Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Il film di Sarah Polley è un gioiello di sensibilità e sincerità, capace di raccontare una storia a forte rischio di pietismo con una ricchezza, una grazia e un equilibrio davvero sorprendenti.
E' palese il tentativo di Madonna di disintegrarsi in tanti piccoli pezzi che vadano a germogliare come semi in ogni singolo aspetto della sua pellicola, dai personaggi, alla storia, fino alle musiche.
Approda nel capoluogo tedesco la vera star di questa edizione della Berlinale, che presenta il suo debutto in un lungometraggio con 'Filth and Wisdom'.
Il documentarista Errol Morris, operando una scelta che muove non poche perplessità, decide di dar voce ai soldati americani coinvolti nell'indagine successiva alla pubblicazione delle foto di Abu Ghraib.
Conferenza di presentazione berlinese per Sparrow, il nuovo gangster-movie firmato dal regista di Election.
Il regista di tanti drammi dolorosi e toccanti presenta a Berlino Happy Go-Lucky, una trascinante commedia sull'entusiasmo per la vita.
Nell prima parte del concorso internazionale si fa notare, oltre ai soliti Paul Thomas Anderson e Mike Leigh, il sorprendente film iraniano The Song of Sparrows. Deludono Coixet e To.
Incontro con il documentarista premio Oscar, che offre, nel suo ultimo lavoro, un punto fdi vista inedito sugli abusi perpetrati dai militari americani sui prigionieri di Abu Ghraib.
Il miglior cinema americano sembra inequivocabilmente tornare indietro nel tempo e Anderson si adegua portando in dote la sua innata abilità narrativa e uno sguardo che lascia il segno.
Pellicola dal doppio registro, comico e drammatico, e dall'animo innocente come i personaggi che insegue, The Song of Sparrows fa della quotidianità più semplice una melodia dal gusto dimenticato che è un piacere tornare ad assaporare.
Fireflies in the garden ripropone, non sappiamo quanto consapevolmente, modi e forme tipici della grande tradizione melodrammatica degli anni '50 - '60 incentrata su conflitti familiari e drammatici contrasti.
Un incontro con Antonello Governale, direttore dell'innovativo doppiaggio italiano realizzato per l'atteso reality-horror firmato da Jaume Balaguerò e Paco Plaza.
Ben Kingsley e Penelope Cruz provano a districarsi in questo orizzonte di luci e ombre che fa da sfondo al difficile rapporto tra i due personaggi e la chimica tra i due sembra reggere finché l'ombra straziante della malattia non oscura il rigore della storia.
Non c'è Julia Roberts, ma partecipano alla conferenza di presentazione del film di Dennis Lee Willem Dafoe, Ryan Reynolds e Hayden Panettiere.
La regista e i due interpreti accompagnano alla Berlinale 2008 il film tratto da 'L'animale morente' di Philip Roth.
Damian Harris sembra privo dello spessore e dell'esperienza necessari a sostenere fino in fondo una pellicola che punta dichiaratamente a uno status di film di denuncia dal taglio impegnato e indipendente, ma che di fatto snocciola le sue tesi già acquisite in partenza generando principalmente tedio.
Sylvester Stallone incontra la stampa romana per la presentazione del film in cui torna a vestire i panni del leggendario ex berretto verde.
Tra colpi di scena lasciati troppo a bollire e personaggi che entrano ed escono dalla narrazione con colpevoli lacune in sede di scrittura, il film si propone come un thriller dal mancato appeal che fa strisciare sottotraccia un discorso già stantio sul sistema corrotto di valori della nuova Russia.
A quattro anni da L'uomo senza sonno, Brad Anderson regala il suo nuovo thriller alla 58. edizione del festival di Berlino. Sir Ben Kingsley lo accompagna in conferenza.
Il regista sbarca a Berlino in compagnia dello straordinario interprete e racconta la genesi del suo ultimo, applauditissimo lavoro.
Shine a Light è forse il primo film con protagonisti ultrasessantenni che riesce a travolgere per la sua carica energica, un lavoro che mostra come passione e talento possano trasformarsi in un elisir di lunga vita.
Il regista e la leggendaria band rock presentano il loro film/concerto alla stampa internazionale del Festival di Berlino 2008.
I Rolling Stones più Martin Scorsese, non poteva esserci inizio migliore per questo 58° Festival Internazionale di Berlino. Ma come sempre c'è anche spazio per film e autori meno noti grazie a Panorama e alle tante sezioni collaterali.
Un film insincero, che mette tantissima carne al fuoco e lo fa male, con l'unico scopo di drammatizzare situazioni cui avrebbe giovato una maggior semplicità di narrazione e di messa in scena.
Il regista e il protagonista dell'attesissimo action triller hanno incontrato i media in occasione del lancio della pellicola in cui compaiono anche Samuel L. Jackson e Jamie Bell.
Tante idee e tanto talento, e una realizzazione sontuosa, per una pellicola che sfiora soltanto l'eccellenza, perché, se è vero che ad un tempo intrattiene e stimola la riflessione, pecca forse di eccessivo sarcasmo e di troppo poco cuore.
Slade si allinea al generale indurimento della produzione horror mainstream non risparmiandosi in quanto a sangue e efferatezze, ma al suo film mancano tensione, soluzioni visive extrascenografiche e picchi d'intensità.
Moretti è splendido ed unico interprete possibile di una storia che per la regia si affida alla mano sapiente di Grimaldi, occhio esterno su un film che trova così un equilibrio talmente perfetto che ci lascia abbandonare ad una emozione sobria, ma intensa.
Il giovare regista debuttante incontra la stampa romana accanto alle interpreti del suo film.
Il film di Emanuele Barresi ci parla di una provincia spesso trascurata, di un mondo di piccoli artisti improvvisati, di attori passionali ma squattrinati, di un mondo dal lavoro precario e incerto, di affetti semplici e genuini.
E' affollata la presentazione romana di Caos calmo, a qualche giorno dalla prima berlinese dell'attesa pellicola di Antonello Grimaldi con Nanni Moretti.
Un documentario troppo parlato, noiosamente didascalico, che si coccola il suo protagonista senza però coglierne l'essenza, riducendolo un po' troppo semplicisticamente a simbolo.
La domanda da farsi è infatti come rappresentare oggi disastri e minacce, come raccontare una storia di questo genere dopo tutto quello che i media hanno proposto e riproposto a partire da quel fatidico giorno di più sei anni fa. La risposta è appunto, semplicemente, Cloverfield.
LaGravenese ritenta la strada da regista dopo Freedom Writers, ma i toni sobri e educati della sua scrittura si tramutano in una regia tremendamente piatta e totalmente priva di ritmo.
Versione cinematografica cartoonesca ma lontanissima dalla semplice e spassosa comicità del fumetto originale, 'Asterix alle Olimpiadi' cerca e non trova una risata scontata e demenziale.
Il cast del film arriva nella Capitale per presentare le nuove avventure dei forzuti eroi del villaggio gallico.
Fedele a molti dei tratti cari al suo cinema, dal tema dell'ossessione allo smascheramento di una certa società borghese, con questo film Chabrol si insinua nell'ambiguità e nelle diverse venature del desiderio e della perversione, sia maschili che femminili.
Si sa ormai cosa aspettarsi, da un film della serie di Saw. Tuttavia, nonostante l'inizio di usura della formula, alcuni elementi di novità salvano questo episodio dalla sindrome del già visto.
Inizia il conto alla rovescia verso il 24 febbraio, e il vantaggio di Non è un paese per vecchi sembra farsi incolmabile, anche se Il petroliere ha conquistato lo stesso numero di candidature.
Una storia di crescita e di vecchiaia, di malattia e morte, di ambizioni cristallizzate, con due adulti quarantenni danneggiati, 'crisalidi', con una propria maturità non raggiunta.
Inevitabile una certa banalità d'impianto, il film di Reiner ha l'enorme pregio di cercare di parlare, nel mondo della grande produzione degli studios, a un pubblico vastissimo di un tema quasi tabù.
Un film a misura di bambino e di chi, già cresciuto, vuole farsi catturare per un po' dai sogni della propria infanzia, quando era normalissimo dialogare anche con un orso di peluche.
Purtroppo il film di Lizzani non va molto oltre il merito di affrontare una storia così losca, ma non si affranca mai da un eccessivo didascalismo e paga lo scotto di un casting alquanto deficitario.
La narrazione segue il ritmo dell'avvicendarsi delle stagioni, i paesaggi, resi straordinariamente vividi da un'animazione accuratissima, traducono in immagini i sommovimenti degli animi scossi dalle passioni adolescenziali.
L'idolo degli adolescenti incontra la stampa in occasione del film che rappresenta il suo debutto alla regia.
Il film racconta un'adolescenza opulenta e monocorde, di una medietà talmente smaccata da non essere rappresentativa di nulla, nemmeno di quella Roma bene viziata e qualunquista che Moccia ama raccontare con un descrittivismo vuoto e frivolo.
Il variegato programma di questo decennale della kermesse ha proposto un buon livello complessivo delle opere presentate, con almeno un paio di titoli che ci hanno sorpreso per quanto hanno saputo dire attraverso l'animazione o i prodigi digitali.
Al Future Film Festival, il team Pixar racconta la genesi di Lifted e di Your Friend the Rat, gli ultimi, esilaranti cortometraggi animati dello studio.
Il documentario corre veloce verso il finale mantenendosi perfettamente in linea col mood americano, quell'ottimismo talmente solido che spesso rischia di essere scambiato per superficialità.
La nuova creatura degli autori dei due L'era glaciale approda in anteprima, con un filmato di 22 minuti, al Future Film Festival di Bologna.