Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Sarà per la sua attitudine al linguaggio documentaristico o per l'abitudine ad affrontare personalmente una quotidianità poco magnanima, ma Mirko Locatelli riesce nel tentativo non scontato di costruire un impianto drammatico senza utilizzare le note alte del compiacimento, ma parlando di una fragilità comune con un sussurro capace di farsi comunque sentire chiaramente all'esterno.
Con questo mediometraggio, Kiyoshi Kurosawa affronta un genere per lui inusuale come quello del thriller spionistico, ribadendo tuttavia una poetica e un'anima 'nera' che nel suo cinema non è mai venuta meno.
A sei anni di distanza da Hostel II, Eli Roth torna a dirigere un horror crudo e violentissimo, e lo fa omaggiando i grandi cult del nostro cinema dell'orrore che negli anni '70 e '80 facevano scalpore.
Per il suo esordio nel lungometraggio, Fabio Mollo racconta un Sud che è luogo dell'anima prima che territorio fisico, governato da un silenzio spietato e doloroso, a volte capace di uccidere.
Con un elegante bianco e nero, e una regia votata all'essenzialità, il film di Andrei Gruzsniczki racconta l'impatto esercitato da un regime oppressivo sulla vita di uno dei suoi cittadini, ma anche su quelle di coloro che gli vengono messi contro.
Documentario dallo stile molto classico, il film di Dror Moreh vede per protagonisti i più recenti direttori dell'intelligence israeliana, lo Shin Bet, rievocando così la controversa storia d'Israele. Una testimonianza preziosa, che avrebbe però potuto essere più ficcante.
Il regista non dice nulla di nuovo, ma lo dice in maniera estremamente accattivante, dimostrando come sia possibile strutturare un'opera godibile, che mescola efficacemente commedia e poliziesco, a partire da pochi, semplici, ingredienti.
In concorso al festival internazionale di Roma, quella del turco Tayfun Pirselimoglu è un'opera contraddittoria e anti dinamica che indaga sull'identità e sul desiderio di vivere una vita diversa dalla nostra, qualunque essa sia: fatta di silenzi, vuoto e solitudine, ha una messa in scena che mette alla prova lo spettatore più paziente, ma stimola la riflessione e crea diverse suggestioni.
Il film d'esordio di Kiarash Asadizadeh è un dramma corale e circolare, che rappresenta l'istituzione familiare nella società iraniana, tra spinte verso la modernità e contraddizioni difficili da superare.
Una recitazione sempre tenuta sotto controllo, anche se mai trattenuta, tra cadute, incidenti casuali, cicogne sfrattate da un incendio improvviso e coppie alla ricerca di un equilibrio inesistente in natura, contribuisce a costruire un'atmosfera da sofisticated comedy destinata a perdere d'efficacia solo verso l'epilogo della vicenda.
Il poliziottesco anni '70 incontra così la commedia sentimental-popolare dei film di Nino D'Angelo e insieme rivivono in questo piccolo gioiellino made in Naples che mescola sapientemente cinema, musica e la spiccata teatralità di una città piena di nascondigli, pericoli e meraviglia.
Evento speciale in Alice nella città al Festival di Roma, il film del regista belga Stijn Coninx racconta la storia dell'immigrazione italiana nei Paesi Bassi ispirandosi alla vicenda di Rocco Granata, cantante autore della celebre hit Marina. Un film non esente da difetti, ma ricco di buone interpretazioni e sullo sfondo di un convincente affresco storico.
Superba la capacità di Joaquin Phoenix di scomparire nel suo personaggio, esprimendo una gamma di sentimenti così vasta con una recitazione misurata e naturale.
Un'opera ammaliante, intimista e ipnotica che immerge lo spettatore in una Torino inedita e personalissima, percorsa in lungo e in largo e dall'alto verso il basso dalle traiettorie inaspettate e affascinanti tracciate dal regista.
In concorso nella sezione Alice Nella Città al festival di Roma, dai produttori di Quasi Amici, un film francese che al di là della spettacolarità delle immagini, della grandeur dello sforzo, dei numerosi sponsor e delle difficoltà produttive, racconta una storia intima dove l'avventura umana prevale sull'odissea sportiva. Con un grande François Cluzet ottimo protagonista che regge 'en solitaire' una regata tra le onde del mare e dell'animo.
Il film è un'opera piccola e delicata, che ritrae con stile essenziale la solitudine di una bambina che cerca (disperatamente) di non cancellare il ricordo del papà.
Las brujas de Zugarramurdi è un film marcatamente autoriale, che gioca con i generi regalando momenti di grande intensità drammatica e orrorifica alternati a gag comiche trascinanti e irriverenti, dialoghi dai tempi serratissimi e sequenze action mozzafiato che il regista basco confeziona con la sua solita verve e la sua ficcante (auto)ironia.
Il film appartiene totalmente ai suoi interpreti, su tutti, lo straordinario protagonista Matthew McConaughey, che ha trasformato il suo fisico per meglio entrare corpo scarnificato di Woodroof.
Il documentarista Nicolas Vanier porta sullo schermo, con una nuova ambientazione storica, un racconto che gli spettatori italiani ricorderanno soprattutto per la sua fortunata trasposizione animata degli anni '80.
Ideato per narrare la storia recente della nostra nazione, attraverso lo sguardo di uno che non è mai contato niente, il racconto diventa subito personale e lascia solo un piccolo spazio a quei momenti chiave, che non accompagnano, anzi quasi disturbano l'evoluzione del protagonista.
Il film ha il pregio di seguire con il giusto equilibrio le storie parallele dei due fratelli e riesce a trasformare in ricchezza il duplice punto di vista di Davide e Loris; i toni sono lievi, mai drammatici e questo permette al regista di focalizzarsi sull'innamoramento scapestrato di Davide e sulla nuova maturazione di Loris senza strappi o estremismi, lasciando che tutto si svolga senza mai turbare la visione dello spettatore.
Presentato fuori concorso al Festival di Roma, Snowpiercer è una potente e visionaria metafora sociologica di fantascienza distopica. Il treno è il mondo e i passeggeri l'umanità sopravvissuta, un microcosmo della società con i conflitti e le divisioni di classe che la caratterizzano, i poveri in coda e i ricchi in testa. Riflessioni sociologiche sull'ordine prestabilito, violenza, azione e ironia si alternano nel film più costoso della storia del cinema coreano.
Partendo ancora dal territorio napoletano, questa volta Vincenzo Marra alza la posta e affida ai suoi concittadini il compito di portare in scena le sorti e la condizione di un paese intero
Sarà l'effetto della crisi o dubbie strategie di marketing disposte a sfruttare la scia di un marchio vincente, sta di fatto che il regista Kay Hall si è trovato a gestire una copia meno brillante di Cars in cui il rombo dei motori e le quattro ruote sono state sostituite da ali e virate
Luca Barbareschi produce, dirige e interpreta un film che, sullo sfondo del tema scabroso della food security e delle sofisticazioni alimentari, è infine soprattutto un thriller e una storia d'amore: una redemption story all'americana, un raro esempio di film italiano internazionale per di più di genere, girato in inglese e cinese, ambientato ad Hong Kong, con un ottimo cast internazionale e soprattutto delle collaborazioni d'eccellenza.
Il film della Hess è una commedia sentimentale dalla costruzione elementare che vanifica il buon potenziale di una storia godibile con una scrittura discontinua, senza mai decidersi sul registro da adottare.
Un film distante e disperato con un unico grande motivo per vederlo: l'incredibile perfomance di Woody Harrelson.
Più di un secondo capitolo Un weekend da bamboccioni 2 è un vero e proprio mix di sketch classici che non caratterizzano in nessun modo la storia e non interpretano in modo più moderno il genere e la sua leggerezza
Nel sequel della sua divertente pellicola del 2010, Rodriguez offre ai fans esattamente ciò che si aspettano: azione, ironica iperviolenza, bellezze femminili in primo piano, e l'anticipazione di un nuovo capitolo della saga. La spinta propulsiva del primo episodio si è forse ridimensionata, ma il divertimento non manca.
La vera superstar di Thor: The Dark World è Loki. Il suo cinismo è linfa vitale per lo script che gli riserva un tripudio di battute, colpi di scena, voltafaccia che ingannano lo spettatore e scene action da mozzare il fiato
Nonostante una costruzione narrativa articolata, Prisoners non si fa portatore dell'inossidabile e sempre valida suspense collezionando, al suo posto, immagini e situazioni un po' troppo familiari al genere e ai suoi estimatori.
In puro stile Paul Greengrass, Captain Phillips è un blockbuster altamente spettacolare ed intelligente, che coniuga intrattenimento ad alto livello con riflessioni politiche e sociali. Tensione alle stelle per quasi tutta la durata, una regia frenetica con primi piani strettissimi, asciutto ed essenziale nello stile, il film ha il merito di restituirci un Tom Hanks in grandissima forma..
A fronte di una struttura sempre uguale, il tocco in più del film arriva da una maggiore (e migliore) concertazione della storia, da un'interazione più efficace tra il protagonista e gli altri personaggi.
L'adattamento del romanzo di Orson Scott Card, classico della sci-fi letteraria, mostra l'addestramento di un bambino-soldato nel futuro: la cura della della confezione è buona, ma la scrittura risente di una certa superficialità di approccio.
I Metallica ripresi live in 3D su un palco ipertecnologico dove sono presenti tutti gli elementi dell'immaginario della band. Sullo sfondo delle canzoni durante il concerto, l'odissea surreale di un ragazzo nelle strade della città devastata dalla violenza. Non un semplice film-concerto, ma una vera e propria opera filmica tra realtà, finzione, concerto e videoclip.
L'opera seconda di Luigi Sardiello vede protagonista Antonio Catania nei panni di un pasticciere che si ritrova coinvolto, suo malgrado, in un grosso guaio. Volenteroso tentativo di noir surreale, il film però procede in modo confuso e quasi inerte, statico e senza ritmo, per colpa di una sceneggiatura e di una regia non all'altezza della situazione.
Arriva in Italia un cartone animato spagnolo, interamente realizzato al computer, girato in inglese e con grandi ambizioni internazionali; ma è l'ennesima dimostrazione di come il cinema europeo, quando rinuncia a un'artigianale inventività, non possa competere sul piano tecnico-produttivo con Hollywood.
Il film dedicato al fenomeno Wikileaks, diretto da Bill Condon, si avvale dell'ottima interpretazione di Benedict Cumberbatch, ma pecca di un'attenzione quasi esclusiva alla personalità di Assange, nonché di una tendenza gratuita al virtuosismo registico.
Le disavventure di un giovane berlinese tra incontri paradossali, umiliazioni e scoperte notturne. Una sorta di 'Fuori orario' tedesco, molto a basso budget, e con una azzeccatissima variazione di toni, tra la commedia e il drammatico.
Dark Skies è costruito per dare risalto alle intrusioni domestiche notturne in casa della famiglia Barrett ed al loro aspetto più spettrale e spaventoso, piuttosto che alle dinamiche familiari tra i personaggi.
L'interessante documentario di Riccardo Jacopino è un viaggio nella memoria, recente e meno recente, di autori e fan dell'iconico eroe dei fumetti; ma è anche un tributo a una figura, quella di Sergio Bonelli, la cui presenza aleggia costantemente su tutta la sua durata.
Da un racconto di Doris Lessing, la storia dell'amicizia simbiotica di due donne e la successiva relazione che ciascuna instaurerà con il figlio dell'altra. A tratti intrigante, il film sembra però a volte rinchiuso nella sua trama da racconto morale, dimenticando di tratteggiare a dovere i personaggi.
L'incontro tra le due icone dell'action muscolare, a lungo accarezzato e sempre rimandato, si realizza infine in un carcerario dal taglio fantascientifico; in cui le due star rifanno sé stesse, e riprendono i rispettivi modi di interpretare il genere, che fecero la loro fortuna nel corso degli eighties.
Dopo il fortunato esordio di tre anni orsono, Rocco Papaleo sceglie una strada nuova, che equivale tuttavia al recupero di una struttura narrativa più classica: confezionando una commedia animata da una variegata, apparentemente mal assortita, galleria di personaggi.
Luc Besson adatta e dirige una black comedy che è una parodia dei gangster movie di derivazione mafiosa, tra ironia, azione e violenza. Dal bestseller di Tonino Benacquista, la storia vuole dare un nuovo senso all'espressione "famiglia criminale" con De Niro autoironico che interpreta il boss decaduto e fa la parodia di se stesso, e Michelle Pfeiffer desperate housewife focosa e pericolosa. Produce Scorsese alla cui cinematografia il film è anche un omaggio, tra citazioni nostalgiche e dissacratorie.
The Act of Killing è in parte racconto biografico, in parte odissea collettiva, in parte resoconto di un progetto artistico: ma è soprattutto un viaggio, sconvolgente quanto necessario, in una delle pagine più sanguinose, e colpevolmente taciute, della storia del Novecento.
Il film è un prodotto naif, pieno di ingenuità, non privo di una certa forza, il cui risultato però è poco coerente dal punto di vista narrativo.
Forte del successo ottenuto grazie a C'era una volta la città dei matti, con il quale ha raccontato l'impresa umana e professionale di Franco Basaglia, in Altri Tempi Marco Turco sfida in ancora il tema legislativo e prova, andando oltre la storia e la cronaca, a narrare il volto di una società alla disperata ricerca di un'identità dopo la disfatta delle seconda guerra mondiale
Proiettato in prima mondiale alle Giornate del Cinema Muto, dopo il casuale ritrovamento, il film di Welles del '38 doveva essere il prologo di una commedia teatrale ma, visto oggi, mostra una sua coerenza narrativa, quella di un lungo inseguimento sul modello delle comiche anni '20 ed è la conferma del talento per la commedia del cineasta americano, troppo spesso sottaciuto.
Strizzando l'occhio agli action frenetici ed estremi di Guy Ritchie, il film diretto dal regista pugliese Federico Rizzo, già autore di 'Fuga dal call center', ci porta insieme al suo zelante ragioniere della Mafia in giro per l'Italia e per il mondo sulle tracce di boss e trafficanti.