Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Horror dalla rimarcata componente splatter e dai pochi fronzoli, il film di Fulci è nato e rimane un piacevole film di genere incentrato sull'efferratezze e gli eccessi gore, ma può vantarsi di resistere alla grande all'usura del tempo, ponendosi anche al di fuori dell'angusto e francamente sempre più stucchevole fenomeno della rivalutazione critica-acritica o del culto da fanzine.
Dopo il successo di 'Minority Report', Spielberg e Cruise stavano cercando un altro film da poter girare insieme e quando il regista, sul set di 'Prova a prendermi' accennò a Cruise tre progetti, l'ultimo era proprio 'La guerra dei mondi'
Il film scorre via sul binario del già visto o del banale, senza particolari slanci, ma con poche vere cadute di stile. Risulta, insomma, insignificante più che brutto.
Dogtown & Z-Boys racconta la rabbia e la voglia di riscatto di un gruppo di ragazzi con nessuna strada davanti a sé. Di come due uomini ispirati seppero fare della vita di una banda di adolescenti un'opera d'arte. Di un'ennesima versione del sogno americano.
Dal buio del presente, allora, ci si imbarca in un viaggio a ritroso nelle sacche della memoria, per ricordare come e chi eravamo, ma soprattutto con chi.
A venti anni distanza dal terzo episodio di una trilogia che ha indissolubilmente cambiato il cinema horror e non solo, George A. Romero ritorna all'antico con il quarto film dedicato ai morti viventi.
Torna sullo schermo Ben Gazzara in un ruolo da protagonista, con un film purtroppo non all'altezza della sua fama.
La guida galattica per gli autostoppisti rappresenta una forma di intrattenimento gradevole e, cosa abbastanza rara, intelligente che ricerca un ragionevole compromesso tra la dimensione spettacolare e quella letteraria.
Girato in tempo record e con un budget limitato, Il mistero del falco entra di diritto nella storia del cinema: è il primo esempio hollywodiano del genere noir.
Con questo film la materia di cui sono fatti i sogni assumerà, una volta per sempre, una consistenza amara, spietata e cinica. Come quella rinvenibile in molti frammenti della storia del cinema degli ultimi sessant'anni.
Il colossale successo de Il Ciclone sembra lontano ed inavvicinabile, ma il regista toscano è pronto a scommettere sulla sua nuova creatura, Ti amo in tutto le lingue del mondo.
Incontro con Babak Payami, che, parlando della sua osteggiata pellicola, ci dà un quadro della situazione politica e artistica dell'Iran di oggi.
L'horror incarnato dal cadavere ambulante per attuare una feroce apologia politica e sociologica funzionale ad uno "smembramento" delle convinzioni politiche e militari di un'America destinata in modo lento ma inesorabile al tracollo finale.
Un gioco delle parti leggero leggero, sollievo estivo per chi ama sorridere e uscire dalla sala spensieratamente.
Giovanna Taviani è certamente il personaggio più solare dell'Open Roads 2005, dove la regista ha portato il suo interessantissimo I nostri 30 anni.
Lo sceneggiatore e regista ha presentato il suo film alla rassegna newyorkese Open Roads.
Regista e protagonista raccontano Amatemi al pubblico americano durante Open Roads 2005.
Abbiamo incontrato Paolo Sorrentino nella Grande Mela durante la manifestazione Open Roads 2005.
Il suo Volevo solo dormirle addosso è stato fortemente voluto e apprezzato a Open Roads 2005; il regista laziale ci ha concesso una breve intervista.
Dall'istituto di cultura italiano nella Grande Mela, un intervista con l'attore romano che ha partecipato all'Open Roads 2005.
La regista napoletana racconta il suo ultimo lavoro alla manifestazione newyorkese dedicata al cinema italiano Open Roads.
A Roma per presentare Batman Begins il regista Cristopher Nolan accompagnato dalle star Christian Bale, Katie Holmes e Morgan Freeman.
Bertrand Tavernier ritorna a un cinema piccolo piccolo, sussurrato e didascalico, fra fiction e realtà, lasciato decantare negli occhi dello spettatore per oltre due ore.
Nolan punta sull'aspetto umano dei personaggi e si affida alla carica iconica di Bruce Wayne senza tralasciare le motivazioni psicologiche dei suoi comportamenti e le sue paure, per girare un film a sé stante rispetto ai numerosi precedenti, scegliendo una messa in scena da blockbuster vecchio stampo ed una solida sceneggiatura.
Remake del divertente film di Luc Besson, questo New York Taxi made in USA non sa decidere se essere più una commedia o un film d'azione, finendo per perdere entrambe le strade.
La commistione tra dramma esistenziale, commedia sentimentale e colorato affresco di provincia convince, e, se proprio si vuole imputare qualcosa al bravo Zach Braff, lo si può accusare di aver peccato di eccesso di zelo, esagerando sia con il fiele che con lo zucchero.
Nle percorso di Kim, La samaritana è probabilmente il ponte fra la disillusione e l'apertura di uno spiraglio verso la luce, e riesce a stupire per lo svolgersi della storia.
Il film, in uscita nelle nostre sale il 2 settembre, racconta la divertente avventura di quattro strampalati animali dello zoo del Central Park di New York che si ritrovano improvvisamente catapultati nella giungla africana.
Dopo le recenti polemiche dell'autrice del romanzo, che non ha mandato giù il suo mancato coinvolgimento nella lavorazione della pellicola, viene ufficialmente presentato alla stampa il film che sbarcherà in oltre duecento sale italiane in autunno nella speranza di bissare il successo del libro.
Continua la passerella di Dive al Napoli FilmFestival con l'arrivo di Sigourney Weaver.
Il film di Babak Payami mostra un coraggio che non può che piacerci, e che andrebbe premiato, perché sintomo di un desiderio di libertà espressiva che travalica qualsiasi forma d'oppressione.
Il nuovo film del regista de 'Il macellaio', affrontando un racconto erotico, sconfina nel grottesco
Lo spaccato che l'autore dà della città partenopea mette in evidenza i contrasti tra ricchi e poveri, le interconnessioni tra le varie classi sociali e i molteplici strati di una città unica al mondo per storia, influenze e lingua, che si compone di un intreccio di strati sociali e culturali che vivono a stretto contatto gli uni con gli altri.
Valerio Jalongo al NapoliFilmFestival spiega la sua idea di cinema e libertà.
E' con freddezza quasi documentaristica che Winterbottom affronta questo lavoro, sia nella tecnica che nei risultati, quindi a conti fatti "9 Songs" risulta un esperimento su quanto potersi spingere in avanti nella raffigurazione dei rapporti sessuali su schermo, ma probabilmente un esperimento da non ripetere.
Giorgio Molteni parla di Legami sporchi, e del suo attaccamento ai b-movie.
Il regista Vincent Monnikendam ha presentato il suo documentario su Napoli alla stampa.
Molteni, cercando di omaggiare i b-movie, ne offre soltanto una scialba parodia.
L'attrice australiana, per poche ore a Napoli, incontra la stampa prima di ricevere il Vesuvio Award.
Cinema postmoderno dell'ibrido e della contaminazione tra melodramma dal carattere ortientaleggiante, racconto di formazione, tentazioni pulp e sfoggio di arti marziali, Danny The Dog richiede allo spettatore una sospensione della ricerca-necessità del verosimile cinematografico per essere apprezzato a pieno.
Si affaccia sul grande schermo il mito della Carmen, in una personale rilettura del cineasta spagnolo Vicente Aranda.
Sul solco della migliore tradizione della commedia sentimentale britannica Loncraine confeziona una pellicola di ambiente tennistico vivace e riuscita, che combina sapientemente un classico plot romantico con il desiderio di rivalsa del pubblico inglese.
Un esordio, questo del regista marocchino Mohamed Asli, che tradisce la sua formazione neorealista, non rinunciando tuttavia a momenti di umorismo e poesia e introducendo gradualmente lo spettatore in un dramma duro e realistico.
Una pellicola apprezzabile, quest'opera seconda di Pawel Pawlikowski, che rifugge con intelligenza facili stereotipi per narrare una storia in fondo universale.
Alla fine Schegge di April si rivela una piccola commedia umana senza molte pretese, ma capace di suscitare sentimenti veri.
Orrore e sangue sono le parole d'ordine del terzo lungometraggio di Alexandre Aja, che con questo film ha voluto realizzare un omaggio dichiarato ed esplicito a classici del genere slasher.
Primo ospite internazionale del festival di Napoli, la popolare attrice americana ha incontrato oggi la stampa partenopea.
Con La moglie di Frankenstein, James Whale apre definitivamente i cancelli terreni ad un nuovo mondo di dei e di mostri. Unici commensali di un matrimonio talmente raccapricciante che ancora oggi desterebbe scalpore.
Niente confetti per il matrimonio più raccapricciante della storia del cinema. Solo elettricità, pezzi sparsi di cadaveri e due scienziati pazzi in preda ad un immortale delirio di onnipotenza.
Ispirandosi apertamente ai lavori del fresco premio Oscar Charlie Kaufman, David O. Russell ha firmato una commedia da prendere sul serio.