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Suggestivo nella messa in scena, grazie anche alla dura bellezza dei luoghi in cui è ambientato, emozionante per le situazioni rappresentate e coinvolgente per le emozioni che riesce a trasmettere, '8 amici da salvare' è sicuramente ben riuscito ed efficace.
Una delicata commedia di formazione. Un gustoso tuffo nel mondo della disco music anni '70. L'occasione di vedere un film con protagonisti afroamericani che non rubano, non spacciano crack e non dicono mai "motherfucker".
Dopo il passaggio all'ultimo Future Film Festival, arriva nelle nostre sale il discusso cartoon Terkel.
Film che sublima la categoria del brutto per assurgere ad uno status del tutto autonomo, Basic Instinct 2 rappresenta, all'inverso per la Stone, quello che il ritratto rappresentava per Dorian Gray.
Moll costruisce un'inquietante storia imperfetta, un sofisticato thriller psicologico tanto rigoroso dal punto di vista formale, quanto acrobatico in termini di sceneggiatura.
Groning si ostina a volerci offrire quest'illusione di realtà pura (ma il montaggio e i succitati primi piani ci mettono un niente a spezzarla), ci fa entrare nel monastero, ma non dentro i suoi abitanti.
Dal 10 al 25 marzo si è svolta la 24esima edizione: quindici giorni pieni di tutto ciò che il mercato di genere offre al momento e ha offerto nel recente passato.
Un progetto televisivo che ci dà l'occasione giusta per riflettere sul "nuovo" corso del cinema argentiano. Che comincia a non piacerci più.
La rivincita dei trentenni ancora legati al cordone ombelicale, in un quadro ipocrita e pretestuoso della middle class americana
Steve Martin resta uno dei volti più "plastici" della commedia statunitense, ma l'anonimità della regia e una sceneggiatura troppo esile fanno mancare un reale collante in grado di unire una serie di gag tutte uguali.
Moretti ci mette dell'autobiografico, ma lo fa con sobrietà e classe, disseminando il percorso esistenziale del protagonista di sottolineature di rara struggenza e sincerità, riuscendo perfino a commuovere senza cadere nella retorica o nella banalità.
Wong sembra aver fatto tesoro dell'esperienza di Final Destination 2, e quindi rispetto al suo precedente film si è positivamente alzato il tasso di splatter, nonché di ironia.
Un cocktail esplosivo, a metà strada tra la commedia sofisticata e quella svitata, tra i film di Lubitsch e quelli di Cukor. Il riso si mescola ad una profonda attività d'interpretazione in una pellicola che può essere letta a vari livelli senza che per questo perda vitalità.
La seconda sfida di Hitchcock nei confronti delle tecniche e delle leggi che il cinema impone ai registi; è un tentativo, più che ben riuscito, di fuggire dai dogmi limitanti della tradizione hollywoodiana per sperimentare un cinema puro.
Un film profondamente imperfetto, lontano dall'immagine che ne avevano sia regista che produttore; fallisce nella scelta di sembrare britannico a tutti i costi.
Capolavoro indiscusso del cinema di tutti i tempi, è un film che costringe alla riflessione e alla totale rivalutazione delle certezze più intime; un film che mette in crisi ogni preconcetto, ogni acritica visione della vita.
La fama de Il cameraman ha seguito le alterne fortune del suo mattatore, Buster Keaton che, con il sonoro cominciò a perdere importanza tanto da esser via via dimenticato.
Diciannove anni dopo Io ti salverò, Hitchcock rispolvera la tematica psicologica, anche se, in questa pellicola, in maniera molto più complessa.
Più che una caccia al ladro è una caccia allo scapolo; alla suspense poliziesca si sostituisce una suspense sentimentale. La glaciale bellezza di Grace Kelly diventa veicolo di suspense, una suspense che si tinge di un inaspettato erotismo.
"Notorious è la quintessenza di Hitchcock, è rimasto straordinariamente moderno, dopo vent'anni. Contiene poche scene ed è di una purezza magnifica; è un modello di come dovrebbe essere costruita una sceneggiatura"(F. Truffaut)
Il giudizio severo di Truffaut su questo film ne dimentica l'importanza di nella carriera del maestro. E' a partire da questo film, non certo un capolavoro, che prenderà forma il modello di donna algida, protagonista fissa dei film della maturità.
Il sospetto è la prima parabola di Hitchcock sull'amore e il sospetto, le due forze perennemente in contrasto nel cinema del maestro.
Nonostante la prevedibilità dello script, l'elegante regia di John McNaughton contribuisce a creare una confezione piuttosto suggestiva, soprattutto nella prima parte del film.
Divertente horror-parodia su un camionista assassino ed un maniaco autostoppista. Un vero e proprio duello tra leggende metropolitane che scuote continuamente i ruoli di vittima e carnefice; chi vincera?
Non è solo uno dei film più apprezzati, ma è anche il primo che ha dato adito a interpretazioni sessuali. Compaiono le bionde, per la prima volta: il modello di bellezza perfetta che giungerà a compimento grazie a Grace Kelly e a Tippi Hedren. E l'ossessione comincia.
Terzo episodio della serie Masters of Horror, Dance of the Dead di Tobe Hooper si avvale di una messa in scena suggestiva e di immagini forti, che non mancano di suscitare disagio nello spettatore.
Nonostante alcuni limiti, il film di Dante si rivela corrosivo e diretto, nella sua denuncia contro l'attuale governo americano, ma anche emozionante e commovente.
Una manciata di regole sottende al progetto dei Masters of Horror: tutte le pellicole sono mediometraggi di un'ora circa senza particolari limiti sotto il profilo del sangue e degli orrori mostrati. Sesso, belle donne e tanta musica i contorni ideali.
Sick girl, almeno in tutta la sua prima parte, assume i tratti della commedia mordace. E ci presenta un personaggio femminile insolito per un genere, quello dell'horror, che tende a volte a prendersi spesso troppo sul serio.
Robert Altman monta una farsa strepitosa che fa leva sul diffuso sentimento di rigetto di gran parte del popolo americano nei confronti della guerra del Vietnam e sceglie di puntare il dito sul passato per andare a colpire il presente.
Ha un tocco leggero, divertito e quasi mai compiaciuto, l'esordio alla regia di Franco Nero, immerso nel sole di un paesino della Calabria tra le note del blues che unisce i destini dei suoi due protagonisti.
Mentre il 31 marzo prossimo quasi cinquecento schermi italiani saranno invasi dalle gesta della rediviva Catherine Tramell alias Sharon Stone, la diva arriva a Roma per incontrare la stampa italiana.
La recente "riscoperta" del musical da parte di Hollywood prosegue con questo The Producers, che ben media tra l'umorismo sopra le righe di Mel Brooks e l'estetica dei classici del genere.
La leggenda vivente della commedia USA ha incontrato la stampa in occasione del lancio del film di Susan Stroman, da lui scritto e prodotto
Chi lascia la strada vecchia per la nuova conosce la tranquillità che lascia e non sa che il terrore è dietro l'angolo. Il secondo film di Wes Craven bissa, con la solita cattiveria e con un tocco di barbarie in più, la foga sperimentale del precedente L'ultima casa a sinistra.
Nel suo tripudio di spari-mostri-esplosioni-zombi, Doom rappresenta un più che discreto esempio di cinema d'evasione, che si concede anche di più in termini di crudezza ed emoglobina rispetto alla media dei prodotti analoghi.
Ninotchka vive nel mito della prima (o presunta tale) risata sul grande schermo della "divina" Greta Garbo. Ma al capolavoro di Ernst Lubitsch sono legati anche curiosi aneddoti e segreti risvolti.
Besson fallisce clamorosamente, forse abbacinato dalla splendida Rie Rasmussen, forse preso dall'ansia di dire troppe cose tutte insieme.
L'ultimo spensierato sussulto prima della Seconda Guerra Mondiale, con un capolavoro della sophisticated comedy che si fa beffe del comunismo e delle debolezze umane.
Una conferenza stampa piuttosto breve ma ricca di spunti interessanti, quella seguita alla proiezione di Forever Blues, esordio alla regia di Franco Nero.
Un lungo passo a due nel delirio tra uno squilibrato travestito da barbagianni e un'intrepida eroina. Piume finte d'uccello e cadaveri dissezionati nel ruolo di protagonisti non richiesti, aprono il sipario su un'orripilante messinscena della follia. Deliria è uno dei migliori horror all'italiana di sempre.
Grosse novità in casa Nocturno Cinema. Il celebre mensile nato nel 1994 per esplorare approfonditamente il cinema italiano di genere, si trasforma con sedici pagine in più ed una nuova rivoluzionaria veste grafica.
Fellowes dirige con diligenza, senza particolari mancanze ma anche senza alcun guizzo illuminante, affidandosi a un cast eccezionale e a una scrittura attenta, profonda e sensibile.
Sembene, il nome più importante del cinema africano moderno, fa del suo nuovo film un intenso manifesto femminista, scegliendo di denunciare e condannare duramente la Salindé, uno dei rituali più crudeli della sua società.
Carlo Verdone si è lasciato coinvolgere dall'analisi dei rapporti sociali, dimenticando per un attimo quei personaggi che lo hanno reso famoso, per incontrare il suo giovane alter-ego Silvio Muccino, in possesso della follia e instabilità dei ventenni.
I due protagonisti dell'ultima commedia di Carlo Verdone parlano con la stampa milanese de 'Il mio miglior nemico': interviene anche il produttore Aurelio De Laurentiis
Come tanti horror adolescenziali, potrebbe anche essere un film simpatico se non fosse che manca parecchio di originalità, attinge a piene mani da capolavori del passato, puntando così a colpire solo un pubblico di giovani horror-fan.
Un verdetto inaspettato quello che incorona Crash miglior film del 2005, considerando I segreti di Brokeback Mountain aveva trionfato in tutti i precursori, oltre al Leone d'oro veneziano.
L'AMPAS, che non ha mai premiato i suoi capolavori, si ravvede in tempo per onorare il regista di Kansas City con un meritatissimo Oscar alla carriera
Hubert Sauper racconta una terrificante, beffarda, cinica realtà in un documentario costruito attorno ad una incisiva allegoria. Dal 10 marzo nelle sale