Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Il divertissement landisiano coglie nel segno, e grazie alla professionalità del suo autore riesce a intrattenere con stile e mestiere.
Un set, quello del film di Petersen, non certo tranquillo e movimentato da numerosi incidenti, alcuni dei quali accaduti a Josh Lucas.
Una versione in celluloide molto fedele al romanzo di Dan Brown ma priva di passione e di ritmo, che non riesce ad avvincere quanto il racconto da cui è tratta.
Il regista e le sue magnifiche protagoniste hanno risposto alle domande dei giornalisti, nella giornata che incorona Volver favorito
Vivace, sognante e divertente per una quattordicenne, Aquamarine può essere comunque sopportato da un pubblico adulto, e per film di questo tipo si può considerare già un risultato apprezzabile.
Almodóvar torna a colorare con Volver un mondo di donne straordinarie, e come sempre il suo sguardo è penetrante ma eccezionalmente lusinghiero nei confronti dell'altra metà dell'universo.
L'operazione "4-4-2" riesce soprattutto nelle intenzioni, mettendo in luce come il "gioco più bello del mondo" sia universale, esente da razzismi e da classismi, e foriero di emozioni vere e primordiali.
Il cast al gran completo (ma manca Dan Brown) si presenta alla stampa alla vigilia della prima mondiale dell'attesissimo blockbuster
Non solo Il Codice da Vinci, accolto gelidamente, nella giornata di apertura del cinquantanovesimo festival di Cannes, ma anche un film collettivo e celebrativo su Parigi e il controverso film cinese Summer Palace, censurato in patria.
Manca ormai poco all'uscita di Superman Returns, la pellicola firmata da Brian Singer che riporterà sugli schermi l'amatissimo supereroe più volte sfruttato dall'industria cinematografica.
L'edizione numero 59 del Festival di Cannes è alle porte e anche quest'anno Movieplayer.it non mancherà l'appuntamento, cercando di seguire tutto l'umanamente seguibile in un festival che si preannuncia di difficile decodifica.
In occasione dell'uscita in dvd di Jarhead di Sam Mendes, Jamie Foxx racconta la sua esperienza sul set e la sua visione sui marine.
Riscopriamo insieme i numerosi protagonisti della comic saga il cui terzo episodio è in uscita il 26 maggio
In arrivo il terzo episodio della comic-saga dedicata ai mutanti della Marvel.
Free Zone è già tutto se stesso in questi primi minuti di musica e pianosequenza. Per questo abbiamo scelto di parlarvi solo di questo: delle piccole cose sono metafora delle cose grandi.
La proposta di far uscire il nuovo film di Alex Infascelli esclusivamente in DVD tramite il canale editoriale è innovativa e provocatoria. Ma potrà mai eliminare del tutto la crisi del mercato cinematografico e la magia della proiezione in sala?
In questo 'Una top model nel mio letto', Veber punta innanzitutto a intrattenere, a offrire al pubblico una commedia vivace, dal ritmo incalzante e dalle situazioni potenzialmente "esplosive": un risultato, in definitiva, raggiunto senza troppi affanni.
Poco o nulla da rilevare nè nello svolgimento piatto e prevedibile della trama, nè dal punto di vista delle interpretazioni, nè tantomeno per l'impianto tecnico/visivo: un film da dimenticare.
Il casting e la lavorazione del film più chiacchierato del 2006.
C'è qualcosa di innegabilmente nuovo o rinnovato nell'estetica della violenza che permea il film di Rob Zombie, rendendolo sporco e malsano come nient'altro possa capitare di vedere attualmente.
Regista e cast di 'Tre giorni d'anarchia' raccontano la non facile realizzazione del film
Un caldo e appassionato affresco storico che, se riletto in chiave metaforica, lascia trasparire la realtà odierna; ricorda molti momenti della vita politica italiana quando ci si batteva per un Paese diverso.
Gitai ha presentato alla stampa romana il suo ultimo lavoro, un intenso road movie al femminile
Il regista presenta il suo film, tratto da uno dei romanzi più famosi e controversi della letteratura araba
Il film di Benadhj non convince perché manca di un pathos emotivo che travolga, resta ingrigito dal grigiore che racconta e non fa mai esplodere i suoi personaggi.
Bubble racconta di solitudine ed emarginazione, dell'instabilità mentale da esse alimentata, che cova dentro di noi e che si scatena a volte, per via di banalissimi detonatori esistenziali.
Per la 59ma edizione del Festival di Cannes saranno ventiquattro le pellicole presentate alla sala Debussy del Palazzo del Cinema, dal 1978 tradizionale teatro della sezione Un Certain Regard, l'interessante selezione parallela al concorso ufficiale in cui si incrociano gli sguardi di giovanissimi e più maturi cineasti provenienti da ogni angolo del pianeta.
In contrasto con una fotografia grigia e dalle luminosità naturali e con le vicende spesso drammatiche che interessano i protagonisti, 'Una cosa chiamata felicità' è un inno alla speranza mai morta.
Tra l'amore e la morte c'è di mezzo una guerra da combattere con un Napoleone d'assassinare. In fin dei conti si tratta di danzare con se stessi e con i malumori di coppia. Come sempre nel cinema di Woody Allen.
Il mondo è un'illusione creata dalle forme e dai colori che l'uomo manipola a sua immagine e somiglianza. E questa illusione non può essere riprodotta tecnologicamente se non distruggendo la stessa natura umana. Un moderno romanzo per immagini firmato Wim Wenders.
Un incontro con il regista di 'Two Sisters' e 'Bittersweet Life' nell'ambito del Samsung Korea Film Fest
La macchina da presa s'inchioda su cadaveri e ferite, anche solo suggerite, con la stessa accuratezza con la quale racconta dettagli architettonici e controluce da premi fotografici. Regia scarna su dialoghi essenziali, a evidenziare emozioni che travolgono il quotidiano e conducono a morte certa i protagonisti
Ichi the killer è un film complesso e di non facile digeribilità; la chiave ironica e il disturbante iperrealismo con cui ci viene raccontata questa storia regala un'indagine di estrema acutezza sulle possibili sfaccettature della natura umana.
Semplicità è una parola che si avverte quasi la necessità di ripetere continuamente parlando di questo film, espressione che non va però confusa con banalità o monotonia, che al contrario non sono accostabili al lavoro di Yamashita Nobuhiro.
Film garbato ma deciso allo stesso tempo, che coniuga ottimamente le tematiche e la sensibilità di un certo cinema extra-europeo con i tempi e i ritmi dei canoni del nostro occidente ormai assuefatto alla quasi sincopatura di sequenze e battute.
Libero De Rienzo, regista e sceneggiatore al suo esordio, insieme a Elio Germano e il resto del cast del film a Roma per presentare Sangue - La morte non esiste.
Sangue è un guazzabuglio di idee più o meno riuscite, un'opera scomoda su argomenti tabù che non trovano quasi mai voce nei circuiti tradizionali che ha il merito di parlare un linguaggio altro rispetto al solito.
'I tuoi, i miei e i nostri' è una commedia del tutto innocua, con un umorismo principalmente visivo e farsesco che suscita ben poche risate e raramente si eleva dalla piattezza del già visto.
Non ci sono colpi di genio nel film di Rossi Stuart, ma è un film sincero, spigoloso, non indulgente, emblematico di un certo malessere della nostra società, e, soprattutto, costruito su un perfetto equilibrio di toni che ci evita quei fastidiosi scivoloni nel dolore melodrammatico autocompiaciuto.
Un film che pur con alcuni evidenti problemi cinematografici, stupisce per la mescolanza di registri da commedia, dramma e giallo ma soprattutto per la sfrontatezza e l'efficacia con le quali mette in scena una storia che è (fin troppo) chiaramente metaforica di un paese che viene sconvolto dagli avvenimenti che sta vivendo.
Abrams ha realizzato un film fortemente personale, persino (da certi punti di vista) autoriale, e lì dove la sua mano ed il suo stile sono più evidenti ecco che il film vive i suoi momenti migliori.
Presentato a Viareggio l'Orso d'oro 2006, che sarà distribuito in Italia dall'Istituto Luce
Dopo la proiezione del classico 'La famiglia', Ettore Scola si concede agli addetti ai lavori per la sua lezione di cinema
Kim Rossi Stuart si presenta in gran forma alla conferenza stampa per la presentazione del suo toccante esorduio alla regia
Un incontro con il maestro dell'erotismo che rivela una grande cultura cinematografica e idee tutt'altro che scontate.
Si è chiusa sabato 29 aprile, in un Teatro Nuovo come sempre gremito in ogni sua parte, l'ottava edizione del Far East Film Festival, grande rassegna dedicata al cinema orientale con sede a Udine.
L'esordio di Park Gwang-hyun ha vinto il Far East ed è stato un grande successo in patria: un risultato che premia l'afflato poetico e la grande carica emozionale che permeano il film, contemporaneamente credibile e fiabesco senza essere mai retorico.
L'appuntamento con l'horror del Far East Film conferma uno stato di impasse del genere nelle cinematografie asiatiche.
Un prodotto che si stacca da un concetto di cinema stagnante, in una stagione fortunata e vitale che sembra, incrociando le dita, dare nuova linfa alla nostra boccheggiante industria di celluloide.
Un'improbabile storia di riscatto umano e sociale dai bassifondi di Manhattan fino ai lucidi parquets delle sale da ballo. Curioso mix dalla trama classica ma dall'ambientazione e dallo stile particolari, che però stenta a decollare.