Biografia di Peter Jackson

Il neozelandese Peter Jackson nasce a Pukerua Bay, una piccola comunità di North Island, la notte di Halloween del1961: evidentemente deve trattarsi di un segno del destino, vista l'inclinazione che in seguito svilupperà nei confronti dell'horror. Sin dalla tenera età - il futuro regista ha dichiarato di essere stato folgorato piccolissimo dalla visione del classico King Kong - dimostra una particolare passione per la Settima arte, e nel tempo libero si diletta girando filmini amatoriali con l'aiuto di alcuni amici, in cui già mostra una notevole inventiva e una gran capacità tecnica nella creazione di effetti speciali artigianali.
A diciassette anni lascia la scuola sperando di trovare lavoro nel mondo del cinema; tuttavia deve accontentarsi di un impiego presso un'industria di fotocomposizione.

Dopo aver messo da parte un po' di soldi acquista la sua prima macchina da presa: una 16mm di seconda mano. Nonostante le notevoli limitazioni tecniche, riesce a realizzare il suo primo lungometraggio lavorando nel tempo libero assieme a un gruppetto di amici: dopo quattro anni di fatiche il risultato è Fuori di testa - Bad Taste (1987), un horror-splatter artigianale e praticamente fatto in casa (inizialmente nato come cortometraggio, ma in seguito ampliato grazie a fondi del New Zeland Film Institution), che si segnala per la straordinaria creatività e per la vena demenziale e grottesca, caratteristica della sua prima filmografia. La pellicola approda nelle sale neozelandesi conseguendo un discreto successo, raccogliendo un gran numero di applausi e diventando un vero e proprio cult in tutto il mondo.

Nel 1989, dato il grande e inaspettato successo di Fuori di testa, Jackson raggiunge un accordo con la New Zeland Film Institution, che si dimostra disposta a finanziare le spese del suo prossimo lavoro. Ne esce fuori Meet the Feebles, una crudele, eversiva e decisamente poco politicamente corretta parodia dei pupazzi Muppets in stile cartoon, che tuttavia, proprio per la sua vena bizzarra e sregolata, non convince pubblico e critica. Ma tre anni più tardi arriva il grido sadico e animalesco di Splatters, Gli schizzacervelli (Braindead), altro splatter, che si richiama allo stile granguignolesco di Fuori di testa, portato questa volta ancora di più ad eccessi visionari, e che rappresenta una sorta di episodio conclusivo di un'ideale trilogia horror-grottesca.

Nel 1994 Jackson, infatti, cambia rotta: abbandona momentaneamente l'horror per cimentarsi con il genere drammatico. La sua quarta fatica si intitola Creature del cielo (1994), ispirato alle reali vicende della scrittrice Juliet Hulme, e racconta della controversa relazione d'amicizia instauratasi tra due ragazze, interpretate in maniera straordinaria dalle esordienti Kate Winslet e Melanie Lynskey. Pur con toni notevolmente differenti dalle prime opere, il film è ancora una volta una celebrazione dello straordinario potere dell'immaginazione, e viene acclamato al Festival di Venezia e candidato all'Oscar per la sceneggiatura. Il potere immaginativo del cinema è ancora una volta il centro del film seguente: la piccola (e misconosciuta in Italia) perla Forgotten Silver (1995), uno dei primi esempi di mockumentary, incentrato su un (finto) pioniere della cinematografia neozelandese, tale Colin McKenzie. Si tratta di uno dei film più curiosi del regista, nel quale egli riversa tutto il suo sconfinato amore per la Settima Arte, che è stato apprezzato in molti festival internazionali.

Segue Sospesi nel tempo (1996), curioso thriller soprannaturale interpretato da Michael J. Fox e prodotto da Robert Zemeckis. Una pellicola che, rispetto alle precedenti, si contraddistingue per un budget nettamente superiore (grazie al sostegno della Universal) e per un cast di interpreti celebri, oltre che per ottimi effetti speciali forniti dalla Industrial Light & Magic. Il film, tuttavia, caratterizzato da un'atmosfera più oscura e lugubre delle normali produzioni hollywoodiane, non riesce a sfondare ai botteghini.

Dopo cinque anni di pausa Jackson recupera le forze necessarie per realizzare quello che è stato il suo più grande sogno fin dall'infanzia: dirigere l'adattamento cinematografico del capolavoro di J.R.R. Tolkien, ovvero Il Signore degli Anelli, suddividendo l'originale trilogia letteraria in tre diversi film, girati insieme ma distribuiti in anni successivi: il 2001 è l'anno de La Compagnia dell'anello, che si aggiudica quattro Oscar; nel 2002 è la volta de Le due Torri che conquista due statuette, per finire nel 2003 con la consacrazione de Il Ritorno del Re, il quale si porta a casa ben undici Academy Awards, tra cui quello per il Miglior Film e quello tanto sognato per la Miglior Regia.
Opera grandiosa, caratterizzata da un respiro classico e da un rispetto quasi reverenziale per le pagine di Tolkien, la trilogia de Il Signore degli Anelli rappresenta ancora oggi una delle produzioni più mastodontiche e più costose mai realizzate, che integra raffinati effetti speciali digitali con la bellezza dei paesaggi originali neozelandesi, e che ha contribuito non solo alla fama internazionale di Jackson, ma anche di numerosi interpreti - come Elijah Wood (Frodo Baggins), Sean Astin (Samvise Gamgee), Viggo Mortensen (Aragorn), Orlando Bloom (Legolas) e l'incredibile Andy Serkis (Gollum) - oltre a rilanciare attori eccezionali come Ian McKellen (Gandalf) e Christopher Lee (Saruman).

Dopo una trilogia così monumentale la carriera del regista non può che proseguire con un altro film gigantesco e fuori misura, il remake del kolossal King Kong, che tanto aveva affascinato Jackson da bambino. Si tratta di un ennesimo blockbuster in cui viene messa in mostra l'immaginifica grandeur del cinema, ancora una volta celebrata attraverso avveniristici effetti speciali (in grado questa volta di trasformare talentuoso Andy Serkis nello scimmione protagonista), che si è aggiudicato tre statuette tecniche.

Nell'attesa dei difficoltosi preparativi per la realizzazione di un'altra opera imponente tratta dall'immaginario di Tolkien, Lo Hobbit - una sorta di prequel delle vicende de Il Signore degli Anelli, con protagonista Bilbo Baggins (lo zio di Frodo) - Peter Jackson si è cimentato nel 2010 con un film decisamente più minimalista e dallo stile personale, Amabili Resti, delicato dramma tratto dal bestseller di Alice Sebold e interpretato dall'attrice rivelazione Saoirse Ronan. Dopo la rinuncia di Guillermo del Toro, lo stesso Jackson è passato anche alle redini della regia de Lo Hobbit, che dovrebbe essere diviso in due parti e uscire nel 2012 e nel 2013. Il regista ha dunque accantonato altri progetti, come la trasposizione cinematografica del videogioco Halo.

Un'immagine di Peter Jackson
Professione: Produttore, Regista, Sceneggiatore
Nato il:
31 Ottobre 1961 (Pukerua Bay, North Island, Nuova Zelanda)
Età: 60 anni