Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Dichiaratamente disimpegnata, creata ad hoc per catturare gli appassionati del fantasy e degli effetti speciali, Outlander rappresenta il tipico esempio di pop corn movie tutto azione e spettacolo.
Le esagerazioni della trama non sono soltanto pretesto per dialoghi al limite del ridicolo e scene d'azione talvolta pacchiane, sullo sfondo di una Parigi da cartolina o di periferie europee degradate. Vi è infatti, quale aggravante, una fastidiosa tendenza a enfatizzare la cattiveria di soggetti provenienti da determinate aree geografiche.
Analizziamo le tendenze del box office tricolore per la stagione cinematografica appena conclusa.
Pur cambiando ritmo ed atmosfere, dedicando più spazio all'azione e le battaglie, 'Il Principe Caspian' si mantiene sui livelli del suo predecessore, aggiungendo un secondo tassello solido alla serie de Le Cronache di Narnia.
Il secondo lungometraggio ideato dai creatori di una delle serie più celebri della storia del piccolo schermo non si presta di certo ad una lettura stratificata e polisemica, configurandosi invece come un thriller dai risvolti horror che occhieggia agli appassionati della serie.
Lezione 21, al di là della storia della Nona Sinfonia di Beethoven contiene una riflessione più ampia sulla genesi di un'opera d'arte, sulla senilità, sullo scorrere del tempo e, in definitiva, sulla morte.
Fin dall'incipit scoppiettante, Soffocare gioca a carte scoperte dichiarando immediatamente la direzione che ha intenzione di seguire e, di fatto, le premesse vengono tutte rispettate.
'Piacere Dave' è un giocattolo costruito ad uso e consumo del suo interprete principale, con una impostazione ed uno sviluppo tali da permettergli la più assoluta libertà di divertire e divertirsi.
Chaos Theory risulta un prodotto decisamente gradevole, seppur non privo di imperfezioni, che non teme di far leva sul sentimento dimostrando come il caos non sempre sia necessariamente negativo, ma che talvolta liberarsi di schemi e preconcetti può portarci a scoprire aspetti del reale di cui neppure si sospetterebbe l'esistenza.
Ai temi dell'omosessualità maschile e della distinzione sociale e religiosa si assommano il peso oppressivo del cattolicesimo, l'incomunicabilità familiare, la feroce satira sulla società nobiliare dell'epoca chiusa in un mondo di lussuosi privilegi che va scomparendo giorno dopo giorno.
La versione che Ryazanov ci offre del percorso umano e artistico di Hans Christan Andersen risente, sia in positivo che in negativo, di una concezione del cinema amabilmente inattuale, dai tratti per molti versi stantia, ma ancora capace di esercitare particolari suggestioni.
Il lavoro di Kevin Macdonald acquista spessore allorché il regista si pone sulle tracce del criminale nazista Klaus Barbie, il famigerato "macellaio di Lione", rivelando i retroscena più torbidi della sua fuga in Sudamerica.
'Ombre dal passato' può rappresentare una piacevole visione per gli amanti del genere, ma i richiami ai suoi predecessori sono così marcati da renderlo prevedibile in ogni sua scena.
Il prossimo autunno uscirà nelle sale il nuovo film di Mathieu Kassovitz, un action-movie ambientato in un futuro post-bellico, nella quale Vin Diesel si troverà a percorrere un lungo viaggio pieno di misteri dalla Russia a New York.
Il regista, anche sceneggiatore assieme a Pier Francesco Corona, si è a lungo documentato sul fenomeno pedofilia, come testimoniano le fonti bibliografiche citate addirittura nei titoli di coda.
'The Love Guru' non si rivolge agli amanti delle commedie brillanti dall'umorismo ricercato o della comicità più raffinata, ma può soddisfare e divertire gli amanti delle parodie sfrenate e soprattutto l'ampio numero di fan di Mike Myers.
Regista ed attori hanno raccontato alla stampa le motivazioni dietro un'opera che tocca temi oscuri della nostra società.
Gregory Hoblit gira un thriller che non ha il coraggio di essere horror e prova a scavare in profondità nell'animo del gatto e nelle motivazioni che muovono il topo, vale a dire nell'intimità del detective Diane Lane e nelle cause che portano un giovane a martoriare gente innocente.
Tanta Italia nella selezione ufficiale della 65a edizione della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, che propone un cartellone povero di glamour, a vantaggio di un cinema nuovo che apre ad altre culture. Tornano al Lido Kitano, Miyazaki e Aronofsky e debutta Arriaga, in una Mostra dedicata alla memoria del regista egiziano Youssef Chahine, recentemente scomparso, e che celebrerà Ermanno Olmi con il Leone d'Oro alla carriera.
'Grace Is Gone' non è altri che un saggio sui diversi stati psicologici del lutto: lo shock immediato, il successivo rifiuto, l'impotenza nel far fronte a un evento del genere.
La drammatica storia dell'assicuratore Jun-oh (il sempre bravo Jeong-min Hwang) risucchiato in una spirale di sospetti, menzogne e violenza che lo costringerà non solo a confrontarsi con il degrado e la follia umana ma anche a fare i conti col proprio passato.
Nonostante i limiti di budget, Caro non ha voluto rinunciare alla fantascienza, ostinato com'è a venerare il fantastico, succube della sua fervida immaginazione che trova radici lontane nel suo passato di fumettista.
Un thriller nel quale l'ossessione amorosa di una guardia giurata per una bella impiegata della società per cui lavora si trasforma in qualcosa di malato e sadico. Con tanto di venature che si rifanno alla lontana a certe tendenze torture-porn tanto di moda negli ultimi tempi.
Il film di Nolan è totalmente impregnato di quell'atmosfera dark che fa di Batman il comic più cinematografico in assoluto, ma che da sempre viene distillata in modo guardingo e alterno negli adattamenti cinematografici.
Il regista Andrew Adamson e i due attori italiani hanno presentato il film alla stampa romana, a poche settimane dall'uscita nelle sale per Buena Vista.
Lo score strumentale composto da Harry Gregson-Williams con in una traccia la presenza di Alanis Morissette.
Slayer, Helmet e tanto Nu Metal nelle tracce scelte per accompagnare il terzo capitolo di Saw.
Una delle migliori opere di Danny Elfman per lo score del fortunato Edward Scissorhands.
Jarvis Cocker dei Pulp arricchisce lo score di Patrick Doyle per il quarto capitolo della saga di Harry Potter.
Dario Piana affronta l'argomento morte e resurrezione attraverso quest'avventura fantastica e molto dark ispirata sostanzialmente all'indimenticabile 'Ricomincio da capo'.
Un thriller decisamente torbido che gioca con ossessioni assai radicate nell'immaginario a stelle e strisce: gli omicidi seriali, la detection spinta oltre i confini stabiliti dalla legge, l'investigatore che usa metodi poco ortodossi per torchiare i criminali, alla cui mentalità finisce per accostarsi pericolosamente.
Un medio prodotto di intrattrenimento, che ben soddisfa la voglia di globalizzazione del cinema hollywoodiano più recente, nonostante una sceneggiatura spesso poco attenta nell'approfondire personaggi e situazioni.
Riecco Del Toro affacciarsi a Hollywood con Red e la sua banda impegnata a spalleggiare il Dipartimento per la Ricerca Paranormale e la Difesa, nello scontro con l'invisibile regno fantastico, ritornato alla carica contro il genere umano.
A diversi anni dagli esordi in tandem con Jean-Pierre Jeunet, torna al cinema Marc Caro, con un'opera sci-fi che prosegue un preciso percorso nello sviluppo della creazione di un universo completo e coerente.
Presentata tra le polemiche al RomaFictionFest la miniserie RAI in due puntate sulla vita della religiosa africana proclamata santa nel 2000 da Papa Giovanni Paolo II. Prodotta dalla Titania Produzioni di Ida Di Benedetto, Bakhita è stata tacciata dalla stampa di essere troppo poco fedele alla realtà dei fatti.
Il male non muore mai e Fenton è ritornato, scegliendo la notte del ballo degli studenti dell'ultimo anno per conquistare Donna, facendo carneficina di chiunque provi a impedirglielo.
Djamel Bensalah si premura di sottolineare la matrice favolistica del racconto e di elaborare allegorie che risultino comprensibili anche agli spettatori più giovani, cui è chiaramente indirizzata la pellicola.
Sentimenti contrapposti che forniscono la sintesi emotiva di un film che si vorrebbe poter disprezzare per la vena ricattatoria e l'ansia da parabola morale, ma che non si fa abbandonare e sorprende per l'intensità e l'accuratezza della suspance messa in scena.
Presentata al RomaFictionFest la miniserie Iron Road, un dramma sentimentale ambientato nel 1800 tra Cina e Canada. Tra gli interpreti il grande Peter O'Toole, Sam Neill, Sun Li, Luke MacFarlane e Tony Leung Ka-Fai.
Ballet Shoes deve molto al suo cast ed alla freschezza con cui le tre attrici più giovani hanno dipinto i propri personaggi, a cominciare da una Emma Watson in forma anche lontana dal ruolo che l'ha resa famosa in Harry Potter.
Tra lampi di gelido umorismo e dirompenti malinconie, è l'impronta di un Belgio quasi irriconoscibile a sedimentarsi nello sguardo dello spettatore, distolto così da rotte a lui più familiari.
Tra le curiose richieste di The Rock, il menù della cena di Carell e i tacchi a spillo della Hathaway, si è svolta la conferenza stampa di presentazione al pubblico italiano di Agente Smart - Casino totale.
La pellicola di Michael Haneke conserva ancora tutta la sua attualità e l'intelligenza nel metterla in scena, un percorso glaciale che stuzzica chi guarda lo schermo, pilota le sue reazioni, e poi se ne fa improvvisamente beffa senza pietà.
Nato dalla voglia di Elisabeth Shue di raccontare la storia della propria adolescenza, Il mio sogno più grande si configura come un dramma lieve, mancante di quella profondità necessaria a renderlo un buon film
Originale nella confezione, musicalmente ineccepibile e narrativamente solido, Wanted mette in mostra tutte le grandi doti 'rocambolesche' del cineasta di origine russa ed il talento 'bad' di attori dal carisma straordinario.
Arriva nelle sale la spoof comedy ideata da Pino Insegno, che prende di mira il filone adolescenziale nostrano che tanti successi ha mietuto ultimi anni.
Una commedia solida, che si avvale intelligentemente in modo funzionale dell'alto budget che aveva a disposizione, e che risulta divertente e godibile per un pubblico di ogni ordine e tipo.
La leggenda di Hokuto ripropone le atmosfere ed i disegni degli originali anni '80, non modificandone lo stile nè le tecniche di realizzazione. Vantaggio per i fan della serie, svantaggio per tutti quelli che si aspettavano forse qualcosa di nuovo da questo ritorno.
Più remake che sequel per un horror piuttosto convenzionale che però ha il merito di essere superiore all'originale/ predecessore.
Attori diretti "alla maniera" del cinema muto, accelerazioni dell'immagine ad hoc, cartelli a sancire ed esplicare gli snodi narrativi più importanti. C'è tutto nel film di De Heer, che parla dell'oggi con il linguaggio di ieri.