Recensione L'amore secondo Dan (2007)

Un perfetto date-movie che non mancherà di strapparvi qualche risata e che non sfigurerà nel curriculum di un attore di cui sentiremo parlare per molto tempo.

Riunione di famiglia con sorpresa

Dan Burns (Steve Carell) è un ottimo padre. Lo prova la sua rubrica giornalistica, in cui dispensa intelligenti e sensati consigli a genitori in difficoltà. Ma a volte, gli dice la figlia più piccola, Lilly, non è un bravo papà. D'altronde, chi potrebbe giudicare meglio delle sue tre bionde, deliziose e precoci ragazze, che, perduta l'adorata mamma, sono rimaste a fare i conti con un genitore più impegnato a sorvegliare la loro vita privata che ad occuparsi della propria? Dan è costretto a compiere l'ennesimo, inevitabile atto di hubris paterna quando strappa la quindicenne Cara agli abbracci del suo Marty per trascinarla a Rhode Island, a casa dei nonni, dove è in programma una delle tradizionali, festose e movimentate riunioni familiari dei Burns.
Appena arrivato nella grande dimora avita, Dan viene praticamente spedito a prendere aria dalla madre, che vuole fare sfuriare le nipotine. Lui ne approfitterà per una visita in libreria che avrà conseguenze imprevedibili: sulla sua strada, infatti, c'è Marie (Juliette Binoche), una donna incantevole con cui per la prima volta dopo la morte della moglie Dan riesce ad rilassarsi, a ridere, a confessarsi. Purtroppo lei ha avviato da poco una relazione, e i due si salutano con la promessa di risentirsi per darsi, chissà, un'altra chance.
La separazione non durerà a lungo: Marie infatti approda a sua volta a casa Burns in qualità di neo fidanzata ufficiale di Mitch, il fratello scapestrato e donnaiolo di Dan. I due preferiscono non rivelare nulla del loro incontro per evitare complicazioni imbarazzanti; ma le complicazioni, inutile dirlo, sono appena iniziate.

L'amore secondo Dan potrebbe essere accusato di un'eccessiva somiglianza nel plot con il meno riuscito La neve nel cuore, recente rom-com natalizia firmata da Thomas Bezucha. E non a torto. Non c'è molto di originale nella pellicola scritta e diretta da Peter Hedges: struttura, tempi comici, temi, tutto è orchestrato nella maniera più rassicurante e prevedibile. Ma qui c'è esattamente quello che manca al soporifero e asettico La neve nel cuore: il calore, la sincerità, il realismo delle atmosfere familiari, e soprattutto una solida e accattivante figura centrale. Perdonateci l'iperbole, ma dobbiamo metterlo nero su bianco, per una volta: Steve Carell è un genio. La sua capacità di lasciare intuire strati e strati di malinconia, confusione, ingenuità, frustrazione, sofferenza sotto la superficie di personalità divertenti è incredibile, la complessità emotiva delle sue maschere comiche - a partire da quella che interpreta regolarmente da anni nella serie The Office - è quasi chapliniana.

Resta il fatto che la sceneggiatura de L'amore secondo Dan non osa ciò che avrebbe potuto e dovuto osare con a disposizione un protagonista di questo calibro e considerate le potenzialità di Hedges, e anche la regia non abbandona di un centimetro il sentiero mille volte solcato prima dai pionieri e poi dai mestieranti del genere. Ma anche così, L'amore secondo Dan è un perfetto e inoffensivo date-movie che non mancherà di strapparvi qualche risata e che non sfigurerà nel curriculum di un attore di cui sentiremo parlare per molto tempo.

Movieplayer.it

3.0/5