Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
L'attrice e regista, impegnata nella presentazione della sua terza prova dietro la macchina da presa, ha incontrato la stampa accreditata a Berlino.
L'approccio di Moverman e del co-autore dello script Alessandro Camon è il punto di forza di una pellicola che vive i suoi momenti migliori proprio nei difficili momenti in cui i due protagonisti affrontano il dolore di genitori, sposi, parenti.
L'eclettico mix di culture musicali realizzato da A.R.Rahman per il commento musicale di The Millionaire.
Gli ignari fruitori di Rage si vedono catapultati di fronte a loro una serie di personaggi più o meno direttamente legati al mondo dell'alta moda che riversano confessioni, dubbi, frustrazioni e lamentele sull'impietoso occhio della macchina da presa.
Come nel suo precedente lavoro, la Puenzo lavora soprattutto sulle atmosfere, schizza di onirismo il suo film, ma si lascia prendere la mano e finisce con l'eccedere nel melodramma.
Sally Potter a Berlino con Steve Buscemi e Lily Cole per presentare il suo Rage, pellicola sperimentale girata in digitale che fotografa i retroscena del mondo dell'alta moda.
La piccola opera prima di Adrián Biniez restituisce, col suo spirito sensibile, quell'umanità che troppo spesso le apparenze celano o che le opportunità mancate negano.
Moodysoon sembra innamorarsi dei suoi stessi personaggi, mostrandoci più del dovuto della loro vita e delle loro giornate e finendo così per perdere completamente di vista la necessità di raccontare un qualcosa.
Il regista Lukas Moodysson e una compagine di interpreti capitanata da Gael García Bernal ha incontrato la stampa dopo la proiezione stampa berlinese del film.
Ai legal thriller made in USA Storm, co-produzione tedesca, danese e olandese, è certamente debitore per alcune tecniche di caratterizzazione dei personaggi e delle loro dinamiche relazionali, ma soprattutto ne eredita il paradigma narrativo.
Nonostante la sceneggiatura, che resta il vero punto debole del film, In The Electric Mist è recitato da un cast perfetto nel quale primeggia un ottimo Tommy Lee Jones.
Un film che mantiene i brividi sulla pelle, nonostante si mostri come semplice ricerca. La tensione resta sempre alta in questo continuo e travolgente confronto tra i personaggi, lasciando stupiti per l'equilibrio col quale è costruita.
Alternando una puntuale ricostruzione storica a un abbondante uso di immagini di repertorio, John Rabe scorre rapido verso il drammatico finale riproponendo le tappe essenziali dell'opera del dirigente tedesco e dei suoi sforzi per proteggere il maggior numero possibile di cinesi dalle rappresaglie dei soldati del Sol Levante.
Una donna enigmatica e sfuggente - fragile, ma non pavida, sola, ma non arida, pietosa, ma non patetica, colpevole, ma non spezzata - è il cuore di The Reader, e la rivelazione sul suo passato è un duro colpo per il giovane eroe del film, oltre che, su scala più ampia, il trauma che ha colpito diverse generazioni del popolo tedesco.
Un tipico prodotto europeo festivaliero, caratterizzato da uno stile asciutto ed essenziale e da interpretazioni convincenti che permettono di sorvolare su alcuni limiti in fase di scrittura e su un plot dagli sviluppi facilmente prevedibili.
Delicato e grazioso, il film si snoda nella progressiva accettazione che segue lo stupore per la scoperta della "diversità" di Ricky, neonato metà pollo e metà angelo che si diverte a sconvolgere l'esistenza del nucleo familiare volandosene di qua e di là.
Nel film si gioca col terrificante sostrato caratteriale degli spietati assassini, portati per l'occasione a identificarsi con i Quattro Cavalieri dell'Apocalisse.
In questo lungometraggio animato, popolato da una irresistibile galleria di scienziati pazzi e assistenti gobbi, sono evidenti i richiami a Frankenstein Junior, il capostipite di molte altre parodie dell'immaginario orrorifico sul grande schermo.
Terra Madre svela fin da subito la propria natura di opera politica e, come tale, persegue ostinatamente le proprie teorie selezionando singoli casi particolarmente significativi per poi estendere il discorso a una dimensione universale in cui si auspichi un ritorno alla natura e a una produzione alimentare sostenibile.
Tykwer si conferma regista dall'occhio fine che sa cogliere al meglio le geometrie degli spazi e il fascino degli ambienti, nonché un grande pennellatore di dettagli. Troppo spesso però il film si limita a uno spettacolo gelido dove la ricerca formale si fa più intrigante del contenuto, zeppo di fronzoli ma povero di idee forti.
Un plot complesso, un villain inafferrabile - una potentissima banca - e un eroe affascinante e determinato per il film di Tom Tykwer. Protagonisti della conferenza stampa sono il regista e la star Clive Owen.
Non possiamo negare che le avventure delle simpatiche scimmiette possano divertire il pubblico più giovane, target primario di 'Space Chimps', ma è anche vero che non possiamo chiudere gli occhi di fronte al contesto in cui il film arriva nelle sale ed al confronto con la concorrenza diretta, dal quale resta inevitabilmente sconfitto.
Sarà dall'incontro di due creature estranee ai rispettivi mondi, il topo Despereaux e il ratto Roscuro, che si accenderà la scintilla in grado di riportare armonia nel tormentato reame in cui persino le zuppe, per ordine di un sovrano sempre più scorbutico e triste, sono state bandite.
Anche in questo sequel gli appassionati delle più cupe atmosfere fantasy/horror troveranno pane per i loro denti, specie qualora abbiano in dotazione canini taglienti e affilati.
Devendra Banhart, Vampire Weekend, We Are Scientists e Richard Hawley fra i protagonisti di una colonna sonora ad alto contenuto indie rock.
La storia di una tenera storia d'amore tra due personaggi un po' demodè che si svolge in una New York magica e avvolta dalla notte e dalla musica.
Eagle Eye è un onesto action thriller che abbandona scenari fantascientifici e ardite riflessioni filosofiche per concentrarsi su un'avventura ad alto tasso adrenalinico costellata da inseguimenti mozzafiato e rocambolesche scene d'azione che strizzano l'occhio ai classici del genere.
Le due ore di durata del nuovo film di Brizzi trascorrono agevolmente, il tempo di ridere a denti stretti della grande beffa dell'amore, per ricordarci che in una coppia, oltre l'Eden dei primi baci, bisogna sopravvivere alla faticosa tortura del quotidiano.
'Il primo respiro' è un documentario che indaga sul significato misterioso del parto, avvenimento unico nel suo eterno ripetersi, che cela aspetti e sfumature che la ragione umana non è in grado di possedere e spiegare nella loro complessità.
Quello della nostra redazione per Il cavaliere oscuro è un consenso totale e plebiscitario: il film di Christopher Nolan è comparso in tutte le liste personali dei dieci migliori film dell'anno, spesso nelle prime posizioni, finendo per guidare la top ten redazionale con ampio margine.
Cinque premi, tra cui miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura, vanno al fenomeno dell'anno, Il cavaliere oscuro. Nelle categorie attoriali si impone Sweeney Todd.
La presentazione dei primi episodi di Casshern Sins è l'ennesimo omaggio a Kyashan, personaggio creato dalla Tatsunoko nel 1973 per quella serie dai toni apocalittici che è tuttora un cult dell'animazione giapponese.
A pochi giorni da San Valentino, arriva al cinema la nuova commedia romantica di Fausto Brizzi che promette di commuovere e far ridere andando ad esplorare il 'ciclo dell'amore' che regola le relazioni. 'E' il mio primo vero film, quello che sognavo di fare da sempre' ci racconta il regista alla presentazione del film, accompagnato dall'intero cast.
La Thomas fa della sua protagonista una donna solo apparentemente chiusa e dura, ma allo stesso fragile e tesissima, e lo fa con pochissimi dialoghi e tanti gesti quasi impercettibili ma che rendono la sua performance minimalista e indimenticabile, e il suo personaggio credibile fin dalla prima scena.
Operazione Valchiria, pur non convincendo appieno nella sua ricostruione storica, si struttura come un thriller solido ed appassionante, estremamente efficace nel suo potente dispiegarsi di fronte agli occhi dello spettatore.
Un grande film, di quelli che all'uscita dalla sala ti lasciano quella strana sensazione di appagamento, quella rara consapevolezza di aver assistito a qualcosa di più di un semplice spettacolo, a qualcosa che va oltre la messa in scena e la recitazione.
Il "duello" con Frost è decisamente spettacolarizzato nonché inserito nell'ottica e nella struttura del thriller: il risultato è che la serrata pièce teatrale di Peter Morgan si trasforma in una pellicola solida e coinvolgente, che, più che indagare sullo scandalo del Watergate, ci induce a riflettere sul rapporto tra i media e il potere e sull'importanza della componente di showmanship nel giornalismo televisivo.
Sebbene parta come una favola da mondo incantato, il film si trasforma ben presto in un vero e proprio horror della contemporaneità, rivelando la tortura del quotidiano e lasciandosi andare anche a una critica sottile verso questo mondo moderno perennemente in corsa, ma vicino al precipitare.
L'adattamento americano di REC ne è sostanzialmente la copia carbone. Scelta "eticamente" contestabile ma con una sua logica commerciale. Eppure nonostante l'assoluta similitudine il film americano manca di mordente ritmo e suspance.
Il regista di Operazione Valchiria si racconta in esclusiva a Movieplayer: dalla sua passione per il periodo nazista agli incroci con Paul Verhoeven, dall'importanza del rapporto con Cruise alla necessità di un film del genere per il pubblico americano, Bryan Singer ci spiega di come è nato il suo film sul conte von Stauffenberg.
Dopo le dure critiche piovute sul film in Germania, Operazione Valchiria arriva nel belpaese. Al centro la figura del colonnello von Stauffenberg, eroe nella pellicola, reazionario antisemita per buona parte della storiografia. In un clima disteso, il regista lo sceneggiatore e il protagonista hanno modo di dire la loro
Mar Nero si rivela una scommessa vinta con successo, a dimostrazione del fatto che un cinema italiano di qualità è possibile se si è capaci di assorbire con leggerezza e umiltà la lezione del passato scrollandosi, però, di dosso la sudditanza verso i maestri.
A metà strada tra un cinepanettone e un cinico manuale d'amore nei confronti dello Stivale, Giovanni Veronesi confeziona il suo patriottico prontuario dell'italiano imperfetto raccontando le vicissitudini di quattro italiani all'estero.
Nonostante i suoi limiti, 'Il respiro del Diavolo' resta una produzione godibile per gli amanti della tensione e per gli estimatori di Josh Holloway, che non faranno fatica a ritrovare il ben noto ed amato Sawyer anche in questo ruolo per il grande schermo.
Il cinema ha sempre fornito la stessa immagine degli ebrei in tempi di guerra sottolineando quella abominevole persecuzione alla quale sono stati condannati per anni. E non sono certo mancati quei titoli che ci hanno messo al corrente dell'animo buono dell'eroe di turno che col proprio coraggio ha sottratto tante vite umane allafuria nazista. Mai nessuno si era però mescolato con coloro che scelsero di ribellarsi.
Il film di Van Sant va a farsi voce e guida di una comunità, quella omosessuale, ancora lontana dalla conquista di diritti fondamentali, attraverso il canto di uno dei suoi eroi. Pur trattenendosi nel ricamo visivo della pellicola, il regista rende comunque di notevole impatto il narrato, assicurando grande importanza ad ogni singolo evento di cui dà conto, della vita di Harvey Milk.
Dodici mesi fa, l'attore australiano si spegneva tragicamente in un appartamento newyorkese, lasciandosi alle spalle un'interpretazione da Oscar e un mistero sempre più fitto, che insieme ad altri tasselli mediatici - voci, rivelazioni, ricordi - contribuisce ogni giorno a consolidare il suo mito.
Presentato a Roma dal produttore Aurelio De Laurentiis e dai protagonisti Carlo Verdone, Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio il nuovo film di Giovanni Veronesi dedicato all'insostenibile leggerezza dell'essere...italiani.
Un atipico, romantico epos che attraversa decenni di mode, icone, atmosfere ed eventi della storia e della cultura occidentale con enorme sfarzo e incredibile perizia tecnica fino ad accompagnare i suoi eroi ai giorni nostri.
Non solo vittime, ma capaci di organizzarsi per resistere al massacro ad opera dei tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Questa l'immagine degli ebrei di Bielorussia, guidati dai fratelli Bielski, che propone Defiance - I giorni del coraggio. Per presentarlo sono giunti a roma l'attore inglese e il regista Edward Zwick.