Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Cronaca di un incontro romano con il regista britannico e la nostra Mezzogiorno per il lancio del film tratto dal romanzo di Gabriel García Márquez.
Il mondo di Bee Movie sa troppo di plastificato, di antropomorfico, di già visto e anche l'animazione non raggiunge i livelli che ci saremmo potuti attendere dalla DreamWorks.
La pietà è l'unico lato umano mostrato dalla diffidente Roma, definita terza protagonista della storia, e mostrataci in un bianco e nero commovente attraverso stradone vuote, simbolo della vuota umanità del Neorealismo.
trent'anni dal primo Halloween di Carpenter ecco che arriva il remake targato Rob Zombie. Il divertimento è assicurato.
Ancora più azione e divertimento, inseguimenti, codici da decifrare, eventi storici occultati dal tempo da portare alla luce, alla scoperta di un nuovo inestimabile tesoro.
Tra scaramanzie, frecciatine e belle donne è stato presentato a Roma 'Natale in crociera', il 25mo film natalizio prodotto da De Laurentiis. Il cinepanettone 2007 è servito, con tanti auguri dalla casa.
Un brusco e ulteriore passo indietro per Pieraccioni, che come comico è indiscutibilmente bravo ma che come regista, nonostante gli incassi da capogiro, non ha saputo confermare e rafforzare nel tempo la brillantezza degli esordi.
Dalla commedia leggera al thriller d'autore, dal fantasy ai sentimenti: anche sotto l'albero il cinema accontenta tutti.
Un fantasy all'insegna del divertimento; nonostante non riesca mai a creare un respiro epico e memorabile, la pellicola è certamente superiore agli altri prodotti del genere visti negli ultimi anni.
La bella esordiente Laura Torrisi insieme all'inseparabile duo Ceccherini-Papaleo al 'rovinafamiglie' Gabriel Garko hanno accompagnato il buon Pieraccioni alla presentazione del suo nuovo attesissimo film.
Questa volta la ditta Christian De Sica - Neri Parenti ci porta a trascorrere le feste al largo dei Caraibi.
Intenso e commovente, Caramel culla lo spettatore con la sua dolce melodia e lo trasporta in una sorta di piccola fiaba kitsch piena di energia e di solarità.
David Cronenberg sbalordisce per la densità e l'asciuttezza con cui ci racconta questo dramma costruito su inquadrature statiche dall'enorme peso specifico e da una classicità chirurgica del montaggio che gli fornisce una forza insormontabile.
La bionda attrice texana approda nella capitale per presentare uno dei film più attesi delle feste, in cui veste i panni di doppiatrice. Con lei il regista Simon J. Smith, il collega Jerry Seinfeld e il produttore Jeffrey Katzenberg.
L'attore, alias Agente 47, è passato per Roma per promuovere il film di del Xavier Gens e ci ha raccontato come è riuscito a "imparare ogni singolo modo per uccidere un uomo"!
Continuiamo ad esaminare i titoli passati in concorso durante la recentissima kermesse piemontese: una selezione ridotta ma davvero di qualità.
Accompagnato da continue raffiche di armi automatiche e da fragorose da esplosioni, l'Agente 47 riesce parzialmente a compiere la sua prima missione cinematografica in una pellicola all'insegna del puro intrattenimento.
Una prima disamina sulle novità della gestione morettiana, che sacrifica in parte lo sforzo retrospettivo per rinvigorire la sezione del concorso.
Scorre come una musica dolce la storia tra Lei e Lui, cominciata per caso tra le corde di una chitarra e trascinata dal tubo di un aspirapolvere rotto, tra frasi non dette e carezze negate, tra sguardi appassionati, dolci abbracci e lunghe passeggiate in moto verso il mare.
In equilibrio tra il film di genere e il fumettone, Triplice inganno resta mediamente fedele all'originale, a volte con eccessi d'enfasi nei dialoghi che rimangono empaticamente ai margini.
Secondo il loro creatore, le fatine al loro debutto al cinema potrebbero rappresentare un'autentica concorrenza per la casa di John Lasseter.
Bentivoglio scava con malinconia nel passato e ci imbocca di immagini dal sapore agrodolce e di un umorismo tragico, dipingendo una galleria bizzarra ed umana di sognatori precocemente appassiti e perdenti che non sanno più dove cercare riscatto.
Mai la brutalità si trasforma in melodramma, anche e soprattutto grazie alla magistrale, cinica interpretazione di una giovane bravissima attrice, presente in ogni inquadratura, in ogni tassello, in ogni fotogramma di questo moderno esperimento di pop-art.
Tutto è così tragicamente realistico, da sembrare fittizio. Lo shock straziante di una realtà così violenta ha desensibilizzato la comune percezione dello spettatore e offuscato la distinzione tra vero e falso, storia e affabulazione, gioco e guerra.
Arriva il lungometraggio delle Winx, calibrato esclusivamente su un target preadolescenziale, che poco ha da dire, sul piano della fruizione in sala, ad un pubblico anche solo di poco più maturo.
Il film, pervaso da un tragicomico humour francese, dipinge a piccoli tratti, come su uno dei quadri del protagonista pittore, un rapporto d'amicizia che emoziona come una storia d'amore.
In 'Boygirl - Questione di sesso', Hurran cerca di usare la commedia di ambientazione scolastica per approfondire le insicurezze e le paure dell'adolescenza, ma non riesce a coglierne gli aspetti più profondi e quindi ad essere efficace nel suo intento.
Ossessionato dalla paura di aderire a un punto di vista piuttosto che a un altro, Chouraqui annega in un pedante accademismo senza respiro finendo per dimenticare l'essenza stessa del cinema senza per questo proporre uno strutturato discorso documentaristico.
Lo strano rapporto tra un attore ebreo e Hitler in una Germania nazista caricaturale e tentativamente ironica: la domanda che sorge dopo la visione di Mein Führer è se si possa ridere, sorridere, riflettere, sul nazismo con un film del genere.
Ci si chiede quale fosse la necessità di realizzare questo sequel, che non sa offrire nulla più della storiella sulla scorta con tutti i risvolti politically correct dietro ogni discorso o immagine che mendica il consenso del pubblico.
Il debutto nel lungometraggio di Claudio Cupellini sorprende per il tocco delicato e leggero col quale tratta una storia buffa che offre numerosi spunti di riflessione.
Vaughn è un perfetto antieroe che sa divertire e commuovere. È impossibile non immedesimarsi nei suoi continui errori e non affezionarsi ad un antagonista-protagonista che in fondo nasconde un profondo affetto da donare agli altri.
E' piuttosto lunga e variegata la lista tra i film che si contenderanno le nomination al più prestigioso tra gli Academy Awards. Ecco un primo sguardo alla gara di quest'anno.
Richard Taylor, direttore della Weta di Peter Jackson - fiore all'occhiello dell'industria neozelandese - racconta i lavori in corso sul secondo episodio de Le cronache di Narnia.
La regia di George Hickenlooper è sporca e intensa, le immagini sono graffiate e i colori ricordano il torbido cromatismo delle pellicole anni '60-'70, come per voler riprendere proprio lo stile filmico di Warhol che cercava di esprimere l'autenticità del cinema rivelandone i difetti.
In arrivo in sala la commedia sentimentale al gusto inconfondibile di cioccolata per la regia di Claudio Cupellini.
Per le musiche dell'ultimo blockbuster di casa nostra è stato chiamato un promettente compositore appena trentenne, che vi facciamo conoscere.
Un incontro con l'autore dell'apprezzatissimo Il bosco fuori, occasione per riflettere sul passato e sul futuro (si spera) del cinema di genere.
Un film poco pubblicizzato destinato a diventare un piccolo cult, The Matador può contare sulle pregevoli performance di Pierce Brosnan e Greg Kinnear che lo rendono oltremodo ironico, sopra le righe e cinico al punto giusto.
Alla conferenza stampa di presentazione di Milano-Palermo: Il ritorno si parla del bisogno di una rinascita del cinema di genere in Italia, ma anche dei recenti fatti di cronaca nera legati all'omicidio del giovane Gabriele Sandri.
L'ambizioso e spettacolare film di Zemeckis si avvale di una tecnica, quella del performamce capture, che scava una distanza con il pubblico, rendendo artificiosi e freddi i movimenti e le intepretazioni dei personaggi. Ne risente tutto il film, che rimane irrisolto e distante.
Angeli distratti non è un film tradizionale, ma un'opera ibrida che unisce intento didattico a sperimentazione stilistica ponendo al centro della narrazione l'assedio e la distruzione di Falluja.
Il film di Risi si propone chiaramente come una commedia disimpegnata che mira soltanto a far divertire il pubblico senza troppa volgarità, senza nudi o scene di sesso, cercando di puntare sui buoni sentimenti.
Keret e Geffen parlano di solitudine ed incomunicabilità, temi universali che scelgono di affrontare con un tono tragicomico, tenero e lieve, immergendo le proprie protagoniste in un universo quasi irreale.
Prese singolarmente, le varie componenti del film di Avati risultano di ottima fattura. E' l'insieme a non convincere, denotando un'amalgama approssimativa e una mancata sintesi in un lavoro che pur avrebbe avuto molte frecce al proprio arco.
Parla Pupi Avati, che dopo più di dieci anni passati a girare commedie, torna al cinema di genere, all'horror, dirigendo Laura Morante ne Il nascondiglio
Ne 'Il gigante di ferro', che è una sognante favola per ragazzi in grado di far divertire e commuovere, sono già visibili i semi della produzione successiva di Brad Bird ed è tangibile il suo approccio al cinema d'animazione.
La maestria, l'abilità e la capacità di fare molto con poco delle maestranze messe in campo da Bekmambetov non sono passate inosservate ad Hollywood.
Confuso, malnarrato e traboccante di figure retoriche cinematografiche arriva in Italia il secondo episodio della saga fantasy moderna che ha fatto registrare incassi da record in Russia ma che manca di accontentare il pubblico internazionale
La capacità che i Farrelly hanno avuto in passato di miscelare con successo volgarità e leggerezza sembra essere del tutto assente in 'Lo spaccacuori' e le situazioni tipiche della lora comicità appaiono qui poco spontanee e forzate.