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Il film prova a scavare nel colossale ego di un protagonista decisamente pieno di sé, facendone uscire fuori le contraddizioni e tentando parimenti di mettere a fuoco, attraverso i cliché della commedia brillante, i meccanismi interni di un'impresa di successo.
Tra citazioni, gag e bellone in bikini si consuma il solito copione dei fratelli Vanzina, una commedia balneare che che strizza l'occhio alla grande commedia all'italiana di Risi e Comencini.
Doppiatori illustri quali Dustin Hoffman, Jack Black e Fabio Volo hanno presentato a Roma Kung Fu Panda, il kolossal d'animazione targato Dreamworks in arrivo a fine agosto in tutte le sale.
Sette episodi, sette storie che raccontano le avventure estive degli italiani tra corna, ripicche, bugie, dialetto 'coatto' e calcio mercato. Presentato a Roma il cine-cocomero dei fratelli della risata alla presenza del cast quasi al completo.
L'uscita in poche sale del film girato da Gianluca Rossi e Daniele Giometto è già un piccolo successo, anche considerando le ormai croniche difficoltà, a livello distributivo, di coloro che in Italia tentano l'impervia strada della satira politica.
In un fantomatico magazzino, chiuso dall'esterno e circondato dal deserto, si svegliano, uno dopo l'altro cinque uomini, rimasti senza memoria a causa dell'esposizione a sostanze tossiche.
Tra aneddoti da college movie e picaresche virate verso il pulp, lo script di Adam "Tex" Davis affoga la noia di provincia in una ricerca sistematica del "politicamente scorretto", non disdegnando poi quei toni goliardici che ridimensionano opportunamente la portata degli avvenimenti narrati.
Il film riesce ad esporre con molto acume, senza rinunciare mai all'ironia, una questione tanto urgente; una delle tante che vedono contrapporsi le frange più oscurantiste e reazionarie di marca clerico-fascista alle rinnovate esigenze di una parte della società italiana.
Durante la conferenza di presentazione, il regista Abel Ferrara ha avuto una 'buona parola' per tutti, confermandosi poco diplomatico e un pochino scostante.
Al centro delle vicende le tribolazioni emotive di una donna fragile e affascinante, sposatasi con l'aristocratico magnate Brooks Baekeland e ossessionata dall'inadeguatezza della sua classe sociale
Tanta psichedelia ed una nomination all'Oscar come Best Original Music per la colonna sonora del Willy Wonka del 1971.
Nu Metal ed Industrial Rock sugli scudi per il quarto capitolo di Saw.
Pochi colpi di genio nello score di Batman Begins nonostante il lavoro a quattro mani svolto da Hans Zimmer e James Newton Howard.
Le orchestrazioni architettate da John Williams compongono lo score del terzo capitolo della saga di Harry Potter.
Hans Zimmer firma una colonna sonora ricca di fascino e di mistero per la trasposizione cinematografica del best seller di Dan Brown.
Sotto il profilo spettacolare, questo nuovo Hulk risulta un film più che dignitoso, che, lungi dall'essere perfetto, sa intrattenere con un buon ritmo, nonostante alcune fisiologiche sequenze di stanca.
Frustrazioni del corpo e della mente che esplodono all'improvviso e mettono in moto meccanismi assai più profondi, radicati nella società, nella superstizione e nella cultura, tenuti sopiti per secoli dalla calma apparente di luoghi avulsi dal progresso e dai ritmi metropolitani.
Non mancano i balli sensuali, le belle ragazze, i locali alla moda, la bella musica, le inquadrature ammiccanti e i buoni sentimenti, ma quando dietro ad un progetto c'è lo zampino di Jennifer Lopez l'esistenza di tutti questi ingredienti trova una sostanziale giustificazione.
Oggettiva metafora dei tragici eventi dell'11 settembre 2001 - da notare gli orari degli 'attacchi' che compaiono nelle prime scene del film - il nuovo atteso lavoro di M. Night Shyamalan finirà nuovamente per dividere pubblico e critica.
Il regista kazako di Wanted in visita in Italia per la promozione del film ci ha parlato dei suoi film, del suoi gusti in materia di supereroi e degli attori che ha scelto. L'abbiamo intervistato per voi.
Cronaca della conferenza romana per la presentazione del film italo-marocchino, già applaudito al Festival di Berlino.
Un film indipendente che scompagina le linee guida che definiscono tragico e comico per miscelare lacrime e risate in un racconto leggero e al tempo stesso profondo sull'intollerenza verso la diversità.
Un incontro con Timur Bekmambetov, al suo primo film americano dopo il grande successo riscosso in Russia con 'I guardiani della notte' e 'I guardiani del giorno'.
Pitzianti si muove su un doppio registro, quello della spensieratezza e dell'amarezza più profonda, come un giovane di fronte all'ineluttabilità degli eventi si troverebbe a reagire.
L'ampia fandom è in fibrillazione per il secondo film della saga di Chris Carter: ecco in anteprima il secondo trailer in italiano e le dichiarazioni dei protagonisti.
Stilisticamente il film di Munzi è davvero impeccabile: sempre asciutto, ma ricco di suggestioni e con una bella armonia tra musica e immagini, capace di dotare di senso anche location apparentemente anonime.
Il regista Francesco Munzi ha presentato a Roma il suo ultimo lavoro, che racconta i tragici esiti dei conflitti sociali ed economici nell'Italia odierna.
Conosciuto per molti anni come il monaco guerriero di innumerevoli film di kung fu, Gordon Liu, tornato alla ribalta dopo l'apparizione in Kill Bill, approda nel primo documentario italiano dedicato al cinema d'arti marziali.
Ma il film diretto da Christian Charles si accende, tanto da tenere vispa l'attenzione, grazie a quelle trovate di sceneggiatura (non più di un paio, in realtà) che sconvolgono l'assetto di partenza con la loro morale cinica e beffarda.
Machado costruisce un film crudo e malinconico, sfruttando il topos narrativo del triangolo d'amore per narrare una storia ai confini tra favelas e città, in un Brasile moderno, eppure ancora antichissimo.
Narrato da McNamara con piglio compiaciuto, pretestuoso e a tratti trash, Bratz trova la facile chiave dell'esteriorità e della vittoria facile per raccontare quattro ragazzine moderne, frastornate dall'apparire e dall'avere ma totalmente disinteressate all'essere.
Questo bizzarro piccolo film sfiora a tratti il surreale, soprattutto per la serie incredibile di sventure che la protagonista è costretta ad affrontare, e mostra qualche forzatura a livello di sceneggiatura, ma è dotato a tratti di una sagacia e di una delicatezza fuori dal comune.
L'enigmaticità del prototipo, le ellissi narrative e la voluta incompiutezza della vicenda messa in scena da Miike lasciano il posto ad una narrazione verbosa quanto scontata in ogni suo snodo, in cui le zone d'ombra lasciate dall'originale vengono accuratamente colmate.
La commistione tra montaggio concitato e adrenalinico e uso abbondante della macchina a mano permette al film di preservare il suo taglio impegnato pur non rinunciando a un'estetica accattivante.
Il regista cagliaritano racconta il suo film, racconto di formazione su un giovane sardo che da un paesino sperduto del nord dell'isola si trasferisce a Cagliari nella speranza di esaudire il suo sogno: diventare uno scrittore.
La pellicola non riesce a fare lo stesso salto di qualità del romanzo da cui è tratta, e si mantiene sui binari della codificazione impostata dall'autore del libro nel suo incipit.
Arriva anche in Italia 'Once', l'acclamato film musicale di John Carney vincitore dell'Oscar per la Migliore Canzone Originale. Da venerdì 30 maggio al cinema.
Tutte le anticipazioni sul nuovo episodio della saga tratta dall'opera di C.S. Lewis e un imperdibile video in esclusiva per i lettori di Movieplayer.it.
Il film riesce, utilizzando il registro della commedia, a raccontare le enormi mancanze dell'istituzione scolastica e di quella familiare e soprattutto l'allarmante abuso di psicofarmaci che progressivamente si stanno imponendo anche nella fascia adolescenziale.
Per l'edizione che sarà ricordata per una magnifica doppietta italiana, numerose note gradite ma anche qualche delusione.
Le vite delle sexy cittadine mutano accanto ai loro uomini, non sono più le trentenni che passano da un Cosmopolitan ad un letto ogni sera diverso. Non senza rimpianti, i tempi della loro spensierata singletudine sono finiti per far spazio all'amore.
Un remake in cui il classico meccanismo del gatto che rincorre il topo si trasforma nella catarsi di un nuovo surreale e invincibile supercattivo che gioca a nascondino con la sexy-eroina di turno poco vestita, una sorta di Lara Croft dell'assolato deserto texano.
Alexandra è ad un tempo una donna semplice e umanissima e un simbolo della Madre Russia e della prospettiva femminile sul martirio e l'insensatezza della guerra.
Dopo gli applausi e i premi di Cannes, il film che ha stizzito Giulio Andreotti arriva anche nelle sale italiane.
L'incontro con la stampa dei due grandi personaggi protagonisti, con il documentario fuori concorso, sulla Croisette.
Il film di Paul Weiland non regala all'innumerevole schiera di marriage-comedy alcuna nota innovativa, ma è un'occasione per vedere Patrick Dempsey nei panni del donnaiolo che finalmente paga le sue colpe soffrendo le pene d'amore.
Il regista de Il sesto senso presenta il suo thriller 'ecologista' che si rifà alle atmosfere dei classici di Hitchcock e dei capolavori di fantascienza degli anni '50. Con lui l'attore protagonista del film Mark Wahlberg.
La presunta innocenza della vita nomade e pastorizia, fatta di valori solidali, compromessi con la natura e rigida divisione sociale del lavoro, è raccontata attraverso la sapiente modulazione dei registri narrativi, sempre in bilico tra accenti da commedia nera e un solido documentarismo.
L'affascinante attore e la graziosa co-protagonista Michelle Monaghan presentano nella Capitale la rom-com firmata da Paul Weiland.
Cantet ha fatto un'avventura dello spirito che ha la forza spaventosa di un poliziesco e la lucidità abbagliante di una nuova e tutt'altro che ecclesiastica parabola biblica.