Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Il cinema sudamericano vive da diversi anni un periodo particolarmente felice, e ne è ennesima dimostrazione anche questo Leonera , un dramma dalla struttura e dai temi classici ma che non si fa dimenticare facilmente merito soprattutto dell'interepretazione di Martina Gusman.
Gondry soprattutto riesce, molto più che nelle sue ultime due opere, a equilibrare il suo febbrile istinto grafico e astratto con una storia molto semplice e lineare, lontana da vacui intellettualismi.
Il disegno qui non è un mero esercizio di stile o un vezzo, ma l'unico mezzo possibile per ricostruire gli eventi così come sono narrati da coloro che effettivamente erano presenti in battaglia senza uscire dal campo documentaristico ed entrare in quello più rischioso della fiction.
Dagli autori di Scary Movie arriva Superhero - Il più dotato fra i supereroi, parodia sul mondo dei supereroi cinematografici che si accanisce contro il povero Spiderman, ma anche contro Tom Cruise, gli X-Men, Batman e sui Fantastici 4.
Se tecnicamente 'Underdog' risulta ben confezionato, con i modelli e le animazioni dei personaggi virtuali ben realizzate e ben integrate con il girato, purtroppo non riesce a riprodurre lo spirito da cartone animato classico che un film del genere avrebbe richiesto per poter funzionare al meglio.
Il titolo rappresenta l'incertezza nel futuro, nella durata dei rapporti e degli amori. Una ossimorica verità sulla difficoltà di affidarsi ai propri sentimenti e un richiamo alla vigliacca via di fuga spesso imboccata per sviare dalla propria strada.
Dreamworks Animation sembra finalmente trovare un degno successore della serie di Shrek, dopo tentativi comunque di successo ma non del tutto convincenti con Shark Tale, Madagascar e La gang del bosco.
La dark comedy incontra il thriller gotico e si immerge nelle suggestive atmosfere del borgo medievale meglio conservato d'Europa. Colin Farrell, Brendan Gleeson e Ralph Fiennes protagonisti di una killer-story politicamente scorretta destinata a diventare cult.
Una insperatamente fedele trasposizione del romanzo di Saramago per una pellicola che a volte risulta troppo poco cinematografica e non sempre coerente stilisticamente e narrativamente.
Un film che non aggiunge molto all'infinito campionario di famiglie americane disastrate e alla ricerca di un nuovo equilibrio affettivo, ma che sa toccare le corde giuste con semplicità e mestiere.
Non c'è davvero spazio per un barlume di luce nel film di Matteo Garrone. Scelta voluta e inequivocabile, perché Gomorra va oltre il racconto delle trame camorriste per esplicitare l'esigenza e la volontà per il cinema di riappropriarsi di una contemporaneità su cui c'è davvero poco da ridere.
Un thriller metropolitano dotato di buon ritmo, con qualche spunto lodevole nei confronti più aspri tra i personaggi, ma che non aggiunge molto ad un filone di cui sembra ripercorrere le tappe obbligate, senza lo smalto del recente passato.
Sospetti, complotti, passioni, tradimenti e un misterioso omicidio sconvolgono la tranquilla vita di una cittadina della provincia pugliese. Storie incrociate di mogli e mariti in crisi nella nuova fiction di Canale 5 'Mogli a pezzi', che unisce la commedia sentimentale a tinte forti, tanto humor nero e un pizzico di suspance. Da lunedì 12 maggio in prima serata.
Commedia buffa e strampalata che punta su due icone dello star system: la Diaz è una broker nevrotica e maniaca della perfezione e Kutcher un donnaiolo fannullone appena licenziato dall'azienda di suo padre.
Si rimane storditi dall'avveniristico uso del virtuale: immagini riprese con speciali obiettivi a 360 gradi ricomposte al computer, effetti mai visti prima che sono riusciti a riprodurre l'altà velocità delle macchine da corsa con una verosimiglianza sbalorditiva.
Seguace di un rilanciato istinto classicista, Caccia spietata è un revenge western che racconta la più usuale delle storie di inseguimento e vendetta, ma con una ricchezza e un'essenzialità notevoli e un sorprendente tocco 'metafisico'.
Un po' scollato nella trama e spesso sboccato, il film viene tenuto assieme da un Valerio Mastrandrea dal personaggio frustrato ma determinato, che dimostra ancora una volta un efficace spirito di adattamento.
Miike trasforma l'iperbole ultraviolenta che un po' tutti si sarebbero aspettati, in un leitmotiv ossessivo che sublima ogni formula di crudeltà, brutalità e ferocia. Il regista gioca con un'estetica trasbordante e nella frenesia del montaggio mettendo in scena un action di alto livello che disillude ogni aspettativa.
Il racconto è un breve spaccato di vite giapponesi con un inizio ed una fine sfumati nel tempo, la trama un sottofondo omogeneo in cui prendono volume e si svelano in ogni loro sfaccettatura le personalità dei personaggi.
Concedendosi di andare oltre ad una più superficiale visione in grado di assimilare soltanto la leggerezza della pellicola, si entra in contatto con un universo sospeso e atemporale, in cui il regista riesce a sottendere le trame del rapporto tra i due protagonisti in modo curiosamente inusuale.
Lontano dalle logiche commerciali del cinema vincente al botteghino, Sfiorarsi è finalmente un film sussurrato, il racconto dal linguaggio semplice di amori sbagliati, difficoltà quotidiane per una volta portate sullo schermo senza isterismi.
Hopkins percorre l'esile linea che separa la realtà dalla finzione, richiama tutta la sua esperienza nelle immagini impazzite che si susseguono sullo schermo, per rendere conto di come l'attore resti talvolta imprigionato nel personaggio che interpreta.
Arriva finalmente in sala il comic-movie che racconta la genesi di Iron Man, uno dei primi supereroi Marvel creati dalla geniale matita di Stan Lee nel lontano 1963. Un cast stellare e effetti speciali stratosferici fanno da contorno all'eccezionale interpretazione di Robert Downey Jr.
Arriva in sala Sopravvivere coi Lupi, l'avventura di una bambina ebrea che durante la guerra attraversa a piedi l'Europa alla ricerca dei genitori. Tratto dalla falsa autobiografia di Misha Defonseca.
Un intenso dramma in tre episodi che narra storie di violenza sulle donne e discriminazione ambientate nella capitale svedese, tollerante solo a parole. Vincitore del Premio Amnesty International alla 57ª Berlinale.
Gli sforzi sono tutti a livello di copione, uno script non solo brillante e votato alla risata, ma ancor meglio asciutto, sottile nella descrizione e conseguente ridicolizzazione delle convenzioni, beffardo nella decostruzione dei clichè, in equilibrio perfetto tra farsa e dramma morale.
Si strizza l'occhio alle mega-produzioni americane ma senza mai scivolare nella presunzione e nel compiacimento di un certo cinema hollywoodiano e nemmeno rinunciando a momenti più leggeri e siparietti strampalati.
Il Commissario Achille De Luca è il protagonista di quattro indagini tratte da altrettanti romanzi di Carlo Lucarelli e portate con successo sul piccolo schermo da Antonio Frazzi.
Solido film d'impegno civile, dettato da uno stato di necessità autentico, Sotto le bombe rimane in bilico tra documentario e fiction nella fase della pellicola che ripropone con spontaneità l'atmosfera respirata e vissuta dal popolo libanese nelle giornate di guerra.
Niente di sdolcinato, nemmeno nulla di nuovo o particolarmente originale, ma la storia e i personaggi di questo Ghost versione burlona sono davvero divertenti, è innegabile.
Le donne qui descritte si dichiarano emancipate, ma non possono fare a meno dell'uomo e dell'amore lungo una vita, si prodigano per aiutare gli altri, non rinunciando mai però al proprio egoismo nella lotta alla felicità.
Il regista di Hitch Tennant racconta la storia mantenendo un buon ritmo tra risate, romanticherie e adrenaliniche scene d'azione spericolate.
La pellicola, che si sviluppa agilmente in poco meno di un'ora e mezza, vorrebbe essere una parodia del recente film tratto dal fumetto di Frank Miller, improntata principalmente sulla messa alla berlina dell'esaltazione virile presente nel film sulle Termopili.
Una tenera e buffa rappresentazione delle contraddizioni e i paradossi del cuore, è un racconto che interseca due storie sul crocevia di un bacio, dove tutto è possibile.
Il film proietta la figura di Dostojevskij in una dimensione che oscilla tra le note biografiche e quelle situazioni che citano espressamente i romanzi del grande scrittore russo, la sua poetica carica di tormenti esistenziali.
L'ambientazione in un piccolo borgo toscano e un sentito attaccamento alla tradizione donano a 'Per una notte d'amore' un fascino speciale.
I tempi di una comicità raggelata e folate di genuina malinconia si depositano sui volti apparentemente compassati di Adrien Brody, di Jason Schwartzman e di un Owen Wilson visibilmente ammaccato.
La pluripremiata opera seconda di Pau arriva finalmente in sala, e ci parla con tatto e lucidità della lotta di un giovane ragazzo per non (ri)cadere lungo la china del crimine organizzato.
A sei anni di distanza da 'Gangsters' e a quattro da '36 Quai des Orfevres', Olivier Marchal chiude la sua trilogia poliziesca sulle nefandezze di una realtà istituzionale che spesso non conosce moralità né lealtà. Protagonista uno straordinario Daniel Auteuil.
Il film racconta di una vicenda familiare come tante, che alterna tratti lievi e spensierati a piccoli drammi quotidiani, utilizzando un registro scomodo e atipico, ma riuscendo, pur con tutti i propri limiti, a catturare l'affetto e l'attenzione del pubblico.
A convincere è soprattutto la messa in scena di 'Ortone', che conferma quanto di buono fatto in passato dallo studio che ha dato vita a Scrat e compagni, sia dal punto di vista dell'evoluzione tecnica che da quello del risultato artistico.
Il film d'esordio di Andrea Papini è un atipico thriller on-the-road mai scontato che miscela elementi drammatici, sentimentali e psicanalitici regalando anche lucidi sprazzi di humor nero.
Tra i due dovrebbe essere amore, seppure titubante, ma è solo parole (quelle consegnate alle pagine di un diario-testamento e quelle svogliate dei dialoghi) e sguardi sempre rivolti in direzioni diverse.
Il ritratto di un personaggio titanico e controverso, la storia della redenzione di Kendra Shaw, e un nuovo, emozionante viaggio in un universo sci-fi di grande spessore e fascino, caratterizzato da una notevole penetrazione psicologica e una pregevole tensione narrativa.
Il film si accoda alla tendenza generale, nonostante gli sforzi di ridare ossigeno alla tradizione comica partenopea. Ma la voglia di Trosi, la bellezza della Canalis e le canzoni di Pino Daniele non fanno un film.
La ritrovata verve dell'attrice americana, non così avvezza a interpretare parti dagli accentuati risvolti comici, è una piacevole sorpresa che non fa altro che confermarne l'immenso talento, associato a intelligenza e versatilità.
De la Iglesia dirige un thriller dall'impianto classico, basato sostanzialmente sulla formula del whodunit: il mestiere c'è, ma non è il "suo" cinema.
Una disinvolta e raffinata commedia retrò che dietro la sua esuberante e nostalgica patina glamour nasconde la voglia di raccontare e fissare nella memoria le grandi contraddizioni della storia statunitense.
La precarietà è solo un pretesto per poter parlare della crisi profonda in cui è impantanato l'italiano: solitudini senza sollievo, rapporti effimeri, dipendenze che tradiscono un'immaturità difficile da superare e che soffocano ogni possibilità di riuscita.
La regia di Robert Luketic sa mantenere la storia ad un alto ritmo di tensione e suspence e lo spettatore è introiettato nel gioco come se le immagini gli aprissero un accesso privilegiato sul tavolo verde, tra fiches e carte in movimento.