Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Le stanze che i personaggi abitano e attraversano sono piene di vita, e i paesaggi dell'immaginazione come le oppressive mura della realtà riflettono la delicata Babele creativa che risiede nell'interessantissima testa di Michel Gondry.
Quattro storie per narrare, ancora una volta, il sentimento più rappresentato (e abusato) al cinema: sfortunatamente, però, la consistenza è la stessa della canzone di Gigi D'Alessio che Volo e la Bobulova ascoltano in uno degli episodi.
Al via a Bologna la nona edizione della kermesse italiana dedicata alle ultime frontiere dell'immaginario digitale e alle innovative tecnologie applicate al cinema e all'animazione.
Alla conferenza di presentazione dell'atteso seguito Giovanni Veronesi, circondato dagli interpreti, annuncia che i 'Manuali' saranno cinque.
Sono 'Grey's Anatomy' ed 'Ugly Betty' le due migliori serie tv per l'HFPA. Hugh Laurie, America Ferrera, Kyra Segdwick ed Alec Baldwin i migliori attori. Tre premi al film tv 'Elizabeth I'.
Nessuna sorpresa per una serata meno frizzante del solito, conclusasi con la vittoria di Babel tra i film drammatici e di Dreamgirls nella categoria commedia/ musical.
La HFPA non regala sorprese, ma non c'è nulla di più soddisfacente e giusto che vedere Helen Mirren premiata - e ri-premiata.
La stampa estera di Hollywood rilancia Babel e Dreamgirls come assoluti frontrunner, ma la serata riserva applausi anche per The Queen, Martin Scorsese e Clint Eastwood.
Felix è un film diretto ai piccolissimi, un pubblico con il ciuccio che, a detta dei produttori e dei doppiatori che hanno portato i relativi figli a vederlo nelle anteprime, si entusiasma come pochi altri.
Immagini e interviste inedite in un documentario tutto italiano che getta una nuova luce sugli eventi che hanno portato alla tragedia dell'undici settembre 2001.
Il regista francese e il giovane attore messicano sono passati per la Capitale per presentare il film in uscita nelle nostre sale il 19 gennaio.
Un euforico Will Smith e un nervoso Gabriele Muccino piombano a Roma per presentare "La ricerca della felicità".
Il primo film yankee di Muccino sposa passivamente il mito del sogno americano: volontarismo e desiderio di eccellere come unici motori di una società che non riesce a comunicare ed a istaurare rapporti e legami.
Animali antropomorfi che ballano, si innamorano e soffrono? Sa di già visto? Non è il caso di Barnyard, film che mescola sapientemente i ritmi del musical ed una forte morale edificante.
Rocky Balboa è la celebrazione di un simbolo attraverso la messa in scena del suo funerale. Stallone congeda il suo alter-ego attraverso il suo rifiuto a arrendersi, ma allo stesso tempo delinea la sua fine evidenziando la tragica inattualità del suo personaggio-uomo-divo.
La nascita dell'agente segreto più celebre della storia del cinema, e gli attori che l'hanno interpretato nel corso degli anni, da Sean Connery a Daniel Craig.
Nel film di Zhang Yuan manca proprio quella 'guerra' evocata nel titolo, manca lo spirito ribelle insito in ogni bambino. Manca la forza di osare.
Il film di Patrick Stettner si fa ricordare soprattutto per averci restituito un Robin Williams in versione "drammatica" su buoni livelli, e per un'idea tanto potenzialmente intrigante quanto mal sfruttata.
Misera la sceneggiatura, giocata tutta sull'eroe umano e sulla contrapposizione "vecchia gloria"-"giovane leone", che alla seconda ora trascorsa fra piscine gelate e tempeste in mare aperto sfinirebbe chiunque.
Il divo italo-americano ha incontrato la stampa romana durante il tour promozionale per l'ultimo episodio della saga di Rocky.
Una commedia amara o un dramma comico; di sicuro un ritratto sognante dello struggente male di esistere, di chi sopravvive giorno per giorno mentre dovrebbe avere un'opportunità.
La tripartizione primigenia tra forma, contenuto e aspetto, può prevedere la preponderanza di uno dei tre componenti sugli altri. Più raramente il lato preponderante è il terzo: l'aspetto. E' il caso di 'Hero' di Zhang Yimou...
Guggenheim racconta l'impegno dell'ex vicepresidente USA nell'ambito della ricerca sulla situazione drammatica del clima del nostro pianeta.
Comunichiamo tramite Internet per sentirci soli insieme agli altri. Il continuo overload di (in)utili informazioni ci costringerà un giorno non lontano a sigillare le nostre stanze con nastro adesivo rosso. E per sempre la morte sarà (una nuova) eterna solitudine...
Un ritratto dell'ex sex symbol della serie Arma letale, trasformatosi negli ultimi dieci anni in regista blasonato e di richiamo ma al centro di continue polemiche.
Martin Campbell sembra aver pensato formalmente a Casino Royale più come ad un contemporaneo action-spionistico che come ad un film dell'agente segreto britannico.
Von Trier ragiona sui rapporti umani, creando un microcosmo lavorativo simile ad una grande famiglia, in cui però, dietro un'apparente solidarietà, si celano egoismo ed arrivismo.
Apocalypto è un film d'avventura di buona fattura nobilitato da un'ottima regia che si inserisce nella scia sangue, sudore, muscoli e fango inaugurata da 'Braveheart'.
Uno dei più dolci e imperdibili saggi sull'infanzia e sull'umanità, un film in grado di minare ogni minima certezza del proprio costrutto per sostituirvi il proprio punto di vista. Un film vivo. Puro. Sincero.
Il regista è intervenuto in conferenza stampa per il lancio del film già accolto da critiche estremamente positive alla Festa di Roma.
Offerta varia nei generi, ma se si analizza la mole di film che ci attendono nel prossimo futuro non si può fare a meno di notare una propensione per l'impegno e la denuncia.
Quello di Dreyer è un mesto, austero canto rivolto all'uomo, alle sue concrete aspirazioni di felicità e alle sue verità scavate nella carne, quella medesima carne sacrificata nel fuoco del rogo per compiacere i sovrumani precetti d'una divinità sorda.
Per infrangere i tabù della solitudine Kaurismäki deve assorbire ogni elemento romantico e rendere la vicenda asettica e quasi impersonale.
Un tipico esempio di 'cinema adolescenziale' dove il racconto di avventure di ragazzi è un mezzo per criticare gli adulti.
Un film totalmente sbagliato, questo Eragon, che copre le mancanze di regia e sceneggiatura adagiandosi sullo sfarzo dei mezzi, e su un suppposto quanto forzato senso di epicità.
Una guida per avvicinarsi al mondo dell'attesissimo fantasy tratto dal bestseller di Christopher Paolini.
Nella tagline è racchiuso tutto il senso di un film che riesce ad assommare alla perfezione la natura del cinema come mezzo d'intrattenimento da un lato e come veicolo di riflessioni dall'altra.
I produttori, il regista e il numeroso cast del più atteso tra i cinepanettoni 2006 hanno incontrato la stampa romana.
Se, da un lato, Pambianco sembra davvero saperci fare con la cinepresa (digitale), il problema sorge una di fronte ad una sceneggiatura risibile, di un'approssimazione davvero singolare.
I campioni dell'animazione inglese e il principale concorrent americano alla Disney si uniscono per dare vita ad un interessante esperimento di animazione
Come consuetudine, arriva nelle sale il contingente di pellicole confezionata per cavalvare l'impennata degli incassi natalizi. In pole position i 'cinepanettoni'.
Kurosawa dirige il suo primo film a colori tentando di dare nuovo significato alla parola umanità attraverso la descrizione di un universo semplice e disperato.
Meno stilisticamente pulito di Trono di sangue e più vicino alla ruvida sincerità di I sette samurai, La sfida del samurai è diretto senza il minimo protagonismo per il regista e con una costante ricerca dell'invisibilità che è esemplare.
La regista ha partecipato ad una conferenza stampa a Roma per la presentazione del suo film, già passato alla Festa di Roma.
'Commediasexi' è un prodotto gradevole se non proprio esilarante, senz'altro superiore alla media delle commedie sguaiate accanto a cui si colloca.
Regista e cast del film natalizio targato Medusa a Roma per la presentazione della pellicola. Non mancano frecciatine ai concorrenti.
Denzel Washington incarna di nuovo l'eroe senza macchia e la sua solidità interpretativa avvince tanto dal voler fortemente che siano possibili tali metodi investigativi, ma soprattutto, accendere la voglia di credere ancora in un'alternativa.
Meglio dire addio a forti sentimenti senza sperare in sconvolgimenti emotivi ed abbandonarsi ad una patinata commediola buonista, in cui il cattivo torna buono e rinuncia a cifre milionarie in cambio di una solare squattrinata francesina.
Come spesso succede nei film dei fratelli Vanzina molteplici ed espliciti sono i riferimenti alla commedia italiana ed ai grandi duetti comici della storia del nostro cinema.
Il regista con un nutrito contingente di attori ha incontrato la stampa per la fastosa presentazione romana del film in uscita il 15 dicembre.