappresenta un interessante tentativo di contaminazione tra cinema e teatro, che contiene riferimenti sia filmici che letterari.
Sono i due ottimi protagonisti del film il motore esclusivo che traina la pellicola, più che il soggetto. Ma è un motore dagli elevati cavalli che permette al film di Frears di affrancarsi da alcune evidenti banalità e scontatezze e di mantenersi sempre su un discreto livello di godibilità.
Il film del regista ungherese si pone su molteplici piani di lettura, rendendone difficile un giudizio univoco e pacificante, ma non mostrando cedimenti al passare del tempo
La smisurata eloquenza di Fritz Lang e le idee di Thea von Harbou consentono a Metropolis di raggiungere l'apice assoluto nell'arte (non solo cinematografica) d'inizio Novecento.
Saw 2 rimane un giochino, niente di più. Ma è un giochino truculento e funzionale che non paga eccessivamente l'inevitabile pretestuosità di un sequel non previsto, migliorando con intelligenza le numerose pecche presenti nel precedente: la recitazione e la scrittura dei dialoghi in modo particolare.
Proprio quando la piccola Eliza sta per raggiungere la finale nazionale, la sua famiglia sembra cedere di schianto alle tensioni e all'incomunicabilità. Toccherà a lei, con la sua abilità nell'uso delle parole, tentare di ricomporre l'unità perduta.
La zona morta è uno dei più riusciti romanzi di Stephen King, autore plurisaccheggiato da cinema e televisione. Cronenberg ne realizza un film penetrante e ipnotico, meno personale e immediatamente riconoscibile, ma sicuramente affascinante da riscoprire
Il regista newyorchese e la sua nuova musa a Roma per presentare alla stampa il nuovo film Match Point, dal 13 gennaio nelle sale italiane.
Posto come pretesto narrativo una presunta veridicità del film 'Il laureato', Rob Reiner costruisce una commedia patinata e poco credibile, che trae i suoi unici spunti d'interesse da un cast ottimamente assortito.
Il mondo di Videodrome è un universo instabile e terrificante, un circo catodico programmato per soggiogare le menti dei milioni di telespettatori americani, o solamente per condurli alla follia.
Intervista alla conduttrice radiofonica di "Platinissima", reduce dall'esperienza di doppiaggio per il film P3K - Pinocchio 3000 in cui presta la voce alla fatina.
Nelle intenzioni, una rivisitazione in chiave moderna della fiaba sempreverde di Collodi. Nei fatti, un film che ammicca ai bambini di oggi, barattando pagine di alta letteratura con le nuove tecnologie
Quarto potere desta ammirazione, meraviglia e quella sorta di stordimento che sempre si prova al cospetto delle opere d'arte di cui si avverte che sanno comunicare ed esprimere persino al di là dell'esprimibile.
In un periodo florido per il fantasy cinematografico, il regista di Shrek porta sullo schermo il primo libro del ciclo di C.S. Lewis: risultato positivo per un film solido e godibile nonostante le due ore e venti di durata.
La tragedia classicamente articolata in tre atti ci presenta, alternando momenti di una bellezza assoluta ad altri pressochè inutili, un film che parla di cinema e sul cinema in modo appassionato e preciso.
Incontro con i principali artefici di "Ti amo in tutte le lingue del mondo", ultima fatica del regista/attore toscano
Pieraccioni si evolve (in meglio) per questa nuova strenna natalizia, pur conservando tutti i suoi clichè di sempre
Un'opera sicuramente valida, in grado di stupire ed emozionare, che raramente annoia nel vero senso del termine, ma che è purtroppo infarcita di tanti piccoli difetti, per quanto tutti figli dell'amore del regista per il suo soggetto.
207 minuti suddivisi in due DVD, della durata rispettiva di 2 ore e di un'ora e mezza. Questo è No direction Home: più di un semplice documentario o del rockumentary già sperimentato con L'ultimo valzer, un'opera musical-cinematografica travolgente e intensa che racconta Robert Allen Zimmerman universalmente conosciuto come Bob Dylan.
Mancano le grandi emozioni, un coinvolgimento emotivo che avrebbe potuto rendere questa pellicola qualcosa di più che una splendido affresco da ammirare in maniera distaccata.
Il 2005 sarà forse ricordato come l'anno della morte del Papa, ma anche della divisione tra Boldi e De Sica le due istituzione della post-commedia all'italiana.
Cronenberg si insinua tra le pieghe della fantascienza colta New Wave utilizzandone le convenzioni per perseguire una poetica, come in altri casi, assolutamente personale.
Rob Marshall a Roma per presentare il suo Memorie di una geisha, tratto dal celebre romanzo di Arthur Golden.
Il suo volersi posizionare al di fuori di certi circoli intellettuali unito alla sua naturale inclinazione verso il cinema di genere ne fa un regista perennemente in bilico tra l' "autore" all'europea e l' "uomo di cinema" all'americana.
Attualmente ci sono pochi esempi di poetica cinematografica coerente nell'espressione e nei contenuti. Cronenberg, al contrario, si manifesta.
Lo Spettacolo, il cinema, di cui King Kong tutto è riflesso e metafora, altro elemento nodale di quegli anni, altro tema centrale di un film immortale.
Il folgorante esordio di Ridley Scott, debitore eterno di Spielberg e di Kubrick.
La metamorfosi esteriore, nelle pellicole di Cronenberg, si muove sempre parallelamente a quella interiore dei suoi protagonisti.