Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
La splendida attrice interviene alla presentazione romana della rassegna dedicata al suo lavoro dal Centro Sperimentale di Cinematografia e dal Comune di Roma.
Tirard costruisce una commedia solida e fresca, ma, per troppo amore, ne diluisce eccessivamente i tempi narrativi e quelli comici, facendole perdere di precisione e incisività.
Benchè più vicino alle atmosfere degli esilaranti episodi televisivi, questo secondo film di Mr. Bean non riesce comunque a divertire se non negli ultimi venti minuti.
Un film moderno, girato con uno stile pulito che però, nella sua parte finale, ha il difetto di diventare improvvisamente un po' troppo artificioso.
Un film disperato e sincero che non ha pudore di mostrare l'ipocrisia né la lotta alla sopravvivenza, nel tentativo di scardinare le false certezze della società danese.
Il primo documentario di Sydney Pollack soffre di un atteggiamento un po' troppo celebrativo nei confronti di Gehry, dipinto come un genio assoluto e indiscutibile.
La bravura di Olmi sta nel dare a questo suo deciso attacco antiecclesiastico i toni delicati di una storia semplice, assestando al momento giusto delle energiche stoccate che mettono in ginocchio il proprio bersaglio.
Lì dove sembrava impossibile che l'immagine potesse riscattare il potere evocativo e sobrio della parola, ci ha messo lo zampino (e soprattutto la fantasia) Neil Burger.
Il regista ha presentato a Rom il suo primo documentario, la storia di uno dei più famosi e innovativi architetti del mondo.
Un film non indimenticabile che narra tonfi e trionfi del calciatore più chiecchierato della storia; consigliato solo ai simpatizzanti di Maradona.
La Red Road è una strada della periferia di Glasgow in cui i destini di un uomo e di una donna torneranno ad incontrarsi, generando nuovo dolore ma riscattando definitivamente un passato difficile
La splendida attrice premio Oscar è passata per la Capitale per promuovere il thriller di cui è protagonista al fianco di Bruce Willis.
Sevérine è una donna-bambina che confonde continuamente la propria esistenza nei due diversi piani nei quali il film si dipana; quello della realtà e quello del sogno.
Violento e spaventoso sin dal primo fotogramma, il film, pur nascendo da uno spunto innovativo, soffre di una sceneggiatura che ripercorre tutti i luoghi comuni dell'horror giovanile.
Il maestro e l'interprete israeliano hanno incontrato la stampa per la presentazione dell'ultimo lavoro di Olmi, che fa già discutere per i suoi contenuti.
Anche di più di quanto Sin City aveva fatto in precedenza, il film di Snyder cerca di cambiare l'uso che viene fatto degli effetti speciali, passando dalla ricerca del realismo per elementi immaginari all'astrazione di elementi reali.
Un linguaggio semplice, un messaggio profondo, per il tema della perdita che non diventa mai banale e che regala lacrime di sincera commozione di fronte all'infanzia interrotta.
Anche di fronte ad un prodotto non troppo riuscito, Bisogna apprezzare la voglia di non "imitarsi" a tutti i costi e il tentativo di rinnovarsi - anche se un po' maldestro - dei fratelli Taviani.
Tra innovazione e tradizione, tra film di genere e cult movie, le nostre riflessioni sulla serie horror che ha conquistato gli appassionati.
Dopo una lunga pausa il regista di Passi sulla luna torna con questa nuova commedia all'italiana, nelle sale dal 30 Marzo.
E' l'avvincente favola in 3D del topolino dei dentini da latte, che fino a oggi non era conosciuta se non attraverso il racconto dei nostri genitori. Avvincente e geniale l'animazione e ottima la colonna sonora.
Paolo e Vittorio Taviani incontrano la stampa per discutere del loro nuovo film. I due registi sottolineano l'importanza di non dimenticare l'eccidio degli armeni.
La scelta di non mostrare si dimostra la carta vincente poiché libera la fantasia dello spettatore in un dedalo di ombre che crescono e si moltiplicano fino all'epilogo.
Liscio è una deliziosa commedia dolce-amara sul rapporto filiale e sulla realtà sociale d'oggi: circostanze e situazioni d'ordinaria vita vissuta, filtrate attraverso il racconto di un bambino più maturo della sua età.
Eddie Murphy continua a darsi al trasformismo: questa volta si triplica sullo schermo ma si dimentica che ogni tanto un po' di trama non guasta.
Qualche curiosità sulla lunga e tribolata gestazione dell'ultimo film del regista di culto Darren Aronofsky.
Il film di Ramis non è abbastanza caustico da poter essere considerato una black comedy e neanche avvincente e teso come un thriller che si rispetti, ma resta poco coraggiosamente in bilico tra i due generi, senza provare a sorprendere lo spettatore.
Il film riesce a combinare in maniera equilibrata diversi generi cinematografici e diversi registri. Se nella prima parte infatti è il realismo a predominare sul fantastico, nella seconda sono gli effetti speciali che giocano un ruolo determinante.
La Cina vince a Venezia e a Berlino, e non solo. Conquista anno dopo anno il mercato italiano, ed europeo, attraverso un "neorealismo poetico", specchio di una nazione.
Il film rappresenta un'efficace operazione di restyling delle avventure di Asterix e Obelix, che ne attualizza temi e contenuti nel rispetto della storica fisionomia dei personaggi e dello spirito originario del fumetto.
Film potenzialmente molto interessante, che sfrutta un'idea geniale nella sua perversità, Death of a President risulta validissimo sotto il profilo tecnico, ma francamente inutile nel messaggio che vuol far passare.
Le inquadrature fisse traducono in immagini la sensazione che i personaggi si trovino in un ambiente che non riescono ad abbandonare se non uscendone fisicamente e la sensazione di freddo e nettezza che si respira ad ogni scena, congela i sentimenti ad una dimensione disperata.
Regista e interprete hanno incontrato la stampa in occasione del lancio del film, in uscita venerdì in 120 copie.
Con riferimenti lla comicità di Caruso e della premiata ditta Franchi ??" Ingrassia, Ficarra & Picone hanno saputo dar vita ad un'onesta pellicola slapstick vecchia scuola, incentrata sul gioco degli equivoci e sull'ambiguità degli eventi.
Leo è Dante e la voce off il nostro Virgilio; il mezzo è in questo caso un treno che qui agisce come metafora dell'immaginario filmico, infatti non a caso lo scorrere delle rotaie è sia richiamo della ripetitività del cinema, sia dello scorrere funambolico della pellicola qui ideale specchio d'acqua che ci collega all'inferno.
Grindhouse, in uscita negli USA il 6 aprile, promette meraviglie e i trailer visibili sul sito ufficiale snocciolano inseguimenti adrenalinici, pupe mozzafiato, arti meccanici, tanto splatter, violenza a go go e un pizzico di lesbo sex.
I due comici siciliani, insieme ai colleghi del cast, ci parlano del loro prossimo film in uscita venerdì 16 marzo in circa duecentocinquanta sale.
Più che una visione dell'universo femminile una visione femminile dell'universo, ma nella maniera più ruffiana e banale possibile.
Ho voglia di te è un film estremamente furbo nel voler apparire a tutti i costi perfetto, che offre qualche momento godibile, senza però mai concedere buon cinema, che riflette sull'amore oggi, ma lo spiega con la piattezza delle frasi ad effetto.
Saw 3 conferma che la saga sembra far tesoro della "morale" incarnata dal suo villain: la sopravvivenza dipende da quando in profondità si è pronti a scavare in sé stessi, (ri)conoscersi ed a rinnovarsi partendo dal proprio passato.
I vari piani di lettura riescono a coesistere grazie allo stile del regista che, come sempre, appare garbato e sognante, con un senso dello humour velatamente sopra le righe e, in questo caso, con un azzardato gusto per l'autocitazione.
Alternando live action, animatronica, animazione computerizzata e animali veri supervisionati dagli addestratori, il film si rivolge in particolar modo a un pubblico di bambini, anche in virtù di una morale esplicita ed esibita che verte su messaggi quali amicizia, speranza, tolleranza e solidarietà.
Dopo 15 anni di assenza, Dito Montiel torna nella grande mela, a riscoprire affetti che credeva di aver perduto per sempre, e lo racconta in questa opera prima, frizzante e sincera.
David Lynch smantella la sua cittadina simbolo mattone dopo mattone, distruggendo un mito televisivo e celebrando la morte di Laura Palmer come quella di un'eroina d'altri tempi. Con i tratti più sperimentali del suo cinema presenti sempre in primo piano.
Silvana Zancolò firma un thriller psichedelico con un tocco noir e un retrogusto che, se assaporato bene, ricorda un Dario Argento prima maniera.
Fellini costruisce una sorta di documentario del bizzarro costituito da diversi episodi, ognuno dei quali riporta la sua estetica del fare e il suo amore per questa città che ha visto maturare il suo genio.
Dopo essere stato premiato da pubblico e critica allo scorso festival di Toronto, il mockumentary che narra della (fittizia) morte del presidente degli Stati Uniti sta per giungere anche in Italia, e a presentarlo è lo stesso regista.
Quello del tandem Jeunet e Caro era un cinema anarchico e inusuale, caratterizzato da uno stile cartoonesco e retrò; fortemente voglioso di non somigliare a nulla.
L'idea di base, non originalissima, non è che un pretesto per creare un vero e proprio balletto senza sosta di personaggi-caricature, che marcano di prepotenza la scena.
Cronaca di una premiazione culminata con il trionfo, meritatissimo e a lungo atteso, del regista di Queens.