Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Malone avrebbe potuto premere ancora di più il pedale del terrore e dello splatter, mostrato assai poco, ma quasi sempre suggerito, non senza un certo gusto per le belle immagini, la pellicola mantiene alto il livello della suspence fino alla fine e qualche sobbalzo dalla sedia ce lo fa fare
Una sezione in fermento vorticoso, quella denominata Panorama, a Berlino 2006. Ricca, varia, spiazzante e dalle molteplici identità per un edizione che conta numerosi titoli di grande interesse.
Il giovane attore californiano racconta la sua esperienza con Sam Mendes per 'Jarhead', in uscita il 17 febbraio
Non poteva certo mancare la messa in scena di una casa stregata in questo polittico di racconti dell'orrore. Peccato che le buone premesse di questo episodio vengano spesso facilmente a dissolversi nei circa cinquanta minuti di durata del film
Il suo è un cinema denso di intimismo, e così come nell'uomo Kitano convivono diverse anime apparentemente dissonanti, è inutile sorprendersi di altrettanta varietà nelle sue pellicole.
L'amore e l'attrazione nel film di Harper sono dati, non richiedono didascalie eccessive, né ginnastiche corporali. Usciamo, incontriamo qualcuno ed improvvisamente la nostra vita muta, qualunque sia la direzione di questo cambiamento.
Coscarelli sa mantenere viva l'attenzione per tutta la durata del suo mediometraggio e costruisce una vicenda che più che sul lato horrorifico colpisce su quello psicologico e metatestuale. L'impatto con quel determinato tipo di scene che prevedono eccessi di violenza, crudeltà e spargimenti di sangue sono limitati.
L'IFFR (International Film Festival Rotterdam) è turbinoso, è graticolare, è a domino infinito. Il catalogo ha quasi 500 pagine, i film ??" tra corti e lunghi e video e documentari e retrospettive e omaggi - sono centinaia, le repliche, per fortuna, si sommano a loop.
Sono ventisei i film che tra pochi giorni rappresenteranno il piatto forte della 56° edizione del Festival Internazionale di Berlino, di cui diciannove ufficialmente concorrerano al concorso ufficiale con in lizza l'ambito Orso d'oro 2006. Analizziamo la situazione più nel dettaglio.
Poca originalità, qualche incoerenza, sprazzi di noia, ma soprattutto niente horror: sicuramente migliore come regista che come sceneggiatore, Garris cerca inutilmente di imprimere vivacità a un prodotto che, più che aromatico come il cioccolato, sembra avere il sapore inconsistente dell'acqua.
Azzeccato ritorno sullo schermo di Claudio Bisio, che insieme ad un intraprendente esordio di Sigon alla regia e alla straordinaria (in tutti i sensi) partecipazione di Ernest Borgnine, confeziona uno spaghetti-noir incisivo e gradevole
Incontro con una coppia insolita e vulcanica: Claudio Bisio ed Ernest Borgnine presentano 'La cura del Gorilla', nuovo film del cabarettista di Zelig
Il regista polacco ci racconta cosa l'ha spinto a voler realizzare questo film e coglie l'occasione per esprimere tutta la sua preoccupazione verso un mondo sempre più dominato dal cinismo.
Dietro una trama ingarbugliata e priva di fascino, si nasconde una riflessione, più o meno lucida, ma troppo spesso risolta con uno sterile scambio di battute, su tutta una serie di temi che vanno dalla disillusione degli ideali alla religione come moda, dal cinismo degli sgambetti politici al diritto all'eutanasia.
Nel suo secondo film della quadrilogia del viaggio, il regista accumula esperienza, affinando la regia, acuendo ed enfatizzando i sentimenti, che appaiono più marcati rispetto al precedente Marrakech Express
"Non bastano tutti cammelli del deserto per comprarti un amico" Con questa frase che già in sé rivela il significato e l'essenza stessa del film, si apre Marrakech Express, il primo lungometraggio della quadrilogia del viaggio di Gabriele Salvatores
Film-scandalo di Cannes 2005, questa seconda opera del messicano Carlos Reygadas si contraddistingue per la pura e programmatica volontà di provocare: questo intento toglie forza alla narrazione, e rende il film niente più che un vuoto esercizio di stile.
Interessantissima variazione sul tema "coppia borghese in crisi con arrivo di incomodo terzo estraneo a metterli mette di fronte alla loro essenza", The Door in the Floor mette in scena la rappresentazione, vissuta e messa in scena dagli stessi protagonisti, di un'indefinibile malattia dei sentimenti.
'Bambi II', a dispetto del titolo originale, non è un seguito del lungometraggio del 1942, ma un'estensione dello stesso: non c'è un'evoluzione della storia, ma un ampliamento di alcune situazioni.
Semplice ed entusiasta, come nella migliore tradizione dei giovani registi horror americani, con Eli Roth l'impressione è che non esista la barriera tra intervistatore e intervistato.
Volendo perdonare le pecche della sceneggiatura, resta intatto il genio di Jane Austen, e il fascino di una storia d'amore che non ha bisogno di manipolare i sentimenti dello spettatore per coinvolgere perché ha autenticità, intelligenza e spessore da vendere.
Lontano da oramai troppo tempo dagli schermi delle nostre sale, con Cigarette Burns John Carpenter ha regalato un piccolo gioiello a quanti erano in crisi d'astinenza dal suo cinema.
Bertrand Blier mette in scena una prorompente e disinibita Monica Bellucci, in una commedia dolceamara alquanto insolita per i canoni del cinema francese.
L'infanzia e i pericoli che la minacciano rappresentano un'ossessione per il regista spagnolo Jaume Balaguerò che, come dimostrano anche le sue due precedenti pellicole, ha intrapreso un percorso di esplorazione delle molteplici forme attraverso cui il male si può scatenare contro di essa.
Perché portare ancora una volta al cinema la pagina più vergognosa della Storia recente? Ce lo spiegano lo stesso regista, il protagonista Marcell Nagy ed un commosso Ennio Morricone, autore della colonna sonora
Una delle testimonianze più significative del risveglio cinematografico spagnolo, con la sua originalità sia dal punto di vista registico che da quello della storia in sé, che promuove l'esordiente Balaguerò come un regista da tenere d'occhio.
Jim Carrey continua ad alternare pellicole più autoriali e di spessore ad altre in cui prevale il gusto scanzonato ed anarchico degli esordi: qui il soggetto viene da un vecchio film del 1977, ma il risultato è invero piuttosto anonimo.
Sotto il sole delle Bahamas, le avventure di quattro amici alla ricerca di tesori sommersi che finiscono per ritrovarsi alle prese con pericolosi trafficanti di droga. Un film balneare che insegue la complessità ma trova solo confusione.
Nudità, maternità, politica. Svariati gli argomenti toccati dalla Bellucci alla presentazione del suo nuovo provocante film. Ed è, come al solito, un evento
Quasi impeccabile dal punto di vista strutturale e formale quindi, Munich dimostra però tutta la sua importanza nell'analisi dei temi che tratta.
In occasione del restauro de L'armata Brancaleone, parlano in conferenza stampa Monicelli e il team coinvolto nel lavoro.
Un interessantissima guida al cinema dei mostri giganti, dal Mondo perduto a King Kong, nell'ultimo dossier di Nocturno Cinema.
Gli Stone sono la classica famiglia da commedia americana di costume: buoni senza essere degli angeli, comici senza paura del ridicolo, imperfetti ma fondamentalmente sicuri di sé come famiglia, ritrovati nella loro tipica casa dal décor tradizionalmente pacchiano raccolgono le fila del discorso e, annualmente, fanno il punto della situazione.
Banale la messa in scena, insopportabile il solito "montaggio paura", inascoltabile la traccia sonora, assolutamente ridicola la sceneggiatura che annaspa paurosamente prima di una conclusione dalla pretestuosità quasi inammissibile.
Nell'affrontare l'attentato terroristico del 72 a Monaco, Spielberg ha seguito il suo personale approccio emotivo alla vicenda, concentrando la sua attenzione sull'effetto che quella tragedia ha prodotto sugli uomini che l'hanno portata a compimento.
L'adattamento di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen ad opera del regista Joe Wright, ancora poco conosciuto agli amanti del grande schermo, che costituisce la seconda trasposizione cinematografica del romanzo (il primo film risale al 1940, ad opera del regista Robert Z. Leonard), preceduta anche da diverse serie televisive.
Ang Lee, con la rappresentazione dell'esplosione di un sentimento amoroso tanto inatteso quanto intenso, scardina la visione romantica del Far West e smonta definitivamente la mitologia del cowboy.
La premiata ditta fratelli Vanzina, ci riprova ancora. Dopo gli sbiaditi ritorni dei vari Mandrake e Monnezza, rispolvera per l'occasione anche l'Abatantuono originale per Eccezzziunale... veramente - Capitolo secondo... me.
La sessantatreesima premiazione dei Golden Globe assegnati dall'HFPA lancia definitivamente I segreti di Brokeback Mountain come candidato ultra-favorito per gli Oscar.
La rivisitazione del mito della bella e la bestia vive in King Kong tra momenti terrificanti, geniali intuizioni tecniche e un senso di magnificazione dell'avventura. Elementi questi che fanno del film un momento indimenticabile nella storia del cinema.
Autore di soli quattro (splendidi) film in oltre trent'anni, Malick ci propone nel suo ultimo lavoro fortissimi elementi di continuità con la sua opera precedente, così come stilemi e riflessioni che, in parte, se ne discostano
Sotto l'egida di un estasiato Quentin Tarantino, il giovane Eli Roth ha presentato alla stampa americana il suo Hostel: ultraviolenta pellicola gore prossimamente in arrivo anche sui nostri schermi.
Inizia un nuovo anno di cinema ed ecco il consueto appuntamento con quello che vedremo nel 2006, riproponendo la solita suddivisione tra cinema americano, italiano e resto del mondo.
Il sesso è da sempre una delle fissazioni di Woody Allen, così come la psicanalisi, il jazz, l'ebraismo e New York.
Se i limiti cinematografici del film sono tanti, segnanti ma forse perdonabili, sono quelli etico-morali ad affossare definitivamente questa pellicola più che trascurabile.
Se il personaggio di Malick, come il suo film, è circondato da mistero, ciò che è invece chiaro e manifesto all'occhio interessato è il potere evocativo del suo cinema.
Raramente nell'ultimo decennio le opere di Woody Allen sono state così "cinematografiche" o hanno potuto godere di una direzione degli attori così attenta o di una struttura narrativa così bilanciata.
40 anni vergine è più di quel che sembra: il sesso è visto con una naturalezza e una tenerezza che sono anni luce dalla malizia e dalla volgarità maschilista che troppo spesso caratterizza questo genere.
Moretti è alla costante ricerca della ricomposizione del processo artistico-produttivo cinematografico: egli è attore, regista, produttore, esercente, organizzatore di festival in cui si premiano attori e film.
La filosofia, l'estetica e il cinema. Tre elementi differenti, tre aspetti di una sola mente, tre anime di un solo uomo. Park Chan-wook.