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Quando non si lascia appiattire dalla tentazione della critica sociale politically correct, l'opera di Lioret si lascia apprezzare per la leggerezza di alcuni momenti che si svincolano dal dramma e fanno di situazioni comuni fonte di divertenti sketch.
Sfruttando unicamente la logica, la riflessione, la Storia e il suo strafottente talento di showman Maher riesce a dipingere un affresco a dir poco agghiacciante della nostra società, a raccontare le religioni come le più grosse fandonie che l'uomo sia riuscito mai a creare.
Theo Angelopoulos ospite alla Berlinale insieme a Willem Dafoe, Irène Jacob e Bruno Ganz per presentare la sua ultima opera, La polvere del tempo.
Se Hornby abbandona i riferimenti alla cultura a lui più vicina, al tempo stesso prosegue perfettamente il suo percorso di analisi della vita adolescenziale e soprattutto della fase di crescita (spesso precoce) verso il mondo adulto.
E' opera di una cineasta peruviana di trentadue anni il film più femminile, viscerale e toccante in competizione alla 59. Berlinale.
Oltre che una fotografia sobria su un recente capitolo nero della storia di Londra, il film di Bouchareb rappresenta una delicata riflessione sul tema del razzismo che ci tiene distanti dal nostro vicino, rischiando di allontanarci anche quando ci sarebbe bisogno di stringersi nello stesso dolore.
L'intento del regista Mitchell Lichtenstein in Happy Tears è quello di mirare al cuore del pubblico facendoci ridere, piangere, coinvolgere o intenerire a seconda delle situazioni mostrateci così per raggiungere lo scopo butta nel calderone un pout-pourri di ingredienti che purtroppo mal si amalgamano tra loro.
Prodotto da Voletta Wallace, madre di B.I.G., il film non può che essere tenero con il suo protagonista e ciò si traduce in una sterilizzazione della sua personalità e del suo carattere.
L'esordio alla regia di Peter Strickland è una ipnotica favola nera con protagonista un paesaggio minaccioso e la bellezza fiera e selvaggia di Hilda Péter.
Michelle Pfeiffer affronta con grande coraggio il ruolo di una donna bellissima che accetta gradualmente, non senza momentanee crisi e non senza illudersi, seppur brevemente, l'ineluttabilità della propria decadenza fisica.
Una larga rappresentanza del cast accompagna il regista per la presentazione alla Berlinale del film in cui due attrici interpretano due ben assortite sorelle alle prese con un genitore "difficile".
The Private Lives of Pippa Lee imbocca la via della narrazione non lineare procedendo per continui salti temporali tra presente e passato e giocando con lo spettatore attraverso l'uso di raccordi di montaggio dichiaratamente espliciti ed ellissi temporali che ci guidano alla scoperta degli eventi fondanti della vita di Pippa.
Nick Hornby approda a Berlino nell'inedita veste di sceneggiatore per presentare An Education. Con lui la regista Lone Scherfig e i protagonisti Carey Mulligan e Dominic Cooper.
L'emozionante film su Harvey Milk, eroe gay della speranza, è stato presentato come evento speciale nella sezione Panorama del festival tedesco. Un interessante incontro con il regista e lo sceneggiatore svela i segreti del film candidato a otto premi Oscar.
Il regista e l'attrice si ritrovano venti anni dopo Le relazioni pericolose per Cheri, film presentato in concorso a Berlino 2009. Con loro sul red carpet della kermesse tedesca il giovane talento Rupert Friend e lo sceneggiatore Christopher Hampton.
Intervista all'autrice della serie di bestseller che ha ispirato il film I Love Shopping, con Isla Fisher e Hugh Dancy.
Attori giovani, carini, volenterosi come Emanuele Bosi e Maria P. Petruolo ce la mettono tutta per vivacizzare questa trama adolescenziale che vede Andrea e Giulia, i loro personaggi, dedicarsi anima e corpo a un primo amore che travolge inesorabilmente le loro vite.
Presentato a Roma il film che si ispira al successo di Baglioni, Questo piccolo grande amore, e che terrà compagnia agli innamorati nel periodo di San Valentino.
Il regista Oren Moverman presenta in concorso a Berlino il drammatico The Messenger accompagnato dalle star Woody Harrelson e Ben Foster.
L'ossessione della contessa viene qui attribuita ad una storia d'amore contrastata e bloccata sul nascere, raccontata con un occhio compassionevole e quasi comprensivo che non permette di indagare a fondo nell'animo più oscuro della protagonista.
Il confronto tra i due protagonisti è seguito dal regista nella quotidianità del loro rapporto, sporcata da un'insoddisfazione che allarga una distanza non facile da colmare.
L'impeccabile Keanu Reeves e la volitiva Robin Wright Penn sono approdati a Berlino insieme alla regista Rebecca Miller per presenziare all'anteprima della commedia The Private Lives of Pippa Lee.
L'attrice e regista, impegnata nella presentazione della sua terza prova dietro la macchina da presa, ha incontrato la stampa accreditata a Berlino.
L'approccio di Moverman e del co-autore dello script Alessandro Camon è il punto di forza di una pellicola che vive i suoi momenti migliori proprio nei difficili momenti in cui i due protagonisti affrontano il dolore di genitori, sposi, parenti.
L'eclettico mix di culture musicali realizzato da A.R.Rahman per il commento musicale di The Millionaire.
Gli ignari fruitori di Rage si vedono catapultati di fronte a loro una serie di personaggi più o meno direttamente legati al mondo dell'alta moda che riversano confessioni, dubbi, frustrazioni e lamentele sull'impietoso occhio della macchina da presa.
Come nel suo precedente lavoro, la Puenzo lavora soprattutto sulle atmosfere, schizza di onirismo il suo film, ma si lascia prendere la mano e finisce con l'eccedere nel melodramma.
Sally Potter a Berlino con Steve Buscemi e Lily Cole per presentare il suo Rage, pellicola sperimentale girata in digitale che fotografa i retroscena del mondo dell'alta moda.
La piccola opera prima di Adrián Biniez restituisce, col suo spirito sensibile, quell'umanità che troppo spesso le apparenze celano o che le opportunità mancate negano.
Moodysoon sembra innamorarsi dei suoi stessi personaggi, mostrandoci più del dovuto della loro vita e delle loro giornate e finendo così per perdere completamente di vista la necessità di raccontare un qualcosa.
Il regista Lukas Moodysson e una compagine di interpreti capitanata da Gael García Bernal ha incontrato la stampa dopo la proiezione stampa berlinese del film.
Ai legal thriller made in USA Storm, co-produzione tedesca, danese e olandese, è certamente debitore per alcune tecniche di caratterizzazione dei personaggi e delle loro dinamiche relazionali, ma soprattutto ne eredita il paradigma narrativo.
Nonostante la sceneggiatura, che resta il vero punto debole del film, In The Electric Mist è recitato da un cast perfetto nel quale primeggia un ottimo Tommy Lee Jones.
Un film che mantiene i brividi sulla pelle, nonostante si mostri come semplice ricerca. La tensione resta sempre alta in questo continuo e travolgente confronto tra i personaggi, lasciando stupiti per l'equilibrio col quale è costruita.
Alternando una puntuale ricostruzione storica a un abbondante uso di immagini di repertorio, John Rabe scorre rapido verso il drammatico finale riproponendo le tappe essenziali dell'opera del dirigente tedesco e dei suoi sforzi per proteggere il maggior numero possibile di cinesi dalle rappresaglie dei soldati del Sol Levante.
Una donna enigmatica e sfuggente - fragile, ma non pavida, sola, ma non arida, pietosa, ma non patetica, colpevole, ma non spezzata - è il cuore di The Reader, e la rivelazione sul suo passato è un duro colpo per il giovane eroe del film, oltre che, su scala più ampia, il trauma che ha colpito diverse generazioni del popolo tedesco.
Un tipico prodotto europeo festivaliero, caratterizzato da uno stile asciutto ed essenziale e da interpretazioni convincenti che permettono di sorvolare su alcuni limiti in fase di scrittura e su un plot dagli sviluppi facilmente prevedibili.
Delicato e grazioso, il film si snoda nella progressiva accettazione che segue lo stupore per la scoperta della "diversità" di Ricky, neonato metà pollo e metà angelo che si diverte a sconvolgere l'esistenza del nucleo familiare volandosene di qua e di là.
Nel film si gioca col terrificante sostrato caratteriale degli spietati assassini, portati per l'occasione a identificarsi con i Quattro Cavalieri dell'Apocalisse.
In questo lungometraggio animato, popolato da una irresistibile galleria di scienziati pazzi e assistenti gobbi, sono evidenti i richiami a Frankenstein Junior, il capostipite di molte altre parodie dell'immaginario orrorifico sul grande schermo.
Terra Madre svela fin da subito la propria natura di opera politica e, come tale, persegue ostinatamente le proprie teorie selezionando singoli casi particolarmente significativi per poi estendere il discorso a una dimensione universale in cui si auspichi un ritorno alla natura e a una produzione alimentare sostenibile.
Tykwer si conferma regista dall'occhio fine che sa cogliere al meglio le geometrie degli spazi e il fascino degli ambienti, nonché un grande pennellatore di dettagli. Troppo spesso però il film si limita a uno spettacolo gelido dove la ricerca formale si fa più intrigante del contenuto, zeppo di fronzoli ma povero di idee forti.
Un plot complesso, un villain inafferrabile - una potentissima banca - e un eroe affascinante e determinato per il film di Tom Tykwer. Protagonisti della conferenza stampa sono il regista e la star Clive Owen.
Non possiamo negare che le avventure delle simpatiche scimmiette possano divertire il pubblico più giovane, target primario di 'Space Chimps', ma è anche vero che non possiamo chiudere gli occhi di fronte al contesto in cui il film arriva nelle sale ed al confronto con la concorrenza diretta, dal quale resta inevitabilmente sconfitto.
Sarà dall'incontro di due creature estranee ai rispettivi mondi, il topo Despereaux e il ratto Roscuro, che si accenderà la scintilla in grado di riportare armonia nel tormentato reame in cui persino le zuppe, per ordine di un sovrano sempre più scorbutico e triste, sono state bandite.
Anche in questo sequel gli appassionati delle più cupe atmosfere fantasy/horror troveranno pane per i loro denti, specie qualora abbiano in dotazione canini taglienti e affilati.
Devendra Banhart, Vampire Weekend, We Are Scientists e Richard Hawley fra i protagonisti di una colonna sonora ad alto contenuto indie rock.
La storia di una tenera storia d'amore tra due personaggi un po' demodè che si svolge in una New York magica e avvolta dalla notte e dalla musica.
Eagle Eye è un onesto action thriller che abbandona scenari fantascientifici e ardite riflessioni filosofiche per concentrarsi su un'avventura ad alto tasso adrenalinico costellata da inseguimenti mozzafiato e rocambolesche scene d'azione che strizzano l'occhio ai classici del genere.
Le due ore di durata del nuovo film di Brizzi trascorrono agevolmente, il tempo di ridere a denti stretti della grande beffa dell'amore, per ricordarci che in una coppia, oltre l'Eden dei primi baci, bisogna sopravvivere alla faticosa tortura del quotidiano.