Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Un film su cui pesa la totale assenza di suspence: la dimensione del thriller non funziona, i brividi scarseggiano, la tensione cede spesso e volentieri il passo alla noia, e gli effetti speciali non sono così mirabolanti come ci si aspetterebbe.
Il concorso della kermesse bolognere prosegue con pellicole vigorose e toccanti; accanto ad esse, anteprime di rilievo sul fronte fuori concorso, come Alien vs. Predator 2 e il nuovo lavoro degli autori de L'era glaciale.
Seconda giornata di lavori all'insegna del cinema nipponico, dai sentimenti shojo ai blockbuster live action. Ma arriva anche il delicato film di animazione spagnolo Nocturna.
Ben presto la sensazione del già visto attanaglia lo spettatore senza abbandonarlo fine alla fine: la mancanza di originalità una complessiva debolezza dello script,rappresentano le pecche principali di un lavoro troppo poco incisivo.
Tradizionale ormai l'appuntamento del Future Film Festival con la fabbrica dei miracoli cinematografici di George Lucas che ha appena celebrato il suo trentennale.
Una commedia sentimentale brillante intessuta nella trama di un romanticismo senza tempo che sa essere del tutto moderno.
'L'incubo di Joanna Mills' è costantemente in bilico tra realtà e visioni, ma non riesce ad ottenere un risultato interessante da questa continua fusione di piani narrativi.
Manca la verve e il materiale narrativo sufficiente per un intero film e i continui show dei tre scoiattoli sono davvero duri da digerire anche per lo spettatore più disponibile.
Primi vagiti all'insegna del Sud America per il festival bolognese alla sua decima edizione: e arriva subito una piacevole sospresa.
L'ingenuità del voler farsi portavoce di troppi malesseri costa cara al film, che troppo spesso si perde in microstorie che distolgono dal suo cuore, da quel rapporto che sta malinconicamente affondando ed è pronto a riempirsi i polmoni d'aria prima di lasciarsi vincere dall'oscurità delle onde.
Il punto di vista di una donna su quegli anni raccontato attraverso la figura di un'altra donna, messo in scena attraverso il desiderio di vivere le passioni senza titubanze e di affrontare le conseguenze e le sconfitte delle proprie battaglie.
Il regista del film, in uscita il 18 gennaio, presenta la pellicola alla stampa in compagnia delle due protagoniste.
Un emozionato Banfi ha incontrato la stampa romana per presentare l'atteso sequel della storica commedia L'allenatore nel pallone.
Un'operazione che si discosta totalmente dal celeberrimo primo capitolo, connotandosi come un blockbuster all'italiana, che strizza l'occhio al lato più prettamente commerciale della scia di uno dei più solidi e riusciti film di genere degli anni '80.
Approda anche in Italia il successo delle feste in USA: protagonista e regista lo presentano alla stampa della Capitale.
Nick Cave e Warren Ellis di nuovo insieme per un OST, quello del film di Andrew Dominik, caratterizzato da archi, pianoforti e una leggiadria di fondo lontana dalle sfuriate ritmiche di Grinderman e Bad Seeds.
Attraverso una serie infinita di luoghi comuni, personaggi e situazioni al limite del macchiettistico, il film della Comencini assume più le sembianze di un atto dovuto e perbenista che come il frutto di un vero sentimento di indignazione nei confronti del razzismo, quello vero.
Il film di Lawrence converte ogni riflessione dubitativa e ogni concezione relativista in un monolitico e testardo aggrapparsi all'assolutismo etnocentrista della cultura conservatrice contemporanea.
Nella vita non è sempre tutto bianco o nero... esistono le sfumature. Parola di Cristina Comencini, che presenta il suo nuovo film, una commedia sull'amore tra uomini e donne di razze diverse con Fabio Volo e Ambra Angiolini.
Gillespie va oltre la rappresentazione lieve di una nevrosi: coinvolge nella favola di metamorfosi ed evoluzione tutta una cittadina che dopo l'incontro con Bianca pare risvegliarsi e far emergere problemi sotterranei, conflitti irrisolti, vuoti del cuore.
Il flop de La bussola d'oro fa tremare la New Line e Hollywood s'interroga: le potenzialità commerciali del fantasy sono già esaurite?
Zombie re-inventa il classico di Carpenter da un lato attraverso un'impronta stilistica matura e consapevole, dall'altro fornendo a Micheal Myers un volto e un background socio-culturale.
Non è un capolavoro, non spaventa e non stupisce, ma gli elementi della storia sono tenuti insieme con compattezza grazie al leitmotiv dell'autoironia dei vari personaggi.
Qualche anticipazione sulle uscite più attese dei prossimi mesi per l'inizio di un nuovo anno che si preannuncia ricco come mai.
Un'analisi della rosa dei possibili candidati nelle quattro categorie attoriali, alla luce degli ultimi sviluppi della stagione degli awards.
Sonorità folk acustiche e niente grunge per l'album di Eddie Vedder, soundtrack ideale per il film di Sean Penn.
Per apprezzare questo film ci si deve calare nello spirito sudamericano, nelle sue coloriture a volte grottesche, nei simbolismi, in quelle che, agli occhi di un europeo, possono sembrare forzature che non sfigurerebbero in una telenovela.
Cronaca di un incontro romano con il regista britannico e la nostra Mezzogiorno per il lancio del film tratto dal romanzo di Gabriel García Márquez.
Il mondo di Bee Movie sa troppo di plastificato, di antropomorfico, di già visto e anche l'animazione non raggiunge i livelli che ci saremmo potuti attendere dalla DreamWorks.
La pietà è l'unico lato umano mostrato dalla diffidente Roma, definita terza protagonista della storia, e mostrataci in un bianco e nero commovente attraverso stradone vuote, simbolo della vuota umanità del Neorealismo.
trent'anni dal primo Halloween di Carpenter ecco che arriva il remake targato Rob Zombie. Il divertimento è assicurato.
Ancora più azione e divertimento, inseguimenti, codici da decifrare, eventi storici occultati dal tempo da portare alla luce, alla scoperta di un nuovo inestimabile tesoro.
Tra scaramanzie, frecciatine e belle donne è stato presentato a Roma 'Natale in crociera', il 25mo film natalizio prodotto da De Laurentiis. Il cinepanettone 2007 è servito, con tanti auguri dalla casa.
Un brusco e ulteriore passo indietro per Pieraccioni, che come comico è indiscutibilmente bravo ma che come regista, nonostante gli incassi da capogiro, non ha saputo confermare e rafforzare nel tempo la brillantezza degli esordi.
Dalla commedia leggera al thriller d'autore, dal fantasy ai sentimenti: anche sotto l'albero il cinema accontenta tutti.
Un fantasy all'insegna del divertimento; nonostante non riesca mai a creare un respiro epico e memorabile, la pellicola è certamente superiore agli altri prodotti del genere visti negli ultimi anni.
La bella esordiente Laura Torrisi insieme all'inseparabile duo Ceccherini-Papaleo al 'rovinafamiglie' Gabriel Garko hanno accompagnato il buon Pieraccioni alla presentazione del suo nuovo attesissimo film.
Questa volta la ditta Christian De Sica - Neri Parenti ci porta a trascorrere le feste al largo dei Caraibi.
Intenso e commovente, Caramel culla lo spettatore con la sua dolce melodia e lo trasporta in una sorta di piccola fiaba kitsch piena di energia e di solarità.
David Cronenberg sbalordisce per la densità e l'asciuttezza con cui ci racconta questo dramma costruito su inquadrature statiche dall'enorme peso specifico e da una classicità chirurgica del montaggio che gli fornisce una forza insormontabile.
La bionda attrice texana approda nella capitale per presentare uno dei film più attesi delle feste, in cui veste i panni di doppiatrice. Con lei il regista Simon J. Smith, il collega Jerry Seinfeld e il produttore Jeffrey Katzenberg.
L'attore, alias Agente 47, è passato per Roma per promuovere il film di del Xavier Gens e ci ha raccontato come è riuscito a "imparare ogni singolo modo per uccidere un uomo"!
Continuiamo ad esaminare i titoli passati in concorso durante la recentissima kermesse piemontese: una selezione ridotta ma davvero di qualità.
Accompagnato da continue raffiche di armi automatiche e da fragorose da esplosioni, l'Agente 47 riesce parzialmente a compiere la sua prima missione cinematografica in una pellicola all'insegna del puro intrattenimento.
Una prima disamina sulle novità della gestione morettiana, che sacrifica in parte lo sforzo retrospettivo per rinvigorire la sezione del concorso.
Scorre come una musica dolce la storia tra Lei e Lui, cominciata per caso tra le corde di una chitarra e trascinata dal tubo di un aspirapolvere rotto, tra frasi non dette e carezze negate, tra sguardi appassionati, dolci abbracci e lunghe passeggiate in moto verso il mare.
In equilibrio tra il film di genere e il fumettone, Triplice inganno resta mediamente fedele all'originale, a volte con eccessi d'enfasi nei dialoghi che rimangono empaticamente ai margini.
Secondo il loro creatore, le fatine al loro debutto al cinema potrebbero rappresentare un'autentica concorrenza per la casa di John Lasseter.
Bentivoglio scava con malinconia nel passato e ci imbocca di immagini dal sapore agrodolce e di un umorismo tragico, dipingendo una galleria bizzarra ed umana di sognatori precocemente appassiti e perdenti che non sanno più dove cercare riscatto.
Mai la brutalità si trasforma in melodramma, anche e soprattutto grazie alla magistrale, cinica interpretazione di una giovane bravissima attrice, presente in ogni inquadratura, in ogni tassello, in ogni fotogramma di questo moderno esperimento di pop-art.