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Moretti è splendido ed unico interprete possibile di una storia che per la regia si affida alla mano sapiente di Grimaldi, occhio esterno su un film che trova così un equilibrio talmente perfetto che ci lascia abbandonare ad una emozione sobria, ma intensa.
Il giovare regista debuttante incontra la stampa romana accanto alle interpreti del suo film.
Il film di Emanuele Barresi ci parla di una provincia spesso trascurata, di un mondo di piccoli artisti improvvisati, di attori passionali ma squattrinati, di un mondo dal lavoro precario e incerto, di affetti semplici e genuini.
E' affollata la presentazione romana di Caos calmo, a qualche giorno dalla prima berlinese dell'attesa pellicola di Antonello Grimaldi con Nanni Moretti.
Un documentario troppo parlato, noiosamente didascalico, che si coccola il suo protagonista senza però coglierne l'essenza, riducendolo un po' troppo semplicisticamente a simbolo.
La domanda da farsi è infatti come rappresentare oggi disastri e minacce, come raccontare una storia di questo genere dopo tutto quello che i media hanno proposto e riproposto a partire da quel fatidico giorno di più sei anni fa. La risposta è appunto, semplicemente, Cloverfield.
LaGravenese ritenta la strada da regista dopo Freedom Writers, ma i toni sobri e educati della sua scrittura si tramutano in una regia tremendamente piatta e totalmente priva di ritmo.
Versione cinematografica cartoonesca ma lontanissima dalla semplice e spassosa comicità del fumetto originale, 'Asterix alle Olimpiadi' cerca e non trova una risata scontata e demenziale.
Il cast del film arriva nella Capitale per presentare le nuove avventure dei forzuti eroi del villaggio gallico.
Fedele a molti dei tratti cari al suo cinema, dal tema dell'ossessione allo smascheramento di una certa società borghese, con questo film Chabrol si insinua nell'ambiguità e nelle diverse venature del desiderio e della perversione, sia maschili che femminili.
Si sa ormai cosa aspettarsi, da un film della serie di Saw. Tuttavia, nonostante l'inizio di usura della formula, alcuni elementi di novità salvano questo episodio dalla sindrome del già visto.
Inizia il conto alla rovescia verso il 24 febbraio, e il vantaggio di Non è un paese per vecchi sembra farsi incolmabile, anche se Il petroliere ha conquistato lo stesso numero di candidature.
Una storia di crescita e di vecchiaia, di malattia e morte, di ambizioni cristallizzate, con due adulti quarantenni danneggiati, 'crisalidi', con una propria maturità non raggiunta.
Inevitabile una certa banalità d'impianto, il film di Reiner ha l'enorme pregio di cercare di parlare, nel mondo della grande produzione degli studios, a un pubblico vastissimo di un tema quasi tabù.
Un film a misura di bambino e di chi, già cresciuto, vuole farsi catturare per un po' dai sogni della propria infanzia, quando era normalissimo dialogare anche con un orso di peluche.
Purtroppo il film di Lizzani non va molto oltre il merito di affrontare una storia così losca, ma non si affranca mai da un eccessivo didascalismo e paga lo scotto di un casting alquanto deficitario.
La narrazione segue il ritmo dell'avvicendarsi delle stagioni, i paesaggi, resi straordinariamente vividi da un'animazione accuratissima, traducono in immagini i sommovimenti degli animi scossi dalle passioni adolescenziali.
L'idolo degli adolescenti incontra la stampa in occasione del film che rappresenta il suo debutto alla regia.
Il film racconta un'adolescenza opulenta e monocorde, di una medietà talmente smaccata da non essere rappresentativa di nulla, nemmeno di quella Roma bene viziata e qualunquista che Moccia ama raccontare con un descrittivismo vuoto e frivolo.
Il variegato programma di questo decennale della kermesse ha proposto un buon livello complessivo delle opere presentate, con almeno un paio di titoli che ci hanno sorpreso per quanto hanno saputo dire attraverso l'animazione o i prodigi digitali.
Al Future Film Festival, il team Pixar racconta la genesi di Lifted e di Your Friend the Rat, gli ultimi, esilaranti cortometraggi animati dello studio.
Il documentario corre veloce verso il finale mantenendosi perfettamente in linea col mood americano, quell'ottimismo talmente solido che spesso rischia di essere scambiato per superficialità.
La nuova creatura degli autori dei due L'era glaciale approda in anteprima, con un filmato di 22 minuti, al Future Film Festival di Bologna.
Un film su cui pesa la totale assenza di suspence: la dimensione del thriller non funziona, i brividi scarseggiano, la tensione cede spesso e volentieri il passo alla noia, e gli effetti speciali non sono così mirabolanti come ci si aspetterebbe.
Il concorso della kermesse bolognere prosegue con pellicole vigorose e toccanti; accanto ad esse, anteprime di rilievo sul fronte fuori concorso, come Alien vs. Predator 2 e il nuovo lavoro degli autori de L'era glaciale.
Seconda giornata di lavori all'insegna del cinema nipponico, dai sentimenti shojo ai blockbuster live action. Ma arriva anche il delicato film di animazione spagnolo Nocturna.
Ben presto la sensazione del già visto attanaglia lo spettatore senza abbandonarlo fine alla fine: la mancanza di originalità una complessiva debolezza dello script,rappresentano le pecche principali di un lavoro troppo poco incisivo.
Tradizionale ormai l'appuntamento del Future Film Festival con la fabbrica dei miracoli cinematografici di George Lucas che ha appena celebrato il suo trentennale.
Una commedia sentimentale brillante intessuta nella trama di un romanticismo senza tempo che sa essere del tutto moderno.
'L'incubo di Joanna Mills' è costantemente in bilico tra realtà e visioni, ma non riesce ad ottenere un risultato interessante da questa continua fusione di piani narrativi.
Manca la verve e il materiale narrativo sufficiente per un intero film e i continui show dei tre scoiattoli sono davvero duri da digerire anche per lo spettatore più disponibile.
Primi vagiti all'insegna del Sud America per il festival bolognese alla sua decima edizione: e arriva subito una piacevole sospresa.
L'ingenuità del voler farsi portavoce di troppi malesseri costa cara al film, che troppo spesso si perde in microstorie che distolgono dal suo cuore, da quel rapporto che sta malinconicamente affondando ed è pronto a riempirsi i polmoni d'aria prima di lasciarsi vincere dall'oscurità delle onde.
Il punto di vista di una donna su quegli anni raccontato attraverso la figura di un'altra donna, messo in scena attraverso il desiderio di vivere le passioni senza titubanze e di affrontare le conseguenze e le sconfitte delle proprie battaglie.
Il regista del film, in uscita il 18 gennaio, presenta la pellicola alla stampa in compagnia delle due protagoniste.
Un emozionato Banfi ha incontrato la stampa romana per presentare l'atteso sequel della storica commedia L'allenatore nel pallone.
Un'operazione che si discosta totalmente dal celeberrimo primo capitolo, connotandosi come un blockbuster all'italiana, che strizza l'occhio al lato più prettamente commerciale della scia di uno dei più solidi e riusciti film di genere degli anni '80.
Approda anche in Italia il successo delle feste in USA: protagonista e regista lo presentano alla stampa della Capitale.
Nick Cave e Warren Ellis di nuovo insieme per un OST, quello del film di Andrew Dominik, caratterizzato da archi, pianoforti e una leggiadria di fondo lontana dalle sfuriate ritmiche di Grinderman e Bad Seeds.
Attraverso una serie infinita di luoghi comuni, personaggi e situazioni al limite del macchiettistico, il film della Comencini assume più le sembianze di un atto dovuto e perbenista che come il frutto di un vero sentimento di indignazione nei confronti del razzismo, quello vero.
Il film di Lawrence converte ogni riflessione dubitativa e ogni concezione relativista in un monolitico e testardo aggrapparsi all'assolutismo etnocentrista della cultura conservatrice contemporanea.
Nella vita non è sempre tutto bianco o nero... esistono le sfumature. Parola di Cristina Comencini, che presenta il suo nuovo film, una commedia sull'amore tra uomini e donne di razze diverse con Fabio Volo e Ambra Angiolini.
Gillespie va oltre la rappresentazione lieve di una nevrosi: coinvolge nella favola di metamorfosi ed evoluzione tutta una cittadina che dopo l'incontro con Bianca pare risvegliarsi e far emergere problemi sotterranei, conflitti irrisolti, vuoti del cuore.
Il flop de La bussola d'oro fa tremare la New Line e Hollywood s'interroga: le potenzialità commerciali del fantasy sono già esaurite?
Zombie re-inventa il classico di Carpenter da un lato attraverso un'impronta stilistica matura e consapevole, dall'altro fornendo a Micheal Myers un volto e un background socio-culturale.
Non è un capolavoro, non spaventa e non stupisce, ma gli elementi della storia sono tenuti insieme con compattezza grazie al leitmotiv dell'autoironia dei vari personaggi.
Qualche anticipazione sulle uscite più attese dei prossimi mesi per l'inizio di un nuovo anno che si preannuncia ricco come mai.
Un'analisi della rosa dei possibili candidati nelle quattro categorie attoriali, alla luce degli ultimi sviluppi della stagione degli awards.
Sonorità folk acustiche e niente grunge per l'album di Eddie Vedder, soundtrack ideale per il film di Sean Penn.
Per apprezzare questo film ci si deve calare nello spirito sudamericano, nelle sue coloriture a volte grottesche, nei simbolismi, in quelle che, agli occhi di un europeo, possono sembrare forzature che non sfigurerebbero in una telenovela.