Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Il regista de La sconosciuta ha tenuto una lezione sul cinema appliacto alla pubblicità a Bagheria.
Tratto dal best-seller Ken Kesey, è un film sulla libertà, un'allegoria sulla nostra civiltà e sull'essere umano. Temi fortissimi che Milos Forman tratta con grande ironia e drammaticità allo stesso tempo.
Regista e interpreti hanno incontrato la stampa in occasione della fastosa prima italiana del terzo episodio del franchise dell'Uomo-ragno.
Caruso, regista televisivo al quarto exploit cinematografico, centra totalmente i suoi obiettivi con una teen comedy ricca di suspense. Raro esempio di cinema d'intrattenimento semplice e ben girato.
Con Sunshine Danny Boyle compila un bignami di tutte le regole essenziali per un vero film di fantascienza, lontano dall'esibizione tecnologica e più vicino al sogno.
Il film di Lamberto Bava intreccia i generi, passando dal sentimentale al thriller per finire sull'horror, ma è affetto da una generale debolezza d'insieme che rende il risultato piuttosto piatto.
L'opera prima di Sofia Coppola affronta un tema molto profondo come l'adolescenza, vista nella sua dimensione verginale, delle prime esperienze, della voglia di libertà e della curiosità sul sesso e su tutte le sue sfumature.
Il direttore Felica Laudadio e il Presidente della regione Lazio Piero Marrazzo hanno presentato l'evento che si svolgerà a luglio.
La difettosa gestione dei due diversi piani narrativi (libro e realtà) è uno dei limiti più evidenti del film di Schumacher, disomogeneo e incapace di organizzare gli eventi e le svolte della trama in una struttura coerente.
Così il maestro dell'horror italiano definisce il suo ultimo film, ispirato al più celebre 'Ghost'. L'abbiamo incontrato a Roma, in compagnia di Laura Harring.
Studiare certi congegni narrativi può condurre a periodi storici assai diversi, ma accomunati dall'innato bisogno umano di essere depistati, spiazzati, sorpresi. Il thriller rappresenta una delle moderne e più popolari manifestazioni di tale universale necessità.
Il documentario di Daniele Vicari abbandona i luoghi comuni sul bel paese proponendo un'indagine lucida e ben documentata sulla situazione lavorativa dell'Italia contemporanea.
Attraverso Sciuscià assistiamo ad un percorso di formazione, alla documentazione di una classe sociale formata da bambini lavoratori, troppo giovani e inesperti di fronte alle responsabilità di un'Italia proiettata verso la liberazione e verso un futuro migliore.
Se vi è piaciuto Hot Movie, questo è il film che fa per voi. Goliardico e caciarone, segue pedissequamente la struttura e lo stile del predecessore.
Il film si poggia soprattutto sulla fisicità di Wahlberg, se si riesce nella faticosa impresa di sospendere l'incredulità sa risultare perfino godibile, grazie anche a qualche battuta davvero brillante nel suo cinismo.
Regista, sceneggiatore e cast presentano a Roma la disimpegnata commedia 'Voce del verbo amore'.
Il dilemma dell'uomo moderno è scandito a viva voce in poche, interminabili sequenze; la regia che si avvale quasi continuamente di camera fissa fa il resto, inchiodando ogni concetto, senza possibilità d'equivoco.
De Niro torna dietro la macchina da presa, regalando al pubblico un film complesso, dal tema spinoso, frutto di lunghi anni di ricerche e studi sui servizi segreti americani. Nelle sale italiane dal 20 Aprile.
Più di una semplice commedia sentimentale, un tentativo di delineare, attraverso situazioni e reazioni emozionali diverse, le sfaccettature del cuore, quell'irrazionalità che domina su ognuno, che compone caratteri, umori, stati d'animo e personalità.
Cambia il genere cinematografico di riferimento, ma regista e sceneggiatore tornano a parlare di un gruppo più o meno ristretto di persone che si trovano ad affrontare il collasso della civiltà, si osservano le loro dinamiche interne, i loro conflitti, le loro posizioni.
Le immagini visionarie del pittore si fondono alla perfezione con l'espressione dell'inconscio del regista in un film che, apparentemente insensato, riesce a mantenere una sua coerenza interna senza trascurare il tessuto narrativo.
Colpisce la freschezza e la genuinità con la quale l'ultimo film di Luchetti affronta un periodo, quello degli ideologizzati anni '60, mai veramente pacificato nelle coscienze degli italiani e nel dibattito pubblico della penisola.
Incontro con il regista ed il cast di 'Mio fratello è figlio unico', ultimo, riuscito, lavoro di Daniele Lucchetti.
Molte conferme sullo stile del regista americano e qualche sorpresa.
Arriva in sala una nuova avventura adolescianziale con lo scenario esotico di Marrakesch e dintorni, a firma del toscano Francesco Falaschi.
Realizzato durante il primo piano quinquennale di Stalin affrontando un tema analogo all'ejzenstejniano Il vecchio e il nuovo, Dovzhenko consegna alla storia un dramma epico sui primi tentativi di collettivizzazione dove l'attualità e gli aspetti propagandistici vengono assorbiti da quella che è definita la poesia della natura.
Il film di Forman fatica ad entrare a regime e, sul più bello, si perde in riflessioni socio-politiche ridondanti ed inattuali, descrivendo un '700 irreale ed enfatizzato, guardato con occhi dogmatici e privi di acume.
Un contraltare 'estivo' del recente Notte prima degli esami, che tenta, con poco successo, di mescolare la tematica socio-culturale con una fresca commedia generazionale. Obiettivo non pienamente centrato.
Un film poetico nelle sue forme più varie: dalla caduta dei piumini che segnano l'inizio della primavera alla danza nella nebbia dei ragazzi, dalle luci del transatlantico alla neve "inaspettata", alle parole dei protagonisti.
In arrivo nelle sale il film che racconta la storia vera del giovane anarchico catalano Salvador Puig Antich, ultima vittima della pena capitale in Spagna. Lo hanno presentato a Roma regista e protagonista.
Il regista britannico è passato dalle nostre parti per promuovere Sunshine, la storia di un viaggio fisico, mistico e mentale verso un Sole morente.
Insolito questo film sull'universo maschile, troppo spesso proposto in stereotipi meschini; qui vanno in scena paure e debolezze autentiche, rappresentate con la stessa illusoria semplicità del quotidiano.
Rivisitiamo il cinema di Tim Burton attraverso i tre Edward più importanti della sua filmografia: Mani di forbice, Ed Wood e edward Bloom di Big Fish.
Lungo tutto il film corre il brivido della morte: per chi non riesce più a vivere normalmente nonostante sia tornato sano, salvo e pluridecorato, per chi cerca la morte considerandola l'unica vera emozione della sua vita, per chi forse avrebbe preferito morire in Vietnam.
Gordon racconta così il proprio punto di vista sulla follia, sulla paura e sul desiderio, lasciando il giudizio sospeso, cercando in facili eccessi di messa in scena una soluzione che, come per il suo protagonista, è impossibile a trovare, forse perché inesistente.
La regista e i protagonisti del film, tra cui Luca Zingaretti, hanno presentato il film alla stampa romana.
In un panorama cinematografico sempre più spento e a corto di idee, questo film, che riporta sul grande schermo la spinosa tematica del sospetto, della diversità tra culture, e la relativa non accettazione del diverso, non passa di certo inosservato.
Esordio alla regia per il leader dei Tiromancino che firma una commedia nera, ironica e graffiante. Nelle sale dal 13 Aprile.
L'opera seconda del giovane regista inglese Christopher Smith ci trascina nei boschi della Transilvania al seguito di un gruppo eterogeneo di manager rampanti alle prese con problemi estranei alle "logiche aziendali".
Inutile stare a puntualizzare come e perché il film non sia nemmeno lontanamente assimilabile ai suoi modelli, e di come banalizzi gli aspetti psicologici privilegiando l'effetto (speciale o no) di bassa lega.
A 7 km da Gerusalemme un pubblicitario in cerca di sè stesso incontra uno strano personaggio, aderente in tutto alla descrizione evangelica di Gesù Cristo. Un ottimo spot, penserà all'inizio, ma poi...
Huerga si impantana in un caos di colori e rumori, ma quando si parla di eventi così tragici e di tali ingiustizie ingiustificabili si può forse perdonare qualche lacuna ed apprezzare comunque il tentativo.
Incontriamo a roma il regista de Gli innocenti, Per Fly, che ci parla di giovani terroristi e cattivi maestri.
Cast hollywoodiano e grande qualità su RaiUno. Dopo 'Pompei', Giulio Base conferma il suo talento di regista di film storico-drammatici.
Donnersmark costruisce un meccanismo perfetto che tiene alta la tensione dalla prima all'ultima sequenza e fa de Le vite degli altri un appassionante thriller dell'anima, a tratti scanzonato, a tratti disperato, ma ricco di speranza.
Svalvolati on the road si posiziona in un generico limbo del comico che riunisce sguardo nostalgico al passato, gag slapstick e un sottofondo omofobico, fil rouge che unisce molte delle pellicole che spopolano attualmente negli USA.
A dieci anni da 'L'ultima catastrofe' torna a far danni Mr. Bean, nelle sale italiane dal 6 Aprile.
Il regista ha presentato alal stampa romana il film che ha vinto, tra le altre cose, il premo Oscar per il miglior film straniero.
Frank Miller sollecita, nello spettatore, uno degli istinti più antichi e radicati nel cuore umano: il fascino della violenza, del truculento, della guerra.
Nonostante alcuni elementi stimolanti, il film è nel complesso molto poco interessante ed ha l'enorme difetto di affrontare un tema narrativo già esaurito dalla grande produzione cinematografica al riguardo.