Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Fate come noi è strutturato in due episodi, tratti da due racconti scritti dallo stesso Apolloni, che raccontano due "giornate particolari" della Capitale. Una Roma due volte bella, due volte eloquente, due volte funesta e due volte incantevole, diventa il luogo dove vivono due fate, Giustina e Livia.
Una conferenza stampa piuttosto breve, quella che ha seguito la presentazione di 'Ogni volta che te ne vai', in cui regista, produttore e cast hanno raccontato la genesi del film e hanno parlato dell'ambiente che esso rappresenta, cioè quello della musica popolare romagnola.
Regista e protagonista raccontano così la pellicola ai giornalisti.
Il film ha l'encomiabile pregio di affrontare un tema così difficile rinunciando ad ogni manicheismo o enfatismo melodrammatico di maniera. Per ottenere questo risultato la Bollain si affida totalmente alle straordinarie interpretazioni di tutto il cast, protagonisti in primis, intensi, credibili ed asciutti come raramente si vede in pellicole di questo genere.
Trainspotting è un bel compendio musicale per "viaggiare" indisturbati; un disco da consigliare vivamente a chi segue costantemente le evoluzioni della club-culture ma non disdegna i grandi classici, specie se strafatti e maledetti.
Zack Snyder è riuscito ad omaggiare un capolavoro come il film di Romero del 1978 ed al contempo ha realizzato un film efficace e legato alle ansie della contemporaneità.
Ken Loach, come suo solito, tratta un tema molto difficile e firma un lavoro toccante, capace di muovere alla riflessione su una situazione che ormai interessa chiunque si affacci sul mondo del lavoro.
Diciamolo subito e senza timore, ci troviamo davanti ad un capolavoro: un secondo volume che, dove manca di azione, supplisce di emozioni e sentimenti reali.
Un tentativo di fare cinema calato in una certa realtà culturale, in un humus che abbia una sua specificità, che però si infrange sugli scogli di uno script abbastanza inconsistente.
Il film, se non lo si prende minimamente sul serio, si lascia guardare, almeno nella prima parte; poi si trasforma in una risibile, paranoica e tronfia spy story, tutta ritmo, montaggio da videoclip ed esplosioni fragorose.
Una commedia romantica dolce e surreale, firmata da due registi che hanno dato il meglio nel genere poliziesco: un film che emoziona nonostante il tono volutamente "leggero" della narrazione.
Il secondo film del bhutano Khyentse Norbu si rivela una bella sorpresa, un'opera fresca, intelligente e visivamente di grande fascino, sorprendentemente firmata da un regista che non si reputa un professionista del cinema.
I colori lividi che raffigurano le immagini di questo lungometraggio sono un tappeto di morte visiva, una colonna sonora per una Via Crucis densa di speranza fino all'ultimo istante.
Nell'ora e mezza circa del film, ascoltiamo versioni magistrali di It Had to Be You (motivo ormai indissolubilmente legato al romanzo d'amore tra Harry e Sally), Let's Call the Whole Thing Off e Where or When, il cui testo sembra quasi un riassunto poetico dell'intreccio centrale del film...
Una bravissima Kathy Bates ed una meravigliosa Jessica Tandy protagoniste di un film intenso basato sui temi dell'emancipazione della donna, delle discriminazioni razziali e delle ingiustizie sociali, ma capace anche di una deliziosa ironia e di un certo humor "nero".
Giù applausi convinti per quest'opera prima di tal Tony Kaye: c'è il film che di tanto in tanto scivola nel didascalico, ma c'è anche e soprattutto la pellicola che scava senza retorica e demagogia nell'universo personale di uno dei tanti borderliner che punteggiano la periferia americana.
Il regista David Grieco e il suo protagonista, l'attore britannico Malcolm McDowell, hanno presentato alla stampa il film Evilenko: una storia ispirata alle gesta del serial killer ucraino Andrej Romanovic Chikatilo.
L'ennesima trasposizione cinematografica di un racconto o romanzo di Stephen King che vede come protagonista uno scrittore alle prese con i fantasmi che scaturiscono dal proprio lavoro.
Evilenko è un film che vive sì della grande performance di Malcom McDowell, ma che si rivela anche un'interessante e originale riflessione politica, sociale e psicologica.
dolorosa riflessione sul potere e sul grande prezzo da pagare per avere delle responsabilità, che spesso poi si rivelano più portatrici di oneri che di onori.
Campione d'incassi ad Hong Kong nel 2002, grande successo in tutta l'Asia e iniziatore di una trilogia che ha generato un sequel e un prequel, questo "Infernal Affairs" rappresenta sicuramente uno dei titoli più importanti del "nuovo" cinema cantonese.
Ritmo, qualità della messa in scena, padronanza tecnica, direzione degli attori, humor nero e continue trovate geniali fanno di 'Reazione a catena' un film memorabile. Qui si ri-inventa l'horror, lo si estremizza con gli eccellenti effetti gore, lo si spinge verso l'avanguardia.
Alcuni brani non sfigurerebbero come esempi scolastici di musica rock, ogni canzone è scelta per rappresentare un particolare genere musicale, andando a ricercare ove possibile i "maestri" o gli "inventori" di un certo suono.
Più che essere la colonna sonora del film omonimo, è lo spunto per creare un lungometraggio vagamente autobiografico, una sorta di mega-clip del disco.
La tematica del confronto culturale viene finalmente proposta in un interessante sprazzo di originalità, corrotto certo qua e là da trovate così concretamente realistiche da scadere facilmente nel volgare più gratuito.
Il film non ha molte più pretese di quante non ne avesse la serie animata che lo ha ispirato, sennonché il bambino di allora che oggi assiste alle avventure della Misteri e Affini resta attonito di fronte all'abissale pochezza del canide che ne è protagonista.
Rivive sugli schermi la grande storia d'amore tra Paride e la bella Elena: una storia che darà inizio ad una lunga guerra e soprattutto ad un attesissimo kolossal interpretato, tra gli altri, da Eric Bana, Orlando Bloom e Brad Pitt.
Un approccio molto moderno e personale, quello di Luna, che vede una fusione tra il documentarismo - con i contributi delle stesse donne che avevano offerto la loro testimonianza a Isabel Pisano, e la fiction - con le sezioni del film che vedono protagoniste Daryl Hannah e Denise Richards.
La graziosa regista spagnola Luna e la co-sceneggiatrice di 'Yo puta' hanno raccontato alla stampa la loro esperienza nel mondo della prostituzione.
Dopo la presentazione alla stampa del film "Valentin", il regista Alejandro Agresti e la protagonista Carmen Maura hanno risposto in modo esauriente alle domande dei giornalisti presenti.
Chissà se chi curò a suo tempo la compilazione di questo disco avrebbe mai potuto pensare che sarebbe rimasto nella storia come un "bignamino" dell'effervescente scena di Seattle.
Una colonna sonora praticamente perfetta per accompagnare la visione del film, e che al tempo stesso costitusce materiale per un CD da procurarsi se si vuole godere un ora di tranquillità, nello straordinario linguaggio della musica di qualità.
L'uscita nelle sale italiane de 'La passione di Cristo' spinge ad alcune riflessioni sulla rappresentazione della figura di Cristo nel cinema moderno.
De Oliveira sembra volerci dire che analizzando la storia umana è molto facile accorgersi dei grandi paradossi della nostra civiltà, soprattutto quando sono messi a nudo dalle semplici domande di una bambina curiosa.
Questo film segna il ritorno al cinema, dopo la trilogia dell'Anello, dell'americano di sangue danese Viggo Mortensen, al galoppo verso nuove mirabolanti avventure nell'arsura nel deserto arabico.
Di recente, abbiamo assistito a un ritorno in auge del cinema italiano, con un gran numero di film nelle sale, e soprattutto con produzioni di varia natura ma anche di qualità altalenante.
Un dolce, toccante "viaggio" autobiografico che ha i sapori e i colori di un'età irripetibile: questo è l'ultimo film di Alejandro Agresti, uno dei maggiori cineasti argentini contemporanei.
Non era impresa facile far rivivere Frida Kahlo in un film, eppure la regista Julie Taymor è riuscita ad equilibrare le esigenze narrative cinematografiche con il materiale storico e biografico a disposizione, senza sbiadire la figura dell'artista, ma riuscendo a raccontare abilmente la sua vita straordinaria ed uno stralcio di storia.
Un grande quadro, in cui troviamo un gran numero di elementi insoliti mescolati in una logica distorta e malata.
E' complesso penetrare l'intimità dello spettatore: questo film ha tutte le carte in regola per farlo.
La pellicola scritta da Mike White funziona come una bomba ad orologeria, è piena di piccole gag irresistibili, di un gruppo di divertenti ragazzini, di musiche straordinarie, e vive sullo stato di grazia di un indemoniato Jack Black.
In una piccola sala, nemmeno troppo piena, del cinema Plinius di Milano il regista torinese Marco Ponti risponde quasi intimidito alle poche domande dei giornalisti presenti.
Scandali, minacce, litigi, pentimenti, fulmini e morti improvvise durante la proiezione. Ma soprattutto tanta pubblicità e tanto merchandising. Cosa c'è dietro il film - fenomeno dell'anno?
Dopo Santa Maradona, ecco l'ennesima commedia sulle inquietudini generazionali di trentenni in fuga con l'aggiunta del colpo grosso a soluzione finale.
Un film coraggioso nello scegliere di mostrare elementi cupi e dark, dalle molte sottoletture, ma che non perde di ritmo e di mordente nel raccontare una grande avventura in grado di affascinare i più piccoli.
Un vero e proprio "caso" cinematografico, con una campagna pubblicitaria e mediatica senza precedenti: ma cosa c'è di concreto, oltre all'estremamente grafica odissea "gore-religiosa", in questo terzo film da regista di Gibson?
Un cinema che vola basso e si nasconde troppo spesso in un macchiettismo irritante e in alcune involontarie pretese simil-sociologiche sul nuovo femminismo e sulla crisi d'identità dell'uomo moderno.
Dopo il bellissimo e personale "PTU", Johnny To, coadiuvato da Wai Ka-Fai, torna a un cinema di stampo più commerciale, che tuttavia non manca di mostrare, in questo caso, spessore e buon senso dello spettacolo.
Le ambizioni di un giovane cronista di provincia, desideroso di lavorare nel mondo del cinema anche a costo di mille sacrifici e di umiliare sé stesso, vengono soffocate ben presto da una Hollywood che induce paura e, allo stesso tempo, rispetto.
'Fratelli per la pelle' è il classico film realizzato da chi si diverte a maneggiare la macchina da presa e lo fa con presenza di spirito, idee ed una straordinaria energia.