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Jean-François Richet impressiona per la maturità e l'eleganza con cui gestisce la regia di questo poliziesco tagliato a metà che racconta senza sconti la figura del criminale Jacques Mesrine, sporcandola nel sangue e nelle colpe di una vita trascorsa, con fierezza, al di là della legge.
Il messaggio è quello che la normalità è possibile, anche per chi si trova in una situazione disperata, e che la vita va presa a morsi, perché solo così c'è speranza di svincolarsi dall'isolamento e lasciare entrare l'amore.
La tv italiana prova a uscire dal microcosmo soffocante delle sue storie di quotidiana sopravvivenza e si mette sulle tracce dei fermenti sociali che stanno mutando faccia all'Europa.
Eastwood si conferma regista del sogno americano, o meglio dello svelamento del suo carattere ingannevole e tuttavia dell'impossibilità di rinunciarvi: del suo cinema autenticamente "morale" questo film rappresenta un altro, fondamentale tassello.
Facile immaginare come certe situazioni da commedia degli equivoci, affidate a Salvatore Ficarra e Valentino Picone, generino gag a ripetizione, con un padrino e altri mafiosi da operetta a rendere loro la vita difficile, mentre un nucleo di bravi ma confusionari poliziotti tenta di sbrogliare la matassa.
Due Partite è una storia scritta per il palcoscenico ed interpretata da tutte le otto attrici con un impianto platealmente teatrale, difficile da digerire per il pubblico moderno ma capace di accontentare quelli che del teatro amano gli spazi e i tempi ristretti.
L'ex vincitore del Grande Fratello fa il suo esordio al cinema interpretando un ragazzo in dialisi che attraverso la passione per le arti marziali impara ad amare la vita. Il regista Victor Rambaldi e l'attore hanno incontrato la stampa per raccontare il messaggio di speranza che si cela nel film.
Presentando con brio il loro ultimo film, La matassa, Ficarra e Picone hanno dimostrato ancora una volta di saper infondere alla sicilianità di fondo del loro cinema un'impronta auto-ironica da apprezzare senza riserve.
Il film si rivela godibile nei passaggi più ironici, mentre la messa in scena risulta corretta seppur scolastica, e l'utilizzo della camera a mano con fotografia patinata indirizza l'attenzione su un altro livello, che si interseca con quello principale, la critica cioè al trash televisivo.
Oggi il cinema non può prescindere da opere come Watchmen, che ridanno senso alle dimensioni dello schermo cinematografico, proponendo discorsi dall'inaspettata profondità, espressi attraverso una messa in scena spettacolare che rispolvera la meraviglia del cinema delle origini.
L'attore romano ha presentato, insieme al regista Gianfranco Albano, il tv-movie in onda lunedì prossimo su RaiUno, ma non ha fatto mistero delle sue perplessità relative alla collocazione che pone la storia del suo 'padre coraggio' alla ricerca del killer di suo figlio in competizione con il temibile Grande Fratello.
Presentato a Roma Due Partite, il film diretto per il grande schermo da Enzo Monteleone tratto dall'omonima commedia teatrale tutta al femminile scritta e diretta da Cristina Comencini. Protagoniste nei ruoli di madri e figlie otto grandi attrici, le migliori interpreti del cinema italiano contemporaneo.
Da Hendrix ai My Chemical Romance, da Wagner a Dylan, da Nina Simone a Janis Joplin, una parata di stelle per gli amanti della trasversalità.
I due divi hanno presentato oggi a Roma il film tratto dall'omonimo best-seller che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo.
In occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita di Puccini, la RAI dedica un film in due puntate al compositore, puntando l'attenzione sugli aspetti più intimi e personali della sua vita, quelli in cui, ancora lontano dalla notorietà, si interrogava dolorosamente sul proprio vero talento.
Autori ed interpreti della fiction RAI su Giacono Puccini hanno incontrato la stampa a Roma per presentare la produzione in onda domenica 1 e lunedì 2 Marzo su RaiUno.
L'incontro a Palazzo Farnese con regista e interpreti de La siciliana ribelle, pellicola molto attesa che torna a far riflettere sulla gravità del fenomeno mafioso in Sicilia.
In questa appassionante pellicola Veronica D'Agostino incarna una figura di donna da ricordare con enorme rispetto, quella Rita Atria che all'epoca dei maxi processi contro la mafia si presentò quale testimone chiave, dissociandosi dall'ambiente in cui lei stessa era cresciuta, per poi suicidarsi pochi giorni dopo l'assassinio di Borsellino.
La bella attrice cubana è giunta a Roma per presentare il suo primo film da produttrice, nel quale interpreta una dirigente televisiva determinata a portare la morte in diretta tv con il tragico spettacolo della roulette russa.
La storia di una ragazza con una compulsiva passione per lo shopping potrebbe sembrare nient'altro che un prodotto figlio dei nostri tempi, in cui il denaro e gli oggetti sono gli unici valori ammissibili. Invece Rebecca è tutt'altro che stupida e conformista, e ci insegna che a volte persino tra scarpe e borse in saldo si nasconde un po' di saggezza.
Il sequel di Impy e il mistero dell'isola magica conferma che anche i cartoni vogliono almeno "quindici minuti di popolarità". Una fiaba ecologica e pedagogica si rimette così al passo coi tempi e strizza l'occhio al più malizioso tra i più piccoli.
Sullo schermo si tracciano fili invisibili che legano i personaggi, e si testimonia la loro fragilità, attraverso il ricamo di parole e silenzi che pretendono l'orecchio teso e la strada che da al cuore completamente sgombra.
Il regista tedesco conferma con 'In the Name of the King' la sua tendenza a lavorare su adattamenti dal mondo dei videogiochi, come già successo di frequente nella sua carriera, per esempio con Alone in the Dark e Bloodrayne.
Horror-thriller demoniaco per teenager, Il mai nato segna il ritorno dietro la macchina da presa di David S. Goyer, un mago nella creazione di mondi paralleli oscuri e funesti, sceneggiatore degli ultimi due Batman, de Il corvo 2, di Dark City e della trilogia di Blade.
Si vorrebbe riabilitare una figura da sempre tacciata di astuta perfidia, ma ci si impantana in un discorso fragilmente formulato sul dovere di dare a Iago quel che è di Iago, per far sì che la frustrazione non si traduca in scorrette macchinazioni.
Una parata di icone dell'heavy metal dei tardi anni '80 accompagna la rinascita di Mickey Rourke.
Dopo un periodo di crisi creativa, il regista ascolano torna al cinema con una drammatica storia che ha come protagonisti uno scrittore di successo e un'istruttrice di nuoto che nasconde un segreto, interpretati da Valerio Mastandrea e Valeria Golino. Regista e attori hanno presentato oggi il film a Roma.
Il film di Gansel dimostra che la società odierna è ben lontana dall'aver rigettato i dogmi fondativi della dittatura, ma che anzi è convinta a sottostarvi in modo facile e banale. E che negare la spinta dell'uomo verso la volontà di sopraffare altri uomini è profondamente sbagliato e ancor di più pericoloso, perchè ci rende incapaci di riconoscere il problema perfino se lo abbiamo sotto gli occhi.
Un trionfo di pop e R&B da classifica, perfetto per adolescenti col pallino dello shopping.
Sole e tragicamente private dei loro compagni, Ray e Lila sono quasi virili nei loro bruschi modi e nei loro silenzi, ma sono madri sopra ogni altra cosa. Ed è la maternità il cuore di una pellicola che, girata con mezzi estremamente limitati, riesce a raccontare questo bizzarro legame con elementi di dramma, thriller e persino action.
Il giovane attore romano interpreta l'ambizioso Iago nella rivisitazione dell'Otello di Shakespeare diretta da Volfango De Biasi che riabilita una figura così controversa, disposta ad usare metodi scorretti per ribellarsi alle ingiustizie che gli capitano. Regista e cast hanno presentato oggi il film alla stampa.
Prima di calcare il palco del Festival di Sanremo in qualità di ospite, l'attore francese ha incontrato la stampa a Roma per presentare la prima parte del biopic sul gangster francese Jacques Mesrine.
'Hotel Bau' è il gradevole esordio alla regia di Thor Freudenthal, che riesce a mettere insieme un film vivace e divertente che, pur non imponendosi come un capolavoro del genere per ragazzi, ha dalla sua il saper rappresentare un buon passatempo per tutta la famiglia.
Registi e protagonisti di questa opera i prima, Alessandro Di Felice e Cristiano Di Felice raccontano il loro film, incentrato proprio sul rapporto fraterno.
E' un racconto composto, scavato nei canoni di una narrazione classica e una messa in scena retro, con una ricostruzione storica che sa restituire il sapore di un'epoca ormai lontana.
Il regista Iain Softley dirige un film che ambisce a unire una riflessione sulla pagina stampata, sulla sua fruizione e il suo rapporto col cinema, con le esigenze narrative proprie del genere fantasy.
Trova finalmente una distribuzione in sala, seppure molto limitata, il film di Beppe Cino che ha girato numerosi festival col titolo di Maria Venera. Abbiamo incontrato il regista per parlare di 'Quell'estate felice', opera nostalgica ispirata ad un romanzo di Gesualdo Bufalino.
Qualche limite sotto il profilo audio per l'edizione Blu-Ray del capolavoro assoluto di Scorsese. Ottimo invece il video che rievoca la visione in pellicola. Ricchi gi extra ma analoghi all'edizione DVD Top Edition a due dischi.
Il cuore del film è tutto nella comicità fisica (se non addirittura slapstick) di Steve Martin che è al centro di quasi ogni sequenza del film ed autore di un paio di scene che non possono non strappare un sorriso anche agli spettatori più seriosi.
Ad ogni angolo del film si trova l'occasione di sbeffeggiare, criticare, o insultare sottilmente, ma sempre con aria spensierata, coltivando l'ambizione di una slapstick comedy impegnata, una favola moderna che riflette sulle differenze che intervengono tra il ricco Ovest e le tasche vuote di chi vive ai margini del mondo.
La polvere del tempo è una pellicola potente e a tratti volutamente incomprensibile, un'opera criptica e mastodontica difficile non solo da giudicare, ma anche da far propria durante la visione proprio perché ostinatamente appartenente a un cinema d'autore i cui stilemi si stanno ormai disperdendo nella produzione contemporanea
Il film di Chen Kaige si propone come potente affresco che sfrutta la forma del biopic per narrare cinquant'anni di storia cinese a partire dall'inizio del ventesimo secolo, quando il piccolo Mei muove i primi passi nel mondo dell'arte drammatica e del canto, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, e con essa dell'occupazione giapponese della Cina.
Riccardo Scamarcio ospite alla Berlinale per presentare Verso l'Eden, evento speciale che chiude il festival diretto dal maestro Costa-Gavras.
La conferenza stampa si trasforma in spettacolo quando alla Berlinale arriva Steve Martin con i colleghi Jean Reno e Aishwarya Rai per presentare il divertente La pantera rosa 2.
Nel raccontare il loro rapporto con il loro strumento d'elezione, la chitarra elettrica, e genericamente con la musica, Jimmy Page, The Edge e Jack White parlano delle proprie radici, delle fasi della loro carriera, e le immagini accompagnano la narrazione regalandoci un'autentica cornucopia di deliziose curiosità.
Il film di Wajda si propone come riflessione sentita sulla morte, sulla malattia e sul modo in cui ci si rapporta ad essa, nonché sulla giovinezza e sulle tragedie che possono coinvolgerla.
Il biopic su Notorious B.I.G. genera una retrospettiva musicale sul rapper newyorchese assassinato nel 1997.
Un film moderno e maturo capace di catturare l'orrore e l'essenza psicologica dei primi film della saga distanziandosene quanto basta per non essere considerato una scopiazzatura.
My One and Only è una commedia convenzionale ma piacevole, con la Zellweger in un ruolo che si addice particolarmente al suo tipo fisico e al suo stile di recitazione.
Ispirandosi alla più classica tradizione dell'action, il regista Yanes sceglie di seguire sincronicamente le sue quattro protagoniste intente nella preparazione del loro piano criminale che prevede una terribile vendetta ai danni del feroce Felix, boss della droga messicana.