Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Biopic nostalgico e musicale sul solco di Ray, ma anche di Dreamgirls, Cadillac Records è purtroppo afflitto da una certa mancanza di coesione e di fantasia.
La cronaca dell'interessante incontro romano con regista, produttore e interprete dell'atteso thriller tratto dall'acclamato bestseller di Stieg Larsson.
Quattro chiacchiere con Paola Barbato, sceneggiatrice di Dylan Dog, scrittrice con due romanzi all'attivo ed ora autrice televisiva per Sky con 'Nel nome del male', in onda il 2 e 3 Giugno prossimi.
In arrivo nelle nostre sale la pellicola d'animazione indie Battaglia per la Terra 3D diretta dal regista greco Aristomenis Tsirbas.
L'attuale crisi economica ha influito non poco sulla scelta di portare su grande schermo questa storia scritta da Giannoli diversi anni fa, la favola di un truffatore dal cuore d'oro, portatrice di valori universali che sfidano tempo e spazio rendendo questa pellicola adatta a qualsiasi tipo di pubblico, non solo quello francese.
Visage, diretto dal maestro taiwanese e Map of the Sounds of Tokyo, sono gli ultimi film della sezione competitiva di questo 62esimo Festival di Cannes.
I fan di Tsai Ming-Liang non rimaranno delusi, perchè in Visage non mancano i temi tipici di questo autore né tantomeno lo stile unico che caratterizza ogni suo film. Allo stesso tempo Visage è meno provocatorio di quanto ci si potrebbe aspettare e in un concorso così ricco di scandali, risulta quindi un film stranamente conciliatorio e rassicurante.
Il film più atteso della giornata, quello dell'ex Monty Python, è fuori concorso; la competizione presenta invece Enter the Void di Gaspar Noé e The Time that Remains di Elia Suleiman.
Un mondo fuori dal tempo dietro il sipario del teatro ambulante del dottor Parnassus attraversa la Londra di oggi; in esso, Terry Gilliam torna a fare bella mostra di tutto il suo talento pittorico e immaginifico.
Il racconto familiare ed intimo di Elia Suleiman è anche la cronaca poetica e affascinante di un (non)paese, che si dipana con immagini di straordinaria efficacia.
Una notte al museo 2: La Fuga è un mirabile frullato di personaggi, epoche, culture, citazioni, effetti speciali strabilianti, brillanti invenzioni di sceneggiatura e battute che sfiorano volutamente il demenziale, un'avventura al di sopra dell'immaginazione e della realtà capace di strappare qualche risata, ma a denti stretti.
Arriva finalmente al cinema il bel film di Salvatore Maira, girato in un unico piano sequenza, presentato con successo alla Mostra del cinema di Venezia del 2007. Tra gli interpreti una splendida Valeria Solarino e Maurizio Micheli.
Dopo la caotica giornata di ieri letteralmente monopolizzata dal film di Quentin Tarantino ed i suoi divi, sulla Croisette le cose ritornano un pochino alla normalità con due film in
Pur non raggiungendo i livelli di eccellenza del precedente Guida per riconoscere i tuoi santi, Dito Montiel si conferma regista di polso, realizzando una pellicola di notevole impatto sullo sfondo dell'amata New York e degli incontri clandestini di lotta.
Lou Ye, ossessionato dall'esperienza sensoriale, trascura la sceneggiatura e ignora l'esigenza di dare spessore e ai suoi personaggi, che finiscono per rimanere estranei per le cui passioni, aneliti e tragedie non riusciamo a emozionarci.
A quasi ottantasette anni, Alain Resnais si presta ancora una volta a raccontare con la consueta raffinatezza la bizzarria e l'insopprimibile vitalità dell'amore.
Tratto da una storia vera, il film si propone di incutere costante tensione nello spettatore, ma lo stile naturalistico scelto dal regista non funziona.
Tra affresco storico e dramma familiare con elementi di giallo, il film di Michael Haneke è drammaturgicamente efficacissimo e intellettualmente potente nella metafora del futuro della Germania nazista che va a rappresentare.
Sebbene la conoscenza sull'argomento sia ormai ampia, a certe immagini e a quell'inevitabile sensazione di nausea di fronte a simili efferatezze non si può sfuggire. C'è da vergognarsi tutti.
Il regista emiliano ha presentato al festival francese il suo nuovo film incentrato sulla storia d'amore spezzato tra un giovane Benito Mussolini e Ida Dalser. Accompagnato dagli attori Filippo Timi e Giovanna Mezzogiorno, ci racconta i retroscena di questo suo 'melodramma futurista'.
Sguardi e telecamere tutti puntati sul cast di Bastardi senza gloria, nuovo film del regista italo-americano ed evento del festival. In competizione anche Alain Resnais con Les Herbes Folles, mentre Sam Raimi incassa applausi con il suo Drag Me To Hell fuori gara.
Un nutrito cast per uno straordinario war movie. I Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino approdano alla Croisette ed è già una festa. Tra gli interpreti Brad Pitt, Diane Kruger, Mike Myers ed Eli Roth.
Dopo aver trascorso gli ultimi anni assorbito dalle incombenze legate al fortunatissimo franchise di Spider-Man, e in attesa di riprendere in mano la serie de La casa per il The Evil Dead previsto nel 2010, Sam Raimi accontenta i suoi fan storici tornando a dirigere un horror puro, rutilante e spassoso.
Il 35 mm per Tarantino è la materia di cui sono fatti tutti i sogni, e lui la utilizza per raccontare il più grande tra questi, un film di guerra e vendetta che possa portare alla diretta eliminazione del Nazismo.
Nonostante non fosse facile, i due registi sono riusciti a realizzare un film dalle tante anime in cui emergono un personaggio ricco e sfaccettato e una storia d'amore delicata e sincera che supera ogni confine, anche quello del carcere.
Tre grandi storie d'amore al centro della settima giornata del Festival di Cannes, quella di Jim Carrey per Ewan McGregor in I Love You Phillip Morris, quella tra il giovane Mussolini e Ilda Dasler in Vincere, e infine quella di Penelope Cruz, ancora una volta musa di Almodovar.
Il regista emiliano scoperchia la selva di tenebre che custodisce uno dei tanti misteri della misera Italia, quello legato a un paradigmatico momento storico nero come le camicie di chi la infestava, e va a immergersi negli occhi gonfi di lacrime di chi, confinata ai margini, era costretta a gridare per far sentire la propria verità.
Due grandi e feconde passioni sono quelle che Pedro Almodóvar profonde in Los Abrazos Rotos: quello per la bellezza di Penelope Cruz, che nessuno sa esaltare come lui, e quello per il cinema, che, attraverso un delizioso gioco di scatole cinesi, è descritto come il mezzo per eternare e celebrare l'amore.
Il mite Lars Von Trier sfodera il suo lato horror sulla Croisette. A fronteggiare gli attacchi della critica contro di lui vi sono gli interpreti di Antichrist, Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg.
Ken Loach ed Eric Cantona scendono in campo sulla Croisette all'attacco della Palma d'oro col loro divertente Looking for Eric.
Meticolosa e sontuosa ricostruzione storica, Agora non è soltanto la storia di Ipazia di Alessandria, intellettuale perseguitata dai cristiani per il suo rifiuto di piegare la propria integrità alle loro mire politiche; è anche un'interessante esplorazione del legame tra religione e progresso, tra tolleranza, solidarietà umana e avanzamento scientifico.
Il nuovo film di Von Trier mantiene le terrificanti promesse spaventando, irritando e sconvolgendo Cannes.
La riuscita incursione di Ken Loach nella commedia utilizza con equilibrio lo star power di Eric Cantona in una storia debordante di divertimento e umanità.
Tra i film presentati durante la quinta giornata della kermesse, Vengeance, Kinatay, Agora e Le père des mes enfants, con Chiara Caselli.
In un film che per certi versi è più vicino al recente 'Sparrow' rispetto ai gangster movie precedenti, Johnny To si dimostra come sempre un maestro della messa in scena, ma perde di sostanza avvicinandosi a quello che potrebbe essere un anticonvenzionale revenge movie all'americana.
Sbarca a Cannes il cast della diverte commedia Taking Woodstock dedicata all'epico evento che sancì la fine dell'innocenza e dello spirito di libertà degli anni '60. A fianco del regista Ang Lee si presentano Emile Hirsch, Demetri Martin e la bravissima Imelda Staunton.
Il film non stanca neanche allo scoccare delle due ore e mezza di durata, grazie alla padronanza tecnica di Audiard, alla ricchezza di idee della curatissima sceneggiatura, e al talento del giovane Tahar Rahim, che incarna un personaggio complesso che intenerisce, affascina e inquieta nell'arco delle sue vicende.
Ancora un sorprendente film proveniente dalla Romania incanta il pubblico di Cannes. Porumboiu con il suo secondo lungometraggio dimostra grande maturità e piglio autoriale.
La straordinarietà del film di Lee Daniels risiede in una meravigliosa protagonista sospesa tra tragedia e sogni di una freschezza e di un'ingenuità dolcissime, in una grande creatività visiva e in una insopprimibile, debordante carica di ironia.
Accompagnato dai suoi interpreti, Song Kang-ho e Kim Ok-vin, il regista Park Chan-wood approda sulla Croisette per presentare drammatico vampire movie Thirst.
Tratto dal romanzo autobiografico di Elliot Tiber, il film di Ang Lee è un resoconto magistralmente narrato e molto divertente del making of dell'happening musicale più iconico che memoria ricordi, che rievoca alla perfezione lo spirito gioioso e liberativo dell'evento.
Calorosa e commossa accoglienza per il biopic Bright Star diretto da Jane Campion e dedicato alla vita sentimentale del poeta inglese John Keats. Ad accompagnare la Campion a Cannes gli interpreti Ben Whishaw e Abbie Cornish.
La storia d'amore tra John Keats e la sua Fanny è, nelle mani della Campion, soprattutto la storia di quest'ultima e del suo amore senza speranza per un poeta squattrinato e ammalato che ha ottenuto la fama che meritava solo dopo la sua morte precoce.
Lo 'scandaloso melodramma vampiresco' di Park Chan-Wook non parte benissimo, anzi sembra accusare la mancanza di una direzione ben precisa, ma cambia decisamente passo nel momento in cui entra in scena la protagonista femminile interpretata in modo perfetto dalla giovane Kim Ok-Bin.
Con la conferma della vitalità del suo talento e della sua sensibilità rappresentata da questo secondo lungometraggio, la poliedrica cineasta del Kent riesce a non farsi fagocitare dagli illustri precedenti e a proporre una personale idea di cinema che fa confidare in una carriera autorevole e interessante.
Zack Efron e Matthew Perry sono i protagonisti di una fantasiosa e divertente commedia sulle magiche inversioni del tempo e sulle ironiche rotte del destino
A proporre un prodotto diverso dal solito, che risente comunque delle influenze delle menti più cool che furoreggiano all'estero, ci provano Massimiliano D'Epiro e Danilo Proietti che fondono e strapazzano realtà e finzione per fare il punto su una società ormai governata dalla cocaina.
Il regista Pete Docter, il suo co-sceneggiatore Bob Peterson e i due produttori, Jonas Rivera e il leggendario fondatore della Pixar, John Lasseter hanno presentato a Cannes il loro ultimo gioiello.
Il risultato è quello di una storia incalzante e ritmata, scandita - nonostante l'ambientazione nostrana - da momenti di puro intrattenimento all'americana e da intrecci fantasiosi ed affascinanti che permettono allo spettatore medio di addentrarsi all'interno dei misteri della Chiesa e dei suoi inviolabili confini.
La Pixar inaugura la 62esima edizione del Festival di Cannes con il suo decimo, riuscitissimo film d'animazione, l'avventurosa storia di un vecchietto che vola verso il Sudamerica e il sogno di una vita, e del suo piccolo compagno di viaggio.