Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Un film intenso e disperato che gioca sull'incrocio di destini segnati da solitudine ed emarginazione, conducendoci fra le pieghe di un mondo livido e ferito.
Il rutilante circo del porno secondo Paul Thomas Anderson.
Alle ore 12 del 30 gennaio 2004 si è svolta presso l'Hotel Hassler di Roma la conferenza stampa del film Big Fish, in presenza del regista Tim Burton.
Il regista sembra aver costruito un buon rapporto con i suoi giovani protagonisti, e sembra anche aver dato al film un taglio più personale e originale di quanto non avesse fatto Columbus.
Jackson è ancora il bambino incantato di un tempo, e noi siamo pronti ad essere, essere deliziati con nuove fantasie, sbalorditi con prodigiosi effetti speciali, appassionati con intrecci inediti, abbindolati con astuti trabocchetti.
Il terzo film di Peter Jackson chiude definitivamente una precisa fase della carriera del regista, e, parlando più in generale, rappresenta la fine di un determinato filone del cinema horror.
Sospesi nel tempo rappresenta l'ultima opera di Peter Jackson prima di approdare all'epica Tolkieniana e, sotto alcuni aspetti, il film più completo della sua intera filmografia.
Jackson codiresse insieme a Costa Botes nel 1995 un documentario destinato a turlupinare l'intera Nuova Zelanda su di un pioniere del cinema in realtà mai esistito.
Un gioiello di rara bellezza che, in tempi non sospetti, già gridava al mondo le doti visionarie e sorprendenti di un giovane, grande regista.
Manca più di un anno all'uscita delle sale dell'ultima parte della saga di Guerre Stellari, ma già le le prime voci cominciano a diffondersi
Il secondo film di un Peter Jackson ancora lontanissimo dai fasti tolkieniani è un'opera folle, coraggiosa e assolutamente fuori dagli schemi: una sorta di omaggio-parodia-decostruzione del Muppet Show virato in salsa "adulta" e splatter.
Solo una mente meravigliosa poteva ispirare un film di straordinario impatto visivo ed emozionale come "A beautiful mind".
Un altro "cult-movie" da aggiungere alla collezione di Mr. Scott: chapeau!
Margarethe Von Trotta si ispira alla vicenda storica realmente accaduta nella Germania nazista che vide migliaia di donne ariane sostare giorno e notte davanti al palazzo in Rosenstrasse dove erano imprigionati i mariti ebrei, in attesa di essere deportati nei campi di sterminio.
I magnifici anni Sessanta ripiombano fra noi, ed è la seconda volta nell'arco di poco tempo che gli studios americani si lasciano prendere da operazioni nostalgiche.
Il film non lascia di certo una traccia indelebile, ed è un peccato, perché alcuni temi forse avrebbero meritato maggior approfondimento.
Il film di Greenaway è un collage di immagini dissolte l'una dentro l'altra, scontornate, sovrapposte, replicate. Cornici, scritte e numeri sono personaggi effettivi all'interno di un meccanismo la cui rigorosa simmetria ne è il principio.
Rob Reiner, dopo il delizioso Harry ti presento Sally, ritorna alla commedia romantica. Peccato che i risultati non siano all'altezza dell'illustre predecessore.
Incontro romano con la regista tedesca che tutto il mondo sta applaudento per il suo toccante Rosenstrasse.
Una pellicola dal respiro così ampio, dalla grandiosità tanto amplificata da rendere per noi una vera e propria sfida l'affondargli dentro con la lama della critica.
Iñárritu, la Watts e la Gainsbourg parlano di '21 Grammi - il peso dell'anima' e dei personaggi del film.
Mai dal regista del patinatissimo Notting Hill ci si sarebbe aspettati un film come The mother, che più che rifarsi al cinema hollywoodiano sembra ispirarsi ai registi inglesi d'impegno, Mike Leigh in testa.
Non si deve pensare all'opera di Cameron come una fredda ricostruzione di un famoso incidente né limitarsi a definirla un disaster movie di pregevole fattura: ci troviamo davanti ad un film fatto soprattutto di reale e convincente umanità.
Venerdì 16 gennaio 2004, all'Hotel Excelsior di Roma, Kevin Costner ha risposto alle domande dei giornalisti italiani a proposito del suo ultimo film "Terra di confine".
Stephen Gaghan debutta dietro la macchina da presa con un thriller dai risvolti psicologici, piuttosto banale nelle sue linee guida, recitato discretamente e diretto in maniera un po' patinata ma dignitosa.
Presentato nella sezione conclusiva dell'ultimo festival di Venezia, 21 Grammi - Il peso dell'anima è la seconda opera dell'ottimo e promettente Alejandro González Iñárritu, già autore dell'eccellente Amores Perros.
Molte le speranze, che speriamo non siano deluse, con la maggior parte dei titoli che, come sempre, giunge da oltreoceano; ma anche il vecchio continente e l'Italia presentano pellicole degne di entrare nella nostra personale lista dei film da vedere.
Il 7 gennaio 2004 al cinema Embassy a Roma, l'ultimo samurai Tom Cruise arriva a bordo di una mercedes nera e si dedica totalmente ai suoi fans.
Il mare e l'aria, le emozioni forti, sono le protagoniste di questo lungometraggio che induce lo spettatore a non schierarsi dalla parte del buono o del cattivo...
La pellicola ci regala i suoi momenti migliori quando fa a meno della solita retorica hollywoodiana e ci introduce ai valori millenari dei samurai.
Nonostante tutti gli sforzi questo trasferimento sul grande schermo del bellissimo affresco politico, religioso, ambientale creato da Frank Herbert nel suo bellissimo romanzo Dune, non ha avuto un esito felice, anche se colpisce per la sua barocca grandiosità.
Uscito nel 1999, questo titolo porta la firma di uno fra i cineasti più importanti nel genere horror: Brian Yuzna.
Dopo tre gialli di impostazione tradizionale e una commedia satirica, Argento dirige il film che più rappresenta il suo modo di fare cinema: un thriller ben orchestrato e delirante che ha conquistato generazioni di spettatori.
Qual è il segreto del magnetismo della musica dei Goblin prestata alle sequenze argentiane? Lo abbiamo chiesto a Claudio Simonetti, che allora faceva parte del gruppo...
A Kubrick le minuzie interpretative non interessavano, perché, come tutti i grandi pensatori, sapeva che la saggezza è nel dubbio, non nella soluzione.
Von Trier si mostra apertamente per quello che è, perverso, un po' sadico, intelligente, molto ironico, pronto a prendersi terribilmente sul serio ma al contempo a ridere sotto i baffi di sé, delle sue idee e di quanto queste vengano interpretate seriamente dagli altri.
Il terzo capitolo di Spy Kids si inchina agli effetti in 3D, dimenticandosi di essere anche un film.
Dovendo adattare per il grande schermo il celebre fumetto, Bava adotta un'estetica debitrice alla pop-art e alle avanguardie artistiche del periodo, dirigendo uno dei suoi film più personali e visivamente accattivanti.
Che fine ha fatto il vero Dario Argento è la prima domanda che angoscerà lo spettatore al termine della visione de Il Cartiaio, dov'è il suo marchio, dov'è la sua classe e la sua abilità
Edward D. Wood Jr. è vittima di un grosso malinteso. Definirlo regista è sbagliato, nonostante abbia diretto film contro i quali le recite parrocchiali potrebbero concorrere e stravincere.
Come ormai da tradizione, anche quest'anno è inevitabile l'appuntamento con le risate a buon mercato offerte dal duo Boldi-De Sica.
Sinbad si inserisce nella recente tendenza dell'animazione occidentale di superare i limiti imposti dal suo target tradizionale: i bambini.
Sofia Coppola sceglie di non (s)cadere nello scontato, facendo sì che l'amore fra i suoi personaggi non si consumi nella maniera più ovvia, tenendoli invece continuamente sospesi sul filo del "se". Ecco finalmente una confutazione del mito del "carpe diem".
Un commovente viaggio all'interno di coscienze derubate, alla ricerca dei veri sentimenti.
Piccolo gioiello di animazione della Dreamworks, Shrek è un'irriverente favola post-moderna che vive sul sottile equilibrio della parodia dell'universo favolistico, senza però infrangerne gli archetipi sotanziali.
Se si riesce ad andare al di là del pregiudizio dell'equazione cartoni animati = infanzia, grazie alle nuove tecnologie ci si può gustare una serie di produzioni che non hanno nulla da invidiare al cinema degli 'adulti'.
In the cut, ultima opera della regista culto di Lezioni di piano, è un film personale, femminile e estremamente sensuale. La Campion ci accompagna per mano in un mondo nuovo, aprendoci le porte sull'esistenza di una donna algida e appassionata allo stesso tempo.
La Pixar vince la guerra delle formiche nei confronti della DreamWorks, con un film intelligente che riesce a divertire gli spettatori di tutte le età.
Il nuovo film interpretato da Jackie Chan sembra purtroppo confermare la fase discendente della sua carriera: si divertirà probabilmente solo chi non conosce i trascorsi migliori dell'attore.
Il regista Robert Benton confeziona un drammone sull'America perbenista ed ipocrita servendosi di un cast stellare, ma non del tutto splendente.