Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Un'originale e affascinante riflessione sulla fede e sula riflessione, ma è nell'humor nero graffiante e dissacrante che risiede la vera forza del film di Jensen.
Un boccheggiante ritratto di giovani che sognano di cambiare il mondo, anche se ormai sanno già di aver perduto.
Bassetti vorrebbe affondare nel sociale, porne in evidenza le contraddizioni, ma si limita a farci un giro in superficie, procedendo per coppie oppositive: ricchi/poveri, monologhi/silenzi, genitori sbagliati/figli ribelli, razzisti estremisti/tolleranti caritatevoli.
Un film visivamente bello , con due protagonisti belli, e una bella storia d'amore. Ma Arturo Bandini non abita qui.
Una linea retta e prevedibile, al di fuori degli schemi tradizionali, che non convince proprio per quel suo aspetto sperimentale che si compiace dell'utilizzo della macchina da presa allo scopo unico di non produrre emozioni.
Un thriller estremamente banale e prevedibile tanto nel soggetto quanto nello sviluppo, con situazioni che non potranno non evocare, anche negli spettatori meno attenti, sensazioni di deja vu.
Un incontro con la grande attrice italiana in occasione dell'edizione di Europacinema che celebra la sua carriera
La splendida attrice messicana ha presentato a Roma il film che uscirà venerdì 28 aprile per Moviemax
Superando l'ovvio sottotesto del rapporto tra tradizione e rinnovamento nella società cinese, il film di Jin Yaqin si regge su un equilibrio encomiabile e non scade mai nel patetico, quanto meno in un minimalismo eccessivo.
Nonostante la buona recitazione di tutti gli interpreti, la sostanziale coerenza narrativa e la regia attenta e sempre in equilibrio tra i vari registri affrontati, il film suona spesso manierato e poco autentico.
Con l'uscita di The Fog, ennesimo rifacimento di una pellicola che ha segnato la storia dell'horror anni '80, si impone una riflessione generale sul fenomeno dei remake, che negli ultimi anni ha raggiunto dimensioni prima inimmaginabili.
Tra i migliori film presenti nella Competition del Festival di Berlino 2006, 'Isabella' ha ottenuto un meritato Orso d'Argento per la miglior musica, ma non si è contraddistinto solo per la colonna sonora.
Un film che quindi si muove sul confine tra thriller e horror, attento a bilanciare le atmosfere e tecnicamente di buona fattura: la regia offre gli spaventi che ci si può aspettare nella prima parte, e tiene la tensione alta nella seconda.
Il film si avvale di una struttura molto classica, è supportato da una narrazione attenta e abilmente in grado di gestire i momenti di maggiore partecipazione emotiva.
Ben confezionato, ma freddo e poco coraggioso, 'Rischio a due' risulta una visione piacevole, nonostante non lasci molto allo spettatore.
Traffico bloccato, centinaia di fans in delirio, eppure fino all'ultimo momento la presenza del protagonista era in dubbio. Ma Tom non delude e si mostra disponibile come sempre.
Il cattivo uso del digitale rappresenta uno dei più gravi problemi del film, poichè la sensazione di "costruito" finisce per impedire anche una fruizione ottimale delle molte sequenze d'azione, dando la sensazione di assistere a un videogioco giocato da qualcun altro.
L'apertura del Far East Festival di Udine è dedicata a Takashi Miike, che ha presentato in anteprima assoluta il suo 'Imprint'.
I film da prendere in giro non mancano e anche l'esilissimo plot che viene creato ha una sua originalità; quello che viene a mancare sono proprio le occasioni per far ridere.
Byambasuren Davaa dipinge la storia con poesia e potenza visiva, avvalendosi di un'ottima fotografia che rende giustizia alle affascinanti pianure della Mongolia.
I presupposti per un successo annunciato ci sono tutti: i valori dell'amicizia e della famiglia, i problemi che coinvolgono l'ambiente, il rischio di estinzione di alcune specie, e tanta tanta ironia.
La regista si muove tra i giovanissimi ballerini con destrezza mentre esplode la danza ed è brava a coglierne i pensieri più intimi con una delicatezza esemplare
Il Silent movie di Mel Brooks è un viaggio nostalgico ed esilarante lungo il viale del tramonto del cinema moderno. Con i mezzi del cinema muto, i grandi attori del presente e i continui fuochi d'artificio di gags d'altri tempi.
Una trasposizione che non riesce a trasmettere quell'umanità e quella drammaticità che hanno fatto di Rent un musical tanto speciale e tanto amato.
Un grido di allarme potente e rabbioso, evocativo ed onirico sull'inferno di una quotidianità nulla, irraccontabile ed irraggiungibile.
In attesa dell'ufficializzazione della presentazione internazionale al prossimo festival di Cannes, Marco Bellocchio presenta alla stampa romana il suo nuovo film Il regista di matrimoni.
Per quanto sia stato nelle intenzioni dei creatori realizzare un prodotto diverso dai lungometraggi d'animazione internazionali, il film di Camillo Teti e Victor Rambaldi si presenta lontano ancora anni luce dagli esiti raggiunti da diversi studi di animazione inglesi, giapponesi, francesi e americani.
'Se solo fosse vero' è una commedia che, pur sfociando nel soprannaturale, si presenta come la più classica tra le storie d'amore, gradevole ma non troppo.
Gli estremi del titolo sono, in primis, le tre parti dell'Estremo Oriente da cui provengono i registi che hanno partecipato al progetto: Takashi Miike, Fruit Chan e Park Chan-wook.
La cura dei dettagli prevale sulla storia, e la sensazione di già visto affiora in molti momenti.
Va a indagare nel cuore nero del mondo dello spettacolo, il nuovo film di Atom Egoyan: False verità è un noir che mostra l'ovvio, ma sempre efficace, contrasto tra il pubblico e il privato delle star, tra l'apparenza luminosa dello star system e il suo lato oscuro.
Alessandro Siani non cede alla tentazione di interpretare sè stesso, ma ha l'umiltà di mettersi al servizio del film e della storia, riuscendo a renderla autentica nonostante la semplicità (o forse banalità) eccessiva.
Il film si va a collocare nella tradizione estetico-tematico-formale della commedia nera inglese, e che anzi fa di quella tradizione il suo primo e principale punto di riferimento.
Alessandro Siani ed il cast di 'Ti lascio perchè ti amo troppo' hanno incontrato la stampa della propria città in occasione della presentazione del film.
Sembra essere la saturazione visiva la principale carta giocata da questo Running, film d'azione "alla moda" diretto da Wayne Kramer: una caratteristica che stordisce all'inizio, ma che poi viene rapidamente a noia.
Sabine Azéma, protagonista di Incontri d'amore in questi giorni nelle sale, incontra la stampa romana.
L'argomento avrebbe richiesto un'audacia maggiore, ma i Larrieu sono decisi a raccontare una storia volgare cercando di non farla passare per tale.
Il nuovo film con il duo televisivo ' Luca & Paolo' pecca di presunzione, cercando di percorrere strade diverse senza portarne a temine nessuna, rivelandosi infine un ibrido con poco da dire
'Tristano e Isotta' spreca molte delle frecce al proprio arco finendo per essere una via di mezzo tra un film d'avventura e un melodramma storico, la dimensione mitica del racconto persa tra le nebbie inglesi.
Zathura è un film gradevole, divertente e tecnicamente ben realizzato che, sebbene non offra nulla di nuovo al genere sci-fi, sa mantenere il giusto ritmo e il necessario impatto emotivo per tutta la durata della pellicola, risultando un prodotto credibile e godibile non solo per i bambini.
Un film dall'aspetto curatissimo che, grazie anche ad un'intelligente sceneggiatura, riesce a dare ai giovani protagonisti e alla loro vicenda un buon spessore.
Donaldson racconta con uno stile assolutamente classico, non solo la storia del suo personaggio, ma soprattutto la sua America e cioè quella filtrata dall'immaginazione sognate di un regista australiano che non rinuncia ad elogiarne il suo mito fondativo.
Quel che manca al remake di 'Fog' è l'atmosfera che rendeva il film di Carpenter suggestivo, sinistro ed avvincente: un dettaglio fondamentale che fa la differenza tra una vera ghost story ed un inutile videoclip da grande schermo.
Terkel miscela - in modo esasperato ed estremo - situazioni ascrivibili al dramma scolatisco e atmosfere proprie dell'horror-thriller, cariche di venature splatter e cinico-sarcastiche, nella migliore tradizione impartita da Simpsons e South Park
Incontro con Luca (Bizzarri) e Paolo (Kesissoglu), mattatori del piccolo schermo che sbarcano, per la terza volta, nelle sale, con una commedia thriller tratta da una storia vera.
Impeccabile per regia, sceneggiatura e interpretazioni, Inside Man travalica il genere e si fa riflessione su realtà e finzione, su apparenza e sostanza. Sul racconto e sul raccontare in senso ampio.
Miike tira i nodi al pettine di una nostra contemporaneità bacata e sanguinante. E nel mettere in scena un americano stanco che torna su un'isola giapponese alla ricerca di una sua vecchia fiamma, taglia i ponti con tutti, da una parte all'altra dell'oceano.
Bukowski ispira, nel bene e nel male, una pellicola di indagine nel mondo sotterraneo dell'american's dream, che non sfrutta appieno le sue potenzialità, pur offrendoci un Matt Dillon in stato di grazia.
Offre un discreto spettacolo, questo 'Solo due ore', supportato dall'indubbia perizia tecnica di un regista come Donner; ci si chiede però se nel 2006 ci sia ancora la necessità di un action movie identico a decine di altri.
Nella terza avventura l'inossidabile Hunt affronterà l'incarico più delicato della sua carriera e della sua esistenza, cercando di salvare la vita della sua compagna