Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Perseguendo le unità aristoteliche di luogo e di tempo, Settembre rappresenta un interessante tentativo di contaminazione tra cinema e teatro, che contiene riferimenti sia filmici che letterari.
Sono i due ottimi protagonisti del film il motore esclusivo che traina la pellicola, più che il soggetto. Ma è un motore dagli elevati cavalli che permette al film di Frears di affrancarsi da alcune evidenti banalità e scontatezze e di mantenersi sempre su un discreto livello di godibilità.
Il film del regista ungherese si pone su molteplici piani di lettura, rendendone difficile un giudizio univoco e pacificante, ma non mostrando cedimenti al passare del tempo
La smisurata eloquenza di Fritz Lang e le idee di Thea von Harbou consentono a Metropolis di raggiungere l'apice assoluto nell'arte (non solo cinematografica) d'inizio Novecento.
Saw 2 rimane un giochino, niente di più. Ma è un giochino truculento e funzionale che non paga eccessivamente l'inevitabile pretestuosità di un sequel non previsto, migliorando con intelligenza le numerose pecche presenti nel precedente: la recitazione e la scrittura dei dialoghi in modo particolare.
Proprio quando la piccola Eliza sta per raggiungere la finale nazionale, la sua famiglia sembra cedere di schianto alle tensioni e all'incomunicabilità. Toccherà a lei, con la sua abilità nell'uso delle parole, tentare di ricomporre l'unità perduta.
La zona morta è uno dei più riusciti romanzi di Stephen King, autore plurisaccheggiato da cinema e televisione. Cronenberg ne realizza un film penetrante e ipnotico, meno personale e immediatamente riconoscibile, ma sicuramente affascinante da riscoprire
Il regista newyorchese e la sua nuova musa a Roma per presentare alla stampa il nuovo film Match Point, dal 13 gennaio nelle sale italiane.
Posto come pretesto narrativo una presunta veridicità del film 'Il laureato', Rob Reiner costruisce una commedia patinata e poco credibile, che trae i suoi unici spunti d'interesse da un cast ottimamente assortito.
Il mondo di Videodrome è un universo instabile e terrificante, un circo catodico programmato per soggiogare le menti dei milioni di telespettatori americani, o solamente per condurli alla follia.
Intervista alla conduttrice radiofonica di "Platinissima", reduce dall'esperienza di doppiaggio per il film P3K - Pinocchio 3000 in cui presta la voce alla fatina.
Nelle intenzioni, una rivisitazione in chiave moderna della fiaba sempreverde di Collodi. Nei fatti, un film che ammicca ai bambini di oggi, barattando pagine di alta letteratura con le nuove tecnologie
Quarto potere desta ammirazione, meraviglia e quella sorta di stordimento che sempre si prova al cospetto delle opere d'arte di cui si avverte che sanno comunicare ed esprimere persino al di là dell'esprimibile.
In un periodo florido per il fantasy cinematografico, il regista di Shrek porta sullo schermo il primo libro del ciclo di C.S. Lewis: risultato positivo per un film solido e godibile nonostante le due ore e venti di durata.
La tragedia classicamente articolata in tre atti ci presenta, alternando momenti di una bellezza assoluta ad altri pressochè inutili, un film che parla di cinema e sul cinema in modo appassionato e preciso.
Incontro con i principali artefici di "Ti amo in tutte le lingue del mondo", ultima fatica del regista/attore toscano
Pieraccioni si evolve (in meglio) per questa nuova strenna natalizia, pur conservando tutti i suoi clichè di sempre
Un'opera sicuramente valida, in grado di stupire ed emozionare, che raramente annoia nel vero senso del termine, ma che è purtroppo infarcita di tanti piccoli difetti, per quanto tutti figli dell'amore del regista per il suo soggetto.
207 minuti suddivisi in due DVD, della durata rispettiva di 2 ore e di un'ora e mezza. Questo è No direction Home: più di un semplice documentario o del rockumentary già sperimentato con L'ultimo valzer, un'opera musical-cinematografica travolgente e intensa che racconta Robert Allen Zimmerman universalmente conosciuto come Bob Dylan.
Mancano le grandi emozioni, un coinvolgimento emotivo che avrebbe potuto rendere questa pellicola qualcosa di più che una splendido affresco da ammirare in maniera distaccata.
Il 2005 sarà forse ricordato come l'anno della morte del Papa, ma anche della divisione tra Boldi e De Sica le due istituzione della post-commedia all'italiana.
Cronenberg si insinua tra le pieghe della fantascienza colta New Wave utilizzandone le convenzioni per perseguire una poetica, come in altri casi, assolutamente personale.
Rob Marshall a Roma per presentare il suo Memorie di una geisha, tratto dal celebre romanzo di Arthur Golden.
Il suo volersi posizionare al di fuori di certi circoli intellettuali unito alla sua naturale inclinazione verso il cinema di genere ne fa un regista perennemente in bilico tra l' "autore" all'europea e l' "uomo di cinema" all'americana.
Attualmente ci sono pochi esempi di poetica cinematografica coerente nell'espressione e nei contenuti. Cronenberg, al contrario, si manifesta.
Lo Spettacolo, il cinema, di cui King Kong tutto è riflesso e metafora, altro elemento nodale di quegli anni, altro tema centrale di un film immortale.
Il folgorante esordio di Ridley Scott, debitore eterno di Spielberg e di Kubrick.
La metamorfosi esteriore, nelle pellicole di Cronenberg, si muove sempre parallelamente a quella interiore dei suoi protagonisti.
L'aldilà, datato 1981, è probabilmente il film manifesto di Lucio Fulci e di un certo modo nostrano di interpretare i generi ??" l'horror su tutti ??" in un periodo storico che ha portato al nostro cinema una celebrità all'estero che oggi giorno, dopo un lungo ed ipocrita oscurantismo, tutti si affrettano a cavalcare e riscoprire.
Tratto dall'omonima opera del mangaka Santa Inoue, The Neighbor no. 13 è un horror-psicologico di notevole impatto visivo. Più che nel plot infatti, l'efficacia di questa pellicola risiede proprio nelle scelte registiche dell'esordiente Yasuo Inoue.
Un grande, stralunato ed emozionate affresco di un'umanità variegata e complessa, tanto più simile emotivamente e interiormente quanto più differenziata in apparenza da fattori come età, stato sociale o altro ancora
Xiaoshuai realizza il suo film più personale, raccontando una storia che nasce dalle sue esperienze e dai ricordi rimasti più vivi.
Un film ha il dovere parlare a tutti, non solo agli entusiasti di una saga letteraria. O almeno deve tentare di farlo. E Newell con Il calice di fuoco fallisce soprattutto in questo.
Mr. and Mrs. Smith è il tentativo ben riuscito di costruire un film romantico sullo sfondo, quasi un pretesto, di un film d'azione. La storia di due persone che combattono per essere una coppia, per raccontarsi ogni giorno una bugia di meno e scoprire i veri motivi per cui rimanere insieme.
Una commedia elegante e misurata, con un tocco leggerissimo, che soffre però di un'eccessiva convenzionalità di sceneggiatura che finisce per farle perdere credibilità.
Lo scopo dichiarato di Black è rendere omaggio ai romanzi pulp che leggeva da bambino, intento che traspare subito dalle immagini del film: ma l'umorismo sferzante tipico dello sceneggiatore/regista è, per il film, un valore aggiunto.
Broken Flowers non è il miglior film di Jarmush, ma è un'opera imperfetta ma emozionante, in grado di regalare momenti altissimi di cinema.
Un lungo faccia a faccia con il regista canadese, il cui ultimo lavoro, A History of Violence, uscirà in Italia tra poche settimane.
Dopo il successo di 'Saw - l'enigmista' è in arrivo il sequel diretto da Darren Lynn Bousman: ma 'Saw 2 - la soluzione dell'enigma' inizialmente doveva essere un altro film...
Il neorealismo si manifestò, nelle sue opere maggiori, nella qualità di un nuovo modo di intendere la comunicazione cinematografica, che facesse piazza pulita delle convenzioni che avevano dominato, per un ventennio, la produzione filmica dell'epoca fascista.
Tecnicamente nella media, inutilmente patinato a tratti, ma sempre privo di eleganza, visiva e narrativa, senza ironia, creatività e personalità, e cultimante in un colpo di scena surreale quanto prevedibile, dubitiamo che 'Il nascondiglio del diavolo' possa interessare anche gli appassionati del genere a cui appartiene.
Germania anno zero ha fatto da fondamenta al cinema moderno e, assieme, ha istituito la nozione di autore così come è stata intesa dalle generazioni artistiche del dopoguerra.
Un film che, sebbene inspiegabilmente sfortunato al botteghino d'oltreoceano, ha in realtà tutte le carte in regola per diventare un vero e proprio classico del cinema d'azione e fantascientifico.
La Factory Besson prosegue imperterrita nel produrre titoli dalla caratterizzazione post-cinema per modalità narrativa ed intrattenitive, come a voler decretare una prematura fine del racconto per immagini tradizionali.
Laddove 'Gli Incredibili' aveva portato i benefici dell'animazione 3D ad una tecnica narrativa e visiva tradizionale, gli autori di 'Chicken Little' sono riusciti a trasmettere i lati negativi dell'animazione tradizionale al 3D.
I maestri del cinema horror al Torino Film Festival a testimoniare la vitalità del genere e della TV stelle e strisce.
Pochi film sanno ipnotizzarci e portarci a riflettere sul nostro stare nel mondo, su quello che è e quello che potrebbe essere; L'ignoto spazio profondo è uno di essi.
Il regista tedesco ha presentato a Roma, dove ha incontrato la stampa, la sua irriverente e irresistibile commedia che prende in giro la cultura ebraica.
Dani Levy, regista e autore della sceneggiatura, non possiede la raffinatezza e lo stile di Woody Allen, ma firma una commedia degli equivoci godibile e senza pause, pervasa da un leggero e spudorato senso autoironico.
Prima di Old Boy e delle altre pellicole che compongono l'ormai nota "trilogia della vendetta", Park Chan-Wook ha magistralmente diretto questo thriller giudiziario, adattamento del romanzo DMZ, di Park Sang-yun.