Tom Hanks

Attore, Produttore, Regista
Biografia

Cenni biografici di Tom Hanks


Con quella faccia da bravo ragazzo e la parlantina sciolta è stato il mattatore di molte commedie anni Ottanta. La sua aria stralunata è naif lo ha reso il protagonista ideale di numerosi film romantici. Moderno James Stewart, negli anni Novanta è divenuto senza dubbio l'interprete in grado di incarnare più d'ogni altro il common man statunitense, travolto da imperscrutabili tragedie del destino, ma sempre in grado di rialzarsi da solo. Più che naturale, dunque, è stata la sua consacrazione presso il pubblico, ma anche presso le istituzioni dell'Academy (di cui ora è degno vice presidente). Quest'ultima le ha conferito per due volte consecutive (unico caso nella storia degli Oscar assieme a Spencer Tracy) la massima statuetta per la straziante interpretazione dell'avvocato gay Andrew "Andy" Beckett vittima dell'AIDS in Philadelphia e per la monumentale performance dell'idiot savant Forrest Gump, che attraversa con la sua ingenuità mezzo secolo di storia americana. Negli ultimi decenni Tom Hanks ha rappresentato senza dubbio l'icona di una Hollywood capace di innovarsi, ma di rimanere al tempo stesso legata alla sua tradizione, come testimonia anche la sua collaterale attività di produttore.

Lontano discendente di Abramo Lincoln, di origini cattoliche e mormoni, Thomas J. Hanks nasce da una coppia che si separa quando compie appena quattro anni. Il piccolo Tom va a vivere con il padre, un cuoco, che lo costringe a un'infanzia itinerante e non proprio spensierata.
Sin da subito si manifesta la sua passione per il teatro, tanto che decide di abbandonare gli studi alla California State University di Sacramento per unirsi a una compagnia dell'Ohio. Qui conosce la sua prima moglie, Samantha Lewes, con cui ha avuto due bambini. La loro unione durerà però solo sette anni. Tom Hanks decide di tentare la fortuna a New York, dove continua la sua carriera teatrale e partecipa in qualche B-movies.

Il primo successo lo ottiene, tuttavia, solo quando si trasferisce a Los Angeles e viene scritturato per interpretare la sit-com Henry e Kip, in coppia con Peter Scolari, intraprendendo così da subito la strada della commedia. Sul set del telefilm conosce l'attrice Rita Wilson, con cui si sposerà e dalla quale avrà due bambini, Truman Theodore e Chester Marlon.
Dopo essere comparso in un episodio di Happy Days nei panni di un buffo karateka, l'attore stringe amicizia con Ron Howard, che si ricordò di lui al momento di scegliere il protagonista per il suo primo film dietro la macchina da presa, Splash - Una sirena a Manhattan. Il successo commerciale della commedia fantastica, in cui il personaggio di Hanks è alle prese con un'incantevole sirena impersonata da Daryl Hannah, contribuisce a determinare la prima fase della sua carriera, in cui è prevalentemente coinvolto in produzioni hollywoodiane dal tono leggero e comico, tra cui Bachelor Party - Addio al celibato, L'uomo con la scarpa rossa, Casa, dolce casa?. Parziali eccezioni sono Niente in comune e Dirsi addio, in cui Tom Hanks ha la possibilità di mostrare per la prima volta un sofisticata gamma interpretativa anche nel genere drammatico, ma che, dati gli scarsi successi al botteghino, rimarranno per il momento dei casi isolati.

Gli anni Ottanta rappresentano indiscutibilmente per il giovane Hanks la stagione della commedia spensierata, in cui mette in mostra tutto i ritmo e il brio della sua recitazione brillante in film come La retata, L'erba del vicino. Ma soprattutto il grosso successo Turner e il "casinaro" e la commedia fantastica Big (remake dell'italiano Da grande con Renato Pozzetto) che per la sua interpretazione del bambino magicamente cresciuto gli varrà la prima nomination all'Oscar. Dopo l'insolita parentesi de Il falò delle vanità di Brian De Palma, in cui per la prima volta si cala nelle vesti di un personaggio cinico e corrotto, Tom Hanks diventa il protagonista di due commedie sentimentali e stralunate dove fa da contraltare alla romantica Meg Ryan: Joe contro il vulcano e il successo Insonnia d'amore diretto da Nora Ephron. Ruoli in cui Hanks dà sempre il meglio di sé, anche se si percepisce l'insoddisfazione dell'attore per rimanere confinato in un unico genere.

La svolta che consente a Tom Hanks di esprimersi pienamente come attore a tutto tondo arriva con il pluripremiato Philadelphia di Jonathan Demme. Nella sua toccante interpretazione dell'avvocato omosessuale Andy Beckett, vittima dell'AIDS, si consuma il dramma dell'intera America degli emarginati. Il commovente addio del personaggio, sulle note della Lucia di Lammermoor non può che lasciare attoniti i membri dell'Academy, che lo consacrano con l'Oscar. Divenuto improvvisamente l'attore più popolare della sua decade, per Tom Hanks inizia il vero periodo d'oro. L'attore riesce a eguagliare l'impresa che fino allora era riuscita solo a Spencer Tracy, aggiudicandosi anche l'anno seguente la statuetta come miglior attore protagonista per Forrest Gump. Robert Zemeckis mette il suo estro registico a servizio della sua interpretazione larger than life di individuo semplice e puro sballottato, come la proverbiale piuma del film, attraverso gli eventi della recente storia americana.

Adesso che la bravura dell'attore è ormai pienamente canonizzata e ufficializzata da critica e pubblico, Hanks può prendersi la briga anche di passare dietro la macchina da presa per il divertissement Music Graffiti, commedia nostalgico-musicale con Thomas Everett Scott e Liv Tyler, in cui si ritaglia anche un cameo. Dopo aver partecipato al blockbuster dell'amico Ron Howard Apollo 13, e dopo aver concluso con C'è posta per te un'ideale trilogia romantica, di nuovo assieme a Meg Ryan e Nora Ephron, Tom Hanks stringe un altro sodalizio che si rivelerà fondamentale per la sua carriera, quello con Steven Spielberg. L'attore, che rappresenta il perfetto middle-man americano, è infatti l'ideale per incarnare il soldato semplice Ryan, emblema di un eroismo modesto, minimalista e umano. L'affresco fondativo sulla Seconda Guerra mondiale Salvate il soldato Ryan trionfa agli Oscar, ma questa volta per Hanks c'è solo una nomination (l'Academy infatti quell'anno sceglie il Roberto Benigni de La vita è bella).

Seguono altre interpretazioni memorabili. Per Frank Darabont è un umile secondino, addetto alla sorveglianza di un condannato a morte molto speciale, nel kingiano Il miglio verde. Robert Zemeckis lo sceglie di nuovo per un progetto dei più ambiziosi: un rifacimento moderno di Robinson Crusoe, in cui all'attore sono praticamente affidate le sorti dell'intero film. Hank per la sua performance in Cast Away ingrassa di venti chili per poi dimagrire di trenta, e dà vita a un tour de force straordinario, che però gli vale "solo" il Golden Globe. Dopo un'isolita svolta noir, in cui interpreta un killer duettando con il boss Paul Newman in Era mio padre di Sam Mendes, prosegue il rapporto con Spielberg, che lo dirige nei suoi due film seguenti. Nella commedia spionistica Prova a prendermi è l'agente della CIA che si mette sulle tracce del truffatore Frank Abagnale Jr. , interpretato da Leonardo Di Caprio. In The Terminal, invece, l'attore regge ancora una volta su di sé l'intero film, trasformandosi nel cittadino di un paese immaginario, la Krakozhia, costretto per motivi burocratici a vivere in un aeroporto (per certi versi si tratta di un'altra faccia dell'isolamento di Cast Away). Il sodalizio con Spielberg, però, prosegue anche sul versante produttivo. Entrambi, infatti, hanno dato vita alle pluripremiate miniserie Band of Brothers, seguito ideale delle vicende di Salvate il soldato Ryan e The Pacific (di cui Hanks è anche voce narrante), incentrata sul conflitto nell'Oceano Pacifico dopo la battaglia di Pearl Harbor.

Ormai divenuto un interprete affermato e acclamato, nell'ultima decade Tom Hanks sembra essersi assestato su ruoli più convenzionali, comparendo prevalentemente in blockbuster dall'impianto tradizionale, ma togliendosi anche qualche sfizio, come il doppiaggio del cowboy Woody nella trilogia animata di Toy Story. È mattatore nella commedia Ladykillers dei fratelli Coen, e in seguito assume le vesti di un imprenditore senza scrupoli ne La guerra di Charlie Wilson di Mike Nichols. Lo ritroviamo, poi, con due vecchie conoscenze: per Robert Zemeckis accetta di prestarsi alla tecnica del performance capture, dando vita a un suo alter ego digitale in Polar Express; mentre per Ron Howard incarna il professore di simbologia Robert Langdon, protagonista dei blockbuster tratti dai romanzi di Dan Brown, Il codice da Vinci e Angeli e demoni. Nel frattempo intensifica ancor di più la sua attività di produttore di film di successo (ma anche della miniserie From the Earth to the Moon, sul programma Apollo) e decide di tornare dietro la macchina da presa con Larry Crowne, in cui recita al fianco di Julia Roberts.