Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Il Silent movie di Mel Brooks è un viaggio nostalgico ed esilarante lungo il viale del tramonto del cinema moderno. Con i mezzi del cinema muto, i grandi attori del presente e i continui fuochi d'artificio di gags d'altri tempi.
Una trasposizione che non riesce a trasmettere quell'umanità e quella drammaticità che hanno fatto di Rent un musical tanto speciale e tanto amato.
Un grido di allarme potente e rabbioso, evocativo ed onirico sull'inferno di una quotidianità nulla, irraccontabile ed irraggiungibile.
In attesa dell'ufficializzazione della presentazione internazionale al prossimo festival di Cannes, Marco Bellocchio presenta alla stampa romana il suo nuovo film Il regista di matrimoni.
Per quanto sia stato nelle intenzioni dei creatori realizzare un prodotto diverso dai lungometraggi d'animazione internazionali, il film di Camillo Teti e Victor Rambaldi si presenta lontano ancora anni luce dagli esiti raggiunti da diversi studi di animazione inglesi, giapponesi, francesi e americani.
'Se solo fosse vero' è una commedia che, pur sfociando nel soprannaturale, si presenta come la più classica tra le storie d'amore, gradevole ma non troppo.
Gli estremi del titolo sono, in primis, le tre parti dell'Estremo Oriente da cui provengono i registi che hanno partecipato al progetto: Takashi Miike, Fruit Chan e Park Chan-wook.
La cura dei dettagli prevale sulla storia, e la sensazione di già visto affiora in molti momenti.
Va a indagare nel cuore nero del mondo dello spettacolo, il nuovo film di Atom Egoyan: False verità è un noir che mostra l'ovvio, ma sempre efficace, contrasto tra il pubblico e il privato delle star, tra l'apparenza luminosa dello star system e il suo lato oscuro.
Alessandro Siani non cede alla tentazione di interpretare sè stesso, ma ha l'umiltà di mettersi al servizio del film e della storia, riuscendo a renderla autentica nonostante la semplicità (o forse banalità) eccessiva.
Il film si va a collocare nella tradizione estetico-tematico-formale della commedia nera inglese, e che anzi fa di quella tradizione il suo primo e principale punto di riferimento.
Alessandro Siani ed il cast di 'Ti lascio perchè ti amo troppo' hanno incontrato la stampa della propria città in occasione della presentazione del film.
Sembra essere la saturazione visiva la principale carta giocata da questo Running, film d'azione "alla moda" diretto da Wayne Kramer: una caratteristica che stordisce all'inizio, ma che poi viene rapidamente a noia.
Sabine Azéma, protagonista di Incontri d'amore in questi giorni nelle sale, incontra la stampa romana.
L'argomento avrebbe richiesto un'audacia maggiore, ma i Larrieu sono decisi a raccontare una storia volgare cercando di non farla passare per tale.
Il nuovo film con il duo televisivo ' Luca & Paolo' pecca di presunzione, cercando di percorrere strade diverse senza portarne a temine nessuna, rivelandosi infine un ibrido con poco da dire
'Tristano e Isotta' spreca molte delle frecce al proprio arco finendo per essere una via di mezzo tra un film d'avventura e un melodramma storico, la dimensione mitica del racconto persa tra le nebbie inglesi.
Zathura è un film gradevole, divertente e tecnicamente ben realizzato che, sebbene non offra nulla di nuovo al genere sci-fi, sa mantenere il giusto ritmo e il necessario impatto emotivo per tutta la durata della pellicola, risultando un prodotto credibile e godibile non solo per i bambini.
Un film dall'aspetto curatissimo che, grazie anche ad un'intelligente sceneggiatura, riesce a dare ai giovani protagonisti e alla loro vicenda un buon spessore.
Donaldson racconta con uno stile assolutamente classico, non solo la storia del suo personaggio, ma soprattutto la sua America e cioè quella filtrata dall'immaginazione sognate di un regista australiano che non rinuncia ad elogiarne il suo mito fondativo.
Quel che manca al remake di 'Fog' è l'atmosfera che rendeva il film di Carpenter suggestivo, sinistro ed avvincente: un dettaglio fondamentale che fa la differenza tra una vera ghost story ed un inutile videoclip da grande schermo.
Terkel miscela - in modo esasperato ed estremo - situazioni ascrivibili al dramma scolatisco e atmosfere proprie dell'horror-thriller, cariche di venature splatter e cinico-sarcastiche, nella migliore tradizione impartita da Simpsons e South Park
Incontro con Luca (Bizzarri) e Paolo (Kesissoglu), mattatori del piccolo schermo che sbarcano, per la terza volta, nelle sale, con una commedia thriller tratta da una storia vera.
Impeccabile per regia, sceneggiatura e interpretazioni, Inside Man travalica il genere e si fa riflessione su realtà e finzione, su apparenza e sostanza. Sul racconto e sul raccontare in senso ampio.
Miike tira i nodi al pettine di una nostra contemporaneità bacata e sanguinante. E nel mettere in scena un americano stanco che torna su un'isola giapponese alla ricerca di una sua vecchia fiamma, taglia i ponti con tutti, da una parte all'altra dell'oceano.
Bukowski ispira, nel bene e nel male, una pellicola di indagine nel mondo sotterraneo dell'american's dream, che non sfrutta appieno le sue potenzialità, pur offrendoci un Matt Dillon in stato di grazia.
Offre un discreto spettacolo, questo 'Solo due ore', supportato dall'indubbia perizia tecnica di un regista come Donner; ci si chiede però se nel 2006 ci sia ancora la necessità di un action movie identico a decine di altri.
Nella terza avventura l'inossidabile Hunt affronterà l'incarico più delicato della sua carriera e della sua esistenza, cercando di salvare la vita della sua compagna
Suggestivo nella messa in scena, grazie anche alla dura bellezza dei luoghi in cui è ambientato, emozionante per le situazioni rappresentate e coinvolgente per le emozioni che riesce a trasmettere, '8 amici da salvare' è sicuramente ben riuscito ed efficace.
Una delicata commedia di formazione. Un gustoso tuffo nel mondo della disco music anni '70. L'occasione di vedere un film con protagonisti afroamericani che non rubano, non spacciano crack e non dicono mai "motherfucker".
Dopo il passaggio all'ultimo Future Film Festival, arriva nelle nostre sale il discusso cartoon Terkel.
Film che sublima la categoria del brutto per assurgere ad uno status del tutto autonomo, Basic Instinct 2 rappresenta, all'inverso per la Stone, quello che il ritratto rappresentava per Dorian Gray.
Moll costruisce un'inquietante storia imperfetta, un sofisticato thriller psicologico tanto rigoroso dal punto di vista formale, quanto acrobatico in termini di sceneggiatura.
Groning si ostina a volerci offrire quest'illusione di realtà pura (ma il montaggio e i succitati primi piani ci mettono un niente a spezzarla), ci fa entrare nel monastero, ma non dentro i suoi abitanti.
Dal 10 al 25 marzo si è svolta la 24esima edizione: quindici giorni pieni di tutto ciò che il mercato di genere offre al momento e ha offerto nel recente passato.
Un progetto televisivo che ci dà l'occasione giusta per riflettere sul "nuovo" corso del cinema argentiano. Che comincia a non piacerci più.
La rivincita dei trentenni ancora legati al cordone ombelicale, in un quadro ipocrita e pretestuoso della middle class americana
Steve Martin resta uno dei volti più "plastici" della commedia statunitense, ma l'anonimità della regia e una sceneggiatura troppo esile fanno mancare un reale collante in grado di unire una serie di gag tutte uguali.
Moretti ci mette dell'autobiografico, ma lo fa con sobrietà e classe, disseminando il percorso esistenziale del protagonista di sottolineature di rara struggenza e sincerità, riuscendo perfino a commuovere senza cadere nella retorica o nella banalità.
Wong sembra aver fatto tesoro dell'esperienza di Final Destination 2, e quindi rispetto al suo precedente film si è positivamente alzato il tasso di splatter, nonché di ironia.
Un cocktail esplosivo, a metà strada tra la commedia sofisticata e quella svitata, tra i film di Lubitsch e quelli di Cukor. Il riso si mescola ad una profonda attività d'interpretazione in una pellicola che può essere letta a vari livelli senza che per questo perda vitalità.
La seconda sfida di Hitchcock nei confronti delle tecniche e delle leggi che il cinema impone ai registi; è un tentativo, più che ben riuscito, di fuggire dai dogmi limitanti della tradizione hollywoodiana per sperimentare un cinema puro.
Un film profondamente imperfetto, lontano dall'immagine che ne avevano sia regista che produttore; fallisce nella scelta di sembrare britannico a tutti i costi.
Capolavoro indiscusso del cinema di tutti i tempi, è un film che costringe alla riflessione e alla totale rivalutazione delle certezze più intime; un film che mette in crisi ogni preconcetto, ogni acritica visione della vita.
La fama de Il cameraman ha seguito le alterne fortune del suo mattatore, Buster Keaton che, con il sonoro cominciò a perdere importanza tanto da esser via via dimenticato.
Diciannove anni dopo Io ti salverò, Hitchcock rispolvera la tematica psicologica, anche se, in questa pellicola, in maniera molto più complessa.
Più che una caccia al ladro è una caccia allo scapolo; alla suspense poliziesca si sostituisce una suspense sentimentale. La glaciale bellezza di Grace Kelly diventa veicolo di suspense, una suspense che si tinge di un inaspettato erotismo.
"Notorious è la quintessenza di Hitchcock, è rimasto straordinariamente moderno, dopo vent'anni. Contiene poche scene ed è di una purezza magnifica; è un modello di come dovrebbe essere costruita una sceneggiatura"(F. Truffaut)
Il giudizio severo di Truffaut su questo film ne dimentica l'importanza di nella carriera del maestro. E' a partire da questo film, non certo un capolavoro, che prenderà forma il modello di donna algida, protagonista fissa dei film della maturità.
Il sospetto è la prima parabola di Hitchcock sull'amore e il sospetto, le due forze perennemente in contrasto nel cinema del maestro.