Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Bertrand Tavernier ritorna a un cinema piccolo piccolo, sussurrato e didascalico, fra fiction e realtà, lasciato decantare negli occhi dello spettatore per oltre due ore.
Nolan punta sull'aspetto umano dei personaggi e si affida alla carica iconica di Bruce Wayne senza tralasciare le motivazioni psicologiche dei suoi comportamenti e le sue paure, per girare un film a sé stante rispetto ai numerosi precedenti, scegliendo una messa in scena da blockbuster vecchio stampo ed una solida sceneggiatura.
Remake del divertente film di Luc Besson, questo New York Taxi made in USA non sa decidere se essere più una commedia o un film d'azione, finendo per perdere entrambe le strade.
La commistione tra dramma esistenziale, commedia sentimentale e colorato affresco di provincia convince, e, se proprio si vuole imputare qualcosa al bravo Zach Braff, lo si può accusare di aver peccato di eccesso di zelo, esagerando sia con il fiele che con lo zucchero.
Nle percorso di Kim, La samaritana è probabilmente il ponte fra la disillusione e l'apertura di uno spiraglio verso la luce, e riesce a stupire per lo svolgersi della storia.
Il film, in uscita nelle nostre sale il 2 settembre, racconta la divertente avventura di quattro strampalati animali dello zoo del Central Park di New York che si ritrovano improvvisamente catapultati nella giungla africana.
Dopo le recenti polemiche dell'autrice del romanzo, che non ha mandato giù il suo mancato coinvolgimento nella lavorazione della pellicola, viene ufficialmente presentato alla stampa il film che sbarcherà in oltre duecento sale italiane in autunno nella speranza di bissare il successo del libro.
Continua la passerella di Dive al Napoli FilmFestival con l'arrivo di Sigourney Weaver.
Il film di Babak Payami mostra un coraggio che non può che piacerci, e che andrebbe premiato, perché sintomo di un desiderio di libertà espressiva che travalica qualsiasi forma d'oppressione.
Il nuovo film del regista de 'Il macellaio', affrontando un racconto erotico, sconfina nel grottesco
Lo spaccato che l'autore dà della città partenopea mette in evidenza i contrasti tra ricchi e poveri, le interconnessioni tra le varie classi sociali e i molteplici strati di una città unica al mondo per storia, influenze e lingua, che si compone di un intreccio di strati sociali e culturali che vivono a stretto contatto gli uni con gli altri.
Valerio Jalongo al NapoliFilmFestival spiega la sua idea di cinema e libertà.
E' con freddezza quasi documentaristica che Winterbottom affronta questo lavoro, sia nella tecnica che nei risultati, quindi a conti fatti "9 Songs" risulta un esperimento su quanto potersi spingere in avanti nella raffigurazione dei rapporti sessuali su schermo, ma probabilmente un esperimento da non ripetere.
Giorgio Molteni parla di Legami sporchi, e del suo attaccamento ai b-movie.
Il regista Vincent Monnikendam ha presentato il suo documentario su Napoli alla stampa.
Molteni, cercando di omaggiare i b-movie, ne offre soltanto una scialba parodia.
L'attrice australiana, per poche ore a Napoli, incontra la stampa prima di ricevere il Vesuvio Award.
Cinema postmoderno dell'ibrido e della contaminazione tra melodramma dal carattere ortientaleggiante, racconto di formazione, tentazioni pulp e sfoggio di arti marziali, Danny The Dog richiede allo spettatore una sospensione della ricerca-necessità del verosimile cinematografico per essere apprezzato a pieno.
Si affaccia sul grande schermo il mito della Carmen, in una personale rilettura del cineasta spagnolo Vicente Aranda.
Sul solco della migliore tradizione della commedia sentimentale britannica Loncraine confeziona una pellicola di ambiente tennistico vivace e riuscita, che combina sapientemente un classico plot romantico con il desiderio di rivalsa del pubblico inglese.
Un esordio, questo del regista marocchino Mohamed Asli, che tradisce la sua formazione neorealista, non rinunciando tuttavia a momenti di umorismo e poesia e introducendo gradualmente lo spettatore in un dramma duro e realistico.
Una pellicola apprezzabile, quest'opera seconda di Pawel Pawlikowski, che rifugge con intelligenza facili stereotipi per narrare una storia in fondo universale.
Alla fine Schegge di April si rivela una piccola commedia umana senza molte pretese, ma capace di suscitare sentimenti veri.
Orrore e sangue sono le parole d'ordine del terzo lungometraggio di Alexandre Aja, che con questo film ha voluto realizzare un omaggio dichiarato ed esplicito a classici del genere slasher.
Primo ospite internazionale del festival di Napoli, la popolare attrice americana ha incontrato oggi la stampa partenopea.
Con La moglie di Frankenstein, James Whale apre definitivamente i cancelli terreni ad un nuovo mondo di dei e di mostri. Unici commensali di un matrimonio talmente raccapricciante che ancora oggi desterebbe scalpore.
Niente confetti per il matrimonio più raccapricciante della storia del cinema. Solo elettricità, pezzi sparsi di cadaveri e due scienziati pazzi in preda ad un immortale delirio di onnipotenza.
Ispirandosi apertamente ai lavori del fresco premio Oscar Charlie Kaufman, David O. Russell ha firmato una commedia da prendere sul serio.
Il film si basa sull'opera teatrale 'Chiacchiere e sangue' dello stesso Costantini, e del suo ambiente d'origine mantiene la struttura narrativa e forse risente troppo di questo forte legame con il teatro, risultando a tratti troppo statico.
Un esordio registico di sorprendente qualità e di grande intrattenimento a cui si può imputare solo un po' di indecisione nelle scelte drammaturgiche.
Un film che fa rabbrividire e colpisce allo stomaco per la crudeltà e l'assurdità delle storie che racconta e che commuove per la sensibilità con le quali le racconta. Un gioiello cinematografico da non lasciarsi scappare.
Uomo-natura: la potente antinomia su cui si fonda la poetica dreyeriana.
Il piccolo film 'Cielo e Terra' di Luca Mazzieri, verrà distribuito in dieci copie circa nelle sale.
Partendo dal controverso tema della semilibertà carceraria, il regista Valerio Jalongo dirige un melodramma a sfondo sociale, che offre una serie di considerazioni sulla libertà in genere, e sulla capacità dell'individuo di usufruirne.
Ripercorrendo, alla lontana, la struttura concettuale di Il sapore della vittoria, in cui l'istituzione della prima squadra interrazziale del paese si caricava di ovvie valenze sociali e politiche nella Virginia del 1971, Coach Carter è un film che, pur ritagliandosi un posto nel filone del cinema sportivo, si dimostra maggiormente interessato a uno spessore civile e alle dinamiche umane che si instaurano tra il protagonista indiscusso del film, un carismatico e convincente Samuel L. Jackson, e i suoi giocatori
L'ispirazione è geniale e riesce nell'intento di sfruttare la vena ironica per raccontare l'ossessione religiosa che ci coinvolge, che causa guerre e paci, che innalza verso l'infinito o fa sprofondare nell'inferno.
Dopo la presentazione, a Roma, del notevole "Sulla mia pelle", il regista Valerio Jalongo, i co-sceneggiatori Gualtiero Rosella e Diego De Silva e il produttore Rosario Rinaldo hanno svelato retroscena e traversie produttive del film.
Il destino di due vecchi amici è scritto nel vento. Quel vento, insieme alle foglie, spazzerà via le certezze di una vita grazie all'aiuto di due donne dal carattere opposto. E grazie all'inimitabile tocco mèlo di Douglas Sirk.
La trilogia del nuovo millennio deve fare i conti (in positivo e in negativo) con ciò che è già stato, al di là del suo andamento armonico.
Dopo Hotel Paura e la prima serie di Distretto di Polizia, tornano a lavorare insieme Renato De Maria e Isabella Ferrari, per raccontare la storia di una donna che ritrova la voglia di vivere tra le lenzuola dei letti dei suoi amanti.
De Maria muove la sua donna tra le trasparenti architetture iper-moderne di palazzi e centri commerciali e fa in modo che il suo sguardo più intimo sul mondo debba attraversare i cristalli dei finestrini di un'automobile.
L'ultimo film di Luca Mazzieri, il primo da "solista", si presenta come atto d'accusa contro tutte le guerre. Ma ci si scandalizza non tanto per granate o proiettili, quanto per una messa in scena approssimativa e arruffata
Osteggiato dalle alte gerarchie naziste, proibito in Italia dal Fascismo e avversato in molte parti d'Europa, All'ovest niente di nuovo ha assunto da subito il ruolo di pellicola scomoda e provocatoria. Anche in madrepatria.
La morte arriva in un istante. Un attimo che può essere quello segnato da un battito d'ali di una farfalla o da un colpo di fucile sparato da un cecchino nemico. E l'ora dell'ultima marcia è ormai giunta...
Con questa commedia brillante, tratta da un romanzo di W. Somerset Maugham, l'ungherese Istvàn Szabo ribadisce la sua idea di un cinema principalmente di attori, che fa dell'insistenza sui volti e dell'uso diffuso dei primi piani la sua cifra stilistica principale.
E' la violenza dei fatti e delle immagini (livide all'inverosimile) che conquista la scena, sottolineata da una musica scarna fatta di bassi che esplode quando meno ce l'aspettiamo.
L'Angelo azzurro, ovvero l'inizio del mito. Marlene Dietrich, qui al suo primo grande film, diventa grazie a Sternberg una delle icone cinematografiche più idolatrate di tutti i tempi.
La Hollywood in cui George Lucas ha mosso i suoi primi passi da regista/produttore/autore era un mondo completamente diverso da quello odierno, dal punto di vista cinematografico. Erano gli anni in cui grandi autori di oggi si stavano affacciando al mondo del cinema, portando nelle sale opere che sarebbero state un punto di riferimento per molti negli anni successivi.
Gli ultimi echi dell'espressionismo si avvertono nel progressivo decadimento morale del vecchio Professor Rath e nella perfetta incarnazione del male, in un'ottica misogina e decadente, da parte dell'immortale Lola Lola.
Potrebbe apparire pretestuosa, l'idea di base di questo "Uncut - Member Only", una provocazione "underground" attentamente studiata: ma bastano pochi minuti di visione per rendersi conto della riuscita narrativa e della notevole ricerca stilistica che c'è dietro al film.