Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Con Arac Attack - mostri a otto zampe il regista Ellory Elkayem rende omaggio agli horror insettofobi degli anni '50, sostituendo i furgoncini impellicciati con i più efficaci effetti digitali. Peccato che questo film faccia veramente poca paura...
Un nuovo film d'azione targato Luc Besson, diretto da uno dei migliori artigiani del cinema hongkonghese ridotto qui a mero esecutore: una pellicola che si fa bere tutto d'un fiato per poi essere dimenticata in fretta.
Con questo film, dopo le inquietudini insinuanti, ipnotiche ma assolutamente contemporanee, di un'opera come Crash, e quelle oscure e stranianti di M. Butterfly, David Cronenberg fa un apparente salto nel mainstream. Ma, sotto la patina di genere, le ossessioni del regista ci sono tutte.
Il primo capitolo della trilogia dedicata ai colori della bandiera francese e ai valori della libertà, dell'uguaglianza e della fraternità.
Prendendo spunto da una storia per bambini diffusa in tutto il mondo, quella della fata dei dentini, Al calare delle tenebre la trasforma in una storia gotica e horror che deve molto alle atmosfere e all'immaginario di molti libri di Stephen King.
Sgombriamo immediatamente il campo da ogni equivoco: questo The Italian Job non ha praticamente nulla a che vedere con l'omonimo cult movie del 1969 che da noi uscì col titolo Colpo all'italiana.
Equilibrium, scritto e diretto da Kurt Wimmer, racconta di un mondo dove la panacea per tutti i mali umani è stata trovata nella somministrazione obbligata di un farmaco che annulla la possibilità di provare emozioni.
Quello che traspare dalla pellicola è il profondo senso di divertimento che devono aver provato le attrici, gli attori, il regista ed il resto della troupe nel realizzare quello che non riusciamo a definire un film.
Con un budget ridotto e dei tempi di lavorazione strettissimi (solo dodici giorni di riprese) Joel Schumacher confeziona un thriller tesissimo, atipico nella struttura ma ottimamente scritto e diretto.
Un divertente road-movie, ma anche un film sensuale sulla scoperta della sessualità, un racconto agrodolce sull'approdo nel mondo degli adulti ed anche una sorta di documentario sulla realtà sociale e politica del Messico.
Uno dei film più irriverenti e controversi degli ultimi anni arriva finalmente anche da noi: riuscirà il Dogma di Kevin Smith a far parlare di sè anche in Italia?
Il soggetto di Below nasce dalla fervida fantasia di Darren Aronofsky, che ha dovuto però abbandonare il progetto nelle braccia di qualcun altro per realizzare il suo capolavoro Requiem for a Dream.
La prima cosa che viene in mente dopo la visione di Terapia d'urto, è cosa ci facciano così tanti attori di valore in un prodotto così scadente.
Palma d'Oro a Cannes nel 1986, il film, oltre alle tematiche profonde e al rigore storico, si avvale di una delle migliori colonne sonore composte dal maestro Morricone.
Torniamo in auto con questa combriccola di pazzi scatenati che fanno del mondo delle auto la loro vita!
Cambia registro per l'ennesima volta il regista James Mangold, che nel corso della sua carriera ha attraversato con i suoi film generi cinematografici molto diversi.
Con il tema della fraternità, il regista polacco Krzysztof Kieslowski conclude la sua straordinaria "trilogia dei colori", lanciando un messaggio forte e vitale, un vero e proprio inno alla gioia e alla vita.
Sapientemente pubblicizzato come il prequel de Il silenzio degli innocenti, piuttosto che un ennesimo ed inutile remake, il film riprende praticamente a piene mani le atmosfere del film di Demme.
Le storie che hanno per protagonisti gli intrecci più o meno casuali del destino sono diventate sempre più frequenti nel panorama cinematografico degli ultimi anni.
Uno splendido gioco di specchi in cui storie ed immagini si riflettono una nell'altra, e soprattutto, per il regista spagnolo, un'altra storia sospesa tra palcoscenico e realtà.
Doveva essere solo un altro horror low-budget, pensato principalmente per un pubblico di teenagers: inaspettatamente, invece, l'esordio alla regia di Sam Raimi si rivelò un grande successo, e divenne in breve un vero cult-movie.
Il film segue la struttura narrativa dello splendido romanzo da cui è tratto, ed è fedele ai ritmi e alle atmosfere creati da Harper Lee.
Nel 1998, l'anno del suo ventesimo anniversario, ci avevano voluto far credere che era morto, invece oggi Michael Myers è tornato, anzi, sarebbe meglio dire che è resuscitato.
Jonathan Demme ha deciso di rendere omaggio a quello che ha definito uno dei suoi film preferiti, Sciarada, e di realizzarne un remake: è nato così The Truth About Charlie.
La ditta Soderbergh-Clooney continua a sfornare prodotti a ripetizione: è il caso di Welcome to Collinwood, remake del nostro glorioso I soliti ignoti.
Horror apocalittico piuttosto deludente e convenzionale con qualche spunto intrigante, ma privo di particolari momenti d'interesse.
Marco Ponti ci risparmia il pretenzioso affresco sociologico su una intera generazione cercando di raccontare solo una piccola storia.
Insider ??" Dietro la verità racconta di un fatto di cronaca, un caso giudiziario, una vicenda umana, che hanno scosso l'opinione pubblica americana.
Torna Jim Carrey, la faccia di gomma più famosa di Hollywood, in una commedia allegra e spensierata.
Con questo sequel "ufficiale", datato 1999, Hideo Nakata si immerge di nuovo nei temi, e nelle atmosfere, che hanno fatto la fortuna del suo film più conosciuto.
Crudo e impietoso ritratto della guerra tra gang rivali nella favela più violenta di Rio de Janeiro, a pochi chilometri dalle immense spiagge da cartolina...
Un viaggio allucinato e crudele nella vita di quattro personaggi, il secondo film di Darren Aronofsky è una glaciale discesa nell'inferno della solitudine, della follia, e della abiezione.
Frizzante e rocambolesca commedia on the road alla conquista dell'America, un po' per caso e un po' per fato...
Rebecca, primo film americano di Hitchcock, tratto dall'omonimo romanzo di Daphne du Maurier, fu da subito un grande successo di pubblico e di critica.
Il cuore altrove di Pupi Avati è un film senza invenzioni particolari o picchi stilistici che colpiscano il profondo conoscitore di cinema, ma capace di toccare le corde del cuore dello spettatore.
Personale rilettura, più che remake, del bellissimo Bob il giocatore di Jean-Pierre Melville, questo di Neil Jordan è un film che affonda le sue radici nella tradizione più classica del noir.
Il film più provocatorio di Joe Dante. Una satira feroce che non risparmia nessuno: politici, giornalisti, organizzazioni umanitarie, militari, minoranze etniche, lobbisti.
Delude decisamente il secondo episodio di The Matrix che a dispetto delle cifre da record spese e dell'alto contenuto tecnico appare come un film debole e senz'anima.
Delude non poco l'ultimo capitolo delle avventure di Picard e soci, mortificato da una sceneggiatura deludente e da una formula stanca arrivata ormai al capolinea.
Premio Speciale della giuria al Festival di Cannes 1993. Uno dei film più acclamati di Ken Loach.
Dillo con parole mie è il settimo film di Daniele Luchetti, che firma una commedia leggera leggera, del tutto diversa da quelle pellicole impegnate a cui il regista ci aveva abituato in passato.
Bloody Sunday è un vero e proprio colpo nello stomaco, nel cuore e nella coscienza di ogni spettatore.
Ken Loach abbandona momentaneamente la sua lucida analisi della società inglese e gira un film, ugualmente importante ed etico, teso a raccontare una delle pagine più buie della storia moderna.
Il club dei trentanove è una appassionante storia di spie e fughe rocambolesche che rappresenta uno dei lavori più importanti e meglio riusciti del periodo inglese di Alfred Hitchcock.
Basta ormai accendere il televisore a qualsiasi ora del giorno per rendersi conto di come quasi tutti gli spettacoli siano basati esclusivamente sui vizi privati di gente comune.
Per il suo esordio americano, Ken Loach sceglie di rappresentare la dura realtà degli immigrati messicani negli USA; il suo sguardo è quello di sempre, spietatamente realistico e coerentemente, orgogliosamente militante.
Un altro fanta-apocalittico film che non fa niente per meritare l'appellativo che porta...
Questo film si inserisce nel quadro di una generale "rinascita" dell'horror hongkonghese degli ultimi anni, ispirandosi anche alle più recenti ghost story cinematografiche occidentali.
Tratto da una storia vera. Sicuramente il film più duro ed arrabbiato di Ken Loach.
Primo film, prodotto, nel 1969, dalla Kestrel Productions, Kes è considerato, ancora oggi, uno dei film più importanti e significativi del cinema indipendente britannico.