Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Conosciuto per molti anni come il monaco guerriero di innumerevoli film di kung fu, Gordon Liu, tornato alla ribalta dopo l'apparizione in Kill Bill, approda nel primo documentario italiano dedicato al cinema d'arti marziali.
Ma il film diretto da Christian Charles si accende, tanto da tenere vispa l'attenzione, grazie a quelle trovate di sceneggiatura (non più di un paio, in realtà) che sconvolgono l'assetto di partenza con la loro morale cinica e beffarda.
Machado costruisce un film crudo e malinconico, sfruttando il topos narrativo del triangolo d'amore per narrare una storia ai confini tra favelas e città, in un Brasile moderno, eppure ancora antichissimo.
Narrato da McNamara con piglio compiaciuto, pretestuoso e a tratti trash, Bratz trova la facile chiave dell'esteriorità e della vittoria facile per raccontare quattro ragazzine moderne, frastornate dall'apparire e dall'avere ma totalmente disinteressate all'essere.
Questo bizzarro piccolo film sfiora a tratti il surreale, soprattutto per la serie incredibile di sventure che la protagonista è costretta ad affrontare, e mostra qualche forzatura a livello di sceneggiatura, ma è dotato a tratti di una sagacia e di una delicatezza fuori dal comune.
L'enigmaticità del prototipo, le ellissi narrative e la voluta incompiutezza della vicenda messa in scena da Miike lasciano il posto ad una narrazione verbosa quanto scontata in ogni suo snodo, in cui le zone d'ombra lasciate dall'originale vengono accuratamente colmate.
La commistione tra montaggio concitato e adrenalinico e uso abbondante della macchina a mano permette al film di preservare il suo taglio impegnato pur non rinunciando a un'estetica accattivante.
Il regista cagliaritano racconta il suo film, racconto di formazione su un giovane sardo che da un paesino sperduto del nord dell'isola si trasferisce a Cagliari nella speranza di esaudire il suo sogno: diventare uno scrittore.
La pellicola non riesce a fare lo stesso salto di qualità del romanzo da cui è tratta, e si mantiene sui binari della codificazione impostata dall'autore del libro nel suo incipit.
Arriva anche in Italia 'Once', l'acclamato film musicale di John Carney vincitore dell'Oscar per la Migliore Canzone Originale. Da venerdì 30 maggio al cinema.
Tutte le anticipazioni sul nuovo episodio della saga tratta dall'opera di C.S. Lewis e un imperdibile video in esclusiva per i lettori di Movieplayer.it.
Il film riesce, utilizzando il registro della commedia, a raccontare le enormi mancanze dell'istituzione scolastica e di quella familiare e soprattutto l'allarmante abuso di psicofarmaci che progressivamente si stanno imponendo anche nella fascia adolescenziale.
Per l'edizione che sarà ricordata per una magnifica doppietta italiana, numerose note gradite ma anche qualche delusione.
Le vite delle sexy cittadine mutano accanto ai loro uomini, non sono più le trentenni che passano da un Cosmopolitan ad un letto ogni sera diverso. Non senza rimpianti, i tempi della loro spensierata singletudine sono finiti per far spazio all'amore.
Un remake in cui il classico meccanismo del gatto che rincorre il topo si trasforma nella catarsi di un nuovo surreale e invincibile supercattivo che gioca a nascondino con la sexy-eroina di turno poco vestita, una sorta di Lara Croft dell'assolato deserto texano.
Alexandra è ad un tempo una donna semplice e umanissima e un simbolo della Madre Russia e della prospettiva femminile sul martirio e l'insensatezza della guerra.
Dopo gli applausi e i premi di Cannes, il film che ha stizzito Giulio Andreotti arriva anche nelle sale italiane.
L'incontro con la stampa dei due grandi personaggi protagonisti, con il documentario fuori concorso, sulla Croisette.
Il film di Paul Weiland non regala all'innumerevole schiera di marriage-comedy alcuna nota innovativa, ma è un'occasione per vedere Patrick Dempsey nei panni del donnaiolo che finalmente paga le sue colpe soffrendo le pene d'amore.
Il regista de Il sesto senso presenta il suo thriller 'ecologista' che si rifà alle atmosfere dei classici di Hitchcock e dei capolavori di fantascienza degli anni '50. Con lui l'attore protagonista del film Mark Wahlberg.
La presunta innocenza della vita nomade e pastorizia, fatta di valori solidali, compromessi con la natura e rigida divisione sociale del lavoro, è raccontata attraverso la sapiente modulazione dei registri narrativi, sempre in bilico tra accenti da commedia nera e un solido documentarismo.
L'affascinante attore e la graziosa co-protagonista Michelle Monaghan presentano nella Capitale la rom-com firmata da Paul Weiland.
Cantet ha fatto un'avventura dello spirito che ha la forza spaventosa di un poliziesco e la lucidità abbagliante di una nuova e tutt'altro che ecclesiastica parabola biblica.
Sorrentino imprime un ritmo indemoniato e sceglie la strada dell'eccesso senza compromessi, come a voler comunicare l'irrappresentabilità convenzionale di un uomo dai troppi misteri e dalle troppe sfaccettature.
In un'edizione di Cannes che ha visto brillare due pellicole del nostro Paese, bisogna dire che l'Italia non ha portato altrettanta fortuna a Wim Wenders, considerato che il suo Palermo Shooting è stato tra i film più maltrattati dell'intero Festival.
L'idea di un documentario che potesse raccontare il mito Maradona, è buona e se un regista come Kusturica ci lavora per circa tre anni, sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di interessante. Purtoppo l'impressione finale è negativa: l'opera sembra monca, incompleta, portata a termine a fatica e riempita di immagini e sequenze che inappropriate o sono ripetute all'infinito.
La nascita della comunità di Nomadelfia e la vita del suo indimenticato fondatore e benefattore Don Zeno Saltini protagoniste della miniserie in due puntate che chiude la stagione fiction di Raiuno. Protagonista nei panni del sacerdote un commovente Giulio Scarpati.
Presentata a Roma la fiction in due puntate sulla vita avventurosa di Don Zeno Saltini, il sacerdote fondatore della comunità di Nomadelfia a protezione dei bambini abbandonati e poveri. In onda in prima serata su Raiuno martedì 27 e mercoledì 28 maggio.
Due aspetti delle battaglie di una delle più grandi personalità del ventesimo secolo, due momenti diversi della vita di un vero e proprio mito che rivive in modo assolutamente naturale nell'interpretazione straordinaria di Benicio Del Toro.
Alla regista non interessa capire se Polanski fosse realmente colpevole, ma quali furono motivi a spingerlo alla fuga e quindi ad una sorta di esilio volontario da quello che era diventato il suo paese d'adozione dal punto di vista personale e lavorativo.
Se non stupisce infatti il piglio narrativo da Nouvelle Vague e il formalismo ricercato del film, a irritare fortemente è la banalità mascherata da profondità in cui il film annega irreversibilmente.
Sebastian Gutierrez si cimenta per la terza volta dietro la macchina da presa stavolta nel vano tentativo di gettare le basi di un nuovo genere a metà tra il noir metropolitano e l'horror gotico.
Il cinema di Eastwood ha del miracoloso. Non si tratta più di lodarne l'evidente asciuttezza, il grande classicismo, o la lucidità analitica, quanto il suo prodursi quasi silente e irreversibile.
L'interesse storico del regista italiano si arricchisce della dimensione metacinematografica per raccontare le figure di Luisa Ferida e Osvaldo Valenti, coppia nella vita e star del cinema dei 'telefoni bianchi'.
Il film di Claudio Serughetti va a inserirsi in un filone particolarmente prolifico ultimamente nel cinema italiano, che però non ha mai offerto nulla di realmente godibile: il metacinema.
Regista e interprete hanno incontrato la stampa accreditata in occasione della presentazione del film, la tragica storia di due divi del Ventennio.
Dopo la spigolosa crime story We Own the Night, James Grey torna con un dramma sentimentale che vanta ottime performance attoriali.
Un incontro stampa molto interessante per il film tratto dal bestseller di Roberto Saviano - protagonista, con Matteo Garrone, della conferenza.
Dal dramma della perdita del lavoro, alle rigidità dei ruoli sociali, fino alle incolmabili distante generazionali, in termini di cultura e obiettivi, emerge un ritratto nerissimo di una società troppo distante dai suoi individui.
Corredato da momenti di genuina emotività ed un bel commento sonoro interpretato da archi, in questo contrasto c'è tutto il film di Zhang-ke e, come vorrebbe intendere, tutta la Cina di oggi.
Arnaud Desplechin affida la ricca sceneggiatura di quest'opera ad un cast di superstar transalpine che include tra i tanti Catherine Deneuve e Chiara Mastroianni (madre e figlia nella realtà, suocera e nuora nel film) e il bravissimo Mathieu Amalric.
Regista e interprete ricevono l'abbraccio del pubblico della Croisette, ma anche qualche maliziosa allusione da parte della critica.
I numeri confermano il successo di pubblico ottenuto dal festival in questo suo decimo compleanno; ma in occasione di un tanto importante genetliaco è doveroso interrogarsi anche sull'effettivo stato di salute della kermesse udinese.
All'archeologo di Spielberg, Lucas e Ford tocca l'ardua missione di accontentare fan di vecchia data e allo stesso tempo la necessità di conquistare il pubblico dei giovanissimi.
Come possa il concorso di Cannes presentare nel 2008 un film come 'Serbis' è mistero apparentemente insolvibile. Trova legittimità allora la triste realtà che un cinema del genere colpisca ancora i selezionatori, grazie a un'esibita assenza di professionalità e all'utilizzo del tipico campionario autoriale.
Accanto alle composizioni originali di Andrea Guerra troviamo Skin, Buffalo Springfield, Chemical Brothers e Chet Baker.
Danny Elfman compone il soundtrack di uno dei lungometraggi più riusciti di Tim Burton.
Una sorta di greatest hits con il meglio di tutti i Rocky per festeggiare il ritorno di Sylvester Stallone nei panni del più celebre dei suoi per4sonaggi.
Il Premio Oscar Hans Zimmer in una delle sue migliori opere degli ultimi anni.
Ne 'Il bambino della domenica', il pugilato è un appassionante pretesto per raccontare la storia di un uomo e di un bambino che fanno a pugni con il mondo.