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Il regista tedesco conferma con 'In the Name of the King' la sua tendenza a lavorare su adattamenti dal mondo dei videogiochi, come già successo di frequente nella sua carriera, per esempio con Alone in the Dark e Bloodrayne.
Horror-thriller demoniaco per teenager, Il mai nato segna il ritorno dietro la macchina da presa di David S. Goyer, un mago nella creazione di mondi paralleli oscuri e funesti, sceneggiatore degli ultimi due Batman, de Il corvo 2, di Dark City e della trilogia di Blade.
Si vorrebbe riabilitare una figura da sempre tacciata di astuta perfidia, ma ci si impantana in un discorso fragilmente formulato sul dovere di dare a Iago quel che è di Iago, per far sì che la frustrazione non si traduca in scorrette macchinazioni.
Una parata di icone dell'heavy metal dei tardi anni '80 accompagna la rinascita di Mickey Rourke.
Dopo un periodo di crisi creativa, il regista ascolano torna al cinema con una drammatica storia che ha come protagonisti uno scrittore di successo e un'istruttrice di nuoto che nasconde un segreto, interpretati da Valerio Mastandrea e Valeria Golino. Regista e attori hanno presentato oggi il film a Roma.
Il film di Gansel dimostra che la società odierna è ben lontana dall'aver rigettato i dogmi fondativi della dittatura, ma che anzi è convinta a sottostarvi in modo facile e banale. E che negare la spinta dell'uomo verso la volontà di sopraffare altri uomini è profondamente sbagliato e ancor di più pericoloso, perchè ci rende incapaci di riconoscere il problema perfino se lo abbiamo sotto gli occhi.
Un trionfo di pop e R&B da classifica, perfetto per adolescenti col pallino dello shopping.
Sole e tragicamente private dei loro compagni, Ray e Lila sono quasi virili nei loro bruschi modi e nei loro silenzi, ma sono madri sopra ogni altra cosa. Ed è la maternità il cuore di una pellicola che, girata con mezzi estremamente limitati, riesce a raccontare questo bizzarro legame con elementi di dramma, thriller e persino action.
Il giovane attore romano interpreta l'ambizioso Iago nella rivisitazione dell'Otello di Shakespeare diretta da Volfango De Biasi che riabilita una figura così controversa, disposta ad usare metodi scorretti per ribellarsi alle ingiustizie che gli capitano. Regista e cast hanno presentato oggi il film alla stampa.
Prima di calcare il palco del Festival di Sanremo in qualità di ospite, l'attore francese ha incontrato la stampa a Roma per presentare la prima parte del biopic sul gangster francese Jacques Mesrine.
'Hotel Bau' è il gradevole esordio alla regia di Thor Freudenthal, che riesce a mettere insieme un film vivace e divertente che, pur non imponendosi come un capolavoro del genere per ragazzi, ha dalla sua il saper rappresentare un buon passatempo per tutta la famiglia.
Registi e protagonisti di questa opera i prima, Alessandro Di Felice e Cristiano Di Felice raccontano il loro film, incentrato proprio sul rapporto fraterno.
E' un racconto composto, scavato nei canoni di una narrazione classica e una messa in scena retro, con una ricostruzione storica che sa restituire il sapore di un'epoca ormai lontana.
Il regista Iain Softley dirige un film che ambisce a unire una riflessione sulla pagina stampata, sulla sua fruizione e il suo rapporto col cinema, con le esigenze narrative proprie del genere fantasy.
Trova finalmente una distribuzione in sala, seppure molto limitata, il film di Beppe Cino che ha girato numerosi festival col titolo di Maria Venera. Abbiamo incontrato il regista per parlare di 'Quell'estate felice', opera nostalgica ispirata ad un romanzo di Gesualdo Bufalino.
Qualche limite sotto il profilo audio per l'edizione Blu-Ray del capolavoro assoluto di Scorsese. Ottimo invece il video che rievoca la visione in pellicola. Ricchi gi extra ma analoghi all'edizione DVD Top Edition a due dischi.
Il cuore del film è tutto nella comicità fisica (se non addirittura slapstick) di Steve Martin che è al centro di quasi ogni sequenza del film ed autore di un paio di scene che non possono non strappare un sorriso anche agli spettatori più seriosi.
Ad ogni angolo del film si trova l'occasione di sbeffeggiare, criticare, o insultare sottilmente, ma sempre con aria spensierata, coltivando l'ambizione di una slapstick comedy impegnata, una favola moderna che riflette sulle differenze che intervengono tra il ricco Ovest e le tasche vuote di chi vive ai margini del mondo.
La polvere del tempo è una pellicola potente e a tratti volutamente incomprensibile, un'opera criptica e mastodontica difficile non solo da giudicare, ma anche da far propria durante la visione proprio perché ostinatamente appartenente a un cinema d'autore i cui stilemi si stanno ormai disperdendo nella produzione contemporanea
Il film di Chen Kaige si propone come potente affresco che sfrutta la forma del biopic per narrare cinquant'anni di storia cinese a partire dall'inizio del ventesimo secolo, quando il piccolo Mei muove i primi passi nel mondo dell'arte drammatica e del canto, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, e con essa dell'occupazione giapponese della Cina.
Riccardo Scamarcio ospite alla Berlinale per presentare Verso l'Eden, evento speciale che chiude il festival diretto dal maestro Costa-Gavras.
La conferenza stampa si trasforma in spettacolo quando alla Berlinale arriva Steve Martin con i colleghi Jean Reno e Aishwarya Rai per presentare il divertente La pantera rosa 2.
Nel raccontare il loro rapporto con il loro strumento d'elezione, la chitarra elettrica, e genericamente con la musica, Jimmy Page, The Edge e Jack White parlano delle proprie radici, delle fasi della loro carriera, e le immagini accompagnano la narrazione regalandoci un'autentica cornucopia di deliziose curiosità.
Il film di Wajda si propone come riflessione sentita sulla morte, sulla malattia e sul modo in cui ci si rapporta ad essa, nonché sulla giovinezza e sulle tragedie che possono coinvolgerla.
Il biopic su Notorious B.I.G. genera una retrospettiva musicale sul rapper newyorchese assassinato nel 1997.
Un film moderno e maturo capace di catturare l'orrore e l'essenza psicologica dei primi film della saga distanziandosene quanto basta per non essere considerato una scopiazzatura.
My One and Only è una commedia convenzionale ma piacevole, con la Zellweger in un ruolo che si addice particolarmente al suo tipo fisico e al suo stile di recitazione.
Ispirandosi alla più classica tradizione dell'action, il regista Yanes sceglie di seguire sincronicamente le sue quattro protagoniste intente nella preparazione del loro piano criminale che prevede una terribile vendetta ai danni del feroce Felix, boss della droga messicana.
Quando non si lascia appiattire dalla tentazione della critica sociale politically correct, l'opera di Lioret si lascia apprezzare per la leggerezza di alcuni momenti che si svincolano dal dramma e fanno di situazioni comuni fonte di divertenti sketch.
Sfruttando unicamente la logica, la riflessione, la Storia e il suo strafottente talento di showman Maher riesce a dipingere un affresco a dir poco agghiacciante della nostra società, a raccontare le religioni come le più grosse fandonie che l'uomo sia riuscito mai a creare.
Theo Angelopoulos ospite alla Berlinale insieme a Willem Dafoe, Irène Jacob e Bruno Ganz per presentare la sua ultima opera, La polvere del tempo.
Se Hornby abbandona i riferimenti alla cultura a lui più vicina, al tempo stesso prosegue perfettamente il suo percorso di analisi della vita adolescenziale e soprattutto della fase di crescita (spesso precoce) verso il mondo adulto.
E' opera di una cineasta peruviana di trentadue anni il film più femminile, viscerale e toccante in competizione alla 59. Berlinale.
Oltre che una fotografia sobria su un recente capitolo nero della storia di Londra, il film di Bouchareb rappresenta una delicata riflessione sul tema del razzismo che ci tiene distanti dal nostro vicino, rischiando di allontanarci anche quando ci sarebbe bisogno di stringersi nello stesso dolore.
L'intento del regista Mitchell Lichtenstein in Happy Tears è quello di mirare al cuore del pubblico facendoci ridere, piangere, coinvolgere o intenerire a seconda delle situazioni mostrateci così per raggiungere lo scopo butta nel calderone un pout-pourri di ingredienti che purtroppo mal si amalgamano tra loro.
Prodotto da Voletta Wallace, madre di B.I.G., il film non può che essere tenero con il suo protagonista e ciò si traduce in una sterilizzazione della sua personalità e del suo carattere.
L'esordio alla regia di Peter Strickland è una ipnotica favola nera con protagonista un paesaggio minaccioso e la bellezza fiera e selvaggia di Hilda Péter.
Michelle Pfeiffer affronta con grande coraggio il ruolo di una donna bellissima che accetta gradualmente, non senza momentanee crisi e non senza illudersi, seppur brevemente, l'ineluttabilità della propria decadenza fisica.
Una larga rappresentanza del cast accompagna il regista per la presentazione alla Berlinale del film in cui due attrici interpretano due ben assortite sorelle alle prese con un genitore "difficile".
The Private Lives of Pippa Lee imbocca la via della narrazione non lineare procedendo per continui salti temporali tra presente e passato e giocando con lo spettatore attraverso l'uso di raccordi di montaggio dichiaratamente espliciti ed ellissi temporali che ci guidano alla scoperta degli eventi fondanti della vita di Pippa.
Nick Hornby approda a Berlino nell'inedita veste di sceneggiatore per presentare An Education. Con lui la regista Lone Scherfig e i protagonisti Carey Mulligan e Dominic Cooper.
L'emozionante film su Harvey Milk, eroe gay della speranza, è stato presentato come evento speciale nella sezione Panorama del festival tedesco. Un interessante incontro con il regista e lo sceneggiatore svela i segreti del film candidato a otto premi Oscar.
Il regista e l'attrice si ritrovano venti anni dopo Le relazioni pericolose per Cheri, film presentato in concorso a Berlino 2009. Con loro sul red carpet della kermesse tedesca il giovane talento Rupert Friend e lo sceneggiatore Christopher Hampton.
Intervista all'autrice della serie di bestseller che ha ispirato il film I Love Shopping, con Isla Fisher e Hugh Dancy.
Attori giovani, carini, volenterosi come Emanuele Bosi e Maria P. Petruolo ce la mettono tutta per vivacizzare questa trama adolescenziale che vede Andrea e Giulia, i loro personaggi, dedicarsi anima e corpo a un primo amore che travolge inesorabilmente le loro vite.
Presentato a Roma il film che si ispira al successo di Baglioni, Questo piccolo grande amore, e che terrà compagnia agli innamorati nel periodo di San Valentino.
Il regista Oren Moverman presenta in concorso a Berlino il drammatico The Messenger accompagnato dalle star Woody Harrelson e Ben Foster.
L'ossessione della contessa viene qui attribuita ad una storia d'amore contrastata e bloccata sul nascere, raccontata con un occhio compassionevole e quasi comprensivo che non permette di indagare a fondo nell'animo più oscuro della protagonista.
Il confronto tra i due protagonisti è seguito dal regista nella quotidianità del loro rapporto, sporcata da un'insoddisfazione che allarga una distanza non facile da colmare.
L'impeccabile Keanu Reeves e la volitiva Robin Wright Penn sono approdati a Berlino insieme alla regista Rebecca Miller per presenziare all'anteprima della commedia The Private Lives of Pippa Lee.