Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Molte conferme sullo stile del regista americano e qualche sorpresa.
Arriva in sala una nuova avventura adolescianziale con lo scenario esotico di Marrakesch e dintorni, a firma del toscano Francesco Falaschi.
Realizzato durante il primo piano quinquennale di Stalin affrontando un tema analogo all'ejzenstejniano Il vecchio e il nuovo, Dovzhenko consegna alla storia un dramma epico sui primi tentativi di collettivizzazione dove l'attualità e gli aspetti propagandistici vengono assorbiti da quella che è definita la poesia della natura.
Il film di Forman fatica ad entrare a regime e, sul più bello, si perde in riflessioni socio-politiche ridondanti ed inattuali, descrivendo un '700 irreale ed enfatizzato, guardato con occhi dogmatici e privi di acume.
Un contraltare 'estivo' del recente Notte prima degli esami, che tenta, con poco successo, di mescolare la tematica socio-culturale con una fresca commedia generazionale. Obiettivo non pienamente centrato.
Un film poetico nelle sue forme più varie: dalla caduta dei piumini che segnano l'inizio della primavera alla danza nella nebbia dei ragazzi, dalle luci del transatlantico alla neve "inaspettata", alle parole dei protagonisti.
In arrivo nelle sale il film che racconta la storia vera del giovane anarchico catalano Salvador Puig Antich, ultima vittima della pena capitale in Spagna. Lo hanno presentato a Roma regista e protagonista.
Il regista britannico è passato dalle nostre parti per promuovere Sunshine, la storia di un viaggio fisico, mistico e mentale verso un Sole morente.
Insolito questo film sull'universo maschile, troppo spesso proposto in stereotipi meschini; qui vanno in scena paure e debolezze autentiche, rappresentate con la stessa illusoria semplicità del quotidiano.
Rivisitiamo il cinema di Tim Burton attraverso i tre Edward più importanti della sua filmografia: Mani di forbice, Ed Wood e edward Bloom di Big Fish.
Lungo tutto il film corre il brivido della morte: per chi non riesce più a vivere normalmente nonostante sia tornato sano, salvo e pluridecorato, per chi cerca la morte considerandola l'unica vera emozione della sua vita, per chi forse avrebbe preferito morire in Vietnam.
Gordon racconta così il proprio punto di vista sulla follia, sulla paura e sul desiderio, lasciando il giudizio sospeso, cercando in facili eccessi di messa in scena una soluzione che, come per il suo protagonista, è impossibile a trovare, forse perché inesistente.
La regista e i protagonisti del film, tra cui Luca Zingaretti, hanno presentato il film alla stampa romana.
In un panorama cinematografico sempre più spento e a corto di idee, questo film, che riporta sul grande schermo la spinosa tematica del sospetto, della diversità tra culture, e la relativa non accettazione del diverso, non passa di certo inosservato.
Esordio alla regia per il leader dei Tiromancino che firma una commedia nera, ironica e graffiante. Nelle sale dal 13 Aprile.
L'opera seconda del giovane regista inglese Christopher Smith ci trascina nei boschi della Transilvania al seguito di un gruppo eterogeneo di manager rampanti alle prese con problemi estranei alle "logiche aziendali".
Inutile stare a puntualizzare come e perché il film non sia nemmeno lontanamente assimilabile ai suoi modelli, e di come banalizzi gli aspetti psicologici privilegiando l'effetto (speciale o no) di bassa lega.
A 7 km da Gerusalemme un pubblicitario in cerca di sè stesso incontra uno strano personaggio, aderente in tutto alla descrizione evangelica di Gesù Cristo. Un ottimo spot, penserà all'inizio, ma poi...
Huerga si impantana in un caos di colori e rumori, ma quando si parla di eventi così tragici e di tali ingiustizie ingiustificabili si può forse perdonare qualche lacuna ed apprezzare comunque il tentativo.
Incontriamo a roma il regista de Gli innocenti, Per Fly, che ci parla di giovani terroristi e cattivi maestri.
Cast hollywoodiano e grande qualità su RaiUno. Dopo 'Pompei', Giulio Base conferma il suo talento di regista di film storico-drammatici.
Donnersmark costruisce un meccanismo perfetto che tiene alta la tensione dalla prima all'ultima sequenza e fa de Le vite degli altri un appassionante thriller dell'anima, a tratti scanzonato, a tratti disperato, ma ricco di speranza.
Svalvolati on the road si posiziona in un generico limbo del comico che riunisce sguardo nostalgico al passato, gag slapstick e un sottofondo omofobico, fil rouge che unisce molte delle pellicole che spopolano attualmente negli USA.
A dieci anni da 'L'ultima catastrofe' torna a far danni Mr. Bean, nelle sale italiane dal 6 Aprile.
Il regista ha presentato alal stampa romana il film che ha vinto, tra le altre cose, il premo Oscar per il miglior film straniero.
Frank Miller sollecita, nello spettatore, uno degli istinti più antichi e radicati nel cuore umano: il fascino della violenza, del truculento, della guerra.
Nonostante alcuni elementi stimolanti, il film è nel complesso molto poco interessante ed ha l'enorme difetto di affrontare un tema narrativo già esaurito dalla grande produzione cinematografica al riguardo.
La splendida attrice interviene alla presentazione romana della rassegna dedicata al suo lavoro dal Centro Sperimentale di Cinematografia e dal Comune di Roma.
Tirard costruisce una commedia solida e fresca, ma, per troppo amore, ne diluisce eccessivamente i tempi narrativi e quelli comici, facendole perdere di precisione e incisività.
Benchè più vicino alle atmosfere degli esilaranti episodi televisivi, questo secondo film di Mr. Bean non riesce comunque a divertire se non negli ultimi venti minuti.
Un film moderno, girato con uno stile pulito che però, nella sua parte finale, ha il difetto di diventare improvvisamente un po' troppo artificioso.
Un film disperato e sincero che non ha pudore di mostrare l'ipocrisia né la lotta alla sopravvivenza, nel tentativo di scardinare le false certezze della società danese.
Il primo documentario di Sydney Pollack soffre di un atteggiamento un po' troppo celebrativo nei confronti di Gehry, dipinto come un genio assoluto e indiscutibile.
La bravura di Olmi sta nel dare a questo suo deciso attacco antiecclesiastico i toni delicati di una storia semplice, assestando al momento giusto delle energiche stoccate che mettono in ginocchio il proprio bersaglio.
Lì dove sembrava impossibile che l'immagine potesse riscattare il potere evocativo e sobrio della parola, ci ha messo lo zampino (e soprattutto la fantasia) Neil Burger.
Il regista ha presentato a Rom il suo primo documentario, la storia di uno dei più famosi e innovativi architetti del mondo.
Un film non indimenticabile che narra tonfi e trionfi del calciatore più chiecchierato della storia; consigliato solo ai simpatizzanti di Maradona.
La Red Road è una strada della periferia di Glasgow in cui i destini di un uomo e di una donna torneranno ad incontrarsi, generando nuovo dolore ma riscattando definitivamente un passato difficile
La splendida attrice premio Oscar è passata per la Capitale per promuovere il thriller di cui è protagonista al fianco di Bruce Willis.
Sevérine è una donna-bambina che confonde continuamente la propria esistenza nei due diversi piani nei quali il film si dipana; quello della realtà e quello del sogno.
Violento e spaventoso sin dal primo fotogramma, il film, pur nascendo da uno spunto innovativo, soffre di una sceneggiatura che ripercorre tutti i luoghi comuni dell'horror giovanile.
Il maestro e l'interprete israeliano hanno incontrato la stampa per la presentazione dell'ultimo lavoro di Olmi, che fa già discutere per i suoi contenuti.
Anche di più di quanto Sin City aveva fatto in precedenza, il film di Snyder cerca di cambiare l'uso che viene fatto degli effetti speciali, passando dalla ricerca del realismo per elementi immaginari all'astrazione di elementi reali.
Un linguaggio semplice, un messaggio profondo, per il tema della perdita che non diventa mai banale e che regala lacrime di sincera commozione di fronte all'infanzia interrotta.
Anche di fronte ad un prodotto non troppo riuscito, Bisogna apprezzare la voglia di non "imitarsi" a tutti i costi e il tentativo di rinnovarsi - anche se un po' maldestro - dei fratelli Taviani.
Tra innovazione e tradizione, tra film di genere e cult movie, le nostre riflessioni sulla serie horror che ha conquistato gli appassionati.
Dopo una lunga pausa il regista di Passi sulla luna torna con questa nuova commedia all'italiana, nelle sale dal 30 Marzo.
E' l'avvincente favola in 3D del topolino dei dentini da latte, che fino a oggi non era conosciuta se non attraverso il racconto dei nostri genitori. Avvincente e geniale l'animazione e ottima la colonna sonora.
Paolo e Vittorio Taviani incontrano la stampa per discutere del loro nuovo film. I due registi sottolineano l'importanza di non dimenticare l'eccidio degli armeni.
La scelta di non mostrare si dimostra la carta vincente poiché libera la fantasia dello spettatore in un dedalo di ombre che crescono e si moltiplicano fino all'epilogo.